2:07 pm, 27 Settembre 26 calendario

NAZA arriva al cinema dopo il Premio Speciale della Giuria a Venezia

Di: Redazione Metrotoday

Il passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia ha segnato uno dei momenti centrali del percorso di NAZA. Il film, presentato in concorso a Venezia 83, ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria, entrando così tra i titoli maggiormente discussi dell’edizione 2026 del festival.

La pellicola è firmata da Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei registi di No Other Land, documentario realizzato insieme a Basel Adra e Hamdan Ballal e premiato con l’Oscar nel 2025. Per NAZA, Abraham e Szor tornano a utilizzare il cinema documentario come strumento di indagine, concentrandosi questa volta sui meccanismi interni alla gestione della guerra a Gaza.

La Biennale di Venezia indica per il film una durata di 80 minuti, con dialoghi in ebraico e inglese. La produzione è attribuita a The Guardian e JW Films, mentre la distribuzione internazionale è curata da mk2.

Il riconoscimento veneziano arriva dunque al termine di un percorso che unisce giornalismo investigativo e cinema documentario, con un’opera costruita attorno a una domanda precisa: come funzionano, dall’interno, i sistemi attraverso i quali vengono individuati gli obiettivi militari e valutato il possibile coinvolgimento di civili?

Un film costruito nel cuore della notte

Uno degli elementi più caratteristici di NAZA è la scelta formale dei registi. Il film è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv, lontano dalla rappresentazione tradizionale del conflitto fatta di immagini di combattimenti, macerie e reportage sul campo.

È proprio attraverso questa distanza fisica che Abraham e Szor costruiscono il racconto. Le voci degli interlocutori diventano il centro della narrazione, mentre le immagini notturne della città fanno da sfondo a conversazioni nelle quali vengono ricostruiti processi, decisioni e sistemi tecnologici utilizzati durante le operazioni militari.

Secondo la presentazione ufficiale della Biennale, il documentario nasce anche dalle rivelazioni pubblicate negli anni successivi agli attacchi del 7 ottobre 2023 da The Guardian, insieme alla testata israelo-palestinese +972 Magazine e a Local Call. Il film amplia quel lavoro giornalistico trasformandolo in un racconto cinematografico nel quale assumono particolare importanza non soltanto le dichiarazioni degli intervistati, ma anche i silenzi e ciò che rimane fuori dalle parole.

Il titolo NAZA richiama inoltre un termine utilizzato nell’ambito dell’intelligence militare israeliana. The Guardian lo descrive come un acronimo impiegato per indicare il numero previsto di vittime civili associate a un determinato attacco.

Le testimonianze anonime e il rapporto tra tecnologia e guerra

Al centro del documentario ci sono testimonianze anonime di membri dell’apparato militare e dell’intelligence israeliana. La scelta dell’anonimato è parte integrante della struttura del film e permette agli autori di concentrarsi sulle procedure raccontate dagli intervistati senza trasformare l’opera in un tradizionale documentario basato sulla presenza dei protagonisti davanti alla macchina da presa.

Il lavoro affronta così il rapporto tra intelligenza artificiale, sistemi di selezione degli obiettivi, raccolta delle informazioni e valutazione delle possibili vittime civili. Una prospettiva che sposta il racconto dal singolo episodio alla dimensione organizzativa e tecnologica delle operazioni.

La recensione pubblicata da The Guardian dopo la proiezione veneziana ha sottolineato proprio l’attenzione del film verso i sistemi tecnologici e i processi decisionali descritti dagli interlocutori anonimi.

Il risultato è un documentario che sceglie deliberatamente di non costruire il proprio racconto attraverso una cronaca tradizionale del conflitto. La guerra rimane spesso fuori campo, mentre sono le parole, le procedure e le responsabilità individuali e collettive a diventare materia cinematografica.

Dalle inchieste giornalistiche al grande schermo

Uno degli aspetti più interessanti di NAZA riguarda proprio la sua origine. Il progetto nasce da un lavoro giornalistico precedente e porta nel cinema alcune delle questioni emerse attraverso le inchieste pubblicate da The Guardian, +972 Magazine e Local Call tra il 2023 e il 2025.

La trasformazione dell’inchiesta in documentario consente ai registi di aggiungere una dimensione ulteriore: non soltanto ricostruire fatti e procedure, ma interrogarsi sul linguaggio utilizzato per descriverli, sui meccanismi di normalizzazione della violenza e sulla distanza che può esistere tra una decisione presa davanti a uno schermo e le conseguenze che quella decisione produce sul terreno.

È questo passaggio dal dato giornalistico alla riflessione cinematografica a rappresentare uno dei tratti distintivi dell’opera.

Il successo a Venezia e le reazioni al film

La proiezione veneziana ha avuto una forte risposta da parte del pubblico e il film ha ricevuto una lunga ovazione al Lido, oltre al Premio Speciale della Giuria.

Contemporaneamente, NAZA ha generato una reazione molto controversa in Israele. Il documentario è stato contestato da esponenti politici israeliani e i suoi autori hanno ricevuto minacce. Reuters ha riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l’intenzione di sostenere nuove misure legislative in risposta alle accuse rivolte al film e ai suoi autori; la vicenda si è inserita anche nel clima politico israeliano precedente alle elezioni previste per il 27 ottobre 2026.

Il confronto attorno al documentario riguarda dunque anche libertà di espressione, responsabilità militare, giornalismo investigativo e possibilità di raccontare criticamente le operazioni condotte durante il conflitto. Le diverse reazioni al film testimoniano quanto il suo contenuto sia entrato rapidamente nel dibattito pubblico internazionale.

NAZA nelle sale UCI Cinemas dal 28 al 30 settembre

Dopo Venezia, NAZA arriva ora al pubblico italiano attraverso una distribuzione cinematografica speciale. Il documentario sarà proiettato nelle sale UCI Cinemas dal 28 al 30 settembre 2026, con appuntamenti programmati alle 20:15 secondo il calendario comunicato per il circuito.

Le proiezioni del 28 e 30 settembre sono previste in numerose strutture UCI, tra cui Bicocca, Campi Bisenzio, Casalecchio, Napoli, Firenze, Fiumicino, Fiumara, Lissone, Marcianise, Marcon, Megalò, Milanofiori, Molfetta, Moncalieri, Orio, Porta di Roma, Reggio Emilia, Rimini, Roma Lunghezza, Torino Lingotto e Verona. Martedì 29 settembre, invece, il film sarà programmato nell’intero circuito indicato dalla distribuzione.

Anche il Circuito Cinema Venezia ha inserito NAZA nella propria programmazione tra il 28 e il 30 settembre, confermando il proseguimento del percorso italiano del film immediatamente dopo il passaggio alla Mostra.

Per conoscere gli orari aggiornati e verificare la disponibilità nella propria sala, gli spettatori possono consultare la programmazione ufficiale UCI Cinemas.

Un documentario che porta l’inchiesta dentro la sala cinematografica

Con NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor costruiscono un’opera nella quale il cinema diventa uno spazio per ascoltare testimonianze, analizzare sistemi e interrogare il linguaggio della guerra.

Il Premio Speciale della Giuria conquistato a Venezia ha dato ulteriore visibilità a un film nato dall’incontro tra giornalismo investigativo e documentario. Ora il passaggio nelle sale UCI Cinemas apre una nuova fase: quella del confronto diretto con il pubblico italiano.

Dal 28 al 30 settembre, NAZA porta quindi sul grande schermo una delle opere documentarie più discusse dell’edizione 2026 della Mostra del Cinema di Venezia, affidando alle immagini notturne di Tel Aviv e alle voci dei suoi interlocutori il racconto di un sistema complesso, controverso e profondamente legato alle trasformazioni tecnologiche della guerra contemporanea.

27 Settembre 2026 ( modificato il 26 Settembre 2026 | 14:12 )
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