7:17 am, 23 Ottobre 26 calendario

Finti medium truffano chi perde un cane: li tradisce un asino

Di: Redazione Metrotoday
🌐 Promettevano di far comunicare i proprietari con cani e gatti morti, chiedendo fino a 250 euro per una seduta online. Ma il presunto contatto con l’aldilà sarebbe stato tradito da un errore clamoroso: al posto dell’abbaiare di un cane è partito il raglio registrato di un asino. Almeno tre le persone coinvolte nei casi segnalati dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente.

Foggia, la truffa che sfrutta il dolore per gli animali

C’è chi, dopo aver perso un cane o un gatto, conserva per anni fotografie, giocattoli e oggetti appartenuti all’animale.

Il lutto può essere profondo e accompagnarsi al desiderio impossibile di ascoltare ancora una volta la voce del proprio compagno di vita.

Su questa fragilità emotiva si sarebbe inserita un’attività di presunti medium capaci, secondo le loro promesse, di stabilire contatti soprannaturali con animali scomparsi.

La vicenda è stata segnalata dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA), che riferisce di almeno tre persone coinvolte in episodi analoghi.

Le segnalazioni riguarderebbero Foggia, Ancona e il Piemonte.

Sedute spiritiche online a pagamento

Il presunto meccanismo inizierebbe con la promessa di una comunicazione tra il proprietario e l’animale defunto.

Gli interessati sarebbero invitati a effettuare un pagamento per partecipare a una seduta a distanza.

Le somme richieste arriverebbero fino a 200-250 euro, secondo le segnalazioni.

Durante gli incontri, i sedicenti sensitivi avrebbero simulato messaggi provenienti dagli animali, utilizzando registrazioni di versi.

La messinscena avrebbe puntato sulla disponibilità emotiva delle persone coinvolte ad attribuire un significato straordinario ai suoni ascoltati.

In questo modo un normale file audio sarebbe stato presentato come dimostrazione di una comunicazione impossibile da verificare.

Gatto domestico fotografato in ambiente familiare

Doveva abbaiare un cane, ma si sente un asino

Il dettaglio più incredibile riguarda una registrazione inviata attraverso WhatsApp.

La persona coinvolta avrebbe dovuto riconoscere l’abbaiare del proprio cane scomparso.

Al posto della voce attesa sarebbe però arrivato il raglio di un asino.

Un errore di riproduzione che avrebbe immediatamente compromesso la credibilità della seduta.

L’episodio ha assunto contorni quasi surreali, ma il suo significato è tutt’altro che divertente.

Se i fatti fossero confermati, si tratterebbe di un tentativo di ottenere denaro sfruttando il dolore per la perdita di un animale.

La truffa non consisterebbe in una semplice manifestazione di credenze soprannaturali, ma nell’eventuale utilizzo intenzionale di artifici per indurre le persone a pagare.

Le segnalazioni di AIDAA e i possibili altri casi

Secondo l’associazione animalista, almeno tre persone avrebbero riferito situazioni riconducibili a questo tipo di raggiro.

Non è ancora possibile stabilire se i diversi episodi abbiano un’organizzazione comune.

La diffusione di servizi online rende comunque possibile contattare potenziali vittime in città molto distanti, senza la necessità di organizzare incontri fisici.

Le comunicazioni tramite social network, le piattaforme di messaggistica e i pagamenti digitali possono diventare strumenti utilizzati anche per frodi costruite intorno a fragilità personali.

Chi ritiene di essere stato ingannato dovrebbe conservare messaggi, registrazioni, ricevute e ogni elemento utile a un’eventuale denuncia.

Il rispetto del lutto non può diventare un business

Il caso evidenzia un fenomeno più ampio: il mercato dei servizi che promettono risultati impossibili da verificare e si rivolgono a persone in difficoltà emotiva.

La perdita di un animale domestico può provocare sofferenza autentica e duratura.

Nessuno dovrebbe essere deriso per il dolore che prova.

Ma proprio questa condizione richiede attenzione verso chi propone soluzioni miracolose, soprattutto quando pretende somme di denaro e promette esperienze soprannaturali.

Non esistono prove scientifiche che rendano possibile comunicare con animali defunti attraverso sedute spiritiche.

L’eventuale responsabilità penale dei soggetti coinvolti dovrà essere accertata dalle autorità competenti.

Nel frattempo, la vicenda offre un insegnamento: il dolore può rendere vulnerabili, ma non deve diventare il terreno sul quale qualcuno costruisce facili guadagni.

E il raglio di un asino, in questa storia, potrebbe aver rappresentato l’errore che ha fatto emergere un inganno.

Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

23 Ottobre 2026 ( modificato il 22 Ottobre 2026 | 21:21 )
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