1:25 pm, 14 Ottobre 26 calendario

Lauree e lavoro nel 2027: i 10 corsi con più opportunità

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Lauree 2027, lavoro dopo l’università, corsi di laurea più richiesti, STEM, sanità, ingegneria, economia e formazione: i dati più recenti sul mercato del lavoro mostrano quali aree di studio intercettano meglio la domanda delle imprese e dove potrebbero concentrarsi le opportunità per chi si iscrive oggi all’università.

Quali lauree offriranno più opportunità di lavoro nel 2027

Scegliere un corso di laurea significa innanzitutto scegliere un percorso di formazione, non un posto di lavoro garantito. Eppure, quando si è davanti all’elenco dei corsi universitari, una domanda torna inevitabilmente: quale laurea offre maggiori possibilità di trovare un’occupazione?

La risposta non può essere affidata a una semplice classifica.

I dati più aggiornati mostrano infatti che domanda delle imprese, tasso di occupazione dei laureati e coerenza tra studi e lavoro sono indicatori differenti. Un corso può generare moltissime richieste in valore assoluto perché è legato a un bacino professionale molto ampio; un altro può avere meno assunzioni complessive ma una domanda particolarmente intensa rispetto al numero di laureati disponibili.

Per guardare al 2027 è quindi necessario incrociare le informazioni disponibili oggi. Il sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro monitora i fabbisogni delle imprese, mentre AlmaLaurea osserva gli esiti occupazionali di chi ha già conseguito il titolo. Le rilevazioni più recenti di AlmaLaurea prendono in considerazione quasi 335 mila laureati del 2025 in 81 università per i percorsi di studio e circa 700 mila laureati per gli esiti occupazionali.

Il quadro che emerge suggerisce dieci grandi aree da tenere sotto osservazione.

1. Economia e discipline economico-aziendali

Economia resta una delle aree con la domanda quantitativamente più ampia.

Secondo l’ultima analisi Excelsior disponibile sugli indirizzi di laurea, nel 2025 erano previste circa 193 mila entrate per laureati dell’indirizzo economico. È un valore nettamente superiore a quello degli altri singoli gruppi disciplinari.

Il motivo è anche nella trasversalità degli sbocchi.

Un laureato in economia può inserirsi in aziende industriali e commerciali, banche, assicurazioni, società di consulenza, amministrazione e controllo, marketing, risorse umane, finanza e numerosi servizi professionali.

Per chi guarda al 2027, la componente più interessante sarà probabilmente l’integrazione tra competenze economiche e competenze digitali: analisi dei dati, strumenti di automazione, sistemi informativi e capacità di interpretare informazioni quantitative stanno diventando sempre più importanti anche nei ruoli tradizionali.

2. Insegnamento e formazione

Al secondo posto per volume di domanda nei dati Excelsior compare insegnamento e formazione, con circa 117.500 entrate previste nel 2025.

È un’area che presenta caratteristiche diverse rispetto alle professioni aziendali.

Una parte importante delle opportunità è legata infatti alla scuola, alla formazione e ai servizi educativi e dipende anche dai percorsi abilitanti, dai concorsi e dalle regole che disciplinano l’accesso alle diverse professioni.

Il dato, però, evidenzia un fenomeno strutturale: il ricambio generazionale nel sistema educativo crea un fabbisogno che non può essere ignorato quando si analizzano le prospettive occupazionali dei prossimi anni.

3. Professioni sanitarie e area medico-sanitaria

La sanità rappresenta un’altra area da osservare con particolare attenzione.

Nel 2025 l’indirizzo sanitario e paramedico registrava oltre 54 mila entrate previste, secondo Excelsior.

Qui il rapporto tra formazione e professione è spesso molto diretto: infermieristica, tecniche sanitarie, riabilitazione e altri percorsi conducono a professioni regolamentate, per le quali l’esigenza di personale è legata anche all’evoluzione demografica e all’organizzazione dei servizi sanitari.

L’invecchiamento della popolazione rende inoltre il tema della cura e dell’assistenza strutturalmente rilevante.

Per chi considera questi percorsi, tuttavia, non basta guardare il numero di assunzioni: bisogna valutare attentamente requisiti, tirocini, abilitazioni, condizioni di lavoro e disponibilità territoriale.

4. Ingegneria industriale

Tra le aree STEM, ingegneria industriale mantiene una posizione centrale.

Le previsioni Excelsior indicavano circa 44.300 entrate per questo indirizzo nel 2025.

Il campo comprende competenze utilizzabili in numerosi settori: produzione, automazione, energia, progettazione, logistica, qualità e gestione dei processi.

La trasformazione delle fabbriche e la diffusione dell’automazione stanno inoltre modificando il profilo dell’ingegnere richiesto dalle imprese. Sempre più spesso servono professionisti capaci di combinare conoscenze tecniche, dati, software e capacità di gestione dei processi.

5. Ingegneria civile e architettura

Anche ingegneria civile e architettura figurano tra gli indirizzi con maggiore domanda quantitativa, con circa 38.700 entrate previste nei dati Excelsior 2025.

In questo caso le opportunità sono legate anche a infrastrutture, costruzioni, riqualificazione degli edifici, territorio e progettazione.

La transizione energetica e la necessità di intervenire sul patrimonio edilizio possono modificare ulteriormente la domanda di competenze tecniche.

Il settore, però, è molto articolato: progettazione, direzione dei lavori, sicurezza, gestione dei cantieri e attività nella pubblica amministrazione richiedono competenze e requisiti differenti.

6. Informatica, matematica e discipline quantitative

Informatica, matematica, fisica e scienze quantitative rappresentano uno dei grandi nodi del mercato del lavoro dei prossimi anni.

Excelsior stimava circa 36 mila entrate per questo insieme di indirizzi nel 2025.

Il dato numerico è inferiore a quello dell’area economica, ma non racconta da solo la pressione della domanda.

L’economia digitale ha bisogno di sviluppatori, analisti, esperti di dati, specialisti della sicurezza informatica, professionisti dell’intelligenza artificiale e figure capaci di gestire infrastrutture tecnologiche.

Per il 2027, la parola chiave sarà probabilmente specializzazione.

Una laurea in informatica può rappresentare una base molto ampia, ma la differenza sul mercato può essere determinata dalle competenze maturate durante gli studi: programmazione, cloud, cybersecurity, data science, AI e capacità di lavorare con sistemi complessi.

7. Chimica e farmaceutica

Tra le aree con una domanda significativa compare anche chimica e farmaceutica, con quasi 30 mila entrate nella rilevazione Excelsior 2025.

È un settore che collega università, industria, ricerca e sanità.

Gli sbocchi possono riguardare laboratori, controllo qualità, produzione, ricerca e sviluppo, industria farmaceutica, chimica, alimentare e cosmetica.

In questi percorsi la formazione specialistica può assumere un peso particolarmente importante. Laurea magistrale, laboratorio, esperienza pratica e conoscenze tecniche avanzate possono modificare sensibilmente le opportunità disponibili.

8. Ingegneria elettronica e dell’informazione

La domanda di competenze legate all’elettronica e alle tecnologie dell’informazione completa il quadro STEM.

Per questo indirizzo Excelsior rilevava circa 27.400 entrate previste nel 2025.

È un ambito strettamente collegato alla trasformazione tecnologica dell’industria: automazione, elettronica, telecomunicazioni, sistemi embedded, robotica e infrastrutture digitali.

La convergenza tra elettronica e software rende inoltre sempre più sfumato il confine tra competenze tradizionalmente separate.

Per il mercato del lavoro significa una cosa precisa: le competenze ibride possono diventare un vantaggio importante.

9. Area umanistica, filosofica, storica e artistica

La domanda di laureati non riguarda esclusivamente STEM, medicina ed economia.

Nel 2025 Excelsior stimava circa 22.800 entrate per l’indirizzo umanistico, filosofico, storico e artistico.

È però necessario leggere il dato senza semplificazioni.

Questi percorsi hanno spesso sbocchi più frammentati e possono richiedere una combinazione di competenze aggiuntive: comunicazione digitale, marketing, gestione dei contenuti, lingue, organizzazione culturale, strumenti tecnologici e formazione specialistica.

La domanda di profili umanistici può quindi essere presente, ma il rapporto tra titolo e professione è meno lineare rispetto alle lauree che conducono direttamente a professioni regolamentate.

10. Scienze politiche e area politico-sociale

Chiude il gruppo l’area politico-sociale, che nei dati Excelsior 2025 contava circa 21.100 entrate previste.

Anche in questo caso gli sbocchi sono diversificati e comprendono organizzazioni pubbliche e private, servizi, comunicazione, relazioni istituzionali e attività amministrative.

Il percorso può diventare più spendibile quando viene affiancato da competenze linguistiche, analisi dei dati, capacità digitali e conoscenze economiche o giuridiche.

La classifica delle assunzioni non è una classifica delle lauree migliori

È questo il punto da tenere a mente quando si parla di “lauree con più opportunità”.

Dire che economia registra il numero più elevato di richieste non significa automaticamente che sia la scelta migliore per ogni studente. Allo stesso modo, un numero elevato di assunzioni non coincide necessariamente con un tasso di occupazione più alto o con stipendi maggiori.

Domanda assoluta, probabilità di occupazione, retribuzione e coerenza tra studi e lavoro sono quattro cose diverse.

AlmaLaurea, nella sua indagine 2026, segnala proprio questa complessità: il tasso di occupazione dei laureati è in crescita, ma rimangono disallineamenti tra competenze acquisite e attività svolta. Cresce inoltre l’importanza attribuita alla qualità del lavoro, alla flessibilità e all’equilibrio tra vita professionale e personale.

Nel 2027 conteranno anche le competenze, non soltanto il titolo

Il mercato del lavoro sta inoltre mostrando un problema di mismatch.

Nel primo semestre del 2026 le imprese italiane avevano programmato quasi 2,87 milioni di assunzioni, ma nel 44,8% dei casi prevedevano difficoltà nel reperire il personale necessario.

È un dato particolarmente significativo per chi sta scegliendo oggi un percorso universitario.

Il problema non è soltanto quanti laureati servono, ma quali competenze possiedono.

La stessa Unioncamere segnala una forte domanda di professionalità legate all’innovazione, alla tecnologia e alla sostenibilità. Nel Made in Italy, per esempio, le imprese potrebbero arrivare ad assorbire oltre 900 mila lavoratori tra il 2026 e il 2029, mentre per alcuni profili la difficoltà di reperimento raggiunge il 55%.

Questo significa che il vantaggio competitivo non sarà necessariamente posseduto da chi sceglie una determinata facoltà, ma da chi riesce a costruire un profilo professionale coerente con ciò che il mercato cerca.

Università, stage e competenze digitali: la combinazione che può fare la differenza

Il titolo resta importante, ma il percorso universitario non dovrebbe essere considerato separato dal resto della formazione.

Esperienze all’estero, tirocini, conoscenza delle lingue, capacità di lavorare in gruppo e competenze digitali possono contribuire alla transizione verso il lavoro.

AlmaLaurea monitora proprio queste esperienze insieme agli esiti occupazionali, offrendo dati per classe di laurea e per professione.

Anche Unioncamere ha sviluppato strumenti di orientamento che incrociano caratteristiche dei percorsi di studio e fabbisogni professionali delle imprese.

Per uno studente, quindi, la domanda più utile non è soltanto “quale laurea trova più lavoro?”, ma anche “quali competenze posso costruire con questo percorso e in quali professioni posso utilizzarle?”.

Cosa guardare davvero prima di scegliere la laurea

Il 2027 non può essere previsto con precisione sulla base di una graduatoria costruita oggi. Le previsioni occupazionali cambiano con il ciclo economico, le politiche pubbliche, la tecnologia e la struttura demografica.

I dati disponibili permettono però di individuare alcune direttrici robuste.

Sanità e assistenza, ingegneria, informatica e discipline quantitative, economia, formazione, chimica-farmaceutica ed elettronica intercettano una domanda significativa nei dati più recenti. Al tempo stesso, anche le discipline umanistiche e politico-sociali mantengono sbocchi, soprattutto quando vengono integrate con competenze complementari.

La scelta finale dovrebbe quindi mettere insieme tre elementi: interesse personale, capacità individuali e prospettive professionali.

Perché una laurea richiesta dal mercato può offrire opportunità, ma soltanto se il percorso scelto è sostenibile per chi lo frequenta.

E il dato più importante da portarsi verso il 2027 è forse proprio questo: non esiste una laurea che garantisca da sola un lavoro. Esistono invece percorsi che, in determinati periodi e settori, incontrano una domanda più consistente. Conoscere quella domanda significa orientarsi meglio, non delegare al mercato una scelta che resta personale.

14 Ottobre 2026 ( modificato il 7 Ottobre 2026 | 23:26 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA