Etna torna a eruttare: nube di cenere e allerta sui voli
🌐 L’Etna torna a farsi sentire e questa volta a preoccupare è soprattutto la nube di cenere che si è sollevata dai crateri sommitali. L’attività del vulcano siciliano ha prodotto un’emissione di cenere che ha raggiunto circa 4 chilometri di altezza, spostandosi verso sud-sud-est.
L’Osservatorio Etneo dell’INGV ha emesso un VONA di colore rosso, il livello più alto della scala utilizzata per segnalare all’aviazione il rischio legato alla presenza di cenere vulcanica.
La situazione, tuttavia, non significa che l’aeroporto di Catania sia completamente chiuso. Lo scalo Vincenzo Bellini è rimasto operativo, ma con limitazioni al traffico aereo che vengono aggiornate in base all’evoluzione della nube e delle condizioni del vulcano.
L’Etna torna in attività: cosa sta succedendo
L’attività è stata osservata dai crateri sommitali dell’Etna nelle prime ore della mattina.
Il dato che ha attirato maggiormente l’attenzione è l’emissione di una nube di cenere alta circa 4.000 metri, osservata dall’INGV e successivamente monitorata anche attraverso i sistemi satellitari e le reti di sorveglianza vulcanica.
La nube si sta spostando verso sud-sud-est, una direzione particolarmente importante per il traffico aereo perché coinvolge l’area dello spazio aereo sottostante e circostante il vulcano.
Il fenomeno viene seguito costantemente dai tecnici dell’Osservatorio Etneo.
Un altro elemento indicato nei primi aggiornamenti è il tremore vulcanico, cioè il segnale sismico utilizzato per monitorare l’attività legata alla dinamica del magma all’interno dell’edificio vulcanico.
Al momento, il tremore è stato descritto su valori medio-bassi.
Questo dato contribuisce a delineare una situazione che deve essere monitorata, ma che non coincide automaticamente con uno scenario di emergenza per le popolazioni ai piedi del vulcano.

Perché la cenere dell’Etna è un problema per gli aerei
La cenere vulcanica non è semplicemente una nuvola di polvere.
È composta da minuscole particelle di materiale roccioso e vetroso che possono rappresentare un rischio significativo per i motori degli aerei.
Se un velivolo attraversa una nube sufficientemente concentrata, le particelle possono entrare nei motori e, a determinate condizioni, fondersi a causa delle temperature molto elevate presenti al loro interno. Questo può provocare depositi sulle componenti del motore e comprometterne il funzionamento.
Ecco perché l’attività vulcanica viene segnalata all’aviazione con procedure specifiche.
Il VONA, Volcano Observatory Notice for Aviation, è proprio il messaggio attraverso il quale gli osservatori vulcanologici comunicano a piloti, controllori e operatori dell’aviazione informazioni sull’attività del vulcano e sulle eventuali nubi di cenere che possono costituire un pericolo per il traffico aereo.
Allerta rossa: cosa significa davvero
Il passaggio al colore rosso può creare comprensibilmente preoccupazione.
Ma è importante interpretarlo correttamente.
Il codice VONA riguarda il rischio per l’aviazione, non rappresenta automaticamente un ordine di evacuazione per le persone che vivono nelle zone circostanti l’Etna.
Nel caso odierno, il VONA dell’INGV delle 05:19 UTC del 24 settembre segnala un’emissione di cenere in corso e assegna il codice colore rosso.
La scala utilizzata per l’aviazione comprende quattro livelli e il rosso indica una situazione nella quale l’attività eruttiva o la presenza di cenere richiede la massima attenzione da parte del settore aereo.
È quindi soprattutto un segnale operativo per la sicurezza dei voli.
Cosa succede all’aeroporto di Catania
La vicinanza dell’aeroporto di Catania all’Etna rende particolarmente importante l’evoluzione della nube.
Nella mattinata è stato disposto il provvedimento di chiusura di uno spazio aereo sopra il vulcano, mentre lo scalo è rimasto operativo.
Inizialmente erano state previste limitazioni fino alle 17 con un massimo di 10 atterraggi all’ora, rispetto ai 12 normalmente previsti.
Successivamente la situazione è stata nuovamente aggiornata.
Il coordinamento operativo ha disposto il ritorno a 10 atterraggi all’ora, rispetto ai cinque precedentemente previsti, dopo l’apertura di un altro settore dello spazio aereo sopra il vulcano. La misura è stata indicata come valida fino alle 12 di venerdì 25 settembre.
Questo significa che l’aeroporto non è stato completamente chiuso, ma il numero degli arrivi può essere limitato e la situazione può cambiare rapidamente.

Ritardi, cancellazioni e voli dirottati
Le restrizioni sul traffico aereo possono produrre conseguenze anche quando lo scalo continua a funzionare.
La capacità di atterraggio ridotta significa infatti che gli aerei possono dover attendere più a lungo, mentre alcune compagnie possono decidere di modificare la programmazione.
Gli aggiornamenti odierni segnalano già ritardi negli arrivi, un volo dirottato verso Palermo e una cancellazione.
Per chi deve volare da o verso Catania, dunque, il fatto che l’aeroporto risulti operativo non significa necessariamente che il proprio volo sia garantito senza modifiche.
La situazione dipende dall’evoluzione della nube, dalla direzione dei venti, dalle decisioni delle autorità aeroportuali e dalle valutazioni delle compagnie aeree.
La nube si muove verso sud-est
La direzione della nube è uno degli elementi più importanti da osservare.
Il centro di consulenza per le ceneri vulcaniche di Tolosa, utilizzando anche i dati dell’INGV, ha indicato una nube di cenere osservata fino a circa FL150, cioè intorno ai 15.000 piedi, con movimento verso sud-est. Le proiezioni successive mostrano l’evoluzione prevista della nube nelle ore successive.
La cenere non rimane quindi necessariamente concentrata sopra il cratere.
Il vento può trasportarla per decine di chilometri e modificare rapidamente le aree interessate.
È proprio per questo che la gestione del traffico aereo deve essere aggiornata continuamente.
Non è la prima volta che l’Etna condiziona i voli
L’episodio di oggi si inserisce in una fase caratterizzata da ripetuti cambiamenti del livello di allerta per l’aviazione.
I registri dell’Osservatorio Etneo mostrano infatti diversi passaggi tra codice arancione e rosso nelle settimane precedenti, a conferma di una situazione vulcanica che viene monitorata con particolare attenzione.
Anche durante l’estate del 2026 l’attività dell’Etna aveva provocato limitazioni e temporanee sospensioni dei voli, con successive riaperture dello spazio aereo quando le condizioni lo avevano consentito.
Questo andamento rende evidente una caratteristica dell’Etna: l’attività può cambiare rapidamente, obbligando le autorità a modificare le misure adottate per l’aviazione anche nell’arco della stessa giornata.
Cosa devono sapere i passeggeri
Per chi ha un volo nelle prossime ore, la cosa più importante è non confondere l’allerta vulcanica con la cancellazione automatica di tutti i voli.
Catania è operativo, ma con limitazioni che possono produrre ritardi, dirottamenti o cancellazioni.
Chi deve partire o arrivare nello scalo siciliano dovrebbe quindi verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea e con i canali ufficiali dell’aeroporto prima di raggiungere lo scalo.
La situazione può infatti cambiare in funzione della direzione della nube e delle decisioni del coordinamento del traffico aereo.
Non è prudente basarsi soltanto sull’orario previsto sul biglietto.

L’Etna continua a essere monitorato
La forza dell’attuale sistema di sorveglianza dell’Etna sta nella quantità di dati disponibili.
Telecamere, sensori sismici, strumenti geofisici e osservazioni satellitari consentono di seguire continuamente l’evoluzione del vulcano.
L’INGV dispone inoltre di una rete di videosorveglianza vulcanica distribuita nell’area etnea, con immagini provenienti da diverse stazioni.
Questi strumenti permettono agli esperti di seguire non soltanto l’eventuale emissione di lava o cenere, ma anche i cambiamenti dell’attività interna del vulcano.
Il monitoraggio è fondamentale perché l’Etna è un sistema dinamico: un’emissione di cenere può diminuire, aumentare o cambiare direzione in relazione all’evoluzione dell’attività e alle condizioni atmosferiche.
La situazione resta sotto osservazione
La giornata del 24 settembre porta quindi una nuova fase di attenzione per l’Etna.
Cenere fino a circa 4 chilometri, VONA rosso, spazio aereo limitato e restrizioni sugli arrivi a Catania sono gli elementi principali dell’attuale quadro.
Ma c’è anche un elemento importante da sottolineare: l’aeroporto di Catania è rimasto operativo e le restrizioni sono state progressivamente aggiornate sulla base dell’evoluzione della situazione.
Il vulcano continua a essere sorvegliato minuto per minuto.
E proprio la direzione della nube di cenere, insieme all’andamento del tremore e dell’attività eruttiva, determinerà le prossime decisioni sul traffico aereo.
Per l’Etna, ancora una volta, la parola chiave è monitoraggio.
Per i passeggeri, invece, è aggiornamento: perché quando un vulcano entra in attività e la cenere raggiunge le quote interessate dagli aerei, anche una situazione apparentemente stabile può richiedere nuove decisioni nel giro di poche ore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






