7:30 am, 7 Ottobre 26 calendario

Malagò commissario FIGC: il CONI chiude la crisi e convoca le elezioni

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Giovanni Malagò commissario della FIGC: la crisi ai vertici del calcio italiano arriva a una svolta dopo il voto unanime della Giunta del CONI e la successiva ratifica del Consiglio nazionale. La soluzione prevede il commissariamento della Federazione e nuove elezioni entro il 31 gennaio 2027. Malagò, eletto presidente della Federcalcio appena pochi mesi fa, lascia quindi formalmente la carica per assumere quella di commissario straordinario e accompagnare la FIGC verso un nuovo voto.

FIGC commissariata, Malagò resta al comando

La decisione è arrivata dopo una giornata convulsa ai vertici dello sport italiano.

La Giunta nazionale del CONI si è riunita al Foro Italico e ha approvato all’unanimità la proposta di commissariamento della FIGC, indicando proprio Giovanni Malagò come commissario straordinario.

Poche ore dopo è arrivata anche la ratifica del Consiglio nazionale, sempre all’unanimità.

La soluzione chiude, almeno sul piano istituzionale, una crisi che rischiava di trascinarsi attraverso ricorsi, interpretazioni normative e un lungo contenzioso.

Il punto più curioso dell’intera vicenda è che Malagò non esce realmente dalla gestione della Federcalcio.

Da presidente eletto diventa commissario straordinario.

Una trasformazione che consente al CONI di superare il nodo giuridico che aveva messo in discussione la sua elezione e, contemporaneamente, di garantire continuità alla federazione.

Perché Malagò è diventato commissario della FIGC

Per comprendere la crisi bisogna tornare alle elezioni del 22 giugno 2026.

Malagò era stato eletto presidente della FIGC al primo scrutinio con il 68,58% delle preferenze, superando Giancarlo Abete.

L’elezione sembrava chiudere la fase successiva alla presidenza di Gabriele Gravina.

Successivamente, però, è emerso il problema relativo al tesseramento federale di Malagò al momento della candidatura.

L’articolo 29 dello Statuto FIGC stabilisce che chi si candida alle cariche federali debba essere in regola con il tesseramento.

È proprio sull’interpretazione di questa disposizione che si è aperto lo scontro.

La FIGC ha sostenuto una lettura secondo la quale il requisito non avrebbe necessariamente imposto il perfezionamento del tesseramento già al momento della candidatura.

La Procura generale dello Sport ha invece considerato il requisito necessario e preventivo.

La questione è quindi arrivata al CONI.

La mediazione tra Buonfiglio e Malagò

La svolta è arrivata attraverso un accordo tra Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, e lo stesso Malagò.

Il confronto tra i due ha consentito di individuare una soluzione che evitasse una contrapposizione istituzionale ancora più lunga.

La proposta è stata quindi portata alla Giunta del CONI, che l’ha approvata senza voti contrari.

Il provvedimento prevedeva il commissariamento della FIGC e la nomina di Malagò a commissario straordinario.

Il passaggio successivo era affidato al Consiglio nazionale.

Ed è qui che è arrivata la conferma definitiva.

Il Consiglio nazionale vota all’unanimità

Il Consiglio nazionale straordinario del CONI si è riunito al Foro Italico e ha votato immediatamente sulla proposta.

Anche in questo caso il risultato è stato unanime.

Il commissariamento della FIGC è stato quindi formalmente ratificato, insieme alla nomina di Giovanni Malagò come commissario straordinario.

Il mandato non è però pensato come una nuova presidenza.

Il compito principale è accompagnare la federazione verso una nuova assemblea elettiva, da celebrare entro e non oltre il 31 gennaio 2027.

La formula consente dunque di congelare temporaneamente la questione della presidenza e riportare la scelta all’interno di un nuovo procedimento elettorale.

Malagò dovrà preparare nuove elezioni

Il commissario avrà davanti a sé un compito preciso: garantire il funzionamento della FIGC e organizzare il percorso che porterà alle nuove elezioni.

Il Consiglio nazionale ha stabilito che l’assemblea straordinaria elettiva dovrà essere convocata entro il termine fissato, con l’obiettivo di ripristinare gli organi federali in un quadro di piena osservanza delle norme.

Non si tratta quindi di una conferma automatica di Malagò alla presidenza.

Il nuovo voto dovrà seguire le regole federali e i candidati dovranno possedere tutti i requisiti richiesti.

Malagò, tuttavia, potrebbe tornare in corsa.

La soluzione individuata dal CONI gli consente infatti di regolarizzare la propria posizione federale e, se lo riterrà, presentarsi nuovamente alle elezioni.

Sarà poi l’assemblea a decidere.

Un presidente eletto che diventa commissario

È proprio questo il passaggio che rende la vicenda particolarmente insolita.

Malagò era stato eletto presidente con una larga maggioranza.

Ora quella stessa elezione viene superata attraverso il commissariamento della Federazione.

Non perché sia stato celebrato un nuovo voto contro di lui, ma perché è emerso un problema formale relativo ai requisiti della candidatura.

La soluzione trovata dal CONI evita così di trasformare la questione in una battaglia giudiziaria di lunga durata.

Il presidente decade, il commissario entra in carica e il nuovo voto viene fissato entro pochi mesi.

È una sorta di percorso di transizione che lascia aperta la partita politica e sportiva.

La Lega Serie A e il tema dell’autonomia

La vicenda ha coinvolto anche le componenti del calcio professionistico.

La Lega Serie A ha espresso perplessità sul commissariamento, richiamando il principio dell’autonomia dello sport e della Federcalcio.

Il tema è particolarmente sensibile.

Il calcio italiano è infatti un sistema nel quale convivono FIGC, Leghe, società professionistiche, componenti dilettantistiche e associazioni rappresentative.

Il CONI esercita funzioni di indirizzo e controllo nell’ordinamento sportivo, ma ogni intervento sulle federazioni può inevitabilmente riaprire la discussione sul confine tra autonomia federale e poteri dell’ordinamento sportivo nazionale.

In questo caso il compromesso raggiunto ha evitato lo scontro frontale.

Ma le questioni di fondo restano.

Cosa succede adesso alla Federcalcio

Con il commissariamento formalizzato, la FIGC entra in una fase transitoria.

Malagò dovrà garantire il normale funzionamento della Federazione e, soprattutto, predisporre il percorso elettorale.

Il termine fissato è quello del 31 gennaio 2027.

In teoria, dunque, la nuova presidenza potrebbe arrivare molto prima.

L’assemblea potrebbe essere convocata già a dicembre, secondo l’ipotesi emersa nelle ore successive all’accordo, ma il termine ufficiale fissato dal CONI resta quello di fine gennaio.

Il calendario sarà quindi uno dei primi dossier sulla scrivania del commissario.

La partita non è ancora chiusa

Il commissariamento risolve il problema istituzionale immediato, ma non cancella la questione che ha dato origine alla crisi.

Il tema del tesseramento ha evidenziato la necessità di chiarire con precisione i requisiti richiesti a chi aspira alla presidenza della FIGC.

Il nuovo percorso elettorale dovrà quindi essere costruito evitando di ripetere le stesse contestazioni.

Per Malagò, inoltre, la situazione ha una doppia dimensione.

Da una parte dovrà svolgere il ruolo super partes di commissario e garantire il funzionamento della Federazione.

Dall’altra potrebbe avere l’ambizione di tornare a essere candidato alla presidenza.

È una posizione delicata, perché il commissario dovrà accompagnare alle urne un sistema nel quale potrebbe essere nuovamente coinvolto.

Il calcio italiano guarda già oltre la crisi

La vicenda arriva in un momento nel quale la FIGC deve affrontare questioni molto più ampie della propria governance.

Ci sono le sfide legate alla Nazionale, alle infrastrutture sportive, agli stadi e alla preparazione dell’Europeo 2032, che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.

E soprattutto c’è la necessità di rilanciare un movimento che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con risultati sportivi deludenti, problemi infrastrutturali e difficoltà strutturali.

La nuova governance dovrà quindi arrivare rapidamente.

Il commissariamento non può diventare una fase indefinita.

Il calendario fissato dal CONI serve proprio a evitare questo rischio: entro pochi mesi dovrà esserci un nuovo presidente regolarmente eletto.

Malagò, dalla presidenza al commissariamento e ritorno?

La domanda che accompagnerà i prossimi mesi è inevitabile: Giovanni Malagò tornerà a candidarsi alla presidenza della FIGC?

Al momento il commissariamento non equivale a una risposta.

La nuova elezione sarà un procedimento distinto e dovrà rispettare tutti i requisiti previsti dalle norme federali.

Ma il fatto che sia stato scelto proprio Malagò come commissario lascia aperta una prospettiva precisa: risolvere il problema formale, accompagnare la FIGC al voto e poi eventualmente tornare in campo.

La decisione finale, però, non spetterà al commissario.

Spetterà all’assemblea elettiva.

Per ora il dato certo è un altro: la FIGC è commissariata, Malagò è il commissario straordinario e il calcio italiano dovrà tornare alle urne entro il 31 gennaio 2027.

7 Ottobre 2026
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