1:16 pm, 21 Ottobre 26 calendario

Torino, scuole occupate: gli studenti bloccano le lezioni

Di: Redazione Metrotoday
🌐 Nuova ondata di occupazioni nelle scuole di Torino: lunedì 19 ottobre 2026 gli studenti tornano a mobilitarsi al Boselli e al liceo Volta, mentre prosegue la protesta al Gobetti. Al centro delle rivendicazioni ci sono edifici scolastici degradati, carenza di spazi, assistenza agli studenti con disabilità e contestazioni al decreto scuola. Dopo le tensioni della settimana precedente e il corteo del 16 ottobre, i collettivi annunciano una nuova assemblea cittadina per mercoledì 21 ottobre a Palazzo Nuovo.

Torino, ripartono le occupazioni nelle scuole superiori

Il lunedì mattina non comincia con il consueto ingresso nelle aule. In diversi istituti superiori di Torino, l’inizio della terza settimana di mobilitazione studentesca è segnato da nuove occupazioni, banchi utilizzati per impedire l’accesso e striscioni esposti dalle finestre.

Al centro della protesta del 19 ottobre ci sono soprattutto l’istituto Boselli e il liceo scientifico Volta, entrambi situati nell’area centrale della città. A questi si aggiunge il Gobetti, dove la mobilitazione risulta ancora in corso dopo le iniziative dei giorni precedenti.

La protesta arriva al termine di due settimane particolarmente intense, durante le quali numerose scuole torinesi hanno organizzato occupazioni, assemblee e manifestazioni pubbliche. Le ragioni non sono identiche in ogni istituto, ma si intrecciano attorno alla richiesta di migliori condizioni per studiare e a una critica delle politiche scolastiche nazionali.

Al Boselli cento studenti occupano l’istituto

Una delle mobilitazioni più significative riguarda il Boselli, dove circa cento studenti si sono presentati nelle prime ore del mattino per riprendere la protesta interrotta la settimana precedente.

Uno striscione esposto da una finestra ha annunciato l’occupazione dell’edificio. Le rivendicazioni riguardano soprattutto le condizioni materiali della scuola, giudicate inadeguate dai ragazzi.

Edificio scolastico a Torino, fotografia di repertorio

Gli studenti denunciano bagni deteriorati, una palestra troppo piccola e la mancanza di uno spogliatoio. Si tratta di problemi che, secondo i rappresentanti della protesta, compromettono la normale fruizione degli ambienti scolastici.

Il collettivo chiede interventi concreti e tempi verificabili, sostenendo che le richieste avanzate fino a questo momento non abbiano prodotto miglioramenti sufficienti.

Il caso degli studenti con disabilità e l’assistenza contestata

Tra le questioni più delicate sollevate al Boselli figura quella dell’assistenza agli alunni con disabilità.

Secondo le dichiarazioni dei manifestanti, non sarebbe garantita una presenza adeguata degli operatori sociosanitari necessari a sostenere gli studenti che hanno bisogno di assistenza durante la giornata scolastica.

I ragazzi riferiscono che, in alcune circostanze, sarebbero i collaboratori scolastici ad accompagnare gli alunni nei servizi igienici.

La denuncia riguarda il diritto a frequentare la scuola in condizioni di dignità e accessibilità. L’effettiva consistenza delle carenze, i servizi previsti per ciascun alunno e le responsabilità amministrative richiedono verifiche presso gli enti competenti.

Il problema dell’inclusione si aggiunge così alle richieste di manutenzione e disponibilità di spazi adeguati.

Le tensioni del 13 ottobre e l’intervento dei carabinieri

L’occupazione di lunedì segue una precedente giornata di forte tensione. Il 13 ottobre, durante un tentativo di occupazione dell’istituto, la dirigente scolastica aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

La segnalazione riguardava la presenza di giovani incappucciati, alcuni dei quali avrebbero avuto bastoni, petardi e fumogeni. In quella circostanza erano stati spostati banchi e contenitori dei rifiuti anche sulla strada vicina alla scuola.

Manifestazione studentesca nelle strade di Torino, fotografia di repertorio

I rappresentanti degli studenti avevano sostenuto che alcune persone estranee all’istituto fossero intervenute con intenzioni differenti da quelle del collettivo, che rivendicava una protesta pacifica.

Un giovane era stato accompagnato negli uffici delle forze dell’ordine e successivamente rilasciato. L’episodio è tornato al centro delle dichiarazioni degli studenti durante la nuova occupazione del 19 ottobre.

Il coinvolgimento di persone esterne e le responsabilità nelle tensioni sono aspetti da distinguere dalla partecipazione degli alunni alle iniziative di protesta.

Volta occupato, gli studenti bloccano gli accessi

Anche al liceo scientifico Volta la giornata del 19 ottobre è iniziata con un’occupazione. Il collettivo studentesco ha annunciato l’iniziativa attraverso i propri canali social, mostrando alcuni ragazzi impegnati a sistemare i banchi davanti agli accessi dell’edificio.

L’obiettivo dichiarato è interrompere il normale svolgimento delle lezioni per rendere visibili le rivendicazioni e partecipare alla mobilitazione cittadina.

Il Volta si aggiunge così al Boselli e al Gobetti tra gli istituti segnalati come occupati nella giornata di lunedì. Il numero delle scuole coinvolte nelle proteste delle settimane precedenti è più elevato, ma non tutte risultano contemporaneamente occupate il 19 ottobre.

La distinzione è importante perché assemblee, scioperi e occupazioni comportano situazioni differenti anche rispetto alla possibilità di svolgere regolarmente le lezioni.

Dal Gobetti al Cattaneo, due settimane di proteste

La nuova mobilitazione segue le iniziative iniziate nei primi giorni di ottobre in numerose scuole torinesi.

Tra gli istituti interessati figurano il Regina Margherita, il Giulio, il Gobetti, il Lagrange, l’Einstein e il Primo liceo artistico. Successivamente le occupazioni si sono estese anche al Cattaneo e al Convitto nazionale Umberto I.

I collettivi hanno denunciato infiltrazioni d’acqua, servizi igienici inagibili, infissi danneggiati e interventi di manutenzione considerati insufficienti.

Le rivendicazioni comprendono anche il confronto sulle politiche scolastiche, sulle risorse destinate all’istruzione e sulle condizioni economiche che incidono sulla vita dei giovani.

Il 16 ottobre migliaia di studenti hanno partecipato a un corteo nel centro cittadino. Durante la manifestazione si sono verificati anche momenti di tensione con le forze dell’ordine, con successivi provvedimenti nei confronti di alcuni partecipanti. Le responsabilità individuali restano soggette ai necessari accertamenti.

Il confronto con la Città metropolitana sugli edifici

La manutenzione delle scuole superiori rappresenta uno degli aspetti più concreti della protesta. Nei giorni precedenti, delegazioni studentesche avevano incontrato rappresentanti della Città metropolitana di Torino, presentando fotografie e segnalazioni sulle condizioni degli istituti.

L’amministrazione ha richiamato l’esistenza di un piano di investimenti superiore a 500 milioni di euro, precisando che alcuni interventi sono già stati realizzati mentre altri devono essere completati.

La richiesta degli studenti è conoscere quali lavori saranno effettuati, con quali risorse e soprattutto entro quali scadenze. Per i collettivi non è sufficiente un impegno generale se le condizioni degli edifici continuano a incidere sulle attività quotidiane.

Mercoledì 21 ottobre l’assemblea a Palazzo Nuovo

La mobilitazione avrà un nuovo momento di confronto mercoledì 21 ottobre, quando i collettivi studenteschi si riuniranno alle ore 16 a Palazzo Nuovo.

Palazzo Nuovo a Torino, sede universitaria scelta per l'assemblea studentesca

L’incontro è stato annunciato come occasione per coordinare le iniziative, discutere le rivendicazioni e decidere i successivi passaggi della protesta.

Il quadro documentato al 19 ottobre registra occupazioni al Boselli, al Volta e al Gobetti, dopo due settimane di mobilitazioni che hanno interessato numerosi istituti della città. L’assemblea del 21 ottobre è fissata a Palazzo Nuovo alle ore 16.

Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

21 Ottobre 2026
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