8:36 pm, 16 Ottobre 26 calendario

Leone XIV chiama Putin dal Gemelli: tregua per salvare Oleshky

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Papa Leone XIV telefona a Vladimir Putin dal Policlinico Gemelli e chiede una tregua umanitaria in Ucraina per soccorrere i civili di Oleshky. Il Pontefice ha anche celebrato la Messa in ospedale, mentre i medici confermano un costante miglioramento delle condizioni di salute dopo l’intervento al polmone. Mosca apre alla collaborazione sugli aiuti, ma il cessate il fuoco resta incerto.

Dal Gemelli al Cremlino: Leone XIV chiede a Putin di fermare le armi

Una telefonata dall’ospedale al Cremlino, un appello per salvare i civili intrappolati nella guerra e una Messa celebrata mentre il mondo osserva con apprensione le condizioni del Pontefice. Papa Leone XIV torna protagonista della diplomazia internazionale proprio nei giorni più delicati per la sua salute.

Venerdì 16 ottobre 2026, dal Policlinico Gemelli di Roma, dove si trova ricoverato dopo un intervento chirurgico al polmone, il Papa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Al centro della conversazione la drammatica situazione umanitaria di Oleshky, cittadina della regione ucraina di Kherson controllata dalle forze russe.

La richiesta del Pontefice è precisa: una tregua che permetta l’ingresso di generi alimentari, medicinali e assistenza sanitaria, garantendo contemporaneamente la possibilità di evacuare volontariamente e in sicurezza la popolazione civile.

Non un generico appello alla pace, dunque, ma una proposta concreta per intervenire in una delle aree più vulnerabili del conflitto. La priorità è salvare vite umane prima che l’isolamento e la mancanza di rifornimenti aggravino ulteriormente l’emergenza.

Putin apre agli aiuti, ma non conferma il cessate il fuoco

La risposta del Cremlino rappresenta un primo segnale diplomatico, anche se non equivale all’accettazione della tregua richiesta dal Papa.

Mosca ha manifestato disponibilità a collaborare con il Vaticano per favorire la sicurezza dei residenti e l’arrivo dei rifornimenti indispensabili. Non risulta, tuttavia, un impegno russo esplicito a sospendere le operazioni militari nell’area.

È proprio qui che si concentra il nodo politico dell’iniziativa: trasformare una dichiarazione di disponibilità in condizioni effettive di sicurezza per i convogli umanitari e per chi desidera lasciare la città.

Secondo le informazioni disponibili, nella località rimangono circa 1.700 persone, tra cui 47 bambini, a fronte di una popolazione che prima della guerra raggiungeva circa 24 mila abitanti.

La situazione alimentare e sanitaria appare particolarmente critica. Russia e Ucraina si accusano reciprocamente di ostacolare l’arrivo degli aiuti, mentre la popolazione continua a subire le conseguenze dell’occupazione e dei combattimenti.

Il risultato è un’emergenza nella quale il tempo rischia di diventare un ulteriore nemico dei civili.

La diplomazia vaticana continua anche durante il ricovero

L’iniziativa di Leone XIV assume un significato particolare perché arriva mentre il Pontefice è ancora convalescente.

La telefonata, promossa dal Papa, dimostra la volontà di mantenere aperti i canali di comunicazione con Mosca, senza interrompere l’azione internazionale della Santa Sede.

Non si tratta del primo contatto diretto tra Leone XIV e Putin. I due avevano già parlato il 4 giugno 2025, quando il Pontefice aveva sollecitato un gesto concreto della Russia per favorire la pace e ribadito l’importanza del dialogo tra le parti.

A rafforzare il percorso diplomatico sono state anche le missioni a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, nell’agosto 2026, e del cardinale Matteo Zuppi, impegnato sul versante umanitario nel settembre successivo.

Il Vaticano continua così a proporsi come interlocutore capace di mantenere contatti diplomatici anche quando il confronto politico e militare rende estremamente difficile qualsiasi negoziato.

L’obiettivo immediato non è annunciare una pace che ancora non esiste, ma ottenere un risultato umanitario verificabile.

Il Papa celebra la Messa al Gemelli: le prime immagini dopo l’operazione

Parallelamente alla missione diplomatica, arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni fisiche del Pontefice.

Alle ore 12 di venerdì 16 ottobre, Leone XIV ha celebrato personalmente la Messa in una sala appositamente predisposta al decimo piano del Policlinico Gemelli.

Alla celebrazione hanno partecipato alcuni medici, infermieri e operatori sanitari liberi dal servizio, insieme a membri del Corpo della Gendarmeria vaticana.

Il Papa ha presieduto la liturgia, pronunciato l’omelia e distribuito la Comunione. Un gesto che assume un valore particolare dopo l’intervento chirurgico subito soltanto tre giorni prima.

Durante l’omelia ha rivolto parole di riconoscenza al personale sanitario, ringraziando chi quotidianamente si prende cura dei malati e delle persone più fragili.

Le prime fotografie diffuse durante il ricovero mostrano il Pontefice in piedi, con i paramenti liturgici, impegnato nella celebrazione eucaristica.

Immagini rassicuranti che testimoniano una ripresa significativa, pur senza eliminare la necessità della prudenza medica.

Tumore al polmone: cosa sappiamo delle condizioni di Leone XIV

Il Pontefice, 71 anni, è stato sottoposto martedì 13 ottobre a un intervento chirurgico per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare.

L’operazione, eseguita con tecnica videoassistita, ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro ed è durata circa novanta minuti.

L’intervento si è concluso senza complicanze immediate e i controlli successivi hanno confermato un decorso postoperatorio regolare.

Gli ultimi esami del sangue e la radiografia del torace, effettuati venerdì 16 ottobre, indicano un costante miglioramento delle condizioni generali.

Il Pontefice prosegue la fisioterapia respiratoria, ha ripreso ad alimentarsi regolarmente ed è in grado di svolgere autonomamente le normali attività quotidiane.

Anche l’umore viene descritto come buono. Leone XIV ha continuato a occuparsi di alcune questioni di governo della Chiesa, mantenendo contatti con i propri collaboratori.

Restano tuttavia importanti gli accertamenti istologici e molecolari necessari per definire completamente le caratteristiche della malattia, verificare l’eventuale diffusione e stabilire se siano richiesti ulteriori trattamenti.

Il miglioramento postoperatorio è documentato, ma non può ancora essere considerato una conferma definitiva della guarigione oncologica.

Quando tornerà in Vaticano. L’Angelus di domenica resta previsto

La possibilità che Papa Leone XIV lasci presto il Gemelli appare incoraggiata dall’evoluzione clinica, ma al momento non è stata comunicata una data ufficiale per le dimissioni.

La durata del ricovero dipenderà dalle valutazioni dei medici, che dovranno verificare la stabilità delle condizioni respiratorie e il completamento della prima fase del recupero.

Un segnale importante arriva dalla conferma dell’Angelus di domenica 18 ottobre, appuntamento al quale il Pontefice dovrebbe partecipare secondo modalità ancora da precisare.

Non è stato infatti definitivamente chiarito se la preghiera verrà pronunciata dall’ospedale oppure dopo un eventuale ritorno in Vaticano.

Resta inoltre in programma il viaggio apostolico in America Latina, previsto dal 6 al 17 novembre, con tappe in Uruguay, Argentina e Perù.

La preparazione organizzativa prosegue, ma la possibilità di affrontare un viaggio internazionale così impegnativo dovrà essere valutata anche alla luce del recupero postoperatorio.

La solidarietà dei fedeli e il messaggio dei bambini ricoverati

Intorno al Pontefice continua a manifestarsi una vasta partecipazione di fedeli e comunità cattoliche, che seguono con attenzione gli aggiornamenti medici.

Tra i gesti più significativi figurano le lettere e i disegni inviati al Papa dai bambini del reparto di oncologia pediatrica del Gemelli.

Un particolare che introduce un elemento di umanità nella vicenda: il Pontefice, impegnato a parlare al mondo della sofferenza provocata dalla guerra, si trova personalmente a confrontarsi con la fragilità della malattia.

La celebrazione della Messa accanto agli operatori sanitari, il ringraziamento rivolto a chi assiste quotidianamente i pazienti e il colloquio diplomatico con Putin delineano una giornata nella quale attività pastorale, responsabilità istituzionali e convalescenza si sono intrecciate.

Il recupero fisico resta naturalmente la priorità, ma gli impegni mantenuti dal Pontefice mostrano la volontà di continuare a esercitare le proprie funzioni.

Il vero banco di prova sarà l’arrivo degli aiuti a Oleshky

La telefonata tra Leone XIV e Vladimir Putin potrebbe aprire un nuovo passaggio diplomatico, ma il valore dell’iniziativa si misurerà soprattutto sui risultati concreti.

Per gli abitanti di Oleshky non bastano dichiarazioni di disponibilità: occorrono corridoi sicuri, rifornimenti sanitari, alimenti e garanzie credibili per le evacuazioni.

L’apertura del Cremlino alla cooperazione costituisce una possibilità, non ancora una soluzione. Sarà necessario verificare se alle parole seguiranno accordi operativi, accesso degli operatori umanitari e una reale diminuzione dei pericoli per la popolazione.

Leone XIV ha scelto di intervenire mentre è ancora in ospedale, trasformando una giornata di convalescenza in un’iniziativa diplomatica internazionale.

Rimane un interrogativo decisivo: la disponibilità espressa da Mosca riuscirà a tradursi in una tregua effettiva, oppure i civili continueranno a rimanere ostaggio della guerra?

Per il Vaticano la sfida è aperta. Per gli abitanti di Oleshky, invece, ogni giorno senza aiuti può diventare drammaticamente decisivo.

Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

16 Ottobre 2026
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