BYD sfida Tesla: “Siamo migliori su tutto”, dice Stella Li
🌐 Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, non usa mezze misure: secondo la dirigente cinese, il gruppo è oggi migliore di Tesla e dei costruttori europei per design, qualità e tecnologia. Una dichiarazione destinata a far discutere, soprattutto mentre BYD accelera la sua espansione internazionale e registra numeri record nelle esportazioni.
La sfida tra BYD e Tesla entra in una nuova fase. Non soltanto sul terreno delle vendite, delle batterie o della tecnologia, ma anche su quello della comunicazione. A lanciare l’affondo è Stella Li, vicepresidente esecutiva del costruttore cinese, che in una recente intervista ad Auto Bild ha risposto in modo estremamente diretto alla domanda su cosa faccia BYD meglio rispetto alla casa americana.
La risposta è stata perentoria: “Facciamo tutto meglio”.
Una frase che, da sola, fotografa il livello di ambizione raggiunto dal gruppo cinese. Ma dietro la dichiarazione c’è anche una strategia industriale precisa: BYD vuole smettere di essere percepita semplicemente come una delle tante alternative cinesi a Tesla e diventare uno dei principali riferimenti mondiali dell’automobile elettrica.
E la sfida non riguarda soltanto Tesla. Stella Li ha infatti esteso il confronto anche ai grandi marchi europei, sostenendo che BYD sia superiore per design, qualità e tecnologia.

Stella Li: “BYD è migliore di Tesla”
Il confronto diretto con Tesla nasce da un dato di mercato difficile da ignorare. La Model Y continua a essere uno dei modelli elettrici più forti in Europa e, nel periodo gennaio-luglio 2026, ha raggiunto circa 115.957 immatricolazioni, mantenendo una posizione di assoluto rilievo nel continente.
Ma nel frattempo il panorama è cambiato radicalmente.
Quando Tesla ha costruito il proprio successo globale, soprattutto con Model 3 e Model Y, il mercato delle auto elettriche offriva molti meno concorrenti realmente competitivi. Oggi, invece, BYD dispone di una gamma sempre più ampia, che comprende elettriche pure e ibride plug-in, mentre il gruppo cinese sta espandendo rapidamente la propria presenza in Europa.
La risposta di Li alla domanda su quale sia il vantaggio rispetto a Tesla è stata quindi particolarmente aggressiva.
Secondo la dirigente, la differenza non sarebbe soltanto nel prezzo o nella dotazione delle vetture. BYD, nella sua interpretazione, avrebbe dimostrato di essere capace di trasformare gli annunci tecnologici in prodotti effettivamente disponibili.
Un esempio citato riguarda la guida intelligente. La società sta spingendo fortemente sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri veicoli e Li ha sottolineato anche la disponibilità di una forma di garanzia legata alle prestazioni dei sistemi di guida assistita.
È un messaggio preciso: non basta promettere la tecnologia del futuro, bisogna portarla sulle automobili vendute oggi.
Il vero vantaggio di BYD? L’integrazione verticale
La parte più interessante delle dichiarazioni di Stella Li, però, riguarda probabilmente la struttura industriale di BYD.
La dirigente sostiene che il gruppo produca internamente circa il 70% dei componenti e che questa forte integrazione verticale rappresenti uno dei principali vantaggi rispetto ai concorrenti.
È una caratteristica che affonda le radici nella storia stessa dell’azienda.
BYD non è nata come un tradizionale costruttore automobilistico. Il gruppo ha sviluppato competenze profonde nel settore delle batterie, dell’elettronica e dei semiconduttori, per poi trasformarsi progressivamente in uno dei maggiori produttori mondiali di veicoli elettrificati.
Questo modello permette di controllare una parte molto ampia della catena produttiva: dalla batteria all’elettronica di potenza, dai motori ai sistemi di controllo.
Ed è proprio questa capacità a consentire, secondo Li, di reagire più rapidamente alle trasformazioni del mercato.
La dirigente ha inoltre dichiarato che BYD sarebbe in grado di aggiungere ogni anno tra 1 e 1,5 milioni di unità di capacità produttiva. Si tratta di un’affermazione aziendale che va letta come indicazione della capacità industriale del gruppo, non come un dato indipendentemente certificato per ogni singolo impianto.

BYD sta crescendo soprattutto fuori dalla Cina
I numeri più recenti rendono comunque evidente perché BYD possa permettersi un tono così sicuro.
Ad agosto 2026 il gruppo ha venduto 440.293 veicoli a nuova energia, con una crescita del 17,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. È stato il miglior risultato mensile del gruppo nel 2026 fino a quel momento.
Ma il dato più significativo è un altro.
Le vendite all’estero hanno raggiunto 189.466 unità, con un incremento del 134,5% su base annua. Quasi il 43% delle vendite di veicoli a nuova energia realizzate da BYD nel mese è quindi arrivato dai mercati internazionali.
Contemporaneamente, il mercato cinese sta mostrando maggiore difficoltà: le vendite domestiche di BYD ad agosto sono state circa 250.827, in calo del 14,3% rispetto allo stesso mese del 2025. La crescita internazionale sta quindi assumendo un’importanza strategica sempre maggiore.
È probabilmente questo il dato da osservare più attentamente nei prossimi mesi.
BYD non vuole più essere soltanto il gigante dell’auto elettrica cinese. Vuole diventare un costruttore globale.
Elettriche e ibride: BYD gioca su due fronti
Un’altra differenza importante rispetto a Tesla riguarda la strategia tecnologica.
Tesla ha costruito la propria identità praticamente attorno all’auto elettrica a batteria. BYD, invece, ha scelto una strada più ampia, puntando sia sulle BEV, cioè le vetture completamente elettriche, sia sulle plug-in hybrid.
Ad agosto le auto elettriche a batteria per passeggeri BYD hanno raggiunto 256.230 unità, con una crescita del 28,4% su base annua e un nuovo record mensile. Le ibride plug-in sono arrivate invece a 177.154 unità.
Questa doppia strategia potrebbe essere particolarmente importante in Europa.
Non tutti i consumatori sono infatti pronti a passare immediatamente a un’auto completamente elettrica. Prezzo, infrastruttura di ricarica, autonomia nei lunghi viaggi e disponibilità di colonnine continuano a influenzare le decisioni di acquisto.
Per BYD offrire entrambe le soluzioni significa poter intercettare una platea di clienti più ampia.
Anche l’Europa è diventata un terreno di conquista
Il confronto con i marchi europei è ancora più significativo perché BYD sta aumentando rapidamente la propria presenza nel Vecchio Continente.
La società ha già iniziato la produzione nel suo stabilimento ungherese di Szeged e sta valutando ulteriori possibilità produttive in Europa. Stella Li ha confermato che il gruppo è aperto alla possibilità di individuare o finanziare un nuovo impianto, anche attraverso una struttura industriale già esistente.
In precedenza erano circolate ipotesi relative anche all’Italia e agli stabilimenti europei sottoutilizzati. Le informazioni più recenti indicano tuttavia che l’attenzione per il secondo sito produttivo europeo si è concentrata soprattutto su Spagna e Francia, mentre l’Italia non risulta al momento tra le opzioni principali.
La localizzazione della produzione è strategica anche per un altro motivo: avvicinare le fabbriche ai clienti europei permette di ridurre la dipendenza dalle importazioni dalla Cina e di rendere più semplice l’espansione commerciale.
La partita con Tesla non si gioca soltanto sul prezzo
Per anni il principale argomento associato ai marchi cinesi è stato il rapporto tra prezzo e dotazione.
È ancora un elemento importante, ma la strategia di BYD sta diventando molto più ambiziosa.
Il gruppo vuole competere sulla tecnologia, sulla qualità percepita, sulla velocità di ricarica, sulle batterie, sull’intelligenza artificiale e persino nei segmenti premium attraverso marchi come Denza e Yangwang.
È un salto di categoria.
La stessa Stella Li ha spiegato che BYD punta a diventare la migliore azienda dell’industria automobilistica, mentre per la fine del 2026 il gruppo prevede di avere 17 modelli sul mercato europeo considerando le proprie diverse marche.
E proprio sul fronte della ricarica BYD sta preparando un’altra offensiva. La tecnologia Flash Charging, con potenze dichiarate fino a 1.500 kW, dovrebbe essere introdotta in diversi Paesi europei entro la fine del 2026, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a circa 6.000 caricabatterie Flash fuori dalla Cina entro il 2027.
Se questi programmi saranno realizzati nei tempi previsti, la competizione non riguarderà più soltanto il costo dell’auto.
Riguarderà l’intero ecosistema della mobilità elettrica.

Tesla resta un avversario tutt’altro che sconfitto
C’è però un elemento che non va perso di vista.
Dire che BYD è “migliore in tutto” è una valutazione della dirigente dell’azienda, non un risultato di un test indipendente che abbia dimostrato una superiorità assoluta in ogni categoria.
Tesla continua ad avere punti di forza importanti, soprattutto nell’efficienza dei veicoli, nell’esperienza software, nella rete Supercharger e nell’ecosistema tecnologico costruito negli anni.
Inoltre, i dati europei più recenti mostrano un quadro tutt’altro che lineare per Tesla. Ad agosto 2026 le immatricolazioni sono cresciute fortemente in Francia e Danimarca, mentre hanno registrato cali molto marcati in Norvegia e Spagna e diminuzioni anche in Svezia, Portogallo e Italia.
La competizione, quindi, è ancora apertissima.
Il punto di svolta potrebbe arrivare dall’Europa
La vera notizia contenuta nelle parole di Stella Li non è forse nemmeno l’attacco a Tesla.
È il fatto che BYD si senta ormai abbastanza forte da considerare i grandi marchi europei parte diretta del proprio terreno di confronto.
E i numeri internazionali suggeriscono che questa sicurezza non nasce dal nulla.
Ad agosto le esportazioni BYD hanno superato per la prima volta quota 189.000 unità mensili, mentre le vendite complessive hanno raggiunto il record annuale di 440.293 veicoli a nuova energia.
Nel frattempo, l’azienda sta costruendo fabbriche fuori dalla Cina, aumentando la gamma europea e investendo in batterie, intelligenza artificiale e infrastrutture di ricarica.
La sfida a Tesla è quindi soltanto una parte di una partita molto più grande.
BYD sta cercando di cambiare il rapporto di forza dell’industria automobilistica mondiale.
E se fino a pochi anni fa la domanda era se un costruttore cinese potesse davvero competere con Tesla e con i grandi marchi europei, oggi la domanda è diventata un’altra: quanto velocemente riuscirà BYD a trasformare la propria forza industriale in una posizione dominante anche fuori dalla Cina?
La risposta dipenderà dai prossimi anni, ma una cosa è già evidente: la guerra dell’auto elettrica globale non è più una sfida tra Tesla e il resto del mercato. È diventata una competizione molto più affollata, tecnologica e aggressiva, con BYD ormai stabilmente tra i protagonisti principali.
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