13 settembre 2026 – MetroZibaldone del giorno
🌐 Iran e Stati Uniti fanno salire ancora la tensione in Medio Oriente: l’Arabia Saudita chiude temporaneamente un oleodotto strategico dopo un attacco con droni, mentre gli Houthi avanzano sul Mar Rosso. In Ucraina una nuova ondata di raid russi provoca vittime e feriti. In Italia il maltempo lascia spazio alla cronaca e allo sport: il Milan rimonta la Lazio, il Cagliari passa a Bergamo e il Genoa non va oltre il pari. A Venezia il Leone d’Oro va a Woman Unknown, mentre a Misano Marc Márquez vince la Sprint.
Iran e Arabia Saudita, la guerra colpisce il cuore dell’energia mondiale
La notizia più pesante del 12 settembre arriva ancora una volta dal Medio Oriente, dove la guerra tra Stati Uniti e Iran sta producendo conseguenze sempre più profonde sulle infrastrutture energetiche e sulle rotte commerciali.
L’Arabia Saudita ha sospeso temporaneamente le operazioni sul proprio East-West Pipeline, l’oleodotto che attraversa il regno da est a ovest e consente di esportare petrolio verso il Mar Rosso evitando lo Stretto di Hormuz. La decisione è arrivata dopo un attacco con droni che ha provocato danni all’infrastruttura e feriti. L’attacco sarebbe partito dal territorio iracheno; Baghdad ha successivamente riconosciuto l’origine dell’operazione dal proprio territorio e ha rimosso un comandante militare della provincia di Maysan.
L’oleodotto è lungo circa 1.200 chilometri e può trasportare fino a 5 milioni di barili al giorno, una capacità equivalente a circa il 5% dell’offerta mondiale. Il suo ruolo è diventato ancora più importante dopo il drastico rallentamento del traffico attraverso Hormuz. La sospensione aggiunge quindi un nuovo elemento di pressione su un mercato petrolifero già sottoposto a fortissime tensioni.
Il presidente statunitense Donald Trump ha attribuito con ogni probabilità l’attacco all’Iran, mentre la ricostruzione irachena introduce un elemento più complesso nella catena delle responsabilità. Il governo di Baghdad si trova infatti stretto tra la necessità di mantenere i rapporti con Washington e quella di evitare un ulteriore coinvolgimento nel conflitto regionale.

Hormuz resta il punto più delicato
La situazione dello Stretto di Hormuz continua intanto a peggiorare. Le autorità militari statunitensi hanno modificato il sistema di protezione dei mercantili: le navi che attraversano la rotta possono contare sulla copertura della difesa aerea soltanto in determinate fasce orarie.
La decisione è legata alla crescente difficoltà di garantire una protezione continua a una flotta commerciale sottoposta a minacce e attacchi. Il dispositivo militare americano avrebbe costi molto elevati e richiederebbe un impiego costante di velivoli e personale. Le navi vengono quindi incoraggiate a concentrare i transiti nelle finestre considerate più sicure.
Il problema non riguarda soltanto il petrolio. Il rallentamento delle rotte coinvolge il gas, i prodotti raffinati, le assicurazioni marittime e il costo complessivo del trasporto. Ogni ulteriore riduzione dei passaggi attraverso Hormuz aumenta il premio di rischio incorporato nei prezzi dell’energia.
Yemen, gli Houthi avanzano verso il Mar Rosso
La crisi si allarga contemporaneamente sul fronte yemenita. Le forze Houthi sostenute dall’Iran hanno consolidato nuove posizioni strategiche lungo il Mar Rosso, arrivando a minacciare direttamente il controllo del corridoio di Bab el-Mandeb.
L’avanzata rappresenta un problema per gli Stati Uniti e per l’Arabia Saudita perché crea una seconda area di pressione sulle rotte marittime. Da una parte c’è Hormuz, dall’altra Bab el-Mandeb: due passaggi fondamentali per il commercio mondiale che rischiano di essere condizionati contemporaneamente dal conflitto.
La progressione degli Houthi ha provocato anche un nuovo movimento di popolazione nello Yemen. Decine di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni dall’intensificazione dei combattimenti, mentre la fragile situazione umanitaria peggiora lungo la costa occidentale.
La crisi yemenita, che sembrava congelata dopo la tregua del 2022, torna così al centro della guerra regionale. L’equilibrio costruito negli ultimi anni si è progressivamente deteriorato con la riapertura del confronto diretto tra Washington e Teheran.
Ucraina, quasi 500 droni russi in una nuova ondata di attacchi

La guerra in Ucraina torna a occupare una posizione centrale nella cronaca internazionale. Nella giornata di sabato la Russia ha lanciato una nuova massiccia offensiva aerea contro diverse regioni ucraine.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha riferito di quasi 500 droni impiegati negli attacchi fin dalle prime ore del mattino. Il bilancio provvisorio comprende almeno nove civili uccisi e decine di feriti, con danni a edifici residenziali e infrastrutture industriali.
Tra le aree colpite ci sono Kramatorsk, Zaporizhzhia, Kryvyi Rih, Odessa e la regione di Zhytomyr. A Kramatorsk tre persone sono state uccise mentre si trovavano nelle loro automobili. A Odessa un attacco ha provocato numerosi feriti, tra i quali anche un bambino, e danneggiato pesantemente un edificio residenziale.
Gli attacchi hanno interessato anche siti industriali. A Zaporizhzhia è stata colpita l’area dell’impianto siderurgico Zaporizhstal, mentre a Dnipro sono stati segnalati danni a strutture industriali.
La risposta ucraina colpisce le infrastrutture russe
Kiev ha risposto con una nuova serie di attacchi con droni contro il territorio russo. Tra gli obiettivi indicati figurano impianti industriali nelle regioni di Samara e Rostov e un impianto di gomma sintetica a Togliatti, considerato strategico per la produzione destinata all’industria militare.
Il confronto sulle infrastrutture diventa sempre più importante nella strategia dei due eserciti. La Russia punta a indebolire la capacità energetica e produttiva dell’Ucraina; Kiev cerca invece di colpire le strutture che alimentano la macchina bellica russa.
Il presidente russo Vladimir Putin ha inoltre ribadito la propria opposizione all’eventuale invio di truppe europee in Ucraina, sostenendo che una presenza militare occidentale sul territorio ucraino rappresenterebbe un atto di guerra contro Mosca.
Italia, il maltempo lascia spazio alla cronaca

Dopo i violenti temporali dei giorni precedenti, il 12 settembre l’Italia ha registrato un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, anche se residui rovesci hanno interessato soprattutto le regioni adriatiche e il Sud.
In Lombardia il livello dei fiumi e dei corsi d’acqua è tornato progressivamente sotto controllo dopo le criticità dei giorni precedenti. A Milano il Lambro aveva superato gli argini durante la precedente fase perturbata, mentre in diverse zone della regione erano stati segnalati allagamenti, evacuazioni e danni agli edifici.
Il quadro meteorologico rimane comunque instabile in alcune aree del Paese, mentre la pressione atmosferica è in aumento e favorisce una graduale stabilizzazione.
Cronaca, a Roma arrestato un uomo accusato di avere incendiato il negozio della ex
A Roma un uomo di 35 anni è stato arrestato con l’accusa di avere incendiato il negozio dell’ex compagna nel quartiere Fleming.
L’incendio era stato appiccato nelle ore notturne di agosto e aveva distrutto l’attività commerciale oltre all’appartamento sovrastante, fortunatamente vuoto al momento del rogo. L’indagine ha ricostruito una precedente sequenza di minacce e comportamenti persecutori nei confronti della donna.
Secondo l’accusa, l’uomo era già sottoposto a un divieto di avvicinamento accompagnato dal braccialetto elettronico. Il dispositivo sarebbe stato rimosso prima dell’azione incendiaria.
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere. L’indagine prosegue per ricostruire l’intera sequenza dei comportamenti contestati all’indagato.
Serie A, il Milan rimonta la Lazio: 2-2 all’Olimpico

Il grande appuntamento calcistico italiano del 12 settembre è Lazio-Milan. All’Olimpico la formazione biancoceleste arriva all’intervallo avanti 2-0, ma il Milan cambia completamente partita nella ripresa e riesce a strappare il pareggio.
La Lazio segna nel primo tempo con Matteo Cancellieri e Tijjani Noslin. Il doppio vantaggio sembra indirizzare definitivamente la sfida, ma nella seconda parte il Milan reagisce grazie alle sostituzioni effettuate da Ruben Amorim.
Diego Moreira realizza due reti ravvicinate e riporta il risultato sul 2-2, sfruttando il contributo offensivo di Christian Pulisic e Adrien Rabiot. Il Milan evita così la sconfitta dopo essere stato sotto di due gol.
Il pareggio consente alla Lazio di mantenere la vetta della classifica con 10 punti dopo quattro giornate, mentre il Milan sale a quota 8.
Cagliari, colpo pesante a Bergamo

La sorpresa della serata arriva però da Bergamo, dove il Cagliari batte l’Atalanta 2-1.
I sardi costruiscono il successo attraverso le reti di Paul Mendy e Daniel Maldini, quest’ultimo a segno su calcio di rigore. L’Atalanta trova la rete con Gianluca Scamacca, ma non riesce a completare la rimonta.
Il risultato porta il Cagliari a 9 punti e lascia l’Atalanta a quota 6. Per la formazione sarda si tratta di un successo particolarmente importante in avvio di stagione, mentre la squadra bergamasca incassa una battuta d’arresto davanti al proprio pubblico.
Genoa-Frosinone finisce 1-1

Nel pomeriggio Genoa e Frosinone hanno pareggiato 1-1. Il risultato lascia il Genoa ancora senza vittorie dopo le prime quattro giornate del campionato.
La quarta giornata proseguirà domenica con Lecce-Monza, Napoli-Bologna e Sassuolo-Juventus.
Venezia, il Leone d’Oro va a Woman Unknown

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è chiusa il 12 settembre con l’assegnazione del Leone d’Oro a Woman Unknown, diretto da May el-Toukhy.
Il film, produzione internazionale tra Danimarca, Svezia e Lettonia, racconta una vicenda ambientata nella Danimarca del secondo dopoguerra e incentrata su una donna con un passato legato a un soldato tedesco. May el-Toukhy è diventata l’ottava regista donna nella storia della Mostra a conquistare il premio principale.
La protagonista Mathilde Arcel ha ricevuto anche la Coppa Volpi per la migliore attrice, realizzando una doppietta particolarmente significativa. Il film ha quindi conquistato sia il riconoscimento principale della Mostra sia quello individuale per la sua interprete.
Il Gran Premio della Giuria è andato a Possible Love di Lee Chang-dong, mentre il Leone d’Argento per la miglior regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per DAU. John Malkovich ha ricevuto la Coppa Volpi come miglior attore per Wild Horse Nine.
NAZA premiato dalla giuria
Tra i riconoscimenti più discussi figura quello speciale della giuria assegnato a NAZA, documentario realizzato da Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il film, incentrato sulle operazioni militari israeliane a Gaza e sull’impiego dell’intelligenza artificiale, ha suscitato una forte reazione durante la Mostra. Il riconoscimento arriva al termine di un’edizione nella quale cinema e attualità internazionale si sono intrecciati più volte.
Economia, petrolio e mercati sotto pressione
La crisi mediorientale continua a riflettersi direttamente sui mercati. La chiusura temporanea dell’oleodotto saudita East-West rappresenta un ulteriore fattore di rischio perché riduce la possibilità di compensare la diminuzione dei flussi attraverso Hormuz.
L’Arabia Saudita aveva utilizzato sempre più questa infrastruttura proprio per ridurre la propria dipendenza dalle rotte minacciate dall’Iran. Il suo stop temporaneo arriva quindi nel momento più delicato dell’attuale crisi energetica.
La situazione si somma alla riduzione delle esportazioni saudite e alla crescente difficoltà di garantire passaggi sicuri alle petroliere. Il risultato è un mercato sempre più sensibile anche a singoli attacchi contro infrastrutture che, in condizioni normali, non avrebbero necessariamente un impatto immediato sull’offerta globale.
Sul fronte marittimo, la decisione americana di limitare le finestre di protezione aerea per le petroliere rappresenta inoltre un segnale della durata e della complessità dell’emergenza. Il problema non è più soltanto proteggere le navi durante una fase di combattimenti, ma mantenere nel tempo un sistema di sicurezza sostenibile.
Scienza e ambiente, cresce la pressione sulle aree costiere del Golfo
La crisi energetica presenta anche una dimensione ambientale. Nell’area del Golfo di Oman si è infatti ampliata una fuoriuscita di petrolio collegata a un incidente connesso alle operazioni militari statunitensi, con preoccupazioni per le aree marine protette.
L’episodio si inserisce in un quadro già aggravato dall’aumento del traffico militare e dalla difficoltà di gestire le infrastrutture energetiche in una zona nella quale le operazioni navali si sono moltiplicate.
Il rischio ambientale si aggiunge quindi alle conseguenze economiche e umanitarie del conflitto, con la possibilità che eventuali nuovi incidenti lungo le rotte energetiche producano danni difficili da circoscrivere.
Sport, MotoGP: Márquez vince la Sprint di Misano

La giornata sportiva italiana si chiude a Misano con il successo di Marc Márquez nella Sprint del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini.
Il pilota Ducati ha preso subito il comando e ha resistito alla pressione di Marco Bezzecchi, autore della pole position con il nuovo record della pista. Márquez ha poi costruito progressivamente il margine decisivo, firmando anche il giro più veloce della Sprint.
Bezzecchi ha chiuso secondo, conquistando il suo primo piazzamento tra i primi due in una Sprint della stagione. Jorge Martín ha completato il podio al terzo posto, riuscendo a limitare la perdita di punti in campionato.
Dietro i primi tre hanno concluso Fabio Di Giannantonio, quarto, e Álex Márquez, quinto. Pedro Acosta è arrivato sesto, mentre Francesco Bagnaia ha chiuso soltanto tredicesimo. Fabio Quartararo è caduto nel corso della gara e non ha conquistato punti.
La gara lunga del Gran Premio è fissata per domenica 13 settembre alle 14.00. Bezzecchi partirà dalla pole, con Márquez al suo fianco e Fermín Aldeguer in terza posizione.
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