Papa Leone XIV a Lourdes: abusi e incontro con sette vittime
🌐 Papa Leone XIV a Lourdes nel terzo giorno della visita in Francia: davanti a 150mila fedeli celebra la Messa e richiama il valore della vita e della speranza. Ai vescovi francesi dedica parole nette sulla piaga degli abusi sui minori, chiedendo verità, giustizia, riparazione e massima vigilanza. Nel pomeriggio è previsto l’incontro privato con sette vittime di abusi del clero.
Lourdes si trasforma per un giorno nel cuore della Chiesa cattolica francese. La terza giornata del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Francia porta il Pontefice davanti a una folla imponente: circa 150mila persone si sono radunate nella Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes per la Messa celebrata nella mattinata di domenica 27 settembre.
Ma dietro le immagini della grande celebrazione, delle preghiere e dei pellegrini arrivati da diverse parti del mondo, Lourdes ospita anche uno degli appuntamenti più delicati dell’intero viaggio: il confronto di Leone XIV con il tema degli abusi sessuali commessi nella Chiesa.
Il Papa ha affrontato la questione già nell’incontro riservato con i vescovi francesi, invitandoli a proseguire nella ricerca della verità, della giustizia, della riparazione e della prevenzione. Nel pomeriggio, inoltre, è previsto un incontro privato con sette persone che hanno subito abusi da parte del clero.
Leone XIV ai vescovi: “Massima vigilanza” sugli abusi
È stato uno dei passaggi più importanti della mattinata.
Nel colloquio con la Conferenza episcopale francese, Leone XIV ha affrontato direttamente quella che ha definito la dolorosa ferita degli abusi del clero sui minori.
Il Pontefice ha chiesto ai vescovi di non abbassare la guardia e di continuare il lavoro sulla tutela delle persone più vulnerabili. La linea indicata dal Papa comprende diversi livelli: ricerca della verità, giustizia per le vittime, riparazione e prevenzione.
Un richiamo che arriva in un Paese nel quale la questione degli abusi ha assunto una dimensione particolarmente profonda dopo la pubblicazione del rapporto indipendente del 2021.
L’inchiesta della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa francese aveva stimato in circa 330mila i minori vittime di abusi da parte di membri del clero o di altre persone legate alla Chiesa nell’arco di decenni.
Per questo la tappa di Lourdes non è soltanto un appuntamento pastorale.
È anche un passaggio nel percorso con cui la Chiesa francese sta cercando di confrontarsi con una delle pagine più dolorose della propria storia recente.

L’incontro con sette vittime: un momento privato
Nel programma della giornata è previsto un incontro privato tra Leone XIV e sette vittime di abusi sessuali commessi da esponenti del clero.
La scelta di limitare il gruppo a sette persone è stata spiegata dalla Conferenza episcopale francese con il desiderio del Papa di avere un confronto il più possibile personale e diretto.
Monsignor Pierre Antoine Bozo, portavoce dei vescovi francesi, ha sottolineato che l’obiettivo è favorire un ascolto profondo, senza trasformare l’appuntamento in una grande iniziativa pubblica. Due delle sette persone sono state inoltre segnalate da collettivi e associazioni di vittime.
La scelta ha però suscitato anche critiche da parte di alcuni gruppi di vittime, che ritengono troppo ristretto il numero dei partecipanti rispetto alla vastità del fenomeno.
Il tema non riguarda dunque soltanto il significato simbolico dell’incontro, ma anche ciò che potrà seguirne.
Le associazioni chiedono da tempo che all’ascolto corrispondano misure concrete, procedure efficaci, sostegno alle vittime e una responsabilità istituzionale capace di impedire nuovi casi.
Una ferita che la Chiesa francese non può più ignorare
Il viaggio di Leone XIV arriva in Francia in un momento nel quale il tema della tutela dei minori continua a essere centrale per la Chiesa.
Il rapporto pubblicato nel 2021 ha modificato profondamente la percezione della dimensione del fenomeno. Le stime relative alle vittime hanno mostrato quanto a lungo gli abusi siano rimasti nascosti e quanto numerose siano state le persone coinvolte.
Negli ultimi anni sono stati introdotti anche strumenti per il riconoscimento e la riparazione.
Secondo l’agenzia Associated Press, circa 2mila persone hanno presentato richieste di riparazione attraverso l’organismo indipendente francese dedicato al riconoscimento e alla riparazione delle vittime. Al 2026 risultavano concluse 1.184 decisioni, mentre l’organismo si prepara a lasciare spazio a una struttura permanente.
Il percorso, dunque, è ancora aperto.
Ed è proprio per questo che il messaggio di Leone XIV ai vescovi assume un peso particolare: la questione della tutela non può essere considerata una fase già conclusa, ma richiede una vigilanza permanente.
Lourdes, la Messa davanti a 150mila fedeli
Il contrasto è evidente.
Da una parte c’è la dimensione privata e dolorosa dell’incontro con le vittime. Dall’altra la grande celebrazione pubblica davanti a una folla arrivata al Santuario da tutto il mondo.
Alla Messa nella Prairie hanno partecipato circa 150mila fedeli, oltre a circa mille sacerdoti, 150 vescovi, un centinaio di diaconi e 1.500 volontari.
Prima della celebrazione Leone XIV ha percorso in papamobile l’Esplanade del Santuario, passando davanti alle basiliche e alla Grotta di Massabielle e salutando i pellegrini.
Lourdes ha così mostrato ancora una volta la sua duplice natura: luogo della devozione mariana e, allo stesso tempo, spazio nel quale la Chiesa incontra persone segnate dalla malattia, dalla sofferenza e dalla fragilità.

Il messaggio del Papa: “Nessuna fragilità viene respinta”
Nell’omelia, Leone XIV ha posto al centro proprio la dignità della persona fragile.
Il Papa ha descritto Lourdes come un santuario della speranza cristiana, insistendo sull’idea che nessuna fragilità debba essere respinta.
Un messaggio rivolto in particolare ai malati presenti alla celebrazione, ai quali ha ricordato che occupano un posto centrale nella vita della Chiesa.
Il Pontefice ha poi invitato i pellegrini a ripartire da Lourdes come “missionari della speranza”, portando nelle proprie comunità il conforto sperimentato durante il pellegrinaggio.
Il tema della dignità umana è quindi il filo conduttore della giornata: riguarda i malati, le persone fragili, ma anche le vittime degli abusi, la cui dignità è stata ferita proprio all’interno di una realtà chiamata a proteggerle.
L’incontro con i malati all’Accueil Notre-Dame
Dopo la Messa, il programma del Papa ha previsto anche la visita all’Accueil Notre-Dame, la struttura che accoglie i pellegrini malati e le persone con disabilità che arrivano a Lourdes.
Leone XIV ha ascoltato alcune testimonianze di persone la cui vita è stata segnata dalla sofferenza, dal servizio agli altri e dall’esperienza della fede.
Il Pontefice ha ribadito in questa occasione che la persona malata non è un peso e che la dignità umana non può essere misurata sulla base dell’autonomia, della salute o dell’efficienza.
Un messaggio che si inserisce nel tema più ampio del viaggio francese: la difesa della vita e della dignità della persona in ogni condizione.
Le critiche delle associazioni delle vittime
L’appuntamento con le sette vittime è atteso con particolare attenzione anche fuori dalla Chiesa.
Alcune organizzazioni che rappresentano persone abusate hanno espresso perplessità sulla modalità di selezione dei partecipanti e sulla possibilità che un incontro così ristretto possa rappresentare la pluralità delle esperienze maturate in Francia.
Il confronto è già emerso nelle dichiarazioni che hanno preceduto l’incontro.
Da una parte, la Conferenza episcopale sostiene che un numero limitato di partecipanti permetta al Papa di dedicare più tempo all’ascolto personale. Dall’altra, alcuni rappresentanti delle vittime chiedono che il gesto non rimanga confinato alla dimensione simbolica.
Il punto centrale resta dunque quello delle conseguenze concrete dell’ascolto.
La richiesta delle vittime riguarda infatti anche la prevenzione, le procedure di denuncia, il riconoscimento del danno subito, la riparazione e la responsabilità di chi ha ricoperto incarichi nella Chiesa.

Dal dolore alla responsabilità
La giornata di Lourdes mette così in relazione due immagini apparentemente lontane.
Da una parte, una grande folla riunita per pregare davanti alla Grotta di Massabielle. Dall’altra, sette persone che entreranno in un colloquio riservato con il Papa portando storie personali di abuso.
Sono due dimensioni dello stesso viaggio.
Leone XIV ha scelto di non separare la riflessione sulla fede dal confronto con le ferite della Chiesa. E proprio nel momento in cui davanti a lui si radunano decine di migliaia di pellegrini, il tema della protezione dei minori torna al centro della sua agenda.
La richiesta ai vescovi francesi è chiara: continuare a cercare la verità, garantire giustizia e riparazione e soprattutto impedire che gli abusi possano ripetersi.
Una giornata destinata a segnare il viaggio in Francia
La tappa di Lourdes rappresenta uno dei momenti più delicati della visita di Leone XIV in Francia.
Il Papa ha incontrato i vescovi, ha celebrato davanti a una folla di circa 150mila persone, ha parlato ai malati e agli operatori del Santuario e ha inserito nel programma un confronto riservato con le vittime degli abusi.
Il significato della giornata va quindi oltre la celebrazione religiosa.
Per la Chiesa francese, Lourdes diventa il luogo nel quale spiritualità, sofferenza e responsabilità istituzionale si incontrano.
E proprio sul tema degli abusi, il messaggio di Leone XIV ai vescovi è stato quello di non considerare chiusa la stagione della denuncia e della riparazione.
La parola scelta dal Papa è vigilanza.
Una vigilanza che, secondo l’impostazione indicata ai presuli, deve tradursi in ascolto delle vittime, prevenzione e capacità di intervenire affinché le ferite provocate dagli abusi non vengano mai più nascoste o ignorate.
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