Viterbo, fabbrica fantasma di sigarette: 8 arresti
🌐 Un’industria clandestina del tabacco nascosta nel Viterbese, con macchinari milionari, dormitori improvvisati e sistemi per ostacolare i controlli. La Guardia di Finanza smantella uno stabilimento illegale a Civita Castellana: otto arresti, 20 tonnellate di tabacco sequestrate e sigarette contraffatte per 7,5 milioni di euro. Un’operazione che svela l’organizzazione e i rischi di un mercato sommerso alimentato da produzioni fuori da ogni controllo.
Fabbrica clandestina di sigarette a Viterbo: il blitz della Finanza
Sembrava un normale capannone industriale, ma al suo interno si nascondeva una fabbrica clandestina di sigarette, organizzata per trasformare il tabacco grezzo in pacchetti pronti a invadere il mercato nero. Nella zona di Settevene, a Civita Castellana, in provincia di Viterbo, i finanzieri hanno scoperto e smantellato uno stabilimento illegale dotato di attrezzature industriali e sistemi studiati per rendere meno visibile l’attività.
Il bilancio dell’operazione, annunciata il 20 ottobre 2026, è impressionante: otto persone arrestate in flagranza, circa 20 tonnellate di tabacco tra materiale sfuso e sigarette già confezionate, macchinari dal valore milionario e prodotti destinati al commercio illegale per una stima complessiva di 7,5 milioni di euro. Un’attività produttiva strutturata, ben lontana dall’immagine artigianale tradizionalmente associata al contrabbando.
Il camion sospetto e i pacchetti contraffatti
L’intervento ha portato i militari a individuare anche un autocarro carico di tabacchi lavorati, il cui conducente è stato fermato. All’interno dello stabilimento, invece, sette persone sono state sorprese mentre lavoravano alle linee produttive. Otto arresti complessivi che hanno interrotto il funzionamento dell’impianto clandestino.
Non si trattava soltanto di vendere tabacco senza pagare le imposte. La produzione e la distribuzione di confezioni falsificate erano parte di un sistema capace di sfruttare marchi riconoscibili per immettere sul mercato sigarette prive delle garanzie previste per i prodotti regolari.
Macchinari da due milioni di euro e produzione nascosta
A rendere particolarmente rilevante la scoperta è stata la sofisticazione delle attrezzature. L’impianto disponeva di una linea automatizzata per la lavorazione del tabacco e il confezionamento delle sigarette, valutata da sola circa due milioni di euro.
I macchinari erano collegati a condutture per lo smaltimento dei fumi e alimentati anche da gruppi elettrogeni a gasolio. Una soluzione che consentiva di sostenere gli elevati consumi energetici necessari al funzionamento dello stabilimento, limitando la dipendenza dalla rete elettrica ordinaria.
Dormitori abusivi e dispositivi contro le intercettazioni
Le sorprese non sono finite negli spazi destinati alle macchine. Accanto alle aree produttive, i finanzieri hanno individuato alloggi improvvisati in condizioni igienico-sanitarie precarie, predisposti per ospitare persone impegnate nella lavorazione.
Gli ambienti comprendevano dieci posti letto, una zona cucina-soggiorno, generi alimentari, televisori e divani. Una sistemazione che permetteva di trascorrere lunghi periodi dentro lo stabilimento, riducendo la necessità di spostamenti all’esterno.
L’insieme di questi elementi evidenzia come lo stabilimento fosse predisposto non soltanto per produrre sigarette, ma anche per ridurre il rischio di essere individuato durante le attività illegali.
Sequestri per 7,5 milioni e rischi per la salute pubblica
Il valore stimato del tabacco e delle sigarette sequestrate raggiunge 7,5 milioni di euro. Alla quantità di prodotti sottratti al mercato nero si aggiungono il sequestro dell’intero complesso produttivo, dei macchinari, di un autoarticolato e di denaro contante.
Il materiale è stato affidato in custodia giudiziaria presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Civitavecchia, che ha collaborato all’operazione.
L’operazione assume così una duplice rilevanza: contrastare l’evasione delle accise e la contraffazione dei marchi, ma anche impedire la circolazione di prodotti realizzati senza verifiche sulla loro composizione e sulle condizioni di produzione.
Otto arrestati nel carcere di Viterbo: le accuse
Le otto persone fermate sono state trasferite nella casa circondariale di Viterbo, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le contestazioni riguardano il contrabbando e l’utilizzo di marchi contraffatti. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Lo smantellamento dello stabilimento di Civita Castellana porta alla luce una realtà industriale illegale capace di muovere investimenti ingenti e grandi quantità di prodotti. Venti tonnellate di tabacco e una linea produttiva milionaria dimostrano la dimensione economica del fenomeno e la complessità del lavoro necessario per contrastarlo.
Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.
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