MotoGP Motegi, Marquez accorcia: Martin ora è a soli 2 punti
Marquez ribalta Motegi e riapre completamente il Mondiale MotoGP
A Motegi non è arrivata soltanto una nuova vittoria di Marc Marquez. È arrivato soprattutto un risultato capace di cambiare il volto della classifica MotoGP 2026.
Il pilota Ducati ha conquistato il Gran Premio del Giappone, sedicesimo appuntamento della stagione, mettendo la firma su un’altra prestazione di enorme peso specifico. Alle sue spalle si sono piazzate le due Aprilia ufficiali: Jorge Martin secondo e Marco Bezzecchi terzo.
Un podio che racconta bene l’equilibrio raggiunto in vetta alla categoria, ma che soprattutto consegna alla stagione un finale potenzialmente spettacolare. Martin resta infatti leader del campionato con 333 punti, mentre Marquez sale a quota 331. Soltanto due lunghezze separano ora il campione del mondo in carica dal rivale Aprilia.
E mancano ancora sei appuntamenti alla fine del campionato.
Il margine che fino a pochi weekend fa sembrava offrire a Martin una protezione importante si è dunque quasi completamente dissolto. Motegi ha trasformato la sfida iridata in un corpo a corpo nel quale ogni Sprint, ogni qualifica e ogni gara potranno avere un peso enorme.
Il momento decisivo: Marquez aspetta e poi attacca Martin
La gara ha avuto un copione apparentemente semplice, ma tecnicamente molto più complesso.
Martin partiva dalla pole position, conquistata il giorno precedente con il nuovo record del tracciato, e allo spegnimento dei semafori è riuscito a mantenere la prima posizione. Marquez gli è rimasto immediatamente alle spalle, mentre Bezzecchi si è inserito nella lotta per il podio.
Per diversi giri il pilota Aprilia ha provato a imporre il proprio ritmo. Marquez, però, non ha avuto bisogno di forzare subito il confronto. Ha seguito Martin, studiandone il passo e soprattutto aspettando il momento nel quale poter utilizzare al meglio la propria Ducati.
Il punto di svolta è arrivato all’undicesimo giro dei 24 previsti. Marquez ha trovato lo spazio necessario e ha piazzato il sorpasso decisivo su Martin.
Da quel momento la gara ha cambiato padrone.
Il numero 93 ha progressivamente costruito il proprio margine, mentre Martin ha dovuto concentrarsi sulla gestione del secondo posto. Il distacco finale tra i due è stato di 1,363 secondi, una distanza sufficientemente ampia per certificare la superiorità di Marquez nella seconda parte della corsa, ma non tale da ridimensionare il valore del risultato ottenuto dal leader del campionato.
Jorge Martin limita i danni: il secondo posto vale oro
Per Martin il secondo posto potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto suggerisca la semplice posizione d’arrivo.
Il pilota Aprilia ha infatti lasciato Motegi con la consapevolezza di avere perso una parte consistente del proprio vantaggio in campionato. Allo stesso tempo, però, è riuscito a evitare un sorpasso completo nella classifica iridata.
La Sprint del sabato aveva già dato a Marquez una spinta importante. Il ducatista aveva conquistato la vittoria, mentre Martin era stato classificato terzo dopo una penalizzazione per aver oltrepassato i limiti della pista nell’ultimo giro. Il risultato aveva ridotto il vantaggio del leader a sette punti prima della gara lunga.
Domenica Marquez ha completato l’opera.
Martin, però, ha raccolto 20 punti, mentre il rivale ne ha conquistati 25. Il saldo è quindi stato di altri cinque punti a favore del campione del mondo, esattamente quanto bastava per trasformare il distacco da sette a due.
È un dettaglio fondamentale: Martin esce dal Giappone ancora in testa al Mondiale. Ma ora non può più permettersi di ragionare su un campionato da amministrare.
Bezzecchi sul podio, ma il terzo posto arriva al fotofinish
La terza posizione ha regalato una delle battaglie più interessanti degli ultimi giri.
Marco Bezzecchi ha completato il podio con l’altra Aprilia ufficiale, resistendo alla rimonta di un Enea Bastianini particolarmente competitivo nella fase finale.
Il pilota KTM Tech3 ha infatti ridotto progressivamente il distacco e negli ultimi passaggi ha messo sotto pressione Bezzecchi. La lotta è arrivata fino alla bandiera a scacchi, con il pilota Aprilia capace di conservare il terzo posto per appena 78 millesimi.
Per Bezzecchi è un podio prezioso soprattutto dopo un weekend complicato. Il risultato gli permette di confermare la competitività dell’Aprilia, ma sul piano della classifica generale la situazione è diventata più difficile.
Il pilota italiano si trova infatti a 49 punti dalla vetta. Con sei Gran Premi ancora da disputare, il recupero è matematicamente possibile, ma il duello principale sembra ormai essersi ristretto a Martin e Marquez.
Il fattore gomme ha cambiato la strategia del GP del Giappone
A Motegi c’era anche una variabile tecnica che avrebbe potuto condizionare pesantemente la gara: gli pneumatici.
Il nuovo asfalto del circuito giapponese ha mostrato livelli di grip elevati e, nella Sprint del sabato, diversi piloti hanno dovuto fare i conti con un degrado molto accentuato della gomma posteriore.
La situazione è diventata talmente delicata che, per la gara lunga, la mescola soft posteriore è stata ritirata dall’allocazione. La soluzione indicata come più sicura era la hard, mentre la media richiedeva una gestione particolarmente attenta.
Questo elemento ha aggiunto un ulteriore livello strategico alla sfida tra Marquez e Martin.
In una gara da 24 giri non bastava essere veloci. Serviva preservare la prestazione della gomma per evitare un crollo nel finale. Martin ha potuto mantenere la seconda posizione, mentre Marquez è riuscito a costruire il successo senza subire un calo decisivo del rendimento.
La gestione, ancora una volta, ha fatto la differenza.
La doppietta di Motegi lancia Marquez verso l’Indonesia
Il weekend giapponese è stato perfetto per Marquez dal punto di vista del bottino.
Vittoria nella Sprint, vittoria nella gara lunga e recupero di cinque punti sul principale rivale in ciascuna delle due competizioni. Il risultato complessivo gli consegna il massimo possibile dal fine settimana e conferma un momento di forma impressionante.
Si tratta della quinta doppietta stagionale per il pilota Ducati e della sesta vittoria conquistata nel campionato 2026. A Motegi Marquez ha inoltre centrato il quarto successo sul circuito giapponese.
C’è anche una ricorrenza simbolica particolarmente significativa per Ducati: il successo di Motegi coincide con la 100ª vittoria MotoGP ottenuta sotto la gestione di Gigi Dall’Igna. Un traguardo celebrato proprio nel momento in cui la Desmosedici numero 93 sta tornando a essere la moto da battere nella corsa al titolo.
Martin contro Marquez: il Mondiale entra nella zona rossa
Il dato più importante, alla fine, resta uno solo: 333 punti contro 331.
Martin è ancora davanti, ma il vantaggio è ridotto a una cifra quasi simbolica. Marquez ha ormai il titolo nel mirino e arriva alla prossima parte del calendario con una fiducia enorme.
Il campionato, però, non è affatto deciso.
Sei Gran Premi separano i due contendenti dalla bandiera a scacchi finale e il sistema di punteggio della MotoGP lascia ancora spazio a numerosi ribaltamenti. Le Sprint continueranno inoltre ad aggiungere un ulteriore elemento di pressione, aumentando il valore di ogni weekend.
Martin può contare sulla solidità mostrata durante la stagione e sulla competitività dell’Aprilia. Marquez, invece, ha dalla sua parte una progressione che nelle ultime gare ha assunto un peso sempre maggiore.
Motegi ha quindi lasciato una domanda aperta, più che una risposta: chi arriverà davanti a tutti al termine della stagione?
Per ora Martin conserva la leadership. Ma soltanto per due punti.
E con Marquez così vicino, il Mondiale MotoGP 2026 è ufficialmente entrato nella sua fase più incandescente.
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