Musica divina a Viterbo: Rinascimento e Barocco alla Rocca Albornoz
🌐 Musica rinascimentale, danza storica e spiritualità tornano protagoniste nel Lazio con il settimo appuntamento di “Musica divina in dies festa”, la rassegna che intreccia Rinascimento, Barocco e patrimonio culturale. Domenica 27 settembre, alle 17, il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo ospita uno spettacolo immersivo con la Compagnia Tres Lusores e il Complesso Strumentale Fanfarra Antiqua.
La musica antica torna ad abitare i luoghi della cultura del Lazio. Domenica 27 settembre alle ore 17, le sale e gli spazi del Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz, a Viterbo, accoglieranno il settimo appuntamento di Musica divina in dies festa. Melodie sacre e profane tra Rinascimento e Barocco, rassegna concertistico-teatrale promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio.
Un progetto nel quale il concerto non rappresenta soltanto il momento centrale della proposta artistica. La musica diventa infatti uno strumento per rileggere gli spazi monumentali, riportandoli a una dimensione di luoghi vivi, accessibili e condivisi, dove storia, spettacolo e memoria possono incontrare il pubblico contemporaneo.
A Viterbo un viaggio tra musica e danza antica
L’appuntamento alla Rocca Albornoz porta nel cuore della città un repertorio che attraversa alcuni dei momenti più significativi della cultura musicale tra XVI e XVII secolo.
La Compagnia di Danza Rinascimentale Tres Lusores, protagonista della rassegna, sarà accompagnata dalle musiche del Complesso Strumentale Fanfarra Antiqua, diretto dal maestro Carlo Vittori.
Il programma propone un viaggio tra repertori sacri e profani, ricostruiti attraverso strumenti, costumi e movimenti ispirati alle fonti storiche. L’obiettivo non è soltanto eseguire musiche del passato, ma restituire al pubblico una parte dell’atmosfera nella quale quelle composizioni e quelle danze erano nate.
È questa la cifra distintiva della rassegna: trasformare l’esperienza del patrimonio in qualcosa di dinamico, nel quale il pubblico possa entrare in contatto con il passato attraverso più linguaggi contemporaneamente.

Da Monteverdi a Vivaldi: il repertorio del progetto
Il percorso musicale costruito da Musica divina in dies festa attraversa un arco temporale particolarmente ricco e comprende alcuni dei protagonisti della storia della musica europea.
Tra gli autori presenti nel repertorio figurano Claudio Monteverdi, Giulio Caccini, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Girolamo Frescobaldi e Andrea Falconieri.
Sono nomi che raccontano l’evoluzione della musica tra Rinascimento e Barocco, dalla centralità della polifonia e della musica vocale fino alle nuove forme espressive che avrebbero caratterizzato il Seicento e il Settecento.
A Viterbo questo patrimonio sonoro viene accostato alla danza storica, creando un dialogo tra suono, movimento e spazio architettonico.
La presenza di strumenti d’epoca e l’attenzione alla ricostruzione filologica permettono inoltre di restituire una dimensione più articolata alle composizioni, evitando di separare la musica dal contesto culturale nel quale era stata concepita.
Fabrizio Caroso e l’arte del ballare
Una parte importante della proposta è dedicata alla danza rinascimentale e alla figura di Fabrizio Caroso da Sermoneta, considerato una delle personalità di riferimento della tradizione coreutica italiana tra XVI e XVII secolo.
La compagnia ripropone elementi tratti da L’Arte del Ballare ò de i Balletti, lavorando sulle descrizioni contenute nei trattati dell’epoca.
La danza storica diventa così una forma di ricerca e di divulgazione. I passi, le figure e le relazioni tra i danzatori vengono ricostruiti attraverso le fonti disponibili, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico a una pratica artistica che per secoli ha accompagnato feste, celebrazioni, occasioni religiose e momenti della vita delle corti.
Non è quindi soltanto una parentesi spettacolare all’interno del concerto: è parte integrante del racconto storico.
Il giullare narratore accompagna gli spettatori
A collegare i diversi momenti dello spettacolo sarà la figura del giullare narratore, interpretato dall’attore Tito Vittori.
Il suo ruolo è quello di accompagnare gli spettatori attraverso musica, danza e racconto, costruendo un filo narrativo capace di rendere più immediati repertori e consuetudini lontani nel tempo.
In alcuni dei luoghi coinvolti dalla rassegna sono inoltre previste presenze in costume storico, giocolerie e sbandieratori. Elementi che ampliano la dimensione teatrale del progetto e contribuiscono alla costruzione di un’esperienza immersiva.
Il principio è quello di superare la distanza tra pubblico e spettacolo, trasformando gli spazi museali e monumentali in scenari narrativi.
La Rocca Albornoz diventa un palcoscenico
La scelta dei luoghi rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti della rassegna.
Abbazie, monasteri, basiliche, santuari ed edifici storici del Lazio vengono utilizzati come sedi degli appuntamenti, con l’intento di creare un rapporto diretto tra patrimonio architettonico e spettacolo dal vivo.
La Rocca Albornoz di Viterbo si inserisce perfettamente in questa prospettiva. Il museo non è soltanto il contenitore che ospita il concerto, ma diventa parte integrante dell’esperienza.
L’architettura, la storia del luogo e le opere conservate dialogano con la musica e con le coreografie, generando una forma di fruizione nella quale il pubblico può associare l’ascolto alla scoperta del patrimonio.
È anche attraverso questa formula che la Direzione regionale Musei nazionali Lazio punta a riportare gli spazi culturali al centro della vita delle comunità.

Musica e patrimonio per un’esperienza condivisa
La rassegna nasce nell’ambito del programma della Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura dedicato alla valorizzazione dello spettacolo dal vivo negli istituti e nei luoghi della cultura statali.
Il progetto è realizzato in collaborazione con la Compagnia Tres Lusores e punta a costruire un percorso capace di unire attività culturale e partecipazione.
Ogni appuntamento può infatti essere accompagnato da momenti divulgativi, visite guidate e approfondimenti curati dal personale della Direzione regionale Musei nazionali Lazio. In alcune sedi sono previste anche iniziative legate alle tradizioni gastronomiche locali, con degustazioni ispirate a ricette storiche e prodotti del territorio.
La cultura viene così proposta in una prospettiva più ampia: non soltanto spettacolo, ma occasione per conoscere la storia di un luogo, le sue tradizioni e il rapporto con la comunità che lo circonda.
Una rassegna che attraversa il Lazio fino a ottobre
Il programma di Musica divina in dies festa proseguirà fino a ottobre 2026, trasformando diversi luoghi della Direzione regionale Musei nazionali Lazio in altrettanti punti di incontro tra musica, danza e patrimonio.
L’itinerario interessa realtà differenti per storia e caratteristiche, mantenendo però un filo comune: utilizzare lo spettacolo dal vivo come strumento di valorizzazione e conoscenza.
La rassegna guarda innanzitutto alle comunità locali, ma punta anche a coinvolgere visitatori provenienti da Roma e da altre regioni, inserendosi in una più ampia idea di turismo culturale sostenibile.
La formula può diventare particolarmente interessante proprio perché permette di associare alla visita di un museo o di un edificio storico un’esperienza artistica. Un modo per scoprire il patrimonio non soltanto attraverso le collezioni e le informazioni tradizionali, ma anche attraverso la musica e il movimento.
L’appuntamento del 27 settembre alla Rocca Albornoz
Per il pubblico viterbese e per chi sceglierà di raggiungere la città domenica 27 settembre, l’appuntamento rappresenta dunque un’occasione per entrare in contatto con una parte importante della tradizione musicale e coreutica italiana.
Alle 17, il Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz ospiterà il settimo capitolo di un percorso che mette insieme Rinascimento e Barocco, repertorio sacro e profano, ricerca storica e spettacolo.
La presenza della Tres Lusores, accompagnata dalla Fanfarra Antiqua diretta da Carlo Vittori, porterà in scena un repertorio nel quale la dimensione musicale si intreccia con la ricostruzione delle danze e con la narrazione.
Un viaggio nel tempo costruito non attraverso una semplice rievocazione, ma attraverso il linguaggio vivo dello spettacolo: la musica ascoltata, la danza osservata, la storia raccontata e il patrimonio vissuto.
Per informazioni e per consultare il calendario completo degli appuntamenti fino a ottobre 2026 è possibile fare riferimento ai canali ufficiali della Direzione regionale Musei nazionali Lazio.
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