9:13 am, 9 Marzo 26 calendario

🌐 Trump: guerra con Iran praticamente finita dopo colloquio con Putin

Di: Redazione Metrotoday

Nel giorno della tensione globale la guerra con Iran entra in una nuova fase: secondo Donald Trump il conflitto è “praticamente finito” e il presidente Usa ha avuto un lungo colloquio con Vladimir Putin sulla crisi nel Medio Oriente e oltre.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la guerra con Iran è praticamente finita, sostenendo che l’operazione militare guidata da Washington e Tel Aviv ha devastato le capacità militari di Teheran. Secondo Trump, intervistato dalla rete televisiva Cbs, le forze iraniane avrebbero perso quasi tutte le loro capacità operative: Non hanno più una marina, non hanno comunicazioni, non hanno aviazione”, ha sostenuto il presidente mentre il conflitto, iniziato il 28 febbraio, entra nel suo decimo giorno.

Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto alla tabella di marcia iniziale di quattro-cinque settimane e che gli offensive condotte dai suoi comandi e dall’esercito israeliano hanno danneggiato gravemente le strutture militari iraniane.

Colloquio con Putin: oltre il Medio Oriente, anche Ucraina e mercati energetici

In un segnale di cooperazione – o rivalità strategica – il presidente Trump ha parlato per circa un’ora con il presidente russo Vladimir Putin in un colloquio definito dai portavoce del Cremlino franco e costruttivo e incentrato soprattutto sulla guerra in Iran e sul conflitto in Ucraina.

Durante il colloquio, Putin avrebbe proposto alcune idee per un rapido accordo politico e diplomatico che possa portare a una fine del conflitto con l’Iran, facendo anche riferimento a contatti con i leader dei paesi del Golfo e dell’Iran stesso.

La collaborazione tra Mosca e Washington su questi fronti globali – dall’Iran all’Ucraina – indica un possibile cambiamento nei rapporti multilaterali, mentre crescono le pressioni internazionali per evitare un’escalation regionale più ampia.

Scenario militare: cosa significa la “fine pratica” della guerra

Il conflitto, noto in alcune cronache come la guerra in Iran del 2026, è stato avviato con offensive coordinate da Stati Uniti e Israele contro strutture militari e leader strategici iraniani.

Secondo Trump, la significativa distruzione delle capacità belliche di Teheran potrebbe segnare un punto di svolta nel conflitto. Tuttavia, esperti militari e analisti internazionali sottolineano che una dichiarazione di “guerra praticamente finita” non equivale a una cessazione formale delle ostilità, dal momento che le operazioni militari e le risposte iraniane potrebbero continuare in varie forme.

In parallelo, il presidente ha lanciato avvertimenti chiari: se l’Iran tentasse di interferire con lo Stretto di Hormuz – arteria vitale per il petrolio globale – gli Stati Uniti sarebbero pronti a reagire con fermezza.

Oil markets e impatto politico

Le dichiarazioni di Trump hanno avuto un impatto immediato sui mercati globali: i prezzi del petrolio hanno registrato un calo dopo l’annuncio, riflettendo l’idea di una possibile normalizzazione delle tensioni nel Golfo Persico.

Allo stesso tempo, alcune capitali europee chiedono un maggiore coinvolgimento diplomatico per frenare l’escalation regionale, mentre la NATO e altre autorità internazionali monitorano con attenzione ogni sviluppo.

Nel frattempo, l’attenzione resta alta sulla transizione politica interna iraniana: l’ascesa del nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, ha suscitato critiche da parte di Trump, che ha definito la nomina un “grave errore. Non è chiaro come e quando si possa tornare a forme di trattativa diretta.

Tra diplomazia e rischio di nuove tensioni

Con la dichiarazione di Trump che la guerra con Iran è praticamente finita, si apre una fase in cui governi, istituzioni internazionali e forze diplomatiche saranno chiamati a gestire una transizione complessa dal conflitto aperto a eventuali negoziati di pace.

Tuttavia, l’assenza di un cessate il fuoco formale e le divergenze di interessi tra Washington, Mosca, Teheran e i paesi del Golfo potrebbero far ripiombare la regione in nuove tensioni, rendendo incerto il percorso verso una stabilizzazione duratura.

9 Marzo 2026
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