Bollo auto abolito nel 2027: chi non lo pagherà più
🌐 Bollo auto abolito nel 2027 per le vetture fino a 80 kW e per tutti i motocicli. È questa una delle principali novità approvate oggi dal Consiglio dei ministri nel decreto dedicato al caro carburanti. L’esenzione riguarderà un solo veicolo per ogni persona, sarà valida per tutto il 2027 e, secondo le stime del governo, interesserà circa 14,5 milioni di mezzi, oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato della cancellazione di «una delle tasse più odiate dagli italiani».
Bollo auto, cosa cambia dal 1° gennaio 2027
La novità è arrivata al termine del Consiglio dei ministri del 16 settembre 2026, con l’approvazione del decreto legge che contiene diverse misure per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti.
Tra gli interventi più rilevanti c’è proprio l’esenzione dal pagamento del bollo per una vasta platea di automobilisti e per tutti i motociclisti.
La misura, nella formulazione approvata, riguarda i versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si tratta quindi, allo stato attuale, della cancellazione definitiva del bollo per tutti gli anni a venire.
Il governo ha però indicato l’intenzione di trasformare l’intervento in una misura strutturale attraverso i successivi provvedimenti di bilancio. Per il momento, il testo approvato disciplina il solo 2027.
Quali auto non pagheranno il bollo
Il requisito fondamentale per le automobili è la potenza del motore.
L’esenzione riguarda le autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche quando utilizzano una combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a 80 kW.
Tradotto in termini più familiari, si tratta di circa 109-110 cavalli, anche se il dato da utilizzare per verificare il diritto all’agevolazione non è quello dei cavalli fiscali o della potenza commerciale indicata nelle pubblicità, bensì quello ufficiale riportato sulla carta di circolazione.
Per verificare la potenza della propria automobile bisogna guardare il campo P.2 del libretto, dove è indicata la potenza netta massima espressa in kW.
La soglia degli 80 kW amplia notevolmente la platea rispetto a una misura limitata alle sole utilitarie.
Secondo le stime comunicate dal governo, infatti, rientrerebbe nell’agevolazione oltre il 70% delle automobili attualmente circolanti in Italia.

Chi ha due auto dovrà comunque pagare un bollo
C’è però una condizione fondamentale che rischia di passare inosservata.
L’esenzione è riconosciuta una sola volta per persona.
Chi possiede più automobili che rispettano il limite degli 80 kW non potrà quindi eliminare il bollo da tutti i propri veicoli.
La regola prevede che l’agevolazione venga applicata all’automobile con la potenza più bassa. Nel caso in cui due o più vetture abbiano la stessa potenza, sarà esentata quella per la quale, in assenza del beneficio, sarebbe stato dovuto il bollo di importo inferiore.
Questo significa che il provvedimento non cancella genericamente la tassa per tutte le auto sotto gli 80 kW appartenenti alla stessa persona.
La logica è quella di concentrare il beneficio su un solo mezzo per contribuente.
Tutte le moto sono esentate dal bollo
La seconda grande novità riguarda invece i motocicli.
In questo caso la soglia di potenza o cilindrata non costituisce, secondo il testo illustrato dal governo, un limite per accedere all’esenzione.
La misura riguarda infatti tutti i motocicli.
Anche per chi possiede una moto, però, resta il principio della singola agevolazione. In altre parole, una persona che possiede un’automobile agevolabile e una moto non potrà ottenere automaticamente due esenzioni.
La norma prevede infatti un’unica agevolazione per cittadino.
Questo dettaglio rende particolarmente importante verificare quale sia il veicolo per il quale il beneficio viene effettivamente applicato.
Quanto vale la cancellazione del bollo
L’impatto economico complessivo della misura è significativo.
La bozza del provvedimento quantifica in circa 2,36 miliardi di euro il costo dell’esenzione per il 2027. Per compensare le Regioni e le Province autonome della riduzione del gettito della tassa automobilistica è previsto un trasferimento statale di circa 2,29 miliardi di euro.
È un passaggio importante perché il bollo auto rappresenta una voce di entrata legata alla fiscalità regionale.
La cancellazione per una parte così ampia del parco circolante non significa quindi semplicemente che le Regioni perderanno il relativo gettito: il meccanismo previsto dal decreto punta a compensare la riduzione attraverso risorse statali.
La misura coinvolgerebbe, secondo le stime dell’esecutivo, circa 14,5 milioni di veicoli complessivi.

Meloni: «Una delle tasse più odiate dagli italiani»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato direttamente la scelta dopo il Consiglio dei ministri.
«Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha dichiarato la premier, spiegando che l’intervento nasce anche dalla volontà di trasformare una parte delle risorse utilizzate per fronteggiare il caro carburanti in una misura rivolta a chi utilizza quotidianamente auto e moto.
Nella sua comunicazione, Meloni ha sottolineato in particolare il riferimento alle persone che utilizzano i propri mezzi per andare al lavoro, accompagnare i figli e spostarsi ogni giorno.
La presidente del Consiglio ha inoltre collegato la misura alla strategia dell’esecutivo sulla riduzione della pressione fiscale.
Si tratta della motivazione politica attribuita dal governo al provvedimento; l’effettiva durata dell’agevolazione oltre il 2027 dipenderà invece dai successivi interventi legislativi.
Il bollo sparisce, ma non per tutte le auto
La notizia dell’abolizione rischia di creare un equivoco.
Il bollo non viene cancellato per tutte le automobili.
Le vetture con potenza superiore a 80 kW continueranno a essere soggette alla tassa secondo le regole vigenti.
La soglia è quindi determinante.
Una vettura da 70 kW rientra nella fascia agevolata, mentre una da 90 kW resta fuori. E per chi possiede più veicoli sotto la soglia, l’esenzione rimane comunque limitata a uno solo.
Per questo, prima di considerare il bollo definitivamente cancellato, sarà necessario verificare potenza, intestazione del mezzo e numero di veicoli posseduti.
E per le auto ibride?
Il testo contiene un altro elemento rilevante per chi guida una vettura elettrificata.
L’esenzione riguarda le automobili alimentate a benzina o gasolio anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione. La formulazione comprende quindi anche determinate vetture ibride, purché rispettino il limite degli 80 kW.
Non bisogna invece confondere questa nuova esenzione con le numerose agevolazioni regionali già esistenti per determinate categorie di veicoli.
Il bollo, infatti, è una tassa automobilistica con una disciplina nella quale intervengono anche le Regioni. La nuova misura nazionale introduce ora un’esenzione specifica per il 2027 e prevede la compensazione del mancato gettito.
Il provvedimento arriva insieme al nuovo taglio delle accise
Il decreto approvato dal governo non contiene soltanto la cancellazione del bollo.
Nel provvedimento trova spazio anche una nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio, ma con un importo progressivamente ridotto.
Secondo il testo illustrato dopo il Consiglio dei ministri, dal 18 al 25 settembre 2026 la riduzione sarà pari a circa 12,2 centesimi al litro, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre scenderà a circa 6,1 centesimi.
Il governo ha quindi affiancato due interventi differenti: da una parte una misura destinata a ridurre il costo annuale di possesso di una parte significativa dei veicoli; dall’altra un intervento temporaneo sul prezzo del carburante.
La seconda misura ha una durata molto più breve rispetto all’esenzione del bollo.
Quanto si risparmierà davvero
Il risparmio per il singolo automobilista dipenderà dalla propria vettura e dalle regole applicabili alla tassa automobilistica.
Non esiste infatti un importo uguale per tutti.
Il bollo varia in base alla potenza del veicolo, alla Regione di residenza, alla classe ambientale e ad altri parametri previsti dalla normativa.
Per chi rientra nell’esenzione, il vantaggio sarà quindi equivalente al bollo che avrebbe dovuto versare nel 2027.
Per chi possiede invece un’automobile sopra gli 80 kW, la tassa resterà dovuta.
Lo stesso vale per chi ha più mezzi agevolabili: il beneficio sarà riconosciuto soltanto a uno.
La misura vale per il 2027, ma il governo guarda oltre
Il punto politico ed economico più importante riguarda la durata dell’abolizione.
Il testo approvato oggi prevede l’esenzione per il 2027. Il governo ha però dichiarato di voler rendere la misura strutturale attraverso la legge di bilancio.
Sono dunque due piani da tenere distinti: la norma oggi approvata e l’obiettivo annunciato per gli anni successivi.
Per il contribuente, al momento, la certezza riguarda il periodo previsto dal decreto. L’eventuale estensione oltre il 2027 richiederà ulteriori decisioni legislative e relative coperture finanziarie.
La nuova regola in quattro punti
Per capire immediatamente chi potrà beneficiare dell’intervento, la disciplina può essere sintetizzata così:
Auto: esenzione per le vetture fino a 80 kW che rispettano i requisiti previsti.
Moto: esenzione per tutti i motocicli.
Numero di mezzi: ogni persona può ottenere una sola agevolazione.
Periodo: l’esenzione riguarda i pagamenti con scadenza ordinaria compresa tra 1° gennaio e 31 dicembre 2027.
Il dato più significativo resta la platea potenziale: secondo il governo, circa 14,5 milioni di veicoli, pari a oltre il 70% delle auto in circolazione oltre a tutti i motocicli, potranno beneficiare della cancellazione nel 2027.
La novità trasforma così una tassa che gli automobilisti sono abituati a considerare come un appuntamento annuale in un costo che, per milioni di persone, potrebbe scomparire almeno per il prossimo anno.
Resta ora da verificare l’applicazione concreta della norma e, soprattutto, il percorso che il governo intende seguire per rendere strutturale l’abolizione del bollo anche dopo il 2027.
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