12:55 pm, 27 Agosto 26 calendario

Ospedale sbaglia farmaco, due pazienti paralizzati: cosa è successo

Di: Viviana Solari

🌐 Un errore nella preparazione dei farmaci ha sconvolto un ospedale di Nashville, in Tennessee: quattro pazienti sottoposti a interventi di chirurgia articolare hanno ricevuto una sostanza diversa da quella prevista e almeno due hanno riportato conseguenze neurologiche gravissime, tra cui la paralisi. Le autorità hanno aperto un’indagine mentre l’ospedale corre ai ripari.

Doveva essere una giornata di interventi di routine. Invece, in poche ore, un errore nella gestione di un farmaco ha trasformato alcune operazioni programmate in una grave emergenza sanitaria.

È accaduto il 14 agosto 2026 all’Ascension Saint Thomas Hospital Midtown di Nashville, in Tennessee. Quattro pazienti sottoposti a interventi di sostituzione articolare sono stati coinvolti in quello che la struttura ha inizialmente definito un generico “evento” avverso. Solo successivamente sono emersi i dettagli sulla natura dell’errore: ai pazienti sarebbe stato somministrato potassio fosfato al posto dell’anestetico previsto per l’iniezione epidurale.

Il caso più grave reso pubblico riguarda Glenda Dorton, 72 anni, sottoposta a un intervento al ginocchio. La donna è rimasta paralizzata dalla parte alta del torace in giù e si trova ancora sotto cure mediche intensive. La sua famiglia ha raccontato che i medici stanno cercando di capire se una parte dei danni neurologici possa essere reversibile.

Ma non sarebbe stata l’unica paziente colpita.

L’errore nella farmacia dell’ospedale

La ricostruzione resa pubblica nelle ultime ore indica che l’errore sarebbe nato nella farmacia ospedaliera, dove sono state preparate le siringhe destinate alle procedure.

I pazienti avrebbero dovuto ricevere un anestetico locale utilizzato per l’analgesia epidurale. Invece, nelle siringhe sarebbe finito potassio fosfato, una sostanza completamente diversa.

È un dettaglio fondamentale perché cambia radicalmente la natura dell’incidente.

Non si tratterebbe, almeno secondo quanto emerso finora, di una decisione clinica sbagliata presa durante l’intervento, ma di una confusione avvenuta nella fase di preparazione del medicinale, prima della somministrazione.

L’ospedale ha confermato che quattro pazienti sono stati coinvolti e che l’origine dell’errore è stata individuata nella farmacia. La struttura ha inoltre dichiarato di avere segnalato l’accaduto alle autorità statali e di avere avviato immediatamente un’indagine interna.

La direzione dell’Ascension Saint Thomas Midtown ha espresso pubblicamente il proprio rammarico e ha assicurato assistenza alle famiglie coinvolte.

Perché il farmaco sbagliato può provocare danni così gravi

Il punto più drammatico della vicenda riguarda la via attraverso la quale il farmaco è stato somministrato.

L’epidurale viene utilizzata per controllare il dolore attraverso la somministrazione di farmaci in prossimità delle strutture nervose della colonna vertebrale. In questo contesto, la sostanza contenuta nella siringa deve essere esattamente quella prevista.

Il potassio, invece, svolge nell’organismo funzioni completamente differenti e una somministrazione impropria può provocare alterazioni neurologiche e cardiovascolari estremamente gravi.

Nel caso di Nashville, i pazienti avrebbero manifestato reazioni avverse dopo la somministrazione del prodotto errato. Una delle pazienti è stata successivamente trasferita in terapia intensiva e, secondo la famiglia, ha riportato una paralisi dalla regione toracica in giù.

È importante però distinguere ciò che è stato confermato dalle autorità e dall’ospedale da ciò che è stato riferito dalle famiglie.

Le condizioni cliniche dettagliate degli altri tre pazienti non sono state rese pubbliche, anche per ragioni di privacy. Le informazioni disponibili indicano tuttavia che almeno altri due pazienti avrebbero riportato conseguenze molto gravi e che uno avrebbe avuto bisogno di ventilazione meccanica.

Il caso di Glenda Dorton

La storia di Glenda Dorton è quella che più di ogni altra ha portato alla luce la gravità dell’accaduto.

La donna, 72 anni, era arrivata in ospedale per una sostituzione del ginocchio, un intervento programmato.

Secondo il racconto della famiglia, avrebbe dovuto ricevere un’epidurale per il controllo del dolore. La siringa utilizzata, però, conteneva la sostanza sbagliata.

Dopo la somministrazione sono comparsi problemi gravissimi.

Dorton è stata trasferita in un’altra struttura della rete ospedaliera e ricoverata in terapia intensiva. I medici hanno adottato trattamenti d’emergenza nel tentativo di limitare i danni.

La famiglia ha raccontato che, nonostante gli interventi medici, la paralisi è rimasta.

Il quadro è ancora considerato incerto e i familiari attendono di capire quali possano essere le prospettive di recupero.

La vicenda ha anche aperto una questione legale: la famiglia sta valutando le proprie possibilità mentre cerca risposte sulle circostanze che hanno consentito al farmaco errato di arrivare fino al paziente.

Quattro pazienti coinvolti nello stesso errore

Uno degli elementi più inquietanti dell’incidente è il numero di persone coinvolte.

Se si fosse trattato di un singolo paziente, l’indagine avrebbe dovuto comunque ricostruire una catena di errori. Ma il fatto che quattro persone abbiano ricevuto il prodotto sbagliato suggerisce che il problema non sia rimasto confinato a un singolo momento.

Il farmaco errato sarebbe stato infatti preparato in più siringhe destinate alle procedure.

Questo significa che l’errore potrebbe avere attraversato diversi passaggi senza essere intercettato.

È proprio questo genere di situazione che rende particolarmente importante la sicurezza nella preparazione dei farmaci: un errore compiuto all’inizio della catena può essere replicato su più pazienti prima che qualcuno se ne accorga.

L’ospedale ha dichiarato di avere identificato la causa dell’incidente e di avere introdotto nuove misure di sicurezza.

La domanda centrale: come è stato possibile non accorgersene?

È la questione sulla quale ora si concentreranno le indagini.

In una struttura ospedaliera moderna, la preparazione e la somministrazione di un farmaco dovrebbero prevedere diversi livelli di controllo: identificazione del paziente, verifica della prescrizione, controllo del medicinale, etichettatura e, quando previsto, sistemi informatici o verifiche incrociate.

Quando un errore raggiunge il paziente, significa che uno o più di questi livelli non hanno funzionato correttamente.

Non è ancora possibile stabilire pubblicamente tutti i passaggi che hanno portato all’incidente di Nashville.

L’indagine dovrà chiarire, tra le altre cose, chi abbia preparato le siringhe, come siano state etichettate, quali controlli siano stati effettuati e perché il farmaco errato non sia stato identificato prima dell’iniezione.

Sono domande cruciali anche perché la soluzione non può essere soltanto individuare una persona responsabile.

Se il sistema permette che quattro pazienti ricevano lo stesso farmaco sbagliato, occorre capire se esista una vulnerabilità organizzativa capace di produrre nuovamente un errore simile.

L’ospedale: “Siamo profondamente dispiaciuti”

La direzione dell’Ascension Saint Thomas Midtown ha reagito con una dichiarazione pubblica di scuse.

Il presidente e amministratore delegato della struttura, Shubhada Jagasia, ha affermato di essere profondamente dispiaciuta per il danno provocato ai pazienti.

L’ospedale ha inoltre comunicato di avere incontrato le famiglie, messo a disposizione assistenza e supporto e avviato una revisione completa dell’accaduto.

Ma le scuse rappresentano soltanto il primo passaggio.

Ora sarà necessario capire come sia stato possibile che un prodotto destinato a un uso completamente diverso sia stato preparato e consegnato come se fosse l’anestetico corretto.

E soprattutto quali cambiamenti saranno necessari per impedire che possa accadere ancora.

L’indagine delle autorità del Tennessee

Il caso non è rimasto confinato all’interno dell’ospedale.

La struttura ha dichiarato di avere segnalato l’incidente ai regolatori statali il giorno stesso in cui è stato individuato e di avere avviato un’indagine.

Gli organismi di controllo dovranno stabilire l’esatta sequenza degli eventi e verificare se siano state rispettate le procedure previste per la preparazione dei medicinali.

La vicenda potrebbe inoltre avere conseguenze sul piano della responsabilità professionale e civile.

Al momento, però, è fondamentale non anticipare conclusioni.

Un errore sanitario gravissimo non significa automaticamente che sia già stata accertata una responsabilità penale individuale. Saranno le indagini a stabilire eventuali responsabilità e a ricostruire le cause precise.

Perché gli errori sui farmaci sono un problema enorme

Il caso di Nashville riporta alla ribalta una questione che riguarda tutti i sistemi sanitari: gli errori di terapia sono tra i principali rischi evitabili dell’assistenza medica.

Confondere un farmaco con un altro, sbagliare dose, somministrare una sostanza alla persona sbagliata o utilizzare una via di somministrazione non prevista può trasformare una terapia ordinaria in un’emergenza.

Le analisi sulla sicurezza dei pazienti mostrano quanto siano frequenti gli errori relativi ai medicinali e quanto possano diventare pericolosi quando coinvolgono farmaci ad alto rischio. Uno studio recente basato sui dati della Pennsylvania ha rilevato decine di migliaia di segnalazioni di errori terapeutici e centinaia di eventi classificati come gravi nel solo 2023.

Il problema non riguarda quindi soltanto la competenza del singolo professionista.

È una questione di sistemi di sicurezza.

Quando la tecnologia non basta

Gli ospedali utilizzano sempre più strumenti tecnologici per ridurre il rischio: codici a barre, sistemi informatici di prescrizione, armadi automatizzati, tracciamento dei medicinali e controlli elettronici.

Ma la tecnologia non elimina completamente la possibilità di errore.

Se un medicinale viene preparato erroneamente e poi etichettato come quello corretto, alcuni sistemi possono non essere in grado di distinguere il contenuto reale della siringa da quello indicato sull’etichetta.

È uno dei motivi per cui la sicurezza dei farmaci deve prevedere più barriere indipendenti.

L’obiettivo non è semplicemente fare in modo che gli operatori non sbaglino.

È costruire un sistema nel quale un singolo errore non possa arrivare facilmente fino al paziente.

Il precedente che insegna quanto può essere grave una confusione

Negli Stati Uniti esistono precedenti drammatici di errori nella somministrazione di farmaci ad alto rischio.

Uno dei casi più noti è quello di RaDonda Vaught, infermiera condannata dopo avere somministrato per errore il vecuronio, un potente agente paralizzante, invece del sedativo previsto a una paziente. La donna morì.

Gli studi sulla sicurezza farmacologica continuano a utilizzare quel caso come esempio delle conseguenze potenzialmente letali della confusione tra medicinali.

Il caso di Nashville è diverso e non deve essere sovrapposto automaticamente a quello.

Ma la lezione generale è la stessa: quando vengono coinvolti farmaci ad alto rischio, una falla nella catena dei controlli può produrre conseguenze irreversibili in pochi minuti.

Il nodo delle siringhe preparate in farmacia

Un aspetto particolarmente importante dell’incidente riguarda il fatto che le siringhe sarebbero state preparate dalla farmacia ospedaliera.

La preparazione centralizzata dei farmaci può offrire vantaggi di sicurezza perché consente di standardizzare procedure, dosaggi ed etichettatura.

Ma introduce anche un rischio specifico: un errore compiuto nella fase di preparazione può essere trasferito contemporaneamente a più pazienti.

È esattamente ciò che rende l’episodio di Nashville così inquietante.

Il problema non sembra essere stato un singolo gesto compiuto casualmente al letto del paziente.

La ricostruzione disponibile indica invece un errore avvenuto prima della procedura, che avrebbe interessato più siringhe.

Cosa succederà adesso

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere la portata reale dell’incidente.

Le autorità dovranno ricostruire la catena di preparazione e somministrazione del farmaco.

L’ospedale dovrà verificare le proprie procedure.

Le famiglie dovranno affrontare conseguenze mediche e psicologiche difficilissime.

E sul piano legale potrebbero aprirsi nuove controversie.

Per i pazienti coinvolti, tuttavia, il tempo dell’indagine non coincide con quello della loro vita quotidiana.

Per una persona che entra in ospedale per una protesi al ginocchio e ne esce con una paralisi, la differenza tra un errore di pochi minuti e una conseguenza permanente è enorme.

È questa la dimensione umana che i numeri non riescono a raccontare.

Una giornata di routine diventata una tragedia

Il caso dell’Ascension Saint Thomas Hospital Midtown dimostra ancora una volta quanto sia fragile il confine tra una procedura medica ordinaria e un’emergenza potenzialmente devastante.

Quattro persone sono arrivate in ospedale per interventi articolari programmati.

Una preparazione farmacologica errata ha cambiato radicalmente il corso delle loro vite.

Almeno due pazienti avrebbero riportato paralisi, mentre le condizioni degli altri coinvolti non sono state rese pubbliche nel dettaglio. L’ospedale ha ammesso l’incidente, ha presentato le proprie scuse e ha annunciato nuove misure di sicurezza.

Ora resta da capire non soltanto chi abbia commesso l’errore, ma soprattutto perché il sistema non sia riuscito a fermarlo prima che arrivasse ai pazienti.

È probabilmente questa la domanda più importante dell’intera vicenda.

Perché individuare una responsabilità può spiegare ciò che è accaduto.+

27 Agosto 2026 ( modificato il 26 Agosto 2026 | 22:58 )
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