Sardegna oltre le spiagge: Syusy e Patrizio cambiano rotta
🌐 Slow Tour Sardegna porta al centro del viaggio cammini, borghi, archeologia e paesaggi rurali. Con Syusy Blady e Patrizio Roversi, il progetto punta a raccontare un’Isola da vivere tutto l’anno attraverso televisione, web, social e stampa.

La Sardegna prova a cambiare prospettiva: accanto alle spiagge mette i cammini, le comunità dell’interno, i paesaggi agricoli e le storie custodite nei territori. È questa la direzione di “Slow Tour Sardegna”, il progetto di comunicazione multimediale presentato giovedì 15 ottobre 2026 al TTG Travel Experience di Rimini, nell’ambito degli appuntamenti dell’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu, con la partecipazione di Syusy Blady.
L’iniziativa coinvolge Syusy Blady e Patrizio Roversi, gli storici protagonisti di “Turisti per Caso”, e nasce nella strategia della Regione Sardegna, attraverso l’Assessorato del Turismo, in collaborazione con la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano. L’obiettivo è ampliare le occasioni di visita oltre la stagione balneare, facendo emergere un’offerta culturale, naturalistica e rurale capace di parlare anche al pubblico internazionale.
Slow Tour Sardegna, il viaggio riparte dai territori
Il turismo lento diventa il filo conduttore di un racconto che invita a fermarsi, incontrare persone e comprendere i luoghi attraversati. La scommessa riguarda soprattutto il tempo dedicato all’esperienza: un borgo, un sito archeologico o un paesaggio agricolo acquistano significato attraverso le storie di chi li abita e li custodisce.
Per il sistema turistico regionale, questa impostazione punta ad aprire opportunità anche lontano dai periodi di maggiore affluenza. Distribuire l’interesse su territori e stagioni differenti è il traguardo dichiarato del progetto. La comunicazione dovrà trasformare questa varietà in motivazioni concrete di viaggio, rendendo riconoscibili esperienze che spesso restano ai margini dell’immagine più diffusa dell’Isola.

Dieci episodi tra cammini, borghi e luoghi di culto
Il progetto prevede dieci episodi web, con riprese in diverse località sarde. Al centro ci sono itinerari da percorrere a piedi, a cavallo e in bicicletta, con particolare attenzione al Cammino di Santu Jacu, alla Via dei Santuari e al Cammino 100 Torri. Percorsi diversi, accomunati dalla possibilità di mettere in relazione paesaggio, memoria e presenza umana.
I cammini diventano così una struttura narrativa: collegano centri storici, destinazioni di pellegrinaggio, testimonianze archeologiche e patrimoni ambientali. Ogni tappa offre l’occasione per entrare nella vita dei territori. Il movimento conserva la propria importanza, ma il valore del viaggio dipende anche dalle soste, dagli incontri e dalle domande che un luogo riesce a suscitare.
Syusy Blady esplora il volto femminile dell’Isola
Lo sguardo di Syusy Blady si concentra sui borghi e sul patrimonio culturale, attraversando anche realtà segnate dallo spopolamento. Il suo itinerario segue il ruolo del femminile nella storia e nell’immaginario sardo: dalle janas ai simboli collegati alla Dea Madre, fino alla figura di Eleonora d’Arborea.

È un percorso che richiede di distinguere epoche, testimonianze e interpretazioni. Le domus de janas sono antiche sepolture scavate nella roccia; le janas della tradizione popolare appartengono invece all’universo leggendario delle figure femminili che abitano le “case delle fate”. Proprio l’incontro tra patrimonio archeologico e immaginazione rende questo tema particolarmente suggestivo. antiquariumportotorres.cultura.gov.it
La prospettiva scelta permette inoltre di raccontare i piccoli centri attraverso ciò che conservano e ciò che possono ancora trasmettere. Lo spopolamento resta una questione concreta, mentre il turismo può rappresentare una delle occasioni per dare visibilità a competenze, attività e luoghi. Il progetto punta a farli conoscere attraverso persone e racconti riconoscibili.
Patrizio Roversi segue l’acqua, dalle zone umide alle campagne
Per Patrizio Roversi, il filo conduttore è l’acqua. Il mare resta parte del paesaggio, ma l’attenzione si allarga soprattutto a fiumi, stagni e zone umide, dove si incontrano ecosistemi, attività agricole e tradizioni alimentari. È una Sardegna nella quale il rapporto tra risorse naturali e lavoro umano diventa centrale.
Il viaggio rurale offre così un’altra chiave di lettura dell’Isola. Coltivazioni, produzioni e abitudini gastronomiche diventano strumenti per capire il territorio: raccontano come viene utilizzata l’acqua, quali equilibri sostengono le attività locali e quanto il paesaggio sia legato alla presenza delle comunità. Anche la risicoltura trova spazio in questa prospettiva, accanto alle produzioni più immediatamente associate alla Sardegna.
Dalle puntate web alla televisione durante le feste
La diffusione dei contenuti è pensata per raggiungere pubblici differenti. I dieci episodi web precederanno la programmazione televisiva, prevista durante le festività natalizie in prima serata su Per Caso TV e Canale Italia. Il progetto comprende inoltre una comunicazione attraverso social e stampa, con una proiezione nazionale e internazionale.

Le due puntate previste su Per Caso TV avranno successive programmazioni e disponibilità on demand su Amazon Prime Video. Per la circolazione internazionale dei contenuti è prevista anche la collaborazione con associazioni e circoli dei sardi nel mondo, coinvolgendo comunità che mantengono un rapporto culturale e affettivo con l’Isola.
Il risultato atteso è una Sardegna più articolata nell’immaginario dei viaggiatori: un territorio nel quale scegliere una stagione significa anche scegliere un’esperienza. Camminare, conoscere un borgo, esplorare una testimonianza del passato o seguire un paesaggio d’acqua diventano ragioni autonome per partire. È su questa pluralità che “Slow Tour Sardegna” costruisce il proprio racconto.
Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.
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