Verstappen trionfa a Sepang: Antonelli e Hamilton sul podio
🌐 Max Verstappen conquista il GP di Sepang al termine di una gara condizionata dal maltempo, dai problemi tecnici e da una doppia neutralizzazione. Kimi Antonelli chiude secondo, mentre Lewis Hamilton completa il podio dopo una rimonta spettacolare. La Ferrari paga una scelta di gomme rivelatasi subito complicata, mentre George Russell perde punti pesantissimi per il Mondiale a causa di un problema alla power unit a cinque giri dalla fine.
Verstappen, la vittoria arriva nel giorno più difficile
Era una gara che sembrava destinata a non partire nemmeno nei tempi previsti. Alla fine, invece, Max Verstappen ha trasformato il caos di Sepang nella prima vittoria della sua stagione 2026.
Il quattro volte campione del mondo ha tagliato per primo il traguardo dopo un Gran Premio condizionato dal maltempo e da problemi tecnici che hanno costretto la direzione gara a modificare pesantemente il programma.
Il via è stato infatti rinviato di circa un’ora e mezza rispetto all’orario originario. Prima il nubifragio ha reso impraticabile la pista, poi sono emersi problemi legati al software delle power unit su alcune vetture durante i giri dietro Safety Car.
Tra le monoposto interessate anche la Red Bull di Verstappen e le due Ferrari.
Un inizio surreale per un Gran Premio che avrebbe poi regalato un finale altrettanto imprevedibile.
Per Verstappen, però, il risultato ha un valore enorme. La vittoria è la 72ª della carriera e arriva nel momento in cui il pilota olandese cercava una svolta dopo una prima parte di stagione senza successi.

Antonelli secondo, Mercedes ancora protagonista
Alle spalle del vincitore si è piazzato Kimi Antonelli.
Il giovane pilota Mercedes ha disputato una gara estremamente solida, riuscendo a gestire una situazione nella quale diversi protagonisti del campionato hanno invece perso terreno.
Il secondo posto rappresenta un altro risultato significativo per Antonelli, sempre più inserito nella lotta ai vertici della Formula 1.
La sua gara ha avuto anche un peso particolare considerando quanto accaduto al compagno di squadra George Russell.
La Mercedes aveva infatti la possibilità concreta di portare entrambe le vetture nelle posizioni di vertice, ma il finale ha cambiato completamente il quadro.
Russell, il problema alla power unit arriva nel momento peggiore
A cinque giri dalla bandiera a scacchi, quando la gara sembrava ormai indirizzata verso un risultato molto importante per il campionato, George Russell è stato costretto al ritiro.
Il problema si è verificato mentre la corsa era nuovamente neutralizzata dalla Safety Car.
Un epilogo particolarmente pesante per il pilota britannico, le cui ambizioni iridate ricevono un colpo significativo.
Russell aveva infatti costruito buona parte della propria gara nella prima fase, ma non è riuscito a portare la Mercedes al traguardo.
Il suo ritiro ha avuto anche un effetto diretto sulla lotta per il podio.
A ereditare temporaneamente la terza posizione è stato Isack Hadjar, autore di una gara sorprendente. Ma il francese non è riuscito a difendersi dall’attacco di Hamilton nelle battute finali.

Hamilton, dalla sofferenza iniziale al podio
Se c’è un pilota che può considerare Sepang una gara di enorme rimonta, quello è Lewis Hamilton.
Il pilota Ferrari aveva iniziato il Gran Premio nella maniera peggiore possibile.
Partito dall’esterno della prima fila, Hamilton ha avuto un avvio difficile e, soprattutto, la scelta delle gomme soft su una pista ancora bagnata ha penalizzato pesantemente la Ferrari.
La stessa decisione era stata presa anche da Charles Leclerc.
Le due monoposto del Cavallino si sono ritrovate inizialmente nelle retrovie, pagando una scelta che, con l’evoluzione delle condizioni dell’asfalto, si è rivelata estremamente complicata.
Hamilton, tuttavia, non ha mollato.
Giro dopo giro ha recuperato posizioni, sfruttando anche le diverse fasi di neutralizzazione. La sua Ferrari è tornata progressivamente nella zona alta della classifica fino ad arrivare in lotta per il podio.
Poi, a due giri dalla fine, l’attacco decisivo.
Hamilton ha superato Hadjar, conquistando il terzo posto e completando una rimonta che, dopo il disastroso avvio, sembrava difficilissima.
Ferrari, una scelta di gomme che pesa sul risultato
Per la Ferrari il quarto posto di Charles Leclerc e il terzo di Hamilton raccontano una gara dai due volti.
Il risultato finale può sembrare positivo considerando la situazione iniziale, ma il potenziale della vettura appariva superiore.
La decisione di partire con le soft su asfalto ancora bagnato ha infatti costretto entrambi i piloti a una fase iniziale di grande difficoltà.
Le gomme non hanno consentito alle Ferrari di esprimere immediatamente il proprio ritmo e il distacco accumulato nei primi giri ha complicato l’intera strategia.
La gara è stata poi interrotta e neutralizzata in più occasioni, prima per l’incidente di Valtteri Bottas e successivamente per quello di Alexander Albon.
Ogni Safety Car ha ridotto i distacchi e modificato gli equilibri, permettendo a chi aveva perso terreno di rientrare nella lotta.
Hamilton ha saputo sfruttare meglio questa dinamica.
Leclerc, invece, ha concluso quarto, appena fuori dal podio.

Hadjar sfiora il podio con una gara da protagonista
Tra le sorprese più belle di Sepang c’è senza dubbio Isack Hadjar.
Il pilota della Racing Bulls è stato a lungo protagonista della battaglia per il podio e, dopo il ritiro di Russell, si è ritrovato addirittura terzo.
Per qualche giro il sogno del podio è sembrato concretissimo.
La pressione di Hamilton, però, è diventata insostenibile nel finale. Il britannico ha sfruttato la maggiore esperienza e il ritmo della Ferrari per completare il sorpasso a due giri dalla conclusione.
Hadjar ha comunque chiuso quinto, dietro a Leclerc, confermandosi uno dei protagonisti più interessanti della giornata.
Un risultato che avrebbe potuto essere ancora più prestigioso senza l’arrivo della Ferrari di Hamilton.
Piastri davanti a Lawson e Alonso finalmente a punti
Dietro i primi cinque si è piazzata la McLaren di Oscar Piastri, che ha concluso una gara nella quale la squadra britannica non è riuscita a inserirsi stabilmente nella lotta per la vittoria.
Settimo posto per Liam Lawson, mentre il risultato più atteso in casa Aston Martin è arrivato con Fernando Alonso.
Lo spagnolo ha infatti conquistato finalmente i suoi primi punti della stagione, portando la Aston Martin nella zona alta della classifica al termine di una gara nella quale la gestione delle condizioni variabili ha fatto una differenza enorme.
A completare la zona punti sono stati Lando Norris e Arvid Lindblad.
Una top ten che riflette perfettamente l’anomalia di questo GP: diversi nomi abitualmente presenti nelle prime posizioni sono rimasti fuori dalla zona punti, mentre altri hanno sfruttato le numerose variabili per conquistare un risultato insperato.
Una gara decisa anche dalle Safety Car
Il GP di Sepang resterà probabilmente ricordato soprattutto per il suo andamento caotico.
La pioggia ha imposto il primo rinvio, i problemi software hanno complicato ulteriormente la procedura di partenza e la gara è stata poi condizionata da due interventi della Safety Car.
Gli episodi di Bottas e Albon hanno modificato la strategia di numerosi piloti.
In una gara normale, i distacchi costruiti nelle prime fasi avrebbero potuto diventare decisivi. A Sepang, invece, ogni neutralizzazione ha praticamente azzerato parte del vantaggio accumulato.
È anche grazie a questa dinamica che Hamilton ha potuto rientrare progressivamente nella lotta per il podio.
Ma la Safety Car non ha aiutato soltanto la Ferrari.
Ha mantenuto aperta fino agli ultimi chilometri anche la battaglia per il terzo posto e ha contribuito a rendere ancora più pesante il ritiro di Russell.
Verstappen ritrova la vittoria nel momento decisivo
Il successo di Verstappen assume quindi un significato che va oltre i 25 punti conquistati.
Il pilota Red Bull aveva bisogno di una risposta e l’ha trovata proprio in una delle gare più imprevedibili dell’anno.
La prima pole position stagionale aveva già rappresentato un segnale importante. La vittoria completa il fine settimana e restituisce a Verstappen la sensazione di poter essere nuovamente protagonista nella parte finale del campionato.
Il dato statistico è altrettanto significativo: con il trionfo di Sepang, Verstappen raggiunge quota 72 vittorie in Formula 1.
Un numero che lo colloca ancora più in alto nella storia della categoria e che arriva in una stagione nella quale il suo rendimento era stato finora al di sotto delle aspettative.
Il ritiro di Russell cambia la corsa al titolo
Il vero sconfitto del GP è però George Russell.
Il britannico lascia Sepang senza il risultato che avrebbe potuto consolidare le proprie ambizioni mondiali. Il problema alla power unit arrivato a soli cinque giri dalla fine ha trasformato una giornata potenzialmente molto positiva in un pesante zero.
Nel campionato di Formula 1 ogni punto può diventare decisivo, soprattutto nella fase conclusiva della stagione.
E un ritiro come quello di Sepang pesa ancora di più perché è arrivato quando la gara era ormai vicina alla conclusione.
La Mercedes può comunque consolarsi con il secondo posto di Antonelli, ma il quadro iridato per Russell diventa inevitabilmente più complicato.
Sepang consegna una Formula 1 ancora più imprevedibile
Il GP di Sepang ha messo insieme praticamente tutti gli ingredienti capaci di trasformare una gara normale in un appuntamento memorabile: pioggia, rinvio, problemi tecnici, Safety Car, strategie diverse, rimonte e sorpassi negli ultimi giri.
Alla fine ha vinto Verstappen, ma dietro di lui sono emersi protagonisti differenti.
Antonelli ha confermato la crescita della Mercedes, Hamilton ha trasformato una partenza disastrosa in un podio, Leclerc ha salvato un quarto posto e Hadjar ha sfiorato una delle imprese più importanti della sua stagione.
Russell, invece, ha visto sfumare tutto a cinque giri dalla fine.
Il campionato arriva così alla sua prossima fase con nuovi equilibri e margini sempre più sottili. E se Sepang doveva essere una gara capace di mettere alla prova uomini, macchine e strategie, il verdetto è arrivato forte e chiaro: nella Formula 1 del 2026, un solo giro può cambiare completamente la storia di un Gran Premio e, soprattutto, quella di un campionato.
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