7:49 am, 13 Settembre 26 calendario

Poste conquista Tim: superato il 66,6% con l’Opas

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Poste Italiane supera il 66,6% di Tim grazie al boom di adesioni all’Opas e raggiunge di fatto il pieno controllo della compagnia telefonica. Ora si apre la partita sul futuro del titolo in Borsa e sull’eventuale delisting.

La partita per il controllo di Telecom Italia (Tim) entra in una nuova fase. Nell’ultimo giorno dell’Opas lanciata da Poste Italiane sul 100% del capitale di Tim, le adesioni hanno registrato una forte accelerazione, portando la partecipazione complessiva di Poste al 66,6%.

È un risultato particolarmente significativo perché porta il gruppo guidato da Poste sostanzialmente sulla soglia del 66,7% che era stata inizialmente individuata come condizione per il successo dell’operazione.

La soglia, tuttavia, era stata successivamente eliminata in occasione del rilancio dell’offerta sulla componente cash, portata a 30 centesimi.

Il dato emerso al termine dell’offerta conferma comunque la portata dell’operazione e consegna a Poste una posizione di assoluto rilievo nella governance della principale compagnia telefonica italiana.

Opas Poste-Tim, boom di adesioni nell’ultimo giorno

Il dato più rilevante riguarda proprio il ritmo delle adesioni.

Nel corso dell’ultimo giorno dell’operazione sono stati portati in adesione titoli corrispondenti al 46,5% del capitale di Tim. Sommando questa partecipazione a quella già detenuta da Poste, la quota complessiva del gruppo arriva così al 66,6%.

È un andamento che conferma una dinamica frequente nelle offerte pubbliche: una parte consistente degli azionisti decide negli ultimi giorni se aderire oppure mantenere i propri titoli.

Lo aveva sottolineato anche l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ricordando come nelle Opas il grosso delle adesioni possa concentrarsi proprio nella fase conclusiva dell’operazione.

Il risultato finale assume quindi un peso ancora maggiore alla luce della corsa dell’ultima giornata.

Poste diventa azionista di controllo di Tim

Il superamento del 66% cambia concretamente gli equilibri societari.

Con una partecipazione del 66,6%, Poste dispone infatti di una posizione che le consente di esercitare il controllo della compagnia telefonica. L’operazione rappresenta quindi un passaggio decisivo nella storia recente di Tim e rafforza il ruolo di Poste nel settore delle telecomunicazioni.

La questione non riguarda soltanto la percentuale raggiunta, ma soprattutto ciò che questa partecipazione potrà significare per il futuro industriale della società.

Poste si trova ora nella condizione di indirizzare le principali scelte strategiche di Tim, mentre gli occhi del mercato sono puntati sulle prossime mosse del nuovo azionista di controllo.

Il passaggio della soglia non coincide però automaticamente con l’uscita di Tim dalla Borsa.

Delisting Tim: Poste ora deve decidere

Uno dei temi più importanti che si apre dopo la conclusione dell’Opas riguarda proprio il delisting di Tim.

Il raggiungimento del 66,6% non comporta infatti automaticamente la revoca del titolo dalle negoziazioni. La soglia che rende obbligatorio il delisting è infatti molto più elevata: il 90% del capitale.

Poste dovrà quindi valutare quale strategia adottare per la partecipazione residua e per il futuro della società quotata.

Il mantenimento della quotazione consentirebbe a Tim di continuare a essere presente sul mercato azionario, mentre un eventuale percorso verso il delisting richiederebbe il raggiungimento delle condizioni previste dalla normativa.

Per gli investitori rimasti fuori dall’Opas, dunque, la situazione resta ancora aperta.

Chi non ha aderito può ancora partecipare all’offerta

La conclusione della fase ordinaria dell’Opas non significa che per gli azionisti sia necessariamente terminata ogni possibilità di adesione.

È prevista infatti una riapertura dei termini dell’offerta dal 21 al 25 settembre. Si tratta di una finestra importante per coloro che non hanno aderito durante il periodo principale.

In questa fase, gli azionisti che decideranno di consegnare i propri titoli potranno quindi partecipare alla riapertura dell’operazione secondo le condizioni previste.

Il calendario dei pagamenti è differente a seconda del momento in cui viene effettuata l’adesione.

Quando arriva il pagamento per chi ha aderito

Per gli azionisti che hanno già aderito all’Opas durante il periodo ordinario, il pagamento del corrispettivo è previsto per il 18 settembre.

Chi invece deciderà di aderire durante la fase di riapertura, prevista dal 21 al 25 settembre, riceverà il pagamento successivamente, con la data fissata al 2 ottobre.

Le prossime settimane saranno quindi decisive non soltanto per completare gli aspetti tecnici dell’operazione, ma anche per comprendere quale sarà l’assetto definitivo dell’azionariato di Tim.

Cosa cambia ora per Tim

Il raggiungimento del 66,6% rappresenta soprattutto l’inizio di una nuova fase.

Con Poste Italiane azionista di controllo, il mercato guarderà alle future decisioni industriali e finanziarie della compagnia telefonica. L’attenzione sarà rivolta alla governance, agli investimenti, alla strategia nel mercato delle telecomunicazioni e alla gestione della partecipazione degli azionisti di minoranza.

L’operazione ha inoltre un valore strategico più ampio perché coinvolge due grandi realtà italiane appartenenti a settori diversi ma sempre più interconnessi: da un lato Poste, forte della propria presenza nei servizi finanziari, nella logistica e nei servizi digitali; dall’altro Tim, protagonista storico delle telecomunicazioni italiane.

Il nuovo equilibrio azionario potrebbe quindi avere conseguenze che vanno oltre la semplice struttura proprietaria.

La soglia del 90% resta il prossimo spartiacque

Il 66,6% raggiunto da Poste consente di parlare di controllo della società, ma non chiude la partita sul futuro del titolo Tim.

Il prossimo numero da osservare sarà il 90%, soglia che assume un’importanza decisiva per l’eventuale delisting obbligatorio.

Per arrivarci, Poste dovrebbe incrementare ulteriormente la propria partecipazione. Nel frattempo, la riapertura dell’Opas offrirà agli azionisti rimasti fuori una nuova occasione per valutare l’adesione.

Il mercato dovrà quindi attendere le prossime settimane per capire se il 66,6% rappresenterà il punto di arrivo dell’operazione oppure soltanto una tappa verso un controllo ancora più ampio di Tim.

Una cosa, però, è già chiara: con oltre due terzi del capitale ormai nelle sue mani, Poste ha cambiato gli equilibri della compagnia telefonica e si prepara a giocare un ruolo centrale nel suo futuro.

13 Settembre 2026
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