9:51 pm, 30 Ottobre 26 calendario

Sondaggi, Italia spaccata a metà: Vannacci perde terreno

Di: Redazione Metrotoday

🌐 I sondaggi politici del 29 ottobre 2026 fotografano un equilibrio quasi perfetto tra centrodestra e campo largo. La Supermedia YouTrend/AGI assegna il 43,8% al centrosinistra e il 43,7% al centrodestra, una distanza di appena un decimo di punto. Fratelli d’Italia sale al 27,9%, il Partito Democratico raggiunge il 20,2%, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci scende al 6,1%, perdendo 1,1 punti in due settimane. Una fotografia delle intenzioni di voto che descrive un sistema politico in movimento, senza consentire previsioni certe sull’esito delle prossime elezioni.

Sondaggi politici, un decimo separa le due coalizioni

La nuova Supermedia nazionale, pubblicata il 29 ottobre, fotografa una situazione di sostanziale equilibrio nelle intenzioni di voto degli italiani.

L’aggregazione dei partiti appartenenti al campo largo raggiunge il 43,8%, mentre il centrodestra si attesta al 43,7%. Entrambe le coalizioni crescono rispetto alla rilevazione precedente: rispettivamente di 0,7 e 0,8 punti percentuali.

Il divario è statisticamente troppo contenuto per attribuire un vantaggio significativo a uno schieramento. Non equivale, inoltre, a una previsione del risultato delle elezioni politiche del 2027.

La fotografia è il risultato di una media ponderata di sondaggi realizzati tra il 15 e il 28 ottobre da sei istituti demoscopici.

La parità tra le coalizioni convive però con differenze importanti tra i singoli partiti. Fratelli d’Italia mantiene un consenso superiore a quello delle altre formazioni, mentre il Partito Democratico rimane il secondo partito nelle rilevazioni aggregate.

Fratelli d’Italia al 27,9%, il Pd sale al 20,2%

Il partito guidato da Giorgia Meloni registra un incremento dello 0,7%, raggiungendo il 27,9%.

Il Partito Democratico guadagna invece un decimo di punto, arrivando al 20,2%.

Il Movimento 5 Stelle perde mezzo punto e scende all’11,9%, mentre Forza Italia rimane stabile al 7,4%.

Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,2%, in diminuzione di 0,2 punti.

La Lega cresce lievemente fino al 6,1%, lo stesso valore attribuito a Futuro Nazionale.

Nel confronto con la rilevazione del 15 ottobre, il cambiamento più consistente riguarda proprio il partito di Roberto Vannacci.

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Supermedia YouTrend, tutte le percentuali dei partiti

Intenzioni di voto

Supermedia
  • FdI: Consenso 27,9%
  • PD: Consenso 20,2%
  • M5S: Consenso 11,9%
  • Forza Italia: Consenso 7,4%
  • AVS: Consenso 6,2%
  • Lega: Consenso 6,1%
  • Futuro Nazionale: Consenso 6,1%
  • Azione: Consenso 3,3%
  • Italia Viva: Consenso 2,4%
  • +Europa: Consenso 1,5%

Media ponderata dei sondaggi nazionali, rilevazioni dal 15 al 28 ottobre 2026.

Coalizione

Consenso

Variazione

Campo largo 43,8% +0,7
Centrodestra 43,7% +0,8
Futuro Nazionale 6,1% −1,1
Centro 4,6% Invariato

Variazioni in punti percentuali rispetto al 15 ottobre. I raggruppamenti rappresentano le aggregazioni utilizzate dalla Supermedia, non accordi elettorali definitivi.

Vannacci al 6,1%, Futuro Nazionale perde oltre un punto

Il dato politicamente più significativo riguarda Futuro Nazionale, che registra una contrazione di 1,1 punti percentuali e raggiunge il 6,1%.

Il partito di Roberto Vannacci viene così affiancato dalla Lega, anch’essa al 6,1%, e risulta leggermente al di sotto di Alleanza Verdi e Sinistra, ferma al 6,2%.

La diminuzione rappresenta il movimento più marcato rilevato nell’aggiornamento quindicinale.

Non è però possibile attribuirne con certezza le cause senza indagini specifiche sui flussi elettorali.

La crescita di Fratelli d’Italia nello stesso periodo può essere considerata un elemento di contesto, ma non dimostra automaticamente che gli elettori in uscita da Futuro Nazionale siano confluiti nel partito di Meloni.

Per stabilire eventuali trasferimenti di consenso servirebbero analisi dedicate alle preferenze individuali.

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Centrodestra, l’equilibrio tra Meloni, Lega e Forza Italia

All’interno della coalizione di governo, Fratelli d’Italia mantiene una posizione nettamente prevalente nelle intenzioni di voto.

Forza Italia rimane stabile al 7,4%, mentre la Lega registra un piccolo incremento, arrivando al 6,1%.

Noi Moderati si attesta all’1,1%.

Le differenti dimensioni dei partiti rappresentano un elemento importante nella distribuzione del peso politico all’interno della maggioranza, ma non determinano automaticamente le decisioni comuni.

La coalizione dovrà confrontarsi con le scelte di governo, la manovra economica e la preparazione delle prossime elezioni.

Il risultato complessivo del 43,7% indica una base di consenso aggregata significativa, pur senza chiarire quanti seggi essa potrebbe produrre con il sistema elettorale e le candidature che saranno effettivamente utilizzati.

Centrosinistra, il Pd cresce ma il Movimento 5 Stelle arretra

Nel campo progressista, l’andamento dei singoli partiti presenta differenze.

Il Pd cresce di un decimo, mentre il Movimento 5 Stelle arretra di mezzo punto.

Alleanza Verdi e Sinistra perde due decimi.

Nonostante questi movimenti, la somma delle forze considerate nella coalizione aumenta dello 0,7% grazie all’evoluzione complessiva delle aggregazioni adottate.

La definizione del perimetro del campo largo rimane tuttavia politicamente rilevante.

Azione, Italia Viva, +Europa e altre formazioni centriste presentano identità e posizioni differenti, e la loro collocazione definitiva nel confronto elettorale non può essere considerata già stabilita.

Il dato del 43,8% rappresenta quindi una simulazione aggregata delle intenzioni di voto, non il risultato di una lista o coalizione già formalmente registrata.

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Sondaggi e legge elettorale, perché la parità non basta

Una differenza di 0,1 punti percentuali tra coalizioni non ha un significato statisticamente robusto.

Le rilevazioni demoscopiche sono soggette a incertezza campionaria, differenze metodologiche e possibili cambiamenti delle preferenze degli intervistati.

La Supermedia riduce alcune oscillazioni dei singoli istituti, ma non elimina ogni fonte di errore.

Inoltre, i seggi parlamentari non dipendono esclusivamente dalla percentuale nazionale di consenso.

La distribuzione geografica dei voti, le candidature e le regole elettorali possono modificare significativamente il rapporto tra voti ottenuti e rappresentanza parlamentare.

Per questo motivo sarebbe improprio utilizzare l’attuale distanza tra coalizioni per indicare un probabile vincitore delle prossime elezioni.

Il voto del 2027 e la politica dei prossimi mesi

La fotografia del 29 ottobre arriva in coincidenza con l’accelerazione organizzativa del centrosinistra, che il giorno successivo annuncia un calendario comune verso le primarie.

Il centrodestra, invece, continua a esercitare le responsabilità di governo e si confronta con la necessità di mantenere una posizione condivisa sui principali provvedimenti.

Le rilevazioni future permetteranno di verificare se i movimenti registrati rappresentino oscillazioni temporanee oppure cambiamenti persistenti.

La Supermedia non assegna vincitori: misura le intenzioni di voto in un determinato periodo.

Il suo elemento più interessante è la compresenza di tre fenomeni: il primato di Fratelli d’Italia tra i partiti, l’equilibrio aggregato tra coalizioni e la contrazione del consenso rilevato per Futuro Nazionale.

Saranno l’evoluzione delle proposte politiche e le successive rilevazioni a mostrare come cambierà questo quadro.

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Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

 

30 Ottobre 2026
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