4:38 pm, 29 Settembre 26 calendario

Hamilton a Baku: gara difficile e Ferrari fuori ritmo

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Lewis Hamilton a Baku chiude il Gran Premio dell’Azerbaigian al sesto posto dopo una gara senza acuti. Il pilota Ferrari, partito dalla sesta posizione, ha ammesso la propria delusione: “Brutta gara, non ero da nessuna parte”. La SF-26 ha mostrato un ritmo insufficiente per contendere il podio, mentre Charles Leclerc ha portato l’altra Ferrari al quarto posto. Davanti a tutti ha vinto George Russell con la Mercedes, precedendo Max Verstappen e Isack Hadjar.

Hamilton a Baku: dal sesto posto al sesto posto

Il risultato racconta già una parte significativa del pomeriggio di Hamilton.

Il britannico ha concluso il Gran Premio esattamente nella posizione dalla quale era partito, senza riuscire a trasformare la gara in una rimonta verso le posizioni di vertice.

La classifica ufficiale della Formula 1 assegna a Hamilton il sesto posto, a 22,382 secondi dal vincitore Russell. Charles Leclerc ha invece chiuso quarto, a poco più di 14 secondi dalla Mercedes.

È un dato significativo perché la Ferrari aveva mostrato una buona velocità sul giro secco. Leclerc aveva conquistato la prima fila accanto a Russell, mentre Hamilton aveva ottenuto il sesto tempo in qualifica, a circa 1,3 secondi dalla pole position.

In gara, però, il quadro è cambiato.

La SF-26 non ha avuto il passo necessario per trasformare la velocità mostrata da Leclerc in una vera possibilità di vittoria e Hamilton è rimasto sostanzialmente confinato nella lotta per le posizioni immediatamente dietro ai primi.

“Brutta gara”: Hamilton non cerca scuse

Il giudizio dello stesso Hamilton è stato particolarmente diretto.

Il sette volte campione del mondo ha descritto il proprio Gran Premio come una gara negativa, riconoscendo di non essere riuscito a trovare la prestazione necessaria.

Il britannico aveva già evidenziato problemi nella gestione delle gomme e nelle condizioni della vettura durante il fine settimana. Dopo una qualifica nella quale aveva anche lamentato una strategia Ferrari non ideale, Hamilton ha dovuto affrontare una gara in cui il potenziale della macchina non gli ha permesso di avvicinarsi concretamente alle posizioni di vertice.

La sua frase più significativa fotografa proprio questa sensazione: non essere mai riuscito a entrare davvero nella lotta.

Non si è trattato di un ritiro, di un incidente o di un errore che abbia compromesso la gara. È stato piuttosto un pomeriggio nel quale la Ferrari numero 44 è rimasta lontana dal ritmo dei migliori.

Ferrari, il problema è il ritmo di gara

Il quarto posto di Leclerc e il sesto di Hamilton restituiscono un’immagine abbastanza chiara del weekend Ferrari.

La squadra di Maranello aveva conquistato una posizione di partenza molto interessante con Leclerc, secondo dietro Russell. Hamilton era invece sesto, ma comunque davanti a Verstappen e a diversi piloti che sulla carta potevano essere coinvolti nella lotta per il podio.

In gara, tuttavia, la Ferrari non è riuscita a mantenere il ritmo delle Mercedes e della Red Bull di Verstappen.

Russell ha controllato la corsa e ha resistito nel finale alla pressione di Verstappen, vincendo con appena 0,196 secondi di vantaggio. Hadjar ha completato il podio, mentre Leclerc è arrivato quarto e Kimi Antonelli quinto. Hamilton ha chiuso subito alle sue spalle.

La graduatoria evidenzia quindi una situazione particolare: Ferrari abbastanza competitiva per stare davanti al gruppo, ma non abbastanza veloce per contendere la vittoria.

È una differenza importante rispetto alla semplice lettura del risultato.

Leclerc quarto, Hamilton sesto: due gare diverse sulla stessa Ferrari

I due piloti Ferrari hanno avuto un rendimento differente.

Leclerc è partito dalla prima fila e ha mantenuto una posizione nelle prime cinque posizioni per tutta la gara, arrivando quarto. Hamilton, invece, ha dovuto difendersi e recuperare in alcuni momenti, riuscendo a concludere sesto.

Durante la gara Hamilton ha anche superato Lando Norris e ha subito il sorpasso di Andrea Kimi Antonelli. Il confronto con il compagno di squadra, però, non può essere letto soltanto attraverso la classifica finale: la Ferrari non aveva comunque il passo per inserirsi stabilmente nella lotta tra Russell e Verstappen.

Questo rende il risultato di Leclerc importante per il bottino della squadra, ma non cancella le difficoltà evidenziate dalla vettura.

Baku mette alla prova gomme e aerodinamica

Il circuito cittadino di Baku è uno dei tracciati più particolari del calendario di Formula 1.

La pista alterna lunghissimi rettilinei ad alta velocità, frenate molto impegnative e una sezione estremamente stretta nella zona della città vecchia. Il tracciato misura 6,003 chilometri e proprio questa combinazione rende complesso trovare il compromesso aerodinamico ideale.

Una vettura deve essere sufficientemente scarica per essere competitiva sul lungo rettilineo, ma allo stesso tempo deve conservare stabilità nelle curve lente.

È un equilibrio delicato.

Anche la gestione delle gomme diventa fondamentale, perché una macchina apparentemente veloce sul giro singolo può perdere competitività durante una sequenza più lunga.

Nel caso della Ferrari, le difficoltà emerse a Baku sembrano essere state soprattutto legate alla capacità di trasformare il potenziale del giro secco in prestazione costante durante la gara.

La pole di Russell cambia il quadro del weekend

Il successo di George Russell assume particolare importanza anche per il campionato.

Il pilota Mercedes ha conquistato la pole e poi ha trasformato la prima posizione in vittoria, resistendo nel finale al ritorno di Verstappen. La gara è stata inoltre caratterizzata da due periodi di Safety Car, che hanno ridotto i distacchi e aumentato la pressione nelle fasi conclusive.

Russell ha comunque mantenuto il controllo fino alla bandiera a scacchi.

Per Mercedes si tratta di un risultato pesante in una fase della stagione nella quale la squadra continua a occupare una posizione centrale nella lotta al vertice. Prima di Baku, il team aveva già conquistato dieci vittorie nelle prime quattordici gare della stagione secondo i dati riportati da Reuters.

Ferrari, al contrario, ha lasciato l’Azerbaigian con il quarto e il sesto posto.

Hamilton e il confronto con il compagno di squadra

Per Hamilton, il weekend di Baku arriva inoltre in una stagione nella quale il passaggio alla Ferrari continua a essere osservato con particolare attenzione.

Il britannico ha già conquistato una vittoria nel 2026, interrompendo un lungo periodo senza successi proprio a Barcellona. Il risultato di Baku non cancella quel risultato, ma mostra quanto sia ancora difficile trovare continuità di rendimento su circuiti con caratteristiche molto diverse tra loro.

Il confronto con Leclerc resta naturalmente uno degli elementi più interessanti.

A Baku il monegasco è stato più vicino alla zona podio, mentre Hamilton ha concluso due posizioni più indietro. Ma la differenza più evidente è emersa già in qualifica: Leclerc ha conquistato la prima fila, Hamilton la terza.

Per Ferrari sarà importante capire se il divario sia legato soprattutto alle caratteristiche del circuito o se alcuni problemi possano ripresentarsi anche nei prossimi appuntamenti.

Una gara difficile, ma senza danni irreparabili

Il sesto posto di Hamilton non è certamente il risultato che Ferrari avrebbe cercato dopo una qualifica nella quale Leclerc aveva ottenuto la seconda posizione.

Allo stesso tempo, non è stata una gara compromessa da un incidente o da un ritiro.

Hamilton ha portato la macchina al traguardo, conquistando otto punti. Leclerc ne ha aggiunti dodici con il quarto posto, per un bottino complessivo di 20 punti per la Ferrari nel Gran Premio dell’Azerbaigian.

Il problema è soprattutto il confronto con le squadre davanti.

Russell ha conquistato 25 punti, Verstappen 18 e Hadjar 15. Mercedes ha inoltre portato entrambe le vetture nelle prime cinque posizioni, con Antonelli quinto.

Per Ferrari, dunque, Baku rappresenta soprattutto un’occasione per analizzare dove sia venuta meno la prestazione.

Hamilton guarda già alla prossima sfida

La Formula 1 non lascia molto tempo per riflettere.

Il Gran Premio dell’Azerbaigian è stato il quindicesimo appuntamento del Mondiale 2026 e apre una fase particolarmente intensa del calendario, con le gare di Malesia e Singapore successive a Baku.

Per Hamilton il punto centrale sarà trasformare la delusione di Baku in informazioni utili.

La sua valutazione è stata molto severa, ma proprio per questo può diventare un’indicazione importante per il lavoro della squadra: capire perché la vettura non abbia consentito al pilota di trovare il ritmo desiderato, soprattutto dopo una qualifica nella quale Ferrari era riuscita a portare Leclerc in prima fila.

Il risultato di Baku racconta quindi una giornata difficile per Hamilton, ma anche qualcosa di più ampio sulla Ferrari: la SF-26 ha avuto abbastanza velocità per stare nelle prime posizioni, ma non abbastanza continuità per giocarsi la vittoria.

Per Hamilton, invece, resta una frase che sintetizza perfettamente il pomeriggio azero: una gara nella quale, come ha ammesso lui stesso, non è mai riuscito a trovare davvero il posto giusto nella lotta al vertice.

29 Settembre 2026
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