Ranucci, la Rai contesta le mail a Lavitola: rischia il licenziamento
🌐 Sigfrido Ranucci ha ricevuto dalla Rai una contestazione disciplinare dopo la relazione del Comitato Etico. Nel documento vengono contestati, tra gli altri aspetti, l’invio a soggetti esterni di mail interne aziendali, i giudizi espressi sui vertici Rai e sui nuovi conduttori di Report e l’accesso in azienda di persone esterne. Il giornalista ha cinque giorni per presentare le proprie difese. Il procedimento potrebbe arrivare fino al licenziamento, mentre resta separato l’audit sulle eventuali interferenze di Valter Lavitola nelle attività della trasmissione.
La vicenda di Sigfrido Ranucci e della Rai entra in una nuova fase. Dopo la decisione dell’azienda di sostituirlo alla conduzione di Report e il ricorso presentato dal giornalista al giudice del lavoro, arriva ora una contestazione formalizzata sul piano disciplinare.
È un passaggio distinto dalla rimozione dalla conduzione, che la Rai considera una scelta editoriale, ma che aggiunge un nuovo fronte al confronto tra l’azienda e il giornalista.
La lettera nasce dalla relazione del Comitato Etico Rai e mette sotto esame una serie di comportamenti che, secondo l’azienda, potrebbero avere violato le regole interne applicabili ai dipendenti. Ranucci avrà cinque giorni per rispondere e presentare la propria memoria difensiva.
Ranucci, cosa contesta la Rai nella lettera disciplinare
Il documento notificato al giornalista riguarda principalmente la sua condotta personale e professionale nei rapporti con l’esterno.
Tra gli elementi indicati dalla Rai figura l’invio a persone esterne all’azienda di comunicazioni interne. In particolare, viene richiamata una circolare trasmessa a Ranucci dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini, che sarebbe stata successivamente inoltrata fuori dalla Rai.
La contestazione riguarda inoltre alcune dichiarazioni e valutazioni espresse dal giornalista nei confronti dei vertici aziendali e dei professionisti individuati per prendere il posto di Ranucci alla guida di Report.
Un altro punto riguarda l’accesso in azienda di soggetti esterni che, secondo la ricostruzione della Rai, non sarebbe stato autorizzato secondo le procedure previste.
Sono contestazioni che dovranno essere valutate anche alla luce delle spiegazioni che Ranucci fornirà nei prossimi giorni. La lettera, infatti, non rappresenta una condanna disciplinare: apre una fase nella quale il giornalista può contestare gli addebiti e fornire la propria versione dei fatti.

La mail interna e il rapporto con Lavitola
Uno dei punti più delicati riguarda il rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola, imprenditore e personaggio al centro delle indagini legate all’attentato davanti all’abitazione del giornalista.
La Rai aveva già sottoposto la relazione tra i due a un esame interno, anche alla luce degli sviluppi giudiziari. Il Comitato Etico ha valutato diversi elementi relativi alla condotta del giornalista e la successiva contestazione disciplinare ne prende in considerazione alcuni.
Tra questi rientra proprio la circolazione di documentazione aziendale al di fuori della Rai.
Il tema è particolarmente sensibile perché non riguarda soltanto i rapporti personali di Ranucci, ma il modo in cui un giornalista del servizio pubblico può gestire informazioni e comunicazioni interne dell’azienda.
Secondo quanto riferito dall’azienda, la contestazione non si limita comunque alla singola mail. Il documento comprende più episodi e più profili di comportamento, compresi i giudizi rivolti a dirigenti e colleghi.
Cinque giorni per difendersi: cosa può succedere adesso
La procedura prevede ora che Ranucci possa rispondere alle contestazioni.
Il termine indicato dalla Rai è di cinque giorni. Al termine della fase difensiva, l’azienda dovrà valutare le spiegazioni fornite e decidere se archiviare la contestazione oppure procedere con una sanzione.
Le conseguenze previste dal procedimento disciplinare possono essere diverse. Si va dal richiamo fino alla sospensione, arrivando, nei casi più gravi, al licenziamento.
Non è però possibile anticipare quale sarà l’esito della procedura. La contestazione rappresenta infatti una fase iniziale del procedimento e la posizione di Ranucci dovrà essere valutata anche sulla base delle sue controdeduzioni.
Il giornalista, attraverso il proprio legale, ha già contestato soprattutto la tempistica dell’iniziativa.
Il legale di Ranucci: «Tempismo irrequieto»
L’avvocato Roberto De Vita, difensore di Ranucci, ha collegato temporalmente la contestazione disciplinare alla presentazione del ricorso contro la decisione di sostituire il giornalista alla conduzione di Report.
Secondo il legale, il ricorso sarebbe stato depositato nella mattinata e, poche ore dopo, sarebbe arrivata la comunicazione della Rai relativa agli addebiti disciplinari. De Vita ha definito il tempismo della contestazione «irrequieto», sottolineando la vicinanza temporale tra i due passaggi.
La Rai sostiene invece che i due procedimenti siano separati.
Secondo la ricostruzione dell’azienda, infatti, la contestazione era già stata protocollata dalla Direzione Risorse Umane lunedì, quindi prima che fosse comunicata la presentazione del ricorso da parte dei legali di Ranucci.
La Rai considera pertanto la contestazione un atto conseguente alla relazione del Comitato Etico e non una risposta al ricorso giudiziario.

La rimozione da Report è un’altra questione
È questo uno degli aspetti fondamentali per comprendere la situazione.
La contestazione disciplinare e la decisione di sostituire Ranucci alla guida di Report sono, nella posizione ufficiale dell’azienda, due procedimenti differenti.
La Rai sostiene che la rimozione dalla conduzione sia stata determinata da ragioni editoriali e ricorda che il provvedimento è stato firmato dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini e non dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi.
Alla fine di agosto l’azienda ha comunicato che dalla prossima stagione Report sarà affidato a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti. La decisione ha aperto un ulteriore confronto all’interno della redazione e ha portato Ranucci a contestare la legittimità della propria rimozione.
Il ricorso è ora davanti al giudice del lavoro, mentre sul fronte disciplinare la procedura segue un percorso autonomo.
L’audit su Report resta separato
C’è poi un terzo capitolo, ancora distinto dagli altri due: l’audit interno sulle modalità con cui sono state realizzate alcune inchieste di Report.
La Rai ha annunciato verifiche sulle procedure aziendali e sulle eventuali interferenze esterne nella produzione giornalistica della trasmissione. L’azienda ha precisato che questo accertamento sarà indipendente dalla contestazione disciplinare appena notificata a Ranucci.
Il nodo riguarda soprattutto l’eventuale influenza esercitata da Lavitola sulle attività investigative della trasmissione.
Su questo punto Ranucci ha già sostenuto pubblicamente che nessuna inchiesta di Report sarebbe stata condizionata da Lavitola e ha respinto le ricostruzioni che ipotizzano un suo ruolo nella linea editoriale del programma.
L’audit dovrà quindi verificare le procedure e i rapporti intercorsi, senza sovrapporsi automaticamente alla contestazione disciplinare.
Il caso Lavitola e l’attentato a Ranucci
Il rapporto tra il giornalista e Lavitola è diventato particolarmente rilevante dopo l’attentato dello scorso ottobre contro l’abitazione di Ranucci.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, Lavitola è stato arrestato nell’ambito dell’indagine sull’attentato e avrebbe ammesso di avere organizzato l’azione sostenendo di averlo fatto con l’obiettivo di ottenere un rafforzamento della protezione destinata al giornalista.
Gli investigatori hanno indicato una diversa ricostruzione del movente, ma Ranucci non è sospettato di avere partecipato al progetto dell’attentato.
Proprio la natura del rapporto personale tra i due è diventata successivamente uno degli elementi discussi all’interno e all’esterno della Rai.
Il Comitato Etico ha esaminato la vicenda sotto il profilo del rispetto delle regole aziendali. La contestazione disciplinare arrivata ora rappresenta lo sviluppo concreto di quella valutazione.
Cosa rischia davvero il giornalista
Sul piano formale, il ventaglio delle possibili sanzioni è ampio.
La Rai può arrivare a un richiamo, a una sospensione oppure, nei casi ritenuti più gravi, al licenziamento. Ma nessuna di queste conseguenze è automatica.
La fase decisiva sarà quella delle controdeduzioni di Ranucci. Il giornalista potrà spiegare perché le comunicazioni siano state trasmesse all’esterno, chiarire il contesto dei rapporti con Lavitola e replicare alle contestazioni relative alle dichiarazioni sui vertici Rai e sui nuovi conduttori di Report.
Sarà poi l’azienda a stabilire se gli elementi contestati configurino effettivamente una violazione disciplinare e quale eventuale sanzione applicare.
Report verso una nuova stagione senza Ranucci
Nel frattempo, il futuro di Report è già stato ridisegnato.
La Rai ha confermato il ritorno del programma in autunno e ha scelto una conduzione a due affidata a Presutti e Piervincenzi. La trasmissione resta quindi in palinsesto, ma senza il giornalista che per anni ne è stato il volto principale.
Ranucci, parallelamente, ha deciso di contestare in sede giudiziaria la propria rimozione e ora dovrà affrontare anche il procedimento disciplinare.
Sono dunque tre i fronti aperti: il ricorso contro la rimozione da Report, la contestazione disciplinare della Rai e l’audit sulle procedure interne della trasmissione.
Tre percorsi distinti, ma legati allo stesso nodo: il rapporto tra Ranucci, la Rai e la vicenda Lavitola.
Una partita ancora aperta
La contestazione disciplinare segna un nuovo passaggio nella lunga crisi che ha coinvolto uno dei programmi più riconoscibili del servizio pubblico.
Per Ranucci, il primo appuntamento è ora quello con la propria difesa: cinque giorni per rispondere agli addebiti. Per la Rai, invece, si apre la fase nella quale dovrà valutare le controdeduzioni e decidere se esistano gli estremi per una sanzione.
Nel frattempo, il giudice del lavoro dovrà esaminare il ricorso contro la rimozione dalla conduzione e l’audit dovrà fare luce sulle procedure seguite nelle inchieste di Report.
Il quadro, quindi, è ancora in evoluzione. Nessuna delle tre vicende può essere considerata conclusa e soprattutto non è ancora possibile sovrapporre le contestazioni disciplinari alle verifiche sulle attività giornalistiche del programma.
Il prossimo passaggio sarà la risposta di Ranucci alla lettera della Rai. Da quella memoria dipenderà anche la fase successiva del procedimento disciplinare, mentre sullo sfondo continueranno il contenzioso sulla conduzione di Report e gli accertamenti sui rapporti con Lavitola.
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