San Francesco e la lezione sulla dignità umana
🌐 San Francesco, Aldo Cazzullo, dignità dell’uomo e della donna, umanesimo, Cantico delle Creature: rileggere oggi la figura del santo di Assisi significa tornare alle origini di alcuni dei tratti più profondi della cultura italiana. Per Cazzullo, Francesco non è soltanto una figura religiosa, ma un protagonista capace di cambiare la lingua, l’arte e l’idea stessa di persona.
C’è una frase che riassume il cuore della lettura proposta da Aldo Cazzullo: «Ogni uomo e ogni donna ha una dignità che va sempre rispettata». È attorno a questo principio che lo scrittore e giornalista costruisce il ritratto di Francesco d’Assisi, indicandolo come «il primo italiano».
L’espressione non vuole essere un primato anagrafico né una classificazione storica in senso stretto. È, piuttosto, una definizione culturale: Francesco avrebbe contribuito a costruire un’idea di Italia molto prima che l’Italia diventasse uno Stato unitario, attraverso la lingua, la poesia, l’arte e una concezione dell’essere umano che avrebbe lasciato una traccia profonda nei secoli.
Perché Cazzullo definisce San Francesco il primo italiano
La tesi parte dalla lingua.
Il Cantico delle Creature, composto da Francesco negli ultimi anni della sua vita, rappresenta uno dei testi fondamentali della letteratura italiana delle origini. Non è soltanto un documento religioso: è una poesia nella quale il rapporto con la natura assume una dimensione universale.
Sole, luna, acqua, fuoco, terra e morte vengono chiamati in causa attraverso un linguaggio capace di trasformare il rapporto fra l’uomo e il creato. È uno dei motivi per cui Cazzullo considera Francesco una figura decisiva per la formazione della cultura italiana.
Ma il suo lascito, nella lettura dello scrittore, non si esaurisce nella letteratura.
Francesco attraversò gran parte della penisola e portò il proprio messaggio nelle città e nelle campagne, trasformando la predicazione in una forma di comunicazione capace di coinvolgere parola, gesto, musica e partecipazione popolare.
Da questa prospettiva anche il teatro e l’arte vengono toccati dalla sua esperienza.

Dalla spiritualità alla rivoluzione dell’arte
Il mondo medievale nel quale Francesco visse era profondamente gerarchico. La sua predicazione introdusse invece un rapporto diverso con le persone, la natura e la quotidianità.
Il santo non parlava soltanto ai potenti o agli uomini di cultura. La sua predicazione si rivolgeva alla gente comune e utilizzava immagini immediatamente comprensibili.
Anche l’arte cambiò progressivamente il proprio modo di rappresentare il sacro.
La tradizione figurativa successiva, soprattutto attraverso Giotto, avrebbe portato i personaggi religiosi dentro paesaggi, spazi riconoscibili e situazioni umane. La figura di Francesco diventa così un ponte fra il Medioevo e una nuova sensibilità nella quale il mondo reale acquista centralità.
È proprio questo passaggio che permette a Cazzullo di collegare Francesco alla nascita dell’umanesimo.
La dignità di ogni uomo e di ogni donna
Il punto più attuale della riflessione di Cazzullo è però un altro: la dignità della persona.
Secondo lo scrittore, Francesco anticipa una concezione destinata a diventare centrale nella cultura europea: l’idea che l’essere umano possieda un valore che non dipende dalla ricchezza, dal potere, dal ruolo sociale o dal prestigio.
In una società profondamente diversa da quella contemporanea, Francesco propone una fraternità che non si limita ai rapporti interni alla comunità religiosa.
Il suo messaggio comprende anche chi si trova ai margini, chi è povero, chi è malato, chi è considerato socialmente irrilevante.
E proprio qui la frase ricordata da Cazzullo acquista il suo significato più ampio: la dignità non dovrebbe dipendere dallo status.
È una lettura che lo scrittore ha riproposto in diverse occasioni, sostenendo che il messaggio francescano continui a parlare al presente proprio perché mette al centro la persona.

Francesco e l’idea di una società diversa
Cazzullo individua nella figura di Francesco anche una riflessione sul potere e sul denaro.
In un’intervista dedicata al santo, ha richiamato le parole attribuite a Francesco sul rapporto fra autorità, responsabilità e lavoro: chi esercita il potere dovrebbe cercare il bene delle persone, mentre il riconoscimento economico dovrebbe essere collegato al lavoro e non semplicemente alla posizione occupata.
È un tema che Cazzullo presenta come sorprendentemente vicino alle discussioni contemporanee sulle disuguaglianze.
Non si tratta di trasformare Francesco in un personaggio moderno. Al contrario, la distanza storica resta enorme. Ma proprio quella distanza permette di vedere quanto alcune domande siano rimaste aperte: che cosa determina il valore di una persona? Il denaro? Il ruolo? Il potere? Oppure la sua stessa dignità?
Sono interrogativi che attraversano la società contemporanea e che contribuiscono a spiegare l’interesse ancora forte per la figura del santo.
Il dialogo con il diverso: l’incontro con il sultano
Un altro episodio assume particolare rilievo nella rilettura contemporanea di Francesco: il viaggio in Egitto durante le Crociate e l’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil.
Francesco non riuscì a fermare la guerra e non convertì il sovrano musulmano. Ma l’episodio viene ricordato come esempio di incontro e dialogo fra persone appartenenti a mondi religiosi e culturali contrapposti.
È una delle ragioni per cui il messaggio francescano viene oggi associato anche al tema della pace.
Cazzullo ha sottolineato più volte questo aspetto: Francesco vive in un’epoca attraversata dalla guerra, ma sceglie di attraversare le linee del conflitto per parlare con l’altro.
Il valore storico dell’episodio non sta quindi nell’immaginare un Francesco contemporaneo, ma nel riconoscere la forza di un gesto che, nel contesto medievale, rappresentava una scelta tutt’altro che scontata.
Il rapporto con la natura è diventato una questione del nostro tempo
C’è poi il tema del creato.
Il Cantico delle Creature rende la natura parte integrante della spiritualità francescana. Non una semplice scenografia, ma una realtà con cui l’uomo mantiene un rapporto di fratellanza.
È uno degli aspetti che hanno reso Francesco particolarmente presente nel dibattito contemporaneo sull’ambiente.
La sua figura viene infatti riletta anche alla luce delle crisi climatiche, della perdita di biodiversità e della crescente attenzione al rapporto fra sviluppo umano e tutela degli ecosistemi.
Ancora una volta, non si tratta di attribuire a Francesco categorie nate secoli dopo. Il punto è diverso: alcune sue intuizioni possono essere rilette alla luce delle domande che il presente pone.
Il creato, nella sua visione, non è semplicemente qualcosa da possedere.

Perché San Francesco continua a parlare anche ai non credenti
La forza della figura di Francesco, nella lettura proposta da Cazzullo, sta anche nella capacità di superare i confini della fede.
Il santo appartiene naturalmente alla storia del cristianesimo e della Chiesa. Ma la sua influenza ha attraversato la letteratura, l’arte, la musica, la cultura popolare e l’immaginario italiano.
È anche per questo che Cazzullo parla di un’eredità universale.
Pace, rispetto della persona, attenzione ai poveri, rapporto con la natura, rifiuto dell’ostentazione del potere e fraternità sono temi che possono essere discussi anche al di fuori di una prospettiva strettamente religiosa.
Nel marzo 2026, presentando lo speciale televisivo dedicato a Francesco insieme ad Angelo Branduardi, Cazzullo aveva ribadito proprio questa dimensione: il messaggio del santo, secondo la sua interpretazione, parla a credenti e non credenti perché riguarda questioni ancora aperte nel mondo contemporaneo.
Dalla pagina scritta alla televisione: il nuovo racconto di Cazzullo
La riflessione sul santo non è rimasta confinata al libro Francesco. Il primo italiano.
Il progetto è diventato anche uno spettacolo e un racconto televisivo. Il sodalizio con Angelo Branduardi, con le sue musiche ispirate alla tradizione medievale e francescana, ha aggiunto una dimensione sonora al racconto storico.
Il 23 settembre 2026 La7 ha riproposto un approfondimento dedicato a Francesco nel programma Una giornata particolare, con Cazzullo impegnato a raccontare il significato culturale della sua figura.
Il programma ha riportato al centro anche il Cantico delle Creature, la nascita di nuove forme artistiche e il rapporto fra Francesco e l’idea di dignità umana.
Il significato del “primo italiano”
Chiamare Francesco “il primo italiano” significa dunque costruire un percorso che attraversa otto secoli.
Prima ancora dell’unità politica, esistevano una lingua in formazione, città in trasformazione, reti commerciali, università, tradizioni artistiche e figure capaci di parlare a territori molto diversi.
Francesco è una di queste figure.
Il suo messaggio attraversò l’Italia medievale e contribuì a creare un patrimonio culturale che sarebbe stato raccolto, trasformato e sviluppato dalle generazioni successive.
Per Cazzullo, il punto decisivo è l’umanesimo, inteso come centralità dell’essere umano e riconoscimento della sua dignità. Una linea che, nella sua ricostruzione, collega Francesco a Dante, Giotto e alla stagione rinascimentale.
Non è quindi soltanto la storia di un santo.
È la storia di una delle figure attraverso cui l’Italia ha imparato a raccontare l’uomo, la natura, la bellezza e il rapporto con l’altro.
Ed è forse proprio questa la ragione per cui, a ottocento anni dalla sua morte, Francesco continua a essere raccontato, studiato e reinterpretato: perché le domande che pone non appartengono soltanto al Medioevo. Riguardano ancora il modo in cui una società decide di considerare la persona, il potere, il lavoro, la pace e il mondo che la circonda.
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