10:13 am, 8 Ottobre 26 calendario

Francia, stop alle granate nelle proteste: Amnesty chiede il divieto

Di: Redazione Metrotoday
🌐 Proteste in Francia, il governo sospende temporaneamente l’uso delle granate stordenti da parte della polizia durante le manifestazioni dei liceali dopo il grave ferimento di un ragazzo di 15 anni a Lens. Amnesty International Francia considera la decisione un primo passo, ma chiede un divieto permanente dell’uso di queste armi durante tutte le proteste, denunciando i rischi di lesioni gravi e permanenti.

La decisione arriva in un momento di forte tensione sociale. Da settimane la Francia è attraversata da una mobilitazione studentesca che ha assunto dimensioni nazionali, con blocco dei licei, manifestazioni di piazza e scontri con le forze dell’ordine.

Al centro delle proteste ci sono soprattutto le condizioni della scuola, la carenza di insegnanti, il sovraffollamento delle classi e lo stato degli edifici scolastici. Ma con il passare dei giorni il tema della gestione dell’ordine pubblico è diventato sempre più centrale.

Il ragazzo di 15 anni ferito a Lens

Il caso che ha fatto scattare la sospensione riguarda un adolescente di 15 anni rimasto gravemente ferito durante una manifestazione a Lens, nel dipartimento del Pas-de-Calais.

Secondo le informazioni diffuse dalle autorità e dalle organizzazioni per i diritti umani, il giovane ha subito la perdita della mano in seguito all’esplosione di una granata utilizzata dalla polizia.

L’episodio si è verificato lunedì 5 ottobre, nei pressi di un liceo della città, mentre le proteste studentesche stavano vivendo una nuova giornata di mobilitazione.

Sulla dinamica esatta dell’incidente è stata aperta un’indagine. Proprio l’attesa degli accertamenti ha portato il ministero dell’Interno a disporre una sospensione temporanea dell’utilizzo delle granate stordenti nel contesto delle proteste dei liceali.

La misura, quindi, non equivale ancora a un divieto generale.

È questo il punto sul quale Amnesty International chiede al governo francese di intervenire.

La decisione del ministro dell’Interno Laurent Nuñez

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato il provvedimento il 7 ottobre, spiegando che l’uso delle granate sarà sospeso durante il movimento di protesta degli studenti delle scuole superiori fino a quando non sarà fatta piena luce sull’incidente.

Si tratta di un cambiamento significativo nella gestione delle manifestazioni in corso.

La Francia sta infatti affrontando una delle più intense mobilitazioni studentesche degli ultimi anni. Dalla fine di settembre, il movimento si è progressivamente esteso a numerose città, coinvolgendo migliaia di studenti e, in alcune giornate, anche insegnanti, genitori e organizzazioni sindacali.

Le manifestazioni hanno prodotto anche momenti di forte tensione, con lacrimogeni, arresti e scontri tra dimostranti e forze di polizia.

La sospensione delle granate arriva dunque nel tentativo di ridurre il rischio di ulteriori incidenti mentre le proteste proseguono.

Amnesty: “È un primo passo, ma non basta”

Per Amnesty International Francia, la decisione del governo rappresenta un segnale positivo, ma non risolve il problema.

La presidente Anne Savinel-Barras ha chiesto che la sospensione venga trasformata in un divieto definitivo dell’uso delle granate stordenti durante tutte le manifestazioni.

Secondo l’organizzazione, infatti, queste armi presentano rischi incompatibili con una gestione proporzionata delle proteste, soprattutto quando vengono utilizzate in luoghi affollati.

Il punto centrale della posizione di Amnesty è che una misura temporanea non sarebbe sufficiente a evitare nuovi casi di ferimento.

L’organizzazione sostiene che l’impiego di questi dispositivi abbia già prodotto nel tempo lesioni gravi, perdita dell’udito, mutilazioni e danni permanenti.

Perché le granate sono al centro della polemica

Il dibattito riguarda la natura stessa di queste armi e il modo in cui vengono utilizzate durante le manifestazioni.

Le cosiddette granate stordenti sono concepite per provocare un forte effetto acustico e disorientare le persone presenti nell’area interessata. Alcuni dispositivi possono inoltre produrre effetti fisici attraverso l’esplosione e la proiezione di elementi.

In una manifestazione affollata, sostiene Amnesty, il rischio è che l’effetto dell’arma non possa essere circoscritto facilmente alla persona o al gruppo che le forze dell’ordine intendono neutralizzare.

Da qui nasce la richiesta di un ripensamento complessivo delle modalità con cui la polizia gestisce le manifestazioni.

Le proteste degli studenti continuano in tutta la Francia

Il caso di Lens si inserisce in un movimento molto più ampio.

Le proteste dei liceali sono iniziate il 21 settembre e si sono progressivamente diffuse in diverse città francesi. Gli studenti chiedono più insegnanti, classi meno numerose e strutture scolastiche adeguate.

La mobilitazione ha assunto dimensioni nazionali e ha portato alla chiusura o al blocco di numerosi istituti.

Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, migliaia di persone sono state fermate dall’inizio delle proteste e una quota molto elevata degli arrestati è costituita da minorenni.

Questo elemento ha alimentato ulteriormente il confronto sul comportamento delle forze dell’ordine.

Amnesty sostiene infatti che i minorenni che partecipano pacificamente alle manifestazioni debbano essere protetti, non esposti a forme di uso eccessivo della forza.

Non solo granate: sotto accusa anche lacrimogeni e proiettili di gomma

La controversia non riguarda esclusivamente le granate stordenti.

Nei giorni scorsi Amnesty International aveva già denunciato l’uso che considera sproporzionato di gas lacrimogeni, manganelli e tecniche di contenimento, chiedendo alle autorità francesi di favorire la de-escalation.

L’organizzazione ha inoltre richiamato l’attenzione sull’impiego dei LBD, i dispositivi francesi per il lancio di proiettili di gomma, da tempo al centro di polemiche per le lesioni provocate durante alcune manifestazioni.

Il tema diventa quindi più ampio: non soltanto quale arma possa essere utilizzata, ma quali debbano essere i limiti dell’intervento delle forze di sicurezza durante una protesta.

Amnesty chiede una revisione delle regole sull’uso della forza

La richiesta di un divieto permanente viene inserita da Amnesty in una proposta ancora più ampia.

Secondo l’organizzazione, la Francia dovrebbe procedere a una revisione complessiva delle norme sull’uso della forza nelle manifestazioni, affinché le operazioni di ordine pubblico siano compatibili con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani.

Al centro c’è il diritto alla riunione pacifica e alla libertà di manifestazione.

Il principio, secondo Amnesty, deve essere applicato anche quando le proteste coinvolgono un numero elevato di persone e quando le autorità devono fronteggiare episodi di violenza.

L’obiettivo indicato è evitare che una manifestazione si trasformi in uno scontro generalizzato nel quale aumentino contemporaneamente i rischi per i dimostranti, gli agenti e le persone estranee alle proteste.

Una tensione che va oltre l’episodio di Lens

La sospensione annunciata oggi arriva quindi in un clima già particolarmente teso.

Le manifestazioni studentesche hanno messo sotto pressione il governo francese e hanno riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra ordine pubblico, libertà di protesta e uso della forza.

L’incidente di Lens potrebbe diventare un punto di svolta.

Da una parte, il governo ha scelto di sospendere temporaneamente una delle armi contestate in attesa degli accertamenti. Dall’altra, Amnesty International chiede di andare oltre la singola emergenza e trasformare la sospensione in una scelta strutturale.

La questione ora è capire quale sarà la risposta delle autorità una volta conclusa l’indagine.

Il nodo del diritto di manifestare

La vicenda riapre così una discussione che in Francia dura da anni: come garantire la sicurezza durante le proteste senza comprimere il diritto di manifestare pacificamente.

Per Amnesty, la risposta non può essere affidata soltanto alla scelta degli strumenti utilizzati dalla polizia. Serve un modello di gestione delle manifestazioni fondato sulla proporzionalità, sulla prevenzione degli scontri e sulla riduzione progressiva delle situazioni di tensione.

Il caso del quindicenne ferito a Lens rende questa discussione ancora più concreta.

Perché dietro la disputa sulle armi impiegate nelle piazze c’è una questione più ampia: quale livello di rischio può essere accettato quando le forze dell’ordine intervengono durante una manifestazione, soprattutto quando tra i partecipanti ci sono numerosi minorenni.

La sospensione annunciata dal ministro dell’Interno rappresenta dunque soltanto il primo passaggio. Amnesty International vuole che diventi l’inizio di una revisione molto più profonda delle regole sull’ordine pubblico in Francia.

8 Ottobre 2026 ( modificato il 7 Ottobre 2026 | 20:18 )
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