8 ottobre news – MetroZibaldone
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ToggleUcraina sotto attacco, il 7 ottobre tra guerre e addii
🌐 Ucraina sotto attacco, con almeno 25 morti e circa 100 feriti nei raid russi su Kiev e altre regioni. Nel mondo, il terzo anniversario del 7 ottobre riporta al centro Israele e Gaza, mentre gli attacchi degli Houthi colpiscono anche aeroporti sauditi. In Italia resta alta la tensione sul caro carburanti, con il governo che valuta le accise mobili, mentre in Sicilia si aggrava la crisi politica. Sul fronte sportivo, Lionel Messi saluta la nazionale argentina dopo 21 anni e 208 presenze. La giornata registra inoltre il Nobel per la Chimica assegnato a Henri Kagan e Kenso Soai.
Ucraina sotto attacco: almeno 25 morti nei raid russi
La notizia più grave del 7 ottobre arriva dall’Ucraina. Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre la Russia ha lanciato una delle più pesanti ondate di attacchi aerei delle ultime settimane contro Kiev e numerose altre aree del Paese. Il bilancio aggiornato nel corso della giornata è salito ad almeno 25 morti e circa 100 feriti, con vittime anche tra i bambini. Il dato più drammatico riguarda Pryluky, nella regione di Chernihiv, dove un missile ha colpito un edificio residenziale di cinque piani.
Secondo i dati diffusi dalle autorità ucraine, l’attacco ha coinvolto 130 droni e 48 missili da crociera, oltre a ordigni balistici. La difesa aerea ha dichiarato di aver intercettato o neutralizzato 161 obiettivi, ma diversi vettori hanno raggiunto le loro destinazioni. Le principali aree interessate sono state Kiev, Chernihiv, Poltava, Dnipropetrovsk e Kharkiv.

Pryluky, il bilancio più pesante
A Pryluky il missile ha distrutto una parte di un palazzo residenziale. Il numero delle vittime è cresciuto durante le operazioni di soccorso, mentre i vigili del fuoco e le squadre di emergenza hanno lavorato tra le macerie alla ricerca dei dispersi.
A Kiev sono stati colpiti diversi quartieri e sono stati danneggiati edifici, magazzini e strutture non residenziali. La popolazione ha trascorso parte della notte nei rifugi e nelle stazioni della metropolitana, mentre le sirene antiaeree hanno accompagnato le operazioni di difesa.
Il governo russo ha affermato che l’operazione ha avuto come obiettivo infrastrutture militari e industriali, oltre a strutture portuali nella regione di Odessa. Le autorità ucraine hanno invece denunciato l’impatto sui centri abitati e sulle infrastrutture energetiche.
La risposta di Kiev è arrivata nella stessa giornata con attacchi contro strutture russe legate al settore energetico e militare. Sono stati segnalati inoltre episodi nel Mar Nero, compreso l’incendio di una nave cisterna al largo di Sochi, la cui dinamica è stata oggetto di verifiche.
Il 7 ottobre, tre anni dopo l’attacco a Israele
Il 7 ottobre 2026 segna il terzo anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023. In Israele la giornata è stata dedicata alla commemorazione delle vittime, con cerimonie nei luoghi colpiti dall’assalto e momenti di raccoglimento per le persone uccise e rapite.

L’attacco del 2023 provocò circa 1.200 morti e il rapimento di 251 persone, aprendo una guerra che ha trasformato profondamente il Medio Oriente. Tre anni dopo, la memoria di quella giornata continua a convivere con la devastazione provocata dal conflitto nella Striscia di Gaza.
In Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato senza ambiguità l’attacco contro i civili israeliani, ribadendo che il terrorismo non può essere giustificato e richiamando la necessità di contrastare antisemitismo e odio etnico e religioso. Nello stesso messaggio ha sottolineato la gravità delle sofferenze palestinesi e della distruzione a Gaza, indicando nuovamente la prospettiva dei due Stati come riferimento per una soluzione politica.
La premier Giorgia Meloni ha rinnovato l’impegno italiano contro l’antisemitismo e ha ricordato le vittime israeliane, sottolineando contemporaneamente la gravità della situazione umanitaria nella Striscia.
A Milano, un flash mob ha ricordato le vittime del 7 ottobre con 1.200 rose bianche, mentre in diverse città italiane si sono svolte iniziative commemorative.
Medio Oriente, gli Houthi colpiscono gli aeroporti sauditi
La guerra regionale continua intanto ad allargare il proprio raggio. Gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita hanno raggiunto due importanti scali: King Khalid International Airport di Riad e l’aeroporto di Abha.
Il bilancio comunicato dalle autorità saudite è di tre morti e numerosi feriti. Ad Abha sono morte due persone, mentre una terza vittima è stata registrata a Riad. Complessivamente, le autorità hanno riferito di decine di feriti nei due episodi.
Nella stessa fase del conflitto, gli Houthi hanno rivendicato o annunciato operazioni contro infrastrutture saudite e l’aeroporto internazionale di Aden, nello Yemen. La regione del Bab el-Mandeb torna così a essere uno dei punti più delicati per il traffico marittimo internazionale.
La situazione ha conseguenze anche sul mercato dell’energia. Il rischio di nuovi attacchi alle rotte commerciali e alle infrastrutture petrolifere mantiene il prezzo del greggio intorno ai 100 dollari al barile, mentre i governi occidentali stanno utilizzando le riserve strategiche per attenuare la pressione sui prodotti raffinati.
Francia, oltre 250mila persone in piazza per la protesta degli studenti
La Francia vive una nuova giornata di tensione sociale. Circa 250mila persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate in varie città contro le condizioni del sistema scolastico, gli edifici degradati, le classi sovraffollate e le difficoltà legate al personale docente.

A Parigi i manifestanti sono stati circa 56mila secondo le autorità. La protesta, in larga parte pacifica, è stata accompagnata da scontri con gruppi violenti e da interventi della polizia. Nel complesso della giornata sono stati effettuati centinaia di arresti e decine di agenti sono rimasti feriti.
Il governo francese ha annunciato l’intenzione di aprire un confronto con gli studenti e di affrontare alcune delle richieste relative alle strutture scolastiche e all’organizzazione dell’istruzione. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha inoltre ribadito che le violenze commesse durante i cortei saranno perseguite.
La mobilitazione coinvolge soprattutto studenti delle scuole superiori, ma negli ultimi giorni ha raccolto anche il sostegno di genitori e insegnanti. La protesta arriva in una fase già caratterizzata da forti tensioni politiche e sociali nel Paese.
Lionel Messi, l’ultimo tango con l’Argentina
Nel calcio internazionale il momento simbolicamente più importante del 7 ottobre è l’addio di Lionel Messi alla nazionale argentina.

Il 39enne fuoriclasse ha giocato a Buenos Aires la sua ultima partita con la Selección contro il Benin, chiudendo l’esperienza internazionale con una vittoria per 3-0. Messi ha segnato su rigore e ha fornito due assist, partecipando a tutte le reti argentine della serata.
La partita è stata la sua 208ª presenza con l’Argentina. La carriera in nazionale si chiude dopo 21 anni, con 126 gol, due Copa América e il titolo mondiale conquistato in Qatar nel 2022.
Lo stadio Monumental era tutto esaurito: oltre 85mila biglietti sono stati venduti rapidamente e la partita è diventata una celebrazione dell’intera carriera del numero 10. Al termine dell’incontro Messi ha salutato il pubblico tra gli applausi, accompagnato dai compagni e dagli omaggi dedicati alla sua lunga storia con la maglia albiceleste.
Calcio, Pedro lascia il professionismo dopo oltre vent’anni
Un altro addio importante arriva dal calcio europeo. Pedro ha annunciato il ritiro dal calcio professionistico dopo una carriera durata oltre vent’anni e sviluppata tra Spagna, Inghilterra e Italia.
L’attaccante, protagonista con Barcellona, Chelsea, Roma, Lazio e nazionale spagnola, ha raccolto una lunga serie di trofei tra competizioni nazionali e internazionali. La decisione arriva al termine di una carriera nella quale ha vestito alcune delle maglie più importanti del calcio europeo.
Per il calcio italiano, l’annuncio riguarda direttamente un giocatore che ha lasciato un segno anche nella capitale, dove ha disputato gli ultimi anni della propria esperienza professionale.
Italia
Carburanti, il governo valuta le accise mobili
Il caro carburanti resta uno dei dossier più urgenti per il governo. Giorgia Meloni, intervenendo al vertice Med9 di Spalato, ha dichiarato che l’esecutivo sta valutando nuovamente il meccanismo delle accise mobili.
A disposizione ci sarebbero circa 170 milioni di euro relativi al mese di settembre. La decisione è legata anche all’efficacia del price cap introdotto sul mercato dei carburanti.
Il rialzo del petrolio e le tensioni sulle forniture internazionali hanno riportato il prezzo del gasolio al centro dell’attenzione politica e industriale. L’Italia, insieme agli altri Paesi europei, deve fare i conti con l’aumento dei costi energetici che si riflette sui trasporti, sull’agricoltura e sulla produzione.
Sicilia, Schifani sotto pressione
La crisi politica nella Regione Siciliana resta aperta. Il presidente Renato Schifani è al centro di una fase di forte tensione con una parte di Forza Italia, mentre si moltiplicano le ipotesi sulle sue possibili dimissioni.
Schifani ha convocato la giunta per giovedì con all’ordine del giorno i provvedimenti più urgenti. Nel frattempo il confronto interno alla maggioranza continua e la prospettiva di una crisi regionale resta sul tavolo.
Caporalato nel Casertano, braccianti costretti a lavorare 14 ore
Un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere ha ricostruito un sistema di sfruttamento di lavoratori agricoli stranieri privi di permesso di soggiorno tra Villa Literno e Mondragone.
I braccianti avrebbero lavorato fino a 14 ore al giorno, sette giorni su sette, con paghe comprese tra 80 centesimi e 1,50 euro a cassetta. Le condizioni ricostruite dagli investigatori comprendevano il controllo costante da parte dei caporali e l’impossibilità di assentarsi per malattia. L’inchiesta è durata oltre due anni e ha portato a provvedimenti nei confronti di diverse persone.
La legge elettorale passa un passaggio decisivo alla Camera
Il Parlamento ha affrontato il voto di fiducia sulla riforma della legge elettorale, con l’esame del testo già modificato dal Senato. Il provvedimento riguarda l’elezione di Camera e Senato e rappresenta uno dei principali dossier politici dell’autunno.
Mondo
Oltre ai conflitti, il 7 ottobre registra nuovi segnali di tensione politica ed economica negli Stati Uniti. Un sondaggio condotto su 3.526 elettori americani mostra che il 57% ritiene che l’amministrazione Trump non stia affrontando con sufficiente serietà i rischi dell’intelligenza artificiale, mentre il 54% esprime la stessa valutazione nei confronti del Congresso. Il 62% degli intervistati teme inoltre che l’intelligenza artificiale possa sfuggire al controllo e creare rischi per l’umanità.
Sul fronte climatico, la tempesta tropicale Isaias, in formazione nei pressi del Messico, è stata monitorata per il possibile rafforzamento fino a diventare il primo uragano della stagione atlantica 2026.
Economia
La pressione geopolitica torna a pesare pesantemente sui mercati. Il Brent ha chiuso intorno ai 100,20 dollari al barile, dopo aver superato durante la seduta quota 102 dollari. L’Agenzia internazionale dell’energia ha annunciato l’accelerazione del rilascio di scorte petrolifere, con un intervento destinato soprattutto a sostenere la disponibilità di diesel.

A Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in calo del 2,51%, una delle peggiori performance tra i principali listini europei. Lo STOXX 600 ha perso circa l’1%, mentre i titoli bancari sono stati tra i più penalizzati. Anche Wall Street ha terminato la giornata in ribasso dopo i recenti record: il Dow Jones ha perso circa lo 0,7%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno ceduto circa lo 0,2%.
In Italia, il sistema delle costruzioni conferma invece dimensioni rilevanti: la filiera vale 648,7 miliardi di euro e occupa circa 3,4 milioni di persone. Nel 2025 la produzione è cresciuta dello 0,9%, mentre gli investimenti nelle opere pubbliche sono aumentati del 21%, sostenuti soprattutto da infrastrutture, PNRR e investimenti degli enti locali.
Scienza, tecnologia e società
Il 7 ottobre si completa la prima parte della settimana dei Nobel scientifici con il Premio Nobel per la Chimica 2026 a Henri Kagan e Kenso Soai.

I due scienziati, francese e giapponese, sono stati premiati per gli studi sugli effetti non lineari e sull’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica. Il loro lavoro ha contribuito a spiegare e controllare la formazione delle molecole chirali, cioè molecole che possono esistere in due forme speculari tra loro.
La ricerca ha un’importanza diretta per la farmaceutica perché le due forme speculari di una stessa molecola possono avere effetti biologici differenti. La capacità di produrre selettivamente una determinata forma consente quindi di progettare processi più precisi nella produzione dei farmaci.
Il Nobel per la Chimica segue quello per la Fisica assegnato a Francis Halzen per il contributo all’osservatorio IceCube e alla scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica. L’attività di IceCube ha aperto una nuova modalità di osservazione dell’universo attraverso particelle capaci di attraversare la materia e arrivare sulla Terra da sorgenti cosmiche lontane.
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