Milano Fashion Week 2026, sfilate, assenti ed eventi da non perdere
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Toggle🌐 Milano Fashion Week 2026 al via dal 22 al 28 settembre con 203 appuntamenti, 61 sfilate, grandi debutti e nomi internazionali. Da Prada a Giorgio Armani, passando per Vogue World, Gucci, Fendi, Moschino e la mostra Dalì e la Moda, Milano torna al centro della scena globale. Attesi circa 141mila visitatori per la Fashion Week e quasi mezzo milione complessivamente in città nel mese di settembre.
Milano Fashion Week 2026, un calendario da record
Milano torna a essere per una settimana una delle capitali mondiali della moda. Da martedì 22 a lunedì 28 settembre, il capoluogo lombardo ospita la Fashion Week dedicata alle collezioni donna primavera-estate 2027, con un programma particolarmente fitto: 203 appuntamenti complessivi, tra sfilate, presentazioni ed eventi. Il calendario comprende 61 sfilate, di cui 54 fisiche e 7 digitali, 88 presentazioni e 54 eventi.
Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia. Perché questa edizione arriva in una fase di importanti cambiamenti per molte maison, tra nuovi direttori creativi, debutti, addii e passaggi generazionali.
A inaugurare il calendario delle passerelle è Prada, mentre sarà Giorgio Armani a chiudere la parte principale degli show domenica 27 settembre. Il 28 resterà invece dedicato ad altri appuntamenti in calendario.
Il risultato è una settimana nella quale la moda si intreccia sempre più con arte, cultura, spettacolo e turismo.

Vogue World Milano 2026 apre la settimana della moda
Il primo grande appuntamento è Vogue World: Milano, in programma il 22 settembre nella Galleria Vittorio Emanuele II.
Per la prima volta l’evento globale di Vogue arriva in Italia e sceglie Milano come palcoscenico per raccontare il rapporto tra creatività, artigianato e innovazione tecnologica. Il tema scelto è “The Human Touch in the Age of Technology”, un omaggio al valore del lavoro umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
La scelta della Galleria non è casuale. Il monumento simbolo del centro di Milano diventerà una passerella spettacolare, trasformando per una sera uno dei luoghi più conosciuti della città in un punto d’incontro tra moda italiana, performance e cultura.
L’evento è riservato a circa 500 ospiti, ma il progetto ha anche una ricaduta sulla città: l’iniziativa prevede infatti un contributo di 2 milioni di euro destinato alla riqualificazione della biblioteca comunale di Quarto Oggiaro.
Prada, Gucci, Fendi e Moschino: le sfilate più attese
Tra i grandi nomi del calendario non mancano i marchi che da decenni contribuiscono a definire l’identità internazionale della moda milanese.
Prada apre ufficialmente la giornata inaugurale con la nuova collezione primavera-estate 2027 firmata da Miuccia Prada e Raf Simons. Nello stesso giorno arriva anche un appuntamento particolarmente atteso: l’ultima sfilata di Glenn Martens per Diesel, prima della conclusione della sua esperienza alla direzione creativa del brand.
Il 23 settembre riflettori puntati su Fendi, alla seconda collezione prêt-à-porter firmata da Maria Grazia Chiuri. Nella stessa giornata sfileranno anche Jil Sander, Antonio Marras, Missoni, MM6 Maison Margiela ed Etro.
Il 25 settembre sarà invece la giornata di Gucci, seguita da Moschino. Proprio quest’ultima maison rappresenta uno dei principali appuntamenti della settimana.

Moschino, il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo
La nuova era di Moschino entrerà ufficialmente nel vivo con Loris Messina e Simone Rizzo.
I due designer, fondatori di Sunnei, presenteranno la loro prima collezione per la maison, segnando un cambio di direzione particolarmente osservato dagli addetti ai lavori.
La novità non riguarda soltanto il nome dei direttori creativi. La collezione sarà infatti co-ed, riunendo uomo e donna nello stesso racconto creativo. È uno dei debutti destinati a caratterizzare maggiormente questa edizione della Fashion Week.
Emporio Armani non sfila: la nuova fase dopo Giorgio Armani
Tra gli appuntamenti più osservati c’è anche quello legato ad Emporio Armani, che quest’anno non sarà protagonista di una tradizionale sfilata.
La collezione primavera-estate 2027 sarà presentata il 24 settembre all’Armani/Teatro, attraverso una presentazione.
La scelta arriva in un momento di transizione per il marchio, dopo la nomina di Dario Vitale alla direzione creativa di Emporio Armani e degli accessori. La collezione presentata sarà quella firmata da Silvana Armani, prima del nuovo capitolo creativo.
Il cambio di formula rende l’appuntamento particolarmente significativo: più che una semplice assenza dal calendario delle sfilate, è uno dei segnali della trasformazione in corso all’interno della galassia Armani.
Chi non c’è alla Milano Fashion Week 2026
Anche le assenze raccontano l’evoluzione della moda internazionale.
Tra i nomi che non compaiono nel calendario delle passerelle spicca Versace, recentemente entrata in una nuova fase creativa con la nomina di Pieter Mulier alla direzione artistica. La maison non sarà quindi tra i protagonisti della settimana milanese dedicata al womenswear primavera-estate 2027.
L’assenza di Versace si inserisce in un panorama nel quale le maison stanno ridisegnando calendari e strategie, alternando show tradizionali, presentazioni e formule più ibride.
Non significa però una Milano più povera di grandi nomi. Il programma resta infatti affollato di maison storiche e brand emergenti, con Gucci, Fendi, Prada, Bottega Veneta, Dolce&Gabbana, Ferragamo, Max Mara, Marni e Giorgio Armani tra gli appuntamenti più attesi.

Dalì e la Moda, quando l’arte incontra la Fashion Week
La moda non sarà soltanto sulle passerelle.
Dal 24 settembre, Palazzo Reale ospiterà “Dalì e la Moda”, una grande mostra dedicata al rapporto tra Salvador Dalí e il mondo dell’abbigliamento, del costume e dell’immaginario fashion.
L’esposizione resterà aperta fino al 31 gennaio 2027 e riunirà oltre 200 opere e documenti, tra dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, oggetti e filmati.
È un progetto che si inserisce perfettamente nel clima della Fashion Week perché racconta un rapporto molto profondo: Dalí non si limitò a osservare la moda, ma collaborò con stilisti, fotografi e maison, contribuendo a trasformare elementi come scarpe, guanti, gioielli e abiti in strumenti dell’immaginario surrealista.
L’inaugurazione della mostra sarà accompagnata, il 23 settembre, dal gala dinner di apertura della Fashion Week.
Milano Fashion Week 2026, quanto vale per la città
Dietro le passerelle c’è un impatto economico che coinvolge hotel, ristoranti, negozi, trasporti e servizi.
Secondo le stime del Centro Studi di Confcommercio Milano, la Fashion Week dovrebbe portare in città circa 140.900 visitatori, con una componente internazionale in crescita. L’indotto della spesa turistica è stimato in 219,5 milioni di euro, distribuiti tra shopping, ricettività, ristorazione e trasporti.
Le previsioni indicano inoltre un aumento del 22% dei visitatori stranieri rispetto alla precedente edizione di settembre, mentre è stimato in calo il numero dei visitatori italiani.
È un dato che conferma quanto la Fashion Week sia ormai molto più di una sequenza di sfilate riservate agli addetti ai lavori. Per Milano rappresenta un appuntamento internazionale capace di influenzare turismo, commercio e immagine della città.
Le nuove generazioni conquistano il calendario
Accanto alle grandi maison, questa edizione presta particolare attenzione ai designer emergenti.
Il CNMI Fashion Hub a Palazzo Morando sarà uno dei punti di riferimento per la creatività più giovane, con presentazioni e iniziative dedicate ai nuovi talenti.
Nel calendario compaiono inoltre due nomi portoghesi, Marques’ Almeida e Miguel Vieira, che entrano nel programma milanese, mentre domenica 27 settembre torna anche Milano Moda Graduate, dedicata agli studenti delle scuole di moda italiane.
È un aspetto importante perché la Fashion Week non racconta soltanto il presente delle grandi maison: rappresenta anche uno spazio nel quale si cerca di intercettare i protagonisti della moda di domani.

Gli appuntamenti da segnare in agenda
Per chi vuole seguire la Fashion Week anche oltre le passerelle, il calendario offre diversi appuntamenti.
Tra il 24 e il 26 settembre arriva il Vogue Café Milano a Palazzo Giureconsulti, mentre il 25 e 26 settembre la Cineteca Arlecchino ospita Cinemoda, rassegna dedicata al rapporto tra cinema, moda e costume.
Il programma culturale prosegue con le mostre e con gli appuntamenti dedicati ai nuovi designer, trasformando il centro di Milano in una sorta di grande laboratorio diffuso.
La Fashion Week, insomma, non vive soltanto negli spazi delle maison: invade la città, dai palazzi storici alle gallerie, dai musei alle strade del centro.
Milano capitale della moda tra grandi ritorni e nuovi inizi
La settimana appena iniziata fotografa una Milano della moda in piena trasformazione.
Da una parte ci sono Prada, Gucci, Fendi, Dolce&Gabbana, Bottega Veneta e Armani, nomi che continuano a rappresentare il peso internazionale del Made in Italy. Dall’altra emergono nuovi direttori creativi, giovani brand e formule differenti per presentare le collezioni.
Il calendario record con 203 appuntamenti rende evidente la dimensione raggiunta dalla manifestazione, mentre l’arrivo di Vogue World aggiunge un evento globale capace di portare Milano al centro dell’attenzione internazionale già dal primo giorno.
E poi c’è il dialogo con l’arte, rappresentato dalla mostra su Dalí, che amplia il racconto oltre il semplice concetto di tendenza.
Per sette giorni, Milano diventa quindi un grande palcoscenico nel quale moda, artigianato, creatività, spettacolo, arte e turismo si incontrano. E mentre le maison presentano le collezioni che definiranno la primavera-estate 2027, la città si prepara a trasformare ancora una volta la Fashion Week in uno dei suoi principali appuntamenti internazionali.
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