Il clima rallenta la Terra: perché i giorni si allungano
🌐 Riscaldamento globale, rotazione terrestre, scioglimento dei ghiacci e durata del giorno: il cambiamento climatico non sta trasformando soltanto le temperature, gli oceani e gli ecosistemi. Sta influenzando anche il movimento del nostro pianeta nello spazio. Quando i ghiacciai si sciolgono e grandi quantità d’acqua si spostano verso latitudini più basse, cambia la distribuzione della massa terrestre e la rotazione della Terra può rallentare. Nuovi studi mostrano inoltre che il riscaldamento modifica la circolazione atmosferica, contribuendo ad allungare ulteriormente le giornate. L’effetto è impercettibile per gli esseri umani, ma rilevante per la scienza e per i sistemi che richiedono una misurazione estremamente precisa del tempo.
Il riscaldamento globale modifica persino la rotazione della Terra
Pensiamo alla Terra come a una gigantesca trottola che gira continuamente su se stessa. La sua velocità non è perfettamente costante: può cambiare leggermente in seguito a diversi fenomeni naturali, dalle interazioni gravitazionali con la Luna ai movimenti che avvengono all’interno del pianeta.
A questi fattori si aggiunge oggi l’influenza del cambiamento climatico provocato dalle attività umane. L’aumento delle temperature sta accelerando la perdita di ghiaccio in molte regioni polari e montane, innalzando il livello del mare e ridistribuendo enormi quantità d’acqua sulla superficie terrestre.
Questa trasformazione non riguarda soltanto le coste minacciate dall’innalzamento degli oceani. Modifica anche il modo in cui la massa del pianeta è distribuita rispetto al suo asse di rotazione.
Il risultato è sorprendente: il riscaldamento globale può contribuire a rallentare la rotazione terrestre e ad allungare la durata del giorno.
Non si tratta di un cambiamento visibile a occhio nudo, né di un fenomeno che rende le giornate più lunghe di minuti o ore. Le variazioni sono piccolissime, ma gli strumenti utilizzati per misurare la rotazione della Terra sono abbastanza precisi da rilevarle.
Perché lo scioglimento dei ghiacci rallenta il pianeta
Per comprendere il fenomeno basta immaginare una pattinatrice che gira su se stessa.
Quando tiene le braccia strette vicino al corpo, ruota più velocemente. Quando invece le allarga, la sua rotazione rallenta. Il motivo è la conservazione del momento angolare: in assenza di una forza esterna che cambi significativamente il sistema, la distribuzione della massa influenza la velocità di rotazione.
Un principio analogo si applica alla Terra.
Quando grandi masse di ghiaccio si trovano nelle regioni polari, contribuiscono alla distribuzione complessiva della massa del pianeta. Con lo scioglimento delle calotte glaciali e dei ghiacciai, l’acqua si trasferisce verso gli oceani e viene ridistribuita anche a latitudini più basse, in direzione dell’equatore.
Questa redistribuzione aumenta il momento d’inerzia terrestre rispetto all’asse di rotazione. In termini semplici, una parte della massa si trova mediamente più lontana dall’asse, e la Terra tende a ruotare più lentamente.
È lo stesso principio fisico che spiega il movimento della pattinatrice, anche se le dimensioni e le dinamiche del nostro pianeta sono enormemente più complesse.
Le ricerche che hanno ricostruito le variazioni della massa superficiale terrestre nel corso del Novecento indicano che il contributo del cambiamento climatico alla durata del giorno è aumentato negli ultimi decenni. Il fenomeno è collegato soprattutto allo scioglimento dei ghiacci e al trasferimento dell’acqua verso gli oceani.
Di quanto si allungano davvero le giornate?
Qui arriva il dato che permette di distinguere la realtà scientifica dalle interpretazioni esagerate.
La giornata convenzionale è fissata a 86.400 secondi, cioè 24 ore esatte. La durata effettiva della rotazione terrestre, tuttavia, varia leggermente e non coincide sempre con questo valore.
Una ricerca pubblicata nel 2024 ha stimato che il contributo del cambiamento climatico all’allungamento del giorno è passato da valori compresi fra circa 0,3 e 1 millisecondo per secolo nel Novecento a circa 1,33 millisecondi per secolo dal 2000, secondo la ricostruzione degli autori.
Un millisecondo equivale a un millesimo di secondo. Parliamo quindi di variazioni estremamente ridotte, del tutto impercettibili nella nostra esperienza quotidiana.
Gli stessi ricercatori hanno considerato scenari futuri caratterizzati da elevate emissioni di gas serra. In queste condizioni, il contributo climatico potrebbe arrivare entro il 2100 a circa 2,62 millisecondi per secolo, con un margine d’incertezza significativo.
Questi numeri descrivono un tasso di variazione della durata del giorno, non un aumento di alcuni millisecondi ogni singolo giorno. È una distinzione importante per non interpretare erroneamente i risultati.
Le stime dipendono inoltre dagli scenari climatici e dai metodi utilizzati. Non sono una previsione immutabile: l’evoluzione delle emissioni e dei processi terrestri può modificare il risultato.
Non è soltanto colpa dei ghiacciai: entra in gioco anche l’atmosfera
Lo scioglimento dei ghiacci non è l’unico meccanismo attraverso cui il riscaldamento globale influenza la rotazione terrestre. Un altro elemento importante è l’atmosfera, che si muove continuamente e scambia quantità di moto con la superficie del pianeta.
I venti, le differenze di pressione e la circolazione generale dell’aria contribuiscono alle variazioni della velocità di rotazione. Quando cambia la distribuzione dei venti o si modifica la struttura dei grandi sistemi atmosferici, cambia anche il modo in cui il momento angolare è ripartito fra atmosfera e Terra solida.
Una ricerca pubblicata nel marzo 2026 ha approfondito proprio questo aspetto, analizzando simulazioni climatiche di diversi modelli globali. Gli autori hanno esaminato come il riscaldamento possa modificare la circolazione atmosferica, influenzando la durata del giorno.
Tra i cambiamenti considerati figurano l’espansione della cella di Hadley, lo spostamento dei venti occidentali subtropicali e l’indebolimento degli alisei tropicali. Queste trasformazioni possono aumentare il momento angolare dell’atmosfera e contribuire a rallentare la rotazione della parte solida del pianeta.
Secondo le simulazioni, verso la fine del secolo il contributo delle variazioni atmosferiche legate al riscaldamento potrebbe raggiungere un valore equivalente al 10-18% del tasso secolare associato all’attrito mareale della Luna, nello scenario di emissioni analizzato.
È una proiezione basata su modelli, non una misura diretta di ciò che accadrà con certezza. Mostra tuttavia che l’impatto climatico sulla rotazione terrestre non dipende soltanto dalla perdita di ghiaccio, ma coinvolge l’intero sistema del pianeta.
La Terra rallenta sempre? No: la rotazione è complessa
Dire che il riscaldamento globale rallenta la Terra non significa che il pianeta stia girando più lentamente in ogni momento.
La velocità di rotazione varia su scale temporali diverse. Le interazioni con la Luna tendono ad allungare gradualmente la durata del giorno su tempi geologici; i movimenti dell’atmosfera, degli oceani e del nucleo terrestre possono invece produrre oscillazioni stagionali e variazioni anche su periodi più lunghi.
In alcuni anni recenti, per esempio, sono stati registrati giorni leggermente più corti rispetto al valore convenzionale di 24 ore. Questo non contraddice necessariamente la tendenza secolare all’allungamento: significa che diversi processi agiscono contemporaneamente e possono temporaneamente prevalere l’uno sull’altro.
Anche gli scambi di quantità di moto fra nucleo e mantello terrestre possono influenzare la rotazione su scale di decenni. Per questo gli scienziati devono distinguere il contributo del clima da quello degli altri meccanismi.
Il quadro complessivo è dunque più articolato di quanto suggerisca un titolo sensazionalistico. Il cambiamento climatico aggiunge un contributo misurabile alla variazione della durata del giorno, ma non è l’unico fattore che determina la velocità di rotazione terrestre.
Perché pochi millisecondi interessano agli scienziati
Se non possiamo percepire la differenza, perché studiarla con tanta attenzione?
La risposta è che la misura precisa del tempo è essenziale per numerose tecnologie moderne. I sistemi di navigazione satellitare, le telecomunicazioni, l’osservazione della Terra e le misurazioni astronomiche dipendono da riferimenti temporali e modelli estremamente accurati.
La rotazione terrestre viene monitorata attraverso osservazioni astronomiche e geodetiche. Le sue variazioni devono essere considerate quando si mette in relazione il tempo misurato dagli orologi atomici con la posizione e l’orientamento del pianeta.
Questo non significa che il riscaldamento globale metterà improvvisamente fuori uso il GPS o che gli orologi quotidiani dovranno essere modificati. Gli effetti vengono studiati proprio per migliorare i modelli e mantenere l’accuratezza dei sistemi di riferimento.
C’è poi un significato scientifico più ampio: la rotazione della Terra funziona anche come una sorta di indicatore della redistribuzione della massa e dei movimenti all’interno del sistema terrestre. Le sue variazioni aiutano a comprendere come ghiacci, oceani, atmosfera e interno del pianeta interagiscono.
Il cambiamento climatico lascia il segno anche nello spazio
Il collegamento fra riscaldamento globale e rotazione terrestre mostra quanto siano interconnessi i processi naturali. L’aumento delle temperature modifica i ghiacciai, il livello del mare e la circolazione atmosferica; questi cambiamenti ridistribuiscono la massa e il momento angolare, influenzando anche la durata del giorno.
Non è un motivo per temere che le nostre giornate diventino improvvisamente più lunghe. È, piuttosto, un segnale della capacità delle attività umane di modificare processi planetari che sembrano immutabili.
Il rallentamento dovuto al clima è minuscolo rispetto alla durata di una giornata, ma può diventare più importante nel corso del secolo se le emissioni resteranno elevate. La sua entità esatta dipenderà dall’evoluzione del clima e dall’interazione con gli altri fattori che regolano la rotazione terrestre.
La conclusione è chiara: la crisi climatica non riguarda soltanto ciò che accade sulla superficie della Terra. I suoi effetti raggiungono anche la dinamica globale del pianeta, fino a influenzare, per una frazione di secondo, il tempo necessario per completare una rotazione.
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