Festival Respighi 2026, Bologna riscopre i maestri dell’Ottanta
🌐 Festival Respighi Bologna 2026, Gabriele Pieranunzi, Silvia Chiesa e Maurizio Baglini protagonisti il 12 ottobre all’Oratorio di San Filippo Neri. Il concerto La Generazione dell’Ottanta intreccia le musiche di Respighi, Busoni, Wolf-Ferrari e Castelnuovo-Tedesco, con una prima esecuzione assoluta commissionata dal festival: un appuntamento che riporta al centro il patrimonio musicale italiano tra tradizione, innovazione e riscoperta.
Festival Respighi, il 12 ottobre una serata da non perdere
Bologna si prepara a riaccendere i riflettori su una delle stagioni più interessanti della storia musicale italiana. Lunedì 12 ottobre 2026, alle 20.30, l’Oratorio di San Filippo Neri ospiterà La Generazione dell’Ottanta, appuntamento della quinta edizione del Festival Respighi Bologna che mette al centro alcuni dei compositori più significativi della musica italiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.
A guidare il pubblico in questo percorso saranno tre interpreti di primo piano: Gabriele Pieranunzi al violino, Silvia Chiesa al violoncello e Maurizio Baglini al pianoforte. Una formazione cameristica capace di mettere in dialogo tre strumenti dalle personalità distinte, attraverso un programma che attraversa linguaggi, sensibilità e visioni musicali differenti.
Non si tratta soltanto di un concerto dedicato alla grande tradizione. L’appuntamento punta anche a riportare l’attenzione su autori e pagine che meritano di essere ascoltati oltre i confini del repertorio più frequentato. È proprio questa la sfida culturale del festival: far emergere la ricchezza della musica italiana del primo Novecento, restituendole spazio e nuove occasioni di ascolto.
La Generazione dell’Ottanta: chi erano i compositori al centro del concerto
Il titolo della serata richiama una stagione decisiva per la cultura musicale italiana. La cosiddetta Generazione dell’Ottanta riunisce compositori nati intorno al 1880, accomunati dalla ricerca di un linguaggio capace di superare le convenzioni dominanti e di ridefinire il rapporto tra la tradizione nazionale e le correnti europee.
Tra i nomi più rappresentativi figura Ottorino Respighi, compositore bolognese che seppe coniugare una raffinata conoscenza della musica del passato con una scrittura orchestrale di grande suggestione. La sua figura costituisce il riferimento naturale del festival, che ogni anno esplora le traiettorie artistiche percorse dal musicista e le relazioni con i suoi contemporanei.
Accanto a Respighi, il programma presenta Ferruccio Busoni, Ermanno Wolf-Ferrari e Mario Castelnuovo-Tedesco. Autori diversi per formazione, sensibilità e percorso, ma accomunati dalla capacità di confrontarsi con la tradizione senza rinunciare alla sperimentazione.
La loro presenza nel cartellone invita a guardare al Novecento italiano da una prospettiva meno scontata. Non una semplice successione di nomi illustri, ma una rete di idee, influenze e scelte artistiche che racconta un periodo di profonda trasformazione.

Respighi e Busoni, il dialogo tra passato e futuro
Il programma si apre con le Quattro Bagatelle per violino e pianoforte op. 28 di Busoni, seguite dalla Sonata in si minore per violino e pianoforte di Respighi. Due pagine che collocano il confronto tra gli strumenti e le rispettive personalità musicali al centro della prima parte della serata.
La sonata respighiana rappresenta uno dei momenti più attesi per chi desidera approfondire il lato cameristico del compositore. La sua produzione viene spesso associata alle grandi architetture orchestrali e alla forza evocativa delle opere sinfoniche; l’ascolto di una pagina per violino e pianoforte permette invece di concentrarsi sulla scrittura strumentale, sul dialogo tra le parti e sulla costruzione dell’espressione musicale.
Busoni, dal canto suo, incarna una personalità artistica di respiro internazionale, costantemente impegnata a interrogare il rapporto tra eredità del passato e nuove possibilità espressive. La sua presenza accanto a Respighi contribuisce a definire il senso complessivo dell’appuntamento: riscoprire la modernità senza perdere il legame con la storia.
Silvia Chiesa, Gabriele Pieranunzi e Maurizio Baglini: tre interpreti per un programma ambizioso
La riuscita di un concerto cameristico dipende non soltanto dalla qualità delle singole esecuzioni, ma anche dalla capacità degli interpreti di costruire un discorso comune. Violino, violoncello e pianoforte richiedono ascolto reciproco, equilibrio e una continua ridefinizione dei ruoli.
Gabriele Pieranunzi, violinista, affronta il repertorio con uno strumento che può diventare voce lirica, elemento di tensione o protagonista di un confronto serrato con il pianoforte. La sua parte assume un rilievo particolare nella sonata di Respighi e nel trio conclusivo.
Silvia Chiesa, al violoncello, porta al centro della serata uno strumento dalla notevole estensione espressiva. Il suo timbro può sostenere le linee melodiche più cantabili, ma anche dare profondità alle architetture cameristiche, soprattutto nelle pagine che richiedono un dialogo serrato con la tastiera.
Maurizio Baglini, pianista, completa il trio con un ruolo che va ben oltre l’accompagnamento. Nel repertorio cameristico il pianoforte è spesso un interlocutore a pieno titolo: sostiene la struttura armonica, dialoga con gli strumenti ad arco e contribuisce a definire ritmo, tensione e direzione musicale.
La combinazione dei tre interpreti offre quindi l’occasione di ascoltare il repertorio da una prospettiva unitaria, nella quale le differenze tra gli autori diventano parte di un percorso coerente.

La sorpresa del programma: una prima esecuzione assoluta
Tra i momenti più significativi della serata spicca la prima esecuzione assoluta di Ritratti – Tre impressioni sonore per pianoforte solo, di Gabusi, commissionata dal Festival Respighi Bologna.
La scelta di affiancare una nuova composizione a pagine storiche è uno degli elementi che rendono l’appuntamento particolarmente interessante. Il recupero del patrimonio musicale, infatti, non deve trasformarsi in un esercizio esclusivamente rivolto al passato. La programmazione può diventare uno spazio di confronto tra ciò che è stato scritto e ciò che viene creato oggi, tra opere consolidate e nuove proposte.
La prima assoluta di Gabusi introduce così una dimensione contemporanea nel cuore di un programma dedicato alla tradizione novecentesca. Il pubblico avrà la possibilità di ascoltare una composizione nuova e di inserirla, attraverso l’esperienza diretta, nel dialogo con gli altri autori della serata.
Il brano per pianoforte solo rappresenta inoltre una parentesi differente rispetto alle formazioni cameristiche presenti nel resto del programma. L’attenzione si concentra sul pianoforte, sulla sua capacità di sostenere da solo il discorso musicale e sulle possibilità espressive offerte dalla scrittura contemporanea.
Wolf-Ferrari e Castelnuovo-Tedesco completano il percorso
Il programma prosegue con Kultaselle di Busoni, per violoncello e pianoforte, e con la Sonata op. 30 di Ermanno Wolf-Ferrari, anch’essa destinata al violoncello e al pianoforte.
Queste pagine ampliano il percorso sonoro della serata e riportano in primo piano il dialogo tra arco e tastiera. Il violoncello diventa protagonista di una scrittura che richiede attenzione alla linea melodica e al rapporto con la parte pianistica, in un repertorio che offre una prospettiva complementare rispetto alla sonata per violino della prima parte.
A chiudere il concerto sarà il Trio n. 2 in sol minore op. 70 di Mario Castelnuovo-Tedesco, per pianoforte, violino e violoncello. La formazione torna così a riunire i tre interpreti, ricomponendo il dialogo cameristico che costituisce il filo conduttore dell’appuntamento.
La scelta di terminare con un trio permette di concludere il percorso attraverso una scrittura nella quale i tre strumenti possono confrontarsi su un piano paritario. Il concerto attraversa così diverse combinazioni strumentali prima di ricondurre l’ascolto alla formazione completa.
Il Festival Respighi e la sfida di riportare la musica italiana al centro
La quinta edizione del Festival Respighi Bologna si inserisce in un progetto culturale che punta a valorizzare non soltanto l’opera del compositore a cui è dedicato, ma anche quella dei musicisti che hanno contribuito a definire il panorama artistico del primo Novecento.
Il festival, organizzato e diretto dalla Fondazione Musica Insieme, si sviluppa attraverso concerti, incontri e iniziative che coinvolgono istituzioni e realtà culturali del territorio. L’obiettivo è offrire al pubblico una visione più ampia della storia musicale italiana, mettendo in relazione opere, autori e contesti.
In questo quadro, La Generazione dell’Ottanta assume un significato che supera la singola data in calendario. La riscoperta di partiture meno presenti nella programmazione ordinaria, il confronto fra interpreti di esperienza e la commissione di nuove opere contribuiscono a costruire un’offerta che unisce ricerca e divulgazione.
Bologna, città dalla lunga tradizione musicale, diventa così il luogo di un confronto tra memoria e contemporaneità. Una sfida importante in un momento in cui la programmazione culturale deve trovare nuove modalità per avvicinare pubblici diversi alla musica classica, senza rinunciare alla profondità delle proposte.
Data, orario e luogo del concerto
L’appuntamento con La Generazione dell’Ottanta è fissato per lunedì 12 ottobre 2026 alle 20.30, all’Oratorio di San Filippo Neri, in via Manzoni 5 a Bologna.
Il concerto è a pagamento. Per informazioni su disponibilità, biglietti e modalità di accesso è consigliabile consultare i canali ufficiali del Festival Respighi Bologna e della Fondazione Musica Insieme.
Il programma riunisce pagine di Busoni, Respighi, Wolf-Ferrari, Gabusi e Castelnuovo-Tedesco, con una prima esecuzione assoluta che aggiunge un elemento di particolare interesse alla serata.
Per gli appassionati di musica classica, ma anche per chi desidera avvicinarsi a un repertorio meno consueto, il concerto offre l’occasione di esplorare una stagione fondamentale della cultura italiana. Un viaggio tra grandi compositori, scrittura cameristica e nuova musica, nel segno di una tradizione che continua a offrire prospettive da riscoprire.
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