Volkswagen e Audi, maxi richiamo per lo sterzo: i modelli coinvolti
Richiamo Volkswagen, quasi 3 milioni di auto coinvolte
Il gruppo Volkswagen ha avviato una delle più importanti campagne di richiamo degli ultimi anni dopo che i controlli di qualità hanno evidenziato un possibile problema a un componente del sistema di sterzo.
Il difetto riguarda in particolare una vite di fissaggio che può essere soggetta a fenomeni di corrosione. In determinate condizioni, il deterioramento può arrivare alla rottura della vite e compromettere il collegamento del sistema di sterzo.
Il rischio indicato dalle autorità è quello di un possibile guasto dello sterzo, con conseguente aumento del pericolo di incidente. Al momento, tuttavia, non risultano feriti o danni materiali attribuiti a questo specifico difetto.
I numeri danno immediatamente la dimensione della campagna: 2.159.054 veicoli Volkswagen sono potenzialmente coinvolti a livello mondiale, ai quali si aggiungono 696.547 Audi Q3, per un totale di circa 2,86 milioni di vetture.
Una quota consistente riguarda la Germania, dove sono coinvolti complessivamente più di 950.000 veicoli Volkswagen e Audi.
Quali Volkswagen sono interessate dal richiamo
Il primo elenco riguarda cinque modelli del marchio Volkswagen. Non si tratta quindi soltanto di un singolo veicolo o di una specifica generazione.
Le vetture interessate sono:
- Volkswagen Golf
- Volkswagen Golf Variant
- Volkswagen Tiguan
- Volkswagen Touran
- Volkswagen Caddy
Il periodo di produzione indicato va dal 24 settembre 2013 al 1° luglio 2024. Questo significa che la campagna può riguardare automobili con età molto diversa tra loro: dalle vetture immatricolate negli anni successivi al 2013 fino a esemplari prodotti nel 2024.
La semplice appartenenza a uno dei modelli elencati, però, non significa automaticamente che ogni esemplare debba presentare il problema. Il richiamo identifica i veicoli potenzialmente interessati sulla base dei dati di produzione e delle caratteristiche del componente.
Per il proprietario sarà quindi fondamentale verificare il numero di telaio (VIN) attraverso i canali ufficiali della casa automobilistica o della rete di assistenza.

Audi Q3, quasi 700 mila esemplari nel richiamo
Il problema non riguarda esclusivamente il marchio Volkswagen.
La campagna coinvolge infatti anche Audi, con quasi 700.000 Q3 prodotte tra il 31 ottobre 2017 e il 23 maggio 2024.
Sono 696.547 gli esemplari Audi potenzialmente interessati nel mondo. In Germania, secondo i dati diffusi dalle autorità, sono 58.555.
Anche in questo caso il componente sotto osservazione è la vite del fissaggio dello sterzo. Il fenomeno di corrosione può, nel tempo e in determinate condizioni, indebolire il componente fino alla possibile rottura.
Il richiamo è quindi di natura preventiva: l’obiettivo è intervenire prima che il deterioramento possa trasformarsi in un problema per la sicurezza stradale.
Perché una vite può diventare un problema per lo sterzo
Il punto centrale della campagna è la corrosione.
Secondo la descrizione del problema, la corrosione può interessare la vite che assicura il fissaggio del sistema di sterzo. Se il fenomeno dovesse compromettere l’integrità del componente, la vite potrebbe rompersi.
La conseguenza più grave ipotizzata è una perdita del collegamento necessario al corretto funzionamento dello sterzo. Non significa che tutte le vetture coinvolte siano destinate a perdere il controllo, ma che esiste una condizione tecnica potenzialmente in grado di compromettere una funzione fondamentale della vettura.
È proprio questo tipo di rischio che porta le autorità e i costruttori ad attivare campagne di richiamo anche in assenza di un numero significativo di incidenti già verificatisi.
Il principio è quello della prevenzione: individuare il componente potenzialmente vulnerabile, controllarlo e sostituirlo prima che possa determinare conseguenze più gravi.
Cosa devono fare i proprietari delle Volkswagen richiamate
La procedura prevista è relativamente semplice.
I proprietari dei veicoli interessati dovranno rivolgersi a una officina autorizzata, dove verrà verificato il componente e, secondo quanto indicato per la campagna, la vite sarà sostituita con una versione più resistente alla corrosione.
L’operazione rientra nel richiamo e quindi non deve essere pagata dal proprietario.
La prima cosa da fare, però, è verificare se la propria automobile sia effettivamente coinvolta. Il modello e l’anno di produzione sono indicativi, ma il controllo attraverso il numero di telaio consente di stabilire con precisione se quello specifico esemplare rientra nella campagna.
È inoltre importante non confondere un richiamo con un generico avviso di manutenzione: nel primo caso il costruttore individua un potenziale problema e organizza un intervento specifico sulla vettura.
Anche Seat entra nella campagna
Gli aggiornamenti più recenti hanno ampliato il quadro oltre ai marchi Volkswagen e Audi.
I dati dell’autorità tedesca indicano infatti anche alcuni modelli Seat: Ateca e Tarraco, prodotti tra aprile 2016 e settembre 2024. Per questi veicoli il numero potenziale indicato è di 66.224 esemplari nel mondo, di cui 43.574 in Germania.
La notizia è significativa perché mostra come il problema possa interessare componenti utilizzati su più modelli e marchi appartenenti allo stesso gruppo automobilistico.
Parallelamente, informazioni riportate dalla stampa tedesca hanno indicato la possibilità di un coinvolgimento più ampio anche per altri marchi del gruppo. Questi numeri, però, devono essere distinti dal richiamo Volkswagen e Audi già ufficializzato e dai dati comunicati dalle autorità.
Per questo, allo stato attuale, il dato più solido resta quello relativo ai 2,86 milioni di veicoli Volkswagen e Audi.
Quante auto sono coinvolte in Germania
La Germania rappresenta una parte particolarmente importante della campagna.
Secondo i dati disponibili, sono 895.832 le Volkswagen potenzialmente interessate nel mercato tedesco, alle quali si aggiungono 58.555 Audi Q3. Il totale per i due marchi arriva quindi a 954.387 vetture.
Si tratta di circa un terzo dell’intera campagna mondiale, un dato comprensibile considerando che la Germania è il principale mercato domestico del gruppo Volkswagen.
Per gli automobilisti italiani, invece, il numero degli esemplari effettivamente coinvolti dovrà essere verificato attraverso le procedure della casa e le comunicazioni relative ai singoli veicoli.

Il richiamo riguarda anche le auto vendute in Italia?
La campagna ha carattere internazionale e riguarda vetture distribuite su diversi mercati. Tuttavia, non è corretto stabilire dal solo modello e dall’anno di produzione se una specifica automobile italiana sia interessata.
Il dato decisivo è il numero di telaio.
Chi possiede una Golf, una Golf Variant, una Tiguan, una Touran, una Caddy o un’Audi Q3 prodotta negli intervalli indicati dovrebbe quindi verificare l’eventuale presenza di una campagna di richiamo associata alla propria vettura.
In caso di convocazione, il controllo e la sostituzione del componente vengono effettuati dalla rete autorizzata senza costi per il cliente.
Volkswagen, il maxi richiamo arriva in un momento delicato
La portata della campagna assume ulteriore rilevanza perché arriva mentre il gruppo Volkswagen sta affrontando una fase complessa sul piano industriale e finanziario.
Il richiamo rappresenta soprattutto una questione di sicurezza e affidabilità dei prodotti, ma una campagna su milioni di vetture comporta inevitabilmente anche un impegno logistico rilevante: officine, pezzi di ricambio, comunicazioni ai clienti e gestione degli interventi devono essere coordinati su scala internazionale.
La casa automobilistica non ha indicato, nei dati finora diffusi, un costo complessivo definitivo dell’operazione.
Il punto prioritario resta comunque la sicurezza degli automobilisti: il componente individuato deve essere sostituito con una soluzione più resistente alla corrosione.
Nessun allarme immediato, ma il controllo è importante
La comunicazione sul richiamo non significa che milioni di automobili siano contemporaneamente in una situazione di pericolo imminente.
Il problema è potenziale e legato a un processo di corrosione che può verificarsi in determinate condizioni. Proprio per questo la campagna serve a individuare i veicoli interessati e sostituire preventivamente il componente.
Le autorità tedesche hanno indicato che non risultano al momento feriti o danni materiali collegati al difetto.
Questo elemento non elimina la necessità del controllo, soprattutto perché lo sterzo è un sistema essenziale per la sicurezza della vettura.
Per chi possiede uno dei modelli coinvolti, la scelta più prudente è quindi verificare il VIN e, se il veicolo risulta incluso nella campagna, prenotare l’intervento presso un centro autorizzato.
La lista dei modelli Volkswagen e Audi da controllare
Il quadro aggiornato può essere riassunto così: per Volkswagen sono interessate Golf, Golf Variant, Tiguan, Touran e Caddy, con produzione compresa tra il 24 settembre 2013 e il 1° luglio 2024.
Per Audi, invece, il richiamo riguarda la Q3, prodotta tra il 31 ottobre 2017 e il 23 maggio 2024.
Complessivamente si parla di 2.159.054 Volkswagen e 696.547 Audi, per circa 2,86 milioni di veicoli nel mondo.
A questi si aggiungono, secondo i dati KBA, alcuni modelli Seat, mentre ulteriori estensioni della campagna al resto del gruppo sono oggetto di aggiornamenti separati.
La questione centrale per gli automobilisti resta dunque molto concreta: controllare se la propria vettura è coinvolta e, in caso positivo, effettuare gratuitamente la sostituzione del componente.
Il richiamo non implica che il veicolo sia già guasto. Indica piuttosto che è stato individuato un possibile punto debole e che il costruttore intende intervenire prima che possa trasformarsi in un problema per la sicurezza. In una campagna che coinvolge quasi tre milioni di auto, è questo il messaggio più importante per chi guida quotidianamente una Volkswagen o un’Audi interessata.
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