Roma, il nasone diventa una star alla Festa del Cinema 2026
🌐 Festa del Cinema di Roma 2026, ACEA, nasoni di Roma, Gocce di Cinema e I Mille Volti dell’Acqua: alla ventunesima edizione della manifestazione cinematografica, la storica fontanella romana conquista il Blu Carpet e diventa protagonista di un viaggio tra grande schermo, memoria cittadina e sostenibilità. All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, film celebri, installazioni interattive e cortometraggi raccontano il legame tra la Capitale e l’acqua. Il 13 ottobre è attesa la proiezione del corto vincitore del contest promosso da ACEA, con un premio di 5.000 euro.

Festa del Cinema di Roma, sul Blu Carpet brilla il nasone
A Roma ci sono monumenti che finiscono sulle cartoline, piazze che diventano scenografie e luoghi che il cinema trasforma in icone. Poi ci sono i nasoni: le caratteristiche fontanelle in ghisa che da generazioni accompagnano la vita quotidiana della Capitale. Quest’anno, alla Festa del Cinema di Roma, anche loro conquistano il centro della scena.
ACEA rinnova la propria presenza alla ventunesima edizione della manifestazione con un progetto che unisce cultura, cinema e sensibilizzazione ambientale. Il protagonista dello stand sarà proprio il nasone, simbolo popolare della città e presenza familiare per romani e visitatori.
L’iniziativa trasforma un oggetto apparentemente ordinario in una chiave di lettura della storia urbana. Le fontanelle pubbliche non sono soltanto punti in cui dissetarsi: fanno parte del paesaggio di Roma, accompagnano gli spostamenti quotidiani e sono entrate nell’immaginario collettivo attraverso fotografie, racconti e sequenze cinematografiche.
La scelta di portarle al centro della manifestazione punta a valorizzare questo patrimonio, collegando la memoria della città a un tema di grande attualità: il valore dell’acqua come risorsa da tutelare.
Il risultato è un percorso nel quale la settima arte diventa uno strumento per parlare di ambiente senza rinunciare alla dimensione emotiva e culturale. Perché una fontanella, sullo schermo, può raccontare molto più di un semplice gesto quotidiano: può restituire un’epoca, un quartiere e un modo di vivere la città.

Da Anna Magnani a Paola Cortellesi: i nasoni entrano nella storia del cinema
Il cuore del progetto ACEA è una piccola retrospettiva dedicata alle fontanelle romane immortalate nei film italiani. Una raccolta di fotogrammi che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità differenti, mostrando come il paesaggio urbano possa diventare parte integrante della narrazione cinematografica.
Tra i titoli richiamati figurano “Campo de’ Fiori” di Mario Bonnard, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, e “I soliti ignoti” di Mario Monicelli, con Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Totò.
Il percorso comprende anche “Accattone” di Pier Paolo Pasolini e “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, opere che hanno lasciato un segno profondo nella rappresentazione cinematografica della società italiana. A completare la selezione arrivano due titoli più recenti, “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino e “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.
Il filo conduttore è Roma, osservata attraverso i suoi luoghi quotidiani. Non soltanto la città monumentale, quella delle grandi architetture e dei panorami riconoscibili in tutto il mondo, ma anche la Capitale dei vicoli, dei quartieri popolari e degli incontri davanti a una fontanella.
Il nasone come testimone della Roma quotidiana
La forza di queste immagini sta nella capacità di raccontare la città senza trasformarla necessariamente in una cartolina. Il nasone compare nel paesaggio urbano come un elemento familiare, inserito nella vita dei personaggi e nelle dinamiche della scena.
È una presenza che attraversa generazioni di spettatori e mette in relazione il cinema con l’esperienza concreta degli abitanti. Una fontanella può diventare lo sfondo di un incontro, un dettaglio che definisce un quartiere o un segno immediatamente riconoscibile dell’identità romana.
Questa dimensione popolare rende l’iniziativa particolarmente efficace sul piano culturale: valorizzare il nasone significa raccontare una città attraverso uno dei suoi simboli più accessibili, capace di parlare tanto ai residenti quanto a chi visita Roma per la prima volta.
Uno stand come un set di Cinecittà all’Auditorium Parco della Musica
Il progetto non si limita a una raccolta di immagini. Lo stand ACEA, allestito all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sarà concepito come un set cinematografico, con richiami all’atmosfera di Cinecittà.
L’allestimento punta a coinvolgere direttamente il pubblico, trasformando la visita in un’esperienza da vivere e condividere. Al centro ci sarà un corner fotografico dedicato al nasone, pensato per consentire ai visitatori di scattare immagini e diventare, almeno per un momento, protagonisti della scena.
Un ledwall trasmetterà sequenze e contenuti ispirati ai film italiani che hanno immortalato le fontanelle romane. Accanto alla retrospettiva cinematografica troveranno spazio anche i cortometraggi finalisti del contest “I Mille Volti dell’Acqua” e i materiali didattici del progetto ACEA Scuola.
L’obiettivo è mettere in dialogo intrattenimento e informazione, offrendo al pubblico diverse modalità per avvicinarsi al tema dell’acqua: attraverso il linguaggio del cinema, l’esperienza visiva e i contenuti educativi.
A indicare il percorso verso lo spazio espositivo sarà il Blu Carpet, il tappeto che per l’occasione si tinge dei colori dell’acqua. Un richiamo scenografico che lega l’iniziativa all’identità della manifestazione e al tema scelto dal gruppo.

“Gocce di Cinema”, l’acqua raccontata attraverso la settima arte
Accanto allo stand torna “Gocce di Cinema”, la rassegna curata dalla Fondazione Cinema per Roma e dedicata al rapporto tra acqua e linguaggio cinematografico.
Il progetto amplia lo sguardo oltre il simbolo del nasone, affrontando il tema dell’acqua attraverso prospettive differenti: ecologica, naturalistica, culturale, artistica, onirica e religiosa.
L’acqua, del resto, occupa da sempre un posto particolare nella storia del cinema. Può diventare elemento narrativo, paesaggio, metafora di trasformazione o presenza capace di modificare il destino dei personaggi. Il suo significato cambia a seconda del contesto, passando dalla dimensione naturale a quella sociale e spirituale.
La rassegna invita quindi a leggere i film anche attraverso questo elemento, mettendo in relazione opere e autori che hanno segnato la storia della settima arte.
Il valore dell’iniziativa sta proprio nella pluralità dei punti di vista: parlare di acqua attraverso il cinema significa affrontare questioni ambientali, ma anche esplorare il rapporto tra esseri umani, territori e immaginario collettivo.
In questo modo, la Festa del Cinema diventa uno spazio nel quale la sensibilizzazione sulla tutela delle risorse naturali può incontrare un pubblico ampio, utilizzando storie e immagini per stimolare curiosità e riflessione.
“I Mille Volti dell’Acqua”: in palio un premio da 5.000 euro
Tra gli appuntamenti più attesi torna anche “I Mille Volti dell’Acqua”, il contest promosso da ACEA in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Il concorso è dedicato a cortometraggi inediti realizzati attraverso tre linguaggi: fiction, documentario e animazione. La sfida per i partecipanti è raccontare l’acqua con uno sguardo originale, affrontando temi coerenti con gli obiettivi di sostenibilità del gruppo.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “La via dell’acqua: dalla depurazione al mare”. Il percorso narrativo richiama le diverse fasi che caratterizzano la gestione della risorsa idrica e l’importanza di proteggerla lungo tutto il suo ciclo.
La depurazione e il rapporto con il mare diventano così punti di partenza per affrontare questioni che riguardano la qualità dell’acqua, la tutela degli ecosistemi e la responsabilità collettiva nella gestione di una risorsa essenziale.
Il 13 ottobre la proiezione del cortometraggio vincitore
La giornata del 13 ottobre 2026, indicata come data di apertura della manifestazione all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sarà dedicata anche alla proiezione del cortometraggio vincitore.
Al videomaker sarà assegnato il Premio Speciale Gruppo ACEA, accompagnato da un contributo economico di 5.000 euro.
Il riconoscimento valorizza la capacità di utilizzare il linguaggio audiovisivo per comunicare temi ambientali e promuovere una maggiore consapevolezza sul ciclo dell’acqua.
La presenza dei cortometraggi all’interno dello stand consente inoltre di dare visibilità ai lavori selezionati, offrendo ai visitatori l’occasione di scoprire prospettive creative differenti. Fiction, documentario e animazione permettono infatti di affrontare lo stesso tema con strumenti narrativi diversi, dalla ricostruzione della realtà alla sperimentazione visiva.

ACEA e la cultura dell’acqua: quando la sostenibilità incontra il cinema
La presenza alla Festa del Cinema di Roma si inserisce in una strategia di comunicazione che punta a raccontare l’acqua non soltanto come servizio essenziale, ma anche come patrimonio ambientale, sociale e culturale.
La scelta del nasone rappresenta un punto d’incontro tra questa dimensione e l’identità della Capitale. La fontanella è un oggetto concreto, immediatamente riconoscibile, che permette di affrontare un tema complesso partendo da un’esperienza quotidiana condivisa.
A questo si aggiungono le attività educative di ACEA Scuola e il contest cinematografico, che coinvolge nuovi autori nella ricerca di linguaggi capaci di comunicare il valore della risorsa idrica.
La sfida è rendere la sostenibilità comprensibile e vicina alle persone, evitando che resti un concetto astratto. Il cinema può contribuire a questo obiettivo perché trasforma dati e temi ambientali in storie, immagini e situazioni nelle quali il pubblico può riconoscersi.
Il percorso proposto alla Festa del Cinema mette così insieme memoria cinematografica, creatività contemporanea e informazione ambientale.
Il programma ACEA alla Festa del Cinema di Roma 2026
La partecipazione di ACEA ruota attorno a quattro elementi principali:
- Il nasone di Roma, protagonista dell’allestimento e della retrospettiva sui film italiani.
- Il Blu Carpet e il set fotografico, pensati per coinvolgere il pubblico all’interno dello stand.
- “Gocce di Cinema”, la rassegna dedicata alle diverse rappresentazioni dell’acqua nella settima arte.
- “I Mille Volti dell’Acqua”, il contest per cortometraggi inediti, con il tema 2026 dedicato al percorso dalla depurazione al mare e un premio da 5.000 euro.
La cornice è quella dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, uno dei luoghi simbolo della vita culturale romana, dove il progetto mette in relazione il linguaggio cinematografico con la sensibilizzazione ambientale.
Alla fine, la vera protagonista non è soltanto la fontanella, ma il legame che rappresenta: quello tra una città, la sua storia e una risorsa senza la quale la vita quotidiana sarebbe impossibile.
Alla Festa del Cinema di Roma, il nasone conquista il Blu Carpet e diventa il simbolo di una storia tutta romana: quella dell’acqua, dei luoghi condivisi e della responsabilità di proteggerli.
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