11:23 pm, 3 Ottobre 26 calendario

Marcello Fois conquista il Campiello: la dedica a Michela Murgia

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Premio Campiello 2026, Marcello Fois, L’immensa distrazione e Michela Murgia sono le parole chiave di una serata che ha consegnato alla letteratura italiana un verdetto deciso sul filo di pochissimi voti. Lo scrittore sardo ha vinto la 64ª edizione del premio con L’immensa distrazione, imponendosi con 83 preferenze contro le 80 di Alcide Pierantozzi. Al momento della proclamazione, Fois ha scelto di condividere la vittoria con una persona che non c’è più: Michela Murgia, ricordata come “una donna bellissima” e profondamente resiliente.

Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026 per tre voti

È stata una sfida letteraria decisa quasi all’ultimo respiro. Marcello Fois ha conquistato il Premio Campiello 2026 con 83 voti, appena tre in più rispetto agli 80 raccolti da Alcide Pierantozzi con Lo sbilico. Un margine minimo, che restituisce la misura di una finale particolarmente combattuta.

La proclamazione è avvenuta questa sera al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, nella Sala Grande, scelta per la prima volta nella storia del premio come teatro della finale. Dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi sono arrivati 282 voti effettivamente espressi.

Dietro Fois e Pierantozzi si è piazzata Elena Varvello con La vita sempre, che ha ottenuto 54 preferenze. Quarta Valeria Parrella con La ragazzina, a quota 33, mentre Ermanno Cavazzoni ha chiuso la cinquina con Storia di un’amicizia, fermandosi a 32 voti.

Il dato più significativo resta però quello del testa a testa tra i primi due classificati: tre voti hanno separato Fois da Pierantozzi, in una delle finali più ravvicinate dell’edizione.

“Scrivere è un mestiere difficilissimo”: le prime parole di Fois

Subito dopo l’annuncio, Fois non ha trasformato il momento in una semplice celebrazione personale. Al contrario, ha parlato del mestiere dello scrittore, della difficoltà di costruire un romanzo e del rapporto con il mondo della letteratura.

La frase che ha dato il tono alla sua vittoria è stata una riflessione sul confine tra chi scrive e chi pubblica. “Scrivere è un mestiere difficilissimo”, ha detto Fois, sottolineando la distanza che può esistere tra l’attività letteraria e la semplice pubblicazione di un libro.

È una considerazione che appare particolarmente coerente con L’immensa distrazione, romanzo ambizioso per struttura e arco temporale, costruito attorno alla storia di una famiglia e al rapporto fra memoria individuale e grandi trasformazioni del Novecento.

Ma il discorso di Fois ha preso presto una direzione personale.

La dedica a Michela Murgia: “Era una donna bellissima”

Il momento più intenso della serata è arrivato quando lo scrittore ha ricordato Michela Murgia, morta nel 2023 e a lui legata anche dalle comuni origini sarde.

Fois ha scelto parole molto nette, definendola “una donna bellissima, tutt’altro che livorosa, molto resiliente” e spiegando di voler ringraziare una persona che non è più presente fisicamente, ma che continua a esserlo nella sua memoria.

La dedica assume un peso particolare perché non arriva soltanto come un omaggio formale pronunciato dal palco. Murgia e Fois appartengono alla stessa geografia culturale, quella Sardegna che nel corso degli anni ha prodotto una presenza riconoscibile nella narrativa italiana contemporanea.

Il riferimento alla scrittrice ha così trasformato la vittoria del Campiello in un momento di memoria. Il premio diventa anche un modo per riportare Murgia dentro una scena letteraria alla quale ha contribuito profondamente, attraverso libri, interventi pubblici e una presenza culturale rimasta molto forte anche dopo la sua scomparsa.

L’immensa distrazione, il romanzo che ha conquistato i lettori

Per comprendere la vittoria di Fois bisogna guardare al cuore del romanzo.

L’immensa distrazione, pubblicato da Einaudi, è una grande saga familiare ambientata soprattutto in Emilia e costruita intorno alla dinastia dei Manfredini. La storia parte da un patrimonio materiale apparentemente concreto — lavoro, allevamento, industria, ricchezza — per allargarsi progressivamente verso una riflessione sulla memoria, sulla morte e sulle eredità lasciate dalle generazioni precedenti.

Al centro c’è Ettore Manfredini, un uomo anziano che, proprio nel momento della morte, si ritrova a ripercorrere la propria esistenza. Il meccanismo narrativo permette a Fois di attraversare decenni di storia familiare, mettendo in relazione le vicende private con le fratture del Novecento.

La famiglia diventa così una lente attraverso cui osservare guerra, fascismo, leggi razziali, trasformazioni economiche, ambizioni personali e conflitti generazionali.

Non è soltanto il racconto di una dinastia che cresce economicamente. È soprattutto un romanzo sul prezzo della costruzione di quella fortuna e sulle zone d’ombra che ogni famiglia rischia di lasciare dietro di sé.

Il titolo stesso suggerisce una chiave di lettura decisiva: l’esistenza può essere vissuta come una distrazione dalla consapevolezza della fine. Fois porta questa intuizione dentro una storia fatta di persone, patrimoni, rancori e ricordi, fino a trasformare la saga familiare in una riflessione sul tempo.

Una vittoria arrivata dopo altri riconoscimenti

Il successo al Campiello non arriva in un vuoto letterario. L’immensa distrazione aveva già ottenuto attenzione e riconoscimenti nel percorso che ha accompagnato la sua candidatura alla finale veneziana.

Il romanzo era stato inserito nella cinquina del Premio Campiello 2026 e aveva già ricevuto il Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba. La vittoria veneziana rappresenta quindi il punto più alto di un percorso che aveva portato il libro al centro della stagione letteraria italiana.

Per Fois, 66 anni, il Campiello aggiunge un riconoscimento di enorme rilievo a una carriera ormai lunga. Lo scrittore originario di Nuoro, che vive a Bologna, ha costruito una parte importante della propria opera proprio attraverso il confronto tra identità, memoria, storia e appartenenza.

E anche questa volta la Sardegna è entrata nel suo discorso.

Da Nuoro a Grazia Deledda: l’altro omaggio della serata

Durante la serata Fois ha infatti voluto ricordare anche Grazia Deledda, nata a Nuoro, la stessa città dello scrittore.

Il riferimento assume un significato particolare nel 2026, anno in cui ricorre il centenario del Nobel assegnato alla scrittrice sarda. Fois ha ricordato di essere nato a poche centinaia di metri dalla casa di Deledda e ha sottolineato il carattere ancora straordinario della sua vicenda.

Il richiamo a Deledda si inserisce perfettamente nel percorso della serata: da una parte la vittoria contemporanea di uno scrittore sardo, dall’altra la memoria di una delle figure fondative della letteratura italiana del Novecento.

È come se Fois avesse utilizzato il palco del Campiello non soltanto per celebrare un risultato personale, ma per tracciare una linea tra generazioni diverse di scrittori provenienti dalla stessa terra.

Pierantozzi a tre voti dal trionfo

Il risultato racconta anche la forza della prova di Alcide Pierantozzi, arrivato secondo con 80 voti.

Lo sbilico, anch’esso pubblicato da Einaudi, ha sfiorato il primo posto in una votazione che avrebbe potuto produrre un esito completamente diverso con appena quattro preferenze aggiuntive.

Il distacco di tre voti rende particolarmente significativo il verdetto dei Lettori Anonimi. Non c’è stata una netta separazione tra il vincitore e il secondo classificato: il Campiello 2026 è stato deciso da una manciata di schede.

Più distante il resto della classifica, con Varvello a 54 voti, Parrella a 33 e Cavazzoni a 32.

La graduatoria completa restituisce quindi due elementi: un duello serratissimo per la vittoria e, subito dopo, distacchi più marcati.

Anche Domenico Starnone protagonista della serata

La finale del Campiello non ha celebrato soltanto il romanzo vincitore.

Tra i riconoscimenti assegnati durante la serata c’è stato anche il Premio alla Carriera a Domenico Starnone, una delle figure più importanti della narrativa italiana contemporanea.

Un riconoscimento che ha affiancato la vittoria di Fois con una celebrazione della lunga esperienza di Starnone, autore di romanzi, racconti, testi legati alla scuola e sceneggiature.

Sono stati inoltre assegnati gli altri premi legati alla manifestazione: il Campiello Opera Prima è andato a Nadeesha Uyangoda per Acqua sporca, mentre il Campiello Giovani è stato assegnato a Matteo Ghisleri per Ricalcolo percorso.

Venezia incorona un romanzo sulla memoria

Il significato della vittoria di Fois va oltre i tre voti di differenza.

L’immensa distrazione è un libro che parla di memoria proprio mentre il suo protagonista affronta la morte. E il destino ha voluto che la sua consacrazione arrivasse in una serata nella quale lo stesso autore ha scelto di parlare di una persona scomparsa, Michela Murgia, mantenendone però viva la presenza attraverso il ricordo.

È questo forse il tratto più forte della serata veneziana: la letteratura come spazio in cui ciò che è finito può continuare a parlare.

Fois ha vinto il Campiello con una storia costruita intorno al bilancio di una vita. Poi, dal palco, ha trasformato la propria vittoria in un gesto di gratitudine verso chi non può più essere lì a condividere quel momento.

Tre voti hanno deciso il premio. Una dedica ha dato alla vittoria il suo significato più personale.

E così, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, Marcello Fois ha portato a casa il Campiello 2026 con L’immensa distrazione, mentre il nome di Michela Murgia è tornato a risuonare nel cuore della grande narrativa italiana.

3 Ottobre 2026
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