8:27 am, 23 Settembre 26 calendario

Zhanna Nemtsova, arresto in Russia: ora è ricercata all’estero

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Zhanna Nemtsova, figlia dell’oppositore russo Boris Nemtsov, è stata inserita il 17 settembre 2026 nella ricerca internazionale nell’ambito dell’inchiesta per l’attività di una presunta organizzazione “indesiderata” in Russia. La decisione arriva mentre viene esaminato il ricorso contro l’arresto in contumacia disposto nei suoi confronti a Mosca. Al centro della vicenda c’è la Fondazione Boris Nemtsov per la Libertà, da lei cofondata in Germania e inserita dalle autorità russe nell’elenco delle organizzazioni indesiderate nel 2024.

Zhanna Nemtsova nella lista dei ricercati internazionali

La vicenda giudiziaria che coinvolge Zhanna Nemtsova compie un nuovo passo. La figlia del politico russo assassinato Boris Nemtsov è stata dichiarata ricercata a livello internazionale il 17 settembre 2026, secondo quanto riferito durante l’udienza nella quale veniva esaminato il ricorso della difesa contro il precedente provvedimento di arresto.

L’annuncio arriva poco meno di due mesi dopo la decisione con cui un tribunale di Mosca aveva disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in contumacia. Il provvedimento prevede due mesi di detenzione nel caso in cui Nemtsova venga estradata, deportata in Russia oppure arrestata sul territorio russo.

Nemtsova, che da anni vive fuori dalla Russia, non risulta quindi detenuta. La misura adottata dalle autorità russe è in contumacia e il nuovo inserimento nella ricerca internazionale modifica soprattutto il quadro relativo agli spostamenti della giornalista e attivista fuori dal Paese.

Il caso nasce da un’accusa precisa: secondo le autorità russe, Nemtsova avrebbe organizzato attività riconducibili a un’organizzazione classificata come “indesiderata” sul territorio della Federazione.

L’accusa riguarda la Fondazione Boris Nemtsov

Il nome della struttura al centro della vicenda è quello della Boris Nemtsov Foundation for Freedom, fondata in Germania nel 2015, pochi mesi dopo l’assassinio del politico russo.

La fondazione ha sviluppato negli anni iniziative nel campo dell’istruzione, dell’informazione, della ricerca e dei diritti umani, oltre a programmi rivolti a giornalisti, ricercatori e attivisti. Zhanna Nemtsova figura tra i suoi cofondatori.

Nel 2024 il ministero della Giustizia russo ha inserito la fondazione nel registro delle organizzazioni considerate indesiderate. Il provvedimento ha fatto scattare il divieto di svolgere attività in Russia e ha creato conseguenze anche per i cittadini russi che partecipino alle iniziative di tali organizzazioni.

È questo passaggio a costituire il collegamento tra la fondazione e il procedimento contro Nemtsova.

La fondazione, dal canto suo, ha contestato la decisione delle autorità russe e ha sostenuto di voler continuare la propria attività fuori dalla Russia. La struttura ha inoltre modificato alcuni programmi per evitare che la partecipazione di cittadini russi potesse esporli a conseguenze giudiziarie.

Cosa prevede la legge russa sulle organizzazioni “indesiderate”

Il termine “organizzazione indesiderata” identifica una categoria prevista dall’ordinamento russo. La legge consente alle autorità di vietare sul territorio nazionale le attività di determinate organizzazioni straniere o internazionali.

L’articolo 284.1 del codice penale russo disciplina diverse condotte collegate alle organizzazioni inserite in questo elenco. La norma distingue tra partecipazione, finanziamento e organizzazione delle attività.

Per quest’ultima fattispecie, quella richiamata nel procedimento contro Nemtsova, la legislazione attualmente in vigore prevede, nei casi contemplati dall’articolo, pene che possono arrivare fino a sei anni di reclusione.

È importante distinguere l’accusa dalla condanna: l’arresto in contumacia e la ricerca internazionale non equivalgono a una sentenza definitiva di colpevolezza. Il procedimento riguarda un’imputazione formulata dalle autorità russe e dovrà seguire il proprio percorso giudiziario.

L’arresto in contumacia deciso a Mosca

Il primo passaggio decisivo risale al 31 luglio 2026, quando un tribunale di Mosca dispose l’arresto in contumacia di Zhanna Nemtsova.

All’epoca, la contestazione riguardava proprio l’organizzazione dell’attività di una struttura riconosciuta come indesiderata dalle autorità russe. La misura fu adottata nonostante Nemtsova si trovasse fuori dal Paese.

La decisione stabiliva che la custodia cautelare sarebbe diventata effettiva in caso di ritorno, estradizione o deportazione in Russia, oppure a seguito di un eventuale arresto sul territorio russo.

La difesa ha successivamente impugnato il provvedimento. È nell’ambito dell’udienza relativa a questo ricorso che il 17 settembre è emersa la nuova informazione sulla ricerca internazionale.

Il quadro giudiziario, dunque, si è progressivamente ampliato: prima l’arresto in contumacia, poi la comunicazione relativa alla ricerca oltre i confini russi.

Chi è Zhanna Nemtsova

Zhanna Nemtsova è una giornalista russa e la figlia maggiore di Boris Nemtsov. Prima di lasciare la Russia aveva lavorato nel giornalismo economico e televisivo.

Dopo l’assassinio del padre, nel 2015, si trasferì in Germania. Negli anni successivi ha continuato a occuparsi di informazione e di iniziative legate all’eredità pubblica e politica del padre, fondando insieme ad altri la struttura che porta il suo nome.

La sua attività internazionale ha incluso anche interventi pubblici sul tema dell’opposizione russa, della libertà di informazione e delle circostanze legate all’uccisione di Boris Nemtsov.

Il procedimento aperto oggi in Russia si inserisce quindi in una storia personale e politica iniziata più di dieci anni fa, ma non riguarda direttamente l’inchiesta sull’omicidio del padre. Si tratta di un procedimento distinto, legato alla legislazione russa sulle organizzazioni indesiderate.

Boris Nemtsov, l’assassinio vicino al Cremlino

Boris Nemtsov fu ucciso il 27 febbraio 2015 sul ponte Bolshoj Moskvoreckij, a poca distanza dal Cremlino. Aveva 55 anni.

L’omicidio provocò una forte reazione in Russia e all’estero e divenne uno degli episodi più importanti nella storia recente dell’opposizione russa. Nemtsov era stato vicepremier durante la presidenza di Boris Eltsin e successivamente era diventato una delle figure più note dell’opposizione a Vladimir Putin.

Nel 2017 cinque uomini furono condannati per l’omicidio. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non ha chiuso tutte le questioni sull’organizzazione del delitto. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha successivamente ritenuto inefficace l’indagine nel suo complesso, mentre familiari e sostenitori di Nemtsov hanno continuato a chiedere che venissero chiariti i livelli superiori della pianificazione dell’assassinio.

È anche per questo che il nome di Boris Nemtsov continua a essere strettamente legato al dibattito internazionale sulla Russia contemporanea.

Dalla morte del padre alla fondazione in Germania

La nascita della Fondazione Boris Nemtsov per la Libertà rappresentò una delle principali iniziative promosse dalla figlia dopo l’omicidio.

La fondazione, con sede in Germania, dichiara tra i propri obiettivi la promozione dell’istruzione, della libertà di informazione, della formazione professionale e della ricerca, oltre alla conservazione della memoria e dell’eredità politica di Boris Nemtsov.

L’inserimento della fondazione nel registro russo delle organizzazioni indesiderate nel 2024 ha cambiato radicalmente il quadro operativo per le attività collegate alla struttura. La stessa fondazione ha dichiarato di considerare illegittima la decisione delle autorità russe e di voler proseguire il proprio lavoro dall’estero.

Ora è proprio quel provvedimento amministrativo a costituire il presupposto del procedimento penale contro Zhanna Nemtsova.

Cosa significa la ricerca internazionale

L’inserimento nella ricerca internazionale non significa automaticamente che Nemtsova sia stata arrestata o che si trovi sotto custodia.

Il dato reso noto il 17 settembre indica invece che le autorità russe hanno esteso la ricerca della giornalista oltre il territorio nazionale. La questione successiva sarebbe quindi legata all’eventuale individuazione della donna in un altro Paese e alle procedure che potrebbero derivarne.

Eventuali richieste di arresto o di estradizione dipenderebbero poi dalle procedure previste nei singoli ordinamenti e dagli accordi applicabili. La ricerca internazionale e l’esecuzione concreta di una misura di arresto sono passaggi distinti.

Per il momento, il fatto nuovo è soprattutto l’ampliamento del procedimento: dopo l’arresto in contumacia disposto in estate, la vicenda entra ora nella dimensione internazionale.

Un nuovo capitolo nella storia della famiglia Nemtsov

La notizia del 17 settembre riporta così sotto i riflettori Zhanna Nemtsova, già da anni impegnata fuori dalla Russia, e riapre il tema delle conseguenze giudiziarie legate alla legislazione sulle organizzazioni indesiderate.

Il caso presenta due piani distinti. Da una parte c’è il procedimento contro Nemtsova, che nasce dall’accusa di avere organizzato attività riconducibili a una struttura inserita nel registro russo delle organizzazioni indesiderate. Dall’altra resta la lunga vicenda dell’assassinio di Boris Nemtsov, per il quale sono state pronunciate condanne ma sulla cui organizzazione complessiva sono rimaste questioni non risolte.

A oltre undici anni dalla morte del politico russo, il nome della famiglia torna dunque al centro della cronaca giudiziaria internazionale. Questa volta non per un nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’omicidio, ma per un procedimento che riguarda direttamente la figlia del dissidente e la fondazione nata in sua memoria.

Il passaggio del 17 settembre segna quindi una nuova fase: Zhanna Nemtsova è ricercata a livello internazionale dalle autorità russe, mentre resta fuori dal Paese e prosegue il percorso giudiziario attraverso la sua difesa.

Verifica redazionale dell’aggiornamento: la notizia della ricerca internazionale è stata riscontrata nelle cronache del 17 settembre 2026; il precedente arresto in contumacia, la vicenda della fondazione e il quadro relativo all’omicidio di Boris Nemtsov sono stati verificati separatamente.

23 Settembre 2026
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