L’Eurocamera revoca l’immunità su istanza dello stesso Matteo Ricci
🌐 Matteo Ricci, revoca dell’immunità parlamentare, inchiesta Affidopoli e affidamenti del Comune di Pesaro: il voto del Parlamento europeo apre una nuova fase dell’indagine che coinvolge l’ex sindaco ed eurodeputato del Pd. Al centro ci sono soprattutto le comunicazioni con l’ex collaboratore Massimiliano Santini, che gli investigatori potranno ora acquisire e utilizzare secondo le procedure previste.
Matteo Ricci, cosa cambia dopo il voto del Parlamento europeo
La vicenda giudiziaria che coinvolge Matteo Ricci compie un passaggio decisivo sul piano procedurale. Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla revoca dell’immunità parlamentare dell’eurodeputato del Pd, consentendo alla Procura di Pesaro di proseguire con gli accertamenti per i quali era stata chiesta l’autorizzazione.
Il voto è arrivato nella plenaria di Strasburgo il 6 ottobre, dopo il precedente pronunciamento favorevole della Commissione giuridica dell’Eurocamera. La decisione riguarda l’inchiesta sugli affidamenti del Comune di Pesaro relativi al periodo nel quale Ricci era sindaco della città.
Il punto più delicato riguarda le chat, le e-mail e gli altri file intercorsi tra Ricci e Massimiliano Santini, suo ex collaboratore durante l’esperienza alla guida dell’amministrazione comunale. È proprio su questo materiale che la richiesta della magistratura pesarese aveva incontrato il limite rappresentato dall’immunità parlamentare.
Da oggi, dunque, quel passaggio viene superato.
La revoca, è importante precisarlo, non equivale a una dichiarazione di responsabilità e non rappresenta una decisione sul merito delle contestazioni. Significa invece che viene meno l’ostacolo procedurale che impediva agli inquirenti di utilizzare quel materiale nell’ambito dell’indagine.
È una distinzione fondamentale in una vicenda nella quale l’aspetto giudiziario e quello politico si sono intrecciati per mesi.

Il voto di Strasburgo è arrivato dopo la richiesta dello stesso Ricci
C’è un elemento che rende particolare la decisione dell’Eurocamera: Ricci aveva chiesto personalmente che la procedura fosse accelerata.
L’eurodeputato aveva infatti comunicato la propria disponibilità alla revoca dell’immunità, rinunciando anche alla possibilità di essere ascoltato dalla Commissione giuridica del Parlamento europeo. La sua posizione era stata espressa già nelle settimane precedenti il voto definitivo.
Dopo il via libera dell’Aula, Ricci ha ribadito di aver chiesto ai gruppi parlamentari di procedere rapidamente e ha sottolineato di aver votato a favore della revoca. Ha inoltre ricordato di avere già autorizzato, nel novembre dello scorso anno, la Procura a leggere la corrispondenza con Santini.
La sua linea, quindi, è stata quella di favorire l’acquisizione degli elementi investigativi, nella convinzione che un rapido chiarimento della vicenda sia preferibile a una fase prolungata di contrapposizione sul piano politico.
La decisione di Strasburgo porta questa impostazione alle sue conseguenze concrete.
Perché le chat sono così importanti nell’inchiesta
Il materiale digitale rappresenta uno degli elementi centrali della fase investigativa.
Le comunicazioni tra Ricci e Santini possono essere esaminate per ricostruire rapporti, decisioni, indicazioni e circostanze legate agli affidamenti contestati, naturalmente nell’ambito delle valutazioni che spettano alla magistratura.
Santini è una figura rilevante nell’inchiesta perché durante il secondo mandato di Ricci ricopriva un ruolo nello staff dell’allora sindaco. Nel corso degli accertamenti è stato ascoltato più volte dagli investigatori e le sue dichiarazioni hanno contribuito all’ampliamento del quadro investigativo.
La disponibilità delle chat non significa automaticamente che ogni conversazione assuma valore probatorio. Sarà necessario stabilire quali contenuti siano pertinenti, come interpretarli e quale peso attribuire loro nell’insieme degli elementi raccolti.
È proprio questo il passaggio che ora può iniziare senza il precedente vincolo parlamentare.
Affidopoli, al centro gli affidamenti del Comune di Pesaro
L’indagine è conosciuta come Affidopoli e riguarda presunti meccanismi irregolari nell’assegnazione di lavori, servizi e iniziative da parte del Comune di Pesaro.
Il procedimento si è progressivamente allargato, coinvolgendo amministratori, funzionari, collaboratori e soggetti legati alle associazioni che avrebbero beneficiato degli affidamenti finiti sotto esame.
Secondo le ricostruzioni investigative emerse nel corso dell’indagine, nel mirino ci sono affidamenti diretti relativi a eventi, iniziative culturali, attività promozionali e lavori di manutenzione, con particolare attenzione ai rapporti con due associazioni, Opera Maestra e Stella Polare.
Nel tempo sono emersi anche ulteriori profili investigativi.
Tra questi, uno riguarda presunti costi collegati al tour “Pane e politica”, iniziativa realizzata da Ricci negli anni precedenti alla sua elezione al Parlamento europeo. La Procura ha contestato all’eurodeputato anche un’ipotesi di peculato relativa a circa 10 mila euro destinati, secondo l’accusa, a un videomaker utilizzato per alcune iniziative.
Ricci ha respinto le contestazioni, sostenendo che non ci sarebbero state spese improprie a carico del Comune e spiegando che le iniziative erano state svolte in concomitanza con appuntamenti istituzionali. Ha inoltre escluso un collegamento con la campagna elettorale per le Europee del 2024, richiamando il fatto che alcune delle iniziative contestate risalivano al 2022 e al 2023.
Anche questo capitolo resta naturalmente nell’ambito di un’indagine ancora da definire.

Dalla politica alla magistratura: cosa succede adesso
La revoca dell’immunità cambia soprattutto il quadro operativo degli investigatori.
La Procura di Pesaro potrà ora procedere con gli accertamenti sulla corrispondenza oggetto della richiesta, seguendo le modalità previste dalla legge e valutando il materiale insieme agli altri elementi già acquisiti.
Non è quindi arrivato il momento della sentenza, ma quello dell’approfondimento investigativo.
Questo aspetto è particolarmente importante perché il procedimento riguarda fatti contestati relativi a un periodo nel quale Ricci ricopriva un ruolo istituzionale molto rilevante: quello di sindaco di Pesaro.
L’inchiesta, inoltre, ha avuto una progressione significativa. Nel 2025 Ricci era stato raggiunto dall’avviso di garanzia nell’ambito degli accertamenti sugli affidamenti comunali; nel 2026 sono emersi nuovi profili e nuove contestazioni, fino alla richiesta formale al Parlamento europeo per poter utilizzare le comunicazioni protette dall’immunità.
Il passaggio europeo rappresentava dunque un tassello necessario per completare una parte dell’attività investigativa.
L’impatto politico della vicenda
La dimensione giudiziaria non è l’unica ad avere conseguenze.
Ricci è oggi eurodeputato del Partito Democratico, dopo essere stato per dieci anni alla guida di Pesaro. La vicenda degli affidamenti ha attraversato una fase politicamente delicata e ha accompagnato anche il suo percorso successivo alla guida della città.
Il punto centrale, tuttavia, rimane la distinzione tra indagine e responsabilità accertata.
Ricci continua a dichiararsi estraneo alle contestazioni e, proprio nel caso della revoca dell’immunità, ha scelto una posizione di apertura verso l’attività degli inquirenti. La sua richiesta di procedere rapidamente e il voto favorevole espresso in Aula costituiscono elementi della sua strategia difensiva e politica.
Parallelamente, il procedimento giudiziario seguirà il proprio percorso, indipendentemente dalle valutazioni politiche.
È una distinzione che diventa ancora più importante quando un’inchiesta coinvolge un esponente eletto in un’istituzione europea e riguarda fatti risalenti al periodo in cui ricopriva una carica amministrativa locale.
Cosa può accadere nelle prossime settimane
Il passaggio più atteso riguarda ora l’analisi delle comunicazioni tra Ricci e Santini.
Gli inquirenti dovranno individuare gli elementi effettivamente rilevanti, confrontarli con la documentazione già raccolta e verificare se possano modificare, confermare o ridimensionare le ipotesi investigative già formulate.
Non è escluso che l’esame del materiale digitale possa aprire ulteriori filoni di approfondimento. Allo stesso tempo, la sola possibilità di utilizzare le chat non consente di anticipare quale sarà l’esito dell’inchiesta.
Il Parlamento europeo, dal canto suo, ha concluso il proprio ruolo nella procedura specifica relativa all’immunità. La questione torna quindi principalmente sul terreno della Procura di Pesaro e degli accertamenti giudiziari.
La decisione di Strasburgo rappresenta così un punto di svolta soprattutto perché elimina un ostacolo procedurale.

La nuova fase dell’inchiesta di Pesaro
A più di un anno dall’esplosione pubblica del caso, Affidopoli entra dunque in una fase diversa.
L’attenzione non è più concentrata soltanto sulla politica e sulle reazioni all’indagine, ma si sposta sul contenuto concreto degli elementi che la Procura potrà esaminare.
Le chat tra Matteo Ricci e Massimiliano Santini diventano ora uno dei materiali investigativi utilizzabili, dopo il via libera dell’Eurocamera. Sarà il loro contenuto, insieme a tutti gli altri elementi raccolti, a determinare l’eventuale evoluzione del procedimento.
Per Ricci, la scelta di chiedere la revoca dell’immunità rappresenta invece la conferma di una linea già dichiarata: accelerare l’esame della vicenda e consentire agli inquirenti di completare il proprio lavoro.
Il caso, quindi, non si chiude a Strasburgo. Al contrario, proprio dal voto europeo prende forma il prossimo capitolo dell’inchiesta.
E ora la partita torna a Pesaro, dove magistrati e investigatori dovranno mettere insieme comunicazioni, documenti, testimonianze e affidamenti per stabilire se le ipotesi formulate nel corso dell’indagine trovino conferma negli elementi raccolti.
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