Alice torna all’Auditorium dove cantò con Battiato: “Eri con me”
🌐 Alice torna questa sera nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con “Eri con me – Alice canta Battiato”, in un concerto che assume un significato speciale: nel 2016, proprio nello stesso luogo, aveva condiviso il palco con Franco Battiato. Oggi quella presenza è affidata alla memoria e alle canzoni, dentro un sodalizio artistico nato negli anni Ottanta e mai davvero finito.
Ci sono luoghi che, con il passare degli anni, smettono di essere semplicemente luoghi. Restano impressi nella memoria perché hanno ospitato un incontro, una voce, una stagione della vita. Per Alice, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma è uno di questi.
Questa sera, 2 settembre 2026, l’artista torna sul palco romano con Eri con me – Alice canta Battiato. L’appuntamento, inserito nel Roma Summer Fest, era inizialmente previsto per il 26 luglio, ma è stato rinviato dopo che Alice aveva dovuto interrompere temporaneamente l’attività dal vivo a causa dei postumi di una polmonite. La nuova data è stata fissata per oggi, con inizio alle 20.30.
Il dettaglio che rende il ritorno ancora più intenso è però legato al passato. Nel luglio del 2016 Alice era salita proprio all’Auditorium insieme a Franco Battiato, durante una tappa del loro tour estivo. Oggi quella stessa scena non può ripetersi: Battiato è morto nel 2021, ma il repertorio nato da quella lunga amicizia artistica continua a vivere attraverso la voce di Alice.
Il palco di Roma dove Alice e Battiato cantarono insieme
Il 17 luglio 2016 l’Auditorium Parco della Musica aveva ospitato Franco Battiato e Alice, una delle coppie artistiche più riconoscibili della musica italiana. Non si trattava soltanto di due interpreti riuniti per un concerto celebrativo: il progetto raccontava una relazione musicale costruita nell’arco di decenni.
Quella sera i due erano accompagnati dall’Ensemble Symphony Orchestra, diretta da Carlo Guaitoli, musicista destinato a diventare una figura centrale anche nella successiva evoluzione del progetto di Alice dedicato a Battiato. Il concerto rappresentava infatti il ritorno dal vivo di due artisti che avevano già condiviso una parte fondamentale della loro storia musicale.
A distanza di dieci anni, il significato di quel luogo è inevitabilmente cambiato.
Alice torna da sola, ma non è davvero sola. Porta con sé un repertorio che appartiene alla sua storia e quella di Battiato, insieme a un pubblico che conosce quelle canzoni e il legame profondo che le unisce.
È questa la forza di Eri con me: non la semplice riproposizione nostalgica di ciò che è stato, ma la trasformazione di un’assenza in una nuova possibilità musicale.

Quarant’anni di musica cominciati con “Per Elisa”
Per comprendere il valore di questo ritorno bisogna tornare all’inizio degli anni Ottanta.
La collaborazione fra Alice e Battiato affonda le radici nel 1980, quando arrivano il singolo Il vento caldo dell’estate e l’album Capo Nord. È l’inizio di un rapporto destinato a lasciare un segno profondo nella musica italiana.
Un anno dopo arriva Per Elisa.
Alice vince il Festival di Sanremo del 1981 con un brano scritto insieme a Battiato e al violinista e compositore Giusto Pio. Quella vittoria non rappresenta soltanto il momento più popolare della sua carriera: diventa uno dei simboli della trasformazione musicale che stava attraversando la canzone italiana.
La collaborazione prosegue con altri capitoli destinati a entrare nella memoria collettiva.
Nel 1982 arriva Chan-son égocentrique. Nel 1984 Alice e Battiato cantano insieme I treni di Tozeur, arrivando fino all’Eurovision Song Contest. Nel 1985 Alice dedica poi a Battiato l’album Gioielli rubati, un passaggio fondamentale perché porta nella sua voce brani dell’autore siciliano che non erano stati necessariamente concepiti per lei.
Il loro sodalizio, insomma, non è una parentesi della carriera di Alice.
È una delle sue architravi.
“Eri con me” non è soltanto un album tributo
Da questa storia nasce anche il progetto discografico che oggi dà il nome al concerto.
Nel 2022 Alice pubblica Eri con me, un album composto da sedici canzoni di Franco Battiato, registrate con Carlo Guaitoli al pianoforte e alla direzione e con I Solisti Filarmonici Italiani.
La scelta è significativa.
Alice non si limita a riprendere i brani più conosciuti di Battiato. Il progetto attraversa una parte più ampia della sua produzione e comprende canzoni già entrate nel repertorio della cantante e altre che assumono una nuova forma attraverso la sua interpretazione.
Tra i brani figurano I treni di Tozeur, Prospettiva Nevski ed Eri con me, insieme a composizioni come Da Oriente a Occidente, L’addio e Torneremo ancora. Quest’ultima ha un significato particolarmente forte perché rappresenta l’ultima canzone scritta e registrata da Battiato.
Il risultato non cerca di ricostruire artificialmente la presenza del cantautore siciliano.
Alice non prova a diventare Battiato.
La sua operazione è diversa: prende quelle composizioni e le attraversa con una voce che ha una personalità precisa, riconoscibile, capace di mantenere la distanza necessaria per non trasformare il concerto in una semplice celebrazione commemorativa.

La voce di Alice come ponte fra passato e presente
È proprio questa distanza a rendere il progetto interessante.
Quando un artista scompare, il rischio di ogni omaggio è quello di trasformare la musica in un museo. Le canzoni vengono conservate, ripetute, protette dalla trasformazione. Alice sceglie invece la strada opposta.
Le canzoni di Battiato continuano a cambiare perché continuano a essere cantate.
La sua voce profonda e riconoscibile non tenta di replicare timbri, inflessioni o atteggiamenti dell’artista siciliano. Al contrario, lascia emergere il rapporto personale che con quelle composizioni ha costruito nel corso di oltre quarant’anni.
È anche per questo che Eri con me ha ricevuto un riconoscimento importante: nel 2023 l’album ha conquistato, a pari merito con Canzoni da intorto di Francesco Guccini, la Targa Tenco nella categoria Interprete di canzoni.
Un riconoscimento che racconta bene la natura del progetto: non soltanto memoria, ma interpretazione.
Carlo Guaitoli e I Solisti Aquilani: la musica oltre la nostalgia
Questa sera Alice non sarà accompagnata da una semplice formazione di supporto.
Sul palco della Cavea ci saranno Carlo Guaitoli al pianoforte e alla direzione e I Solisti Aquilani. La formazione ufficiale dell’appuntamento conferma quindi una dimensione orchestrale che permette alle canzoni di Battiato di assumere una veste più ampia e raffinata.
Guaitoli è una presenza particolarmente significativa.
Il pianista e direttore ha collaborato a lungo con Battiato ed è stato coinvolto anche nel progetto discografico Eri con me. Il suo ruolo crea così una continuità concreta fra il lavoro di Battiato, il repertorio di Alice e la rilettura orchestrale proposta oggi.
Non è soltanto una questione di arrangiamenti.
È come se il concerto costruisse un filo invisibile tra il palco del 2016 e quello del 2026, conservando alcune delle persone e delle idee che avevano caratterizzato quel rapporto e lasciando che il tempo faccia il resto.

Il rinvio di luglio e il ritorno sul palco
Il concerto di questa sera arriva inoltre dopo un momento delicato per Alice.
La data originaria del 26 luglio era stata rinviata per motivi di salute. L’organizzazione aveva comunicato che la cantante, colpita recentemente da una polmonite, non era temporaneamente nelle condizioni di viaggiare e di esibirsi e che avrebbe dovuto rispettare un periodo di convalescenza indicato dai medici.
Il ritorno del 2 settembre assume quindi anche un significato personale.
Dopo la pausa forzata, Alice torna davanti al pubblico proprio con un progetto legato alla memoria di uno dei musicisti più importanti della sua vita artistica.
La coincidenza rende l’appuntamento ancora più particolare: una voce che torna dopo uno stop e che sceglie di farlo attraverso canzoni nate da una relazione creativa lunga decenni.
Da “Per Elisa” a “La cura”, una storia che continua
Nel repertorio di Battiato esiste una dimensione che sembra fatta apposta per resistere al tempo.
Le canzoni non appartengono più soltanto al loro autore. Sono entrate nell’immaginario di generazioni diverse e, attraverso interpreti differenti, hanno assunto significati nuovi.
Alice può così passare idealmente dalla stagione di Per Elisa a quella di I treni di Tozeur, da Prospettiva Nevski a brani più tardi del repertorio di Battiato, fino a quelle composizioni che dopo la sua morte hanno assunto un peso emotivo inevitabilmente diverso.
Anche La cura, pur non essendo il simbolo della collaborazione fra i due nello stesso modo di Per Elisa o I treni di Tozeur, appartiene a quel patrimonio musicale che oggi continua a essere ascoltato e reinterpretato.
E qui si trova il punto centrale del progetto.
Il tempo ha separato fisicamente Alice e Battiato, ma non ha separato Alice da quelle canzoni.

Dieci anni dopo, la Cavea diventa memoria
Nel 2016 Alice e Battiato erano insieme sul palco dell’Auditorium. Nel 2026 Alice torna nello stesso luogo per cantare quelle canzoni senza di lui.
La differenza è enorme, ma non necessariamente dolorosa.
La memoria, quando passa attraverso la musica, può assumere una forma diversa dal ricordo privato. Non è una fotografia immobile. È qualcosa che torna a vivere ogni volta che una voce pronuncia una parola, ogni volta che un pianoforte riconduce una melodia al suo punto di partenza.
Per questo la serata di Roma non ha bisogno di trasformarsi in una celebrazione retorica.
Basta il repertorio. Basta la voce di Alice.
Il resto lo fanno le canzoni.
Quella che questa sera si apre nella Cavea dell’Auditorium è dunque una pagina particolare di una storia cominciata più di quarant’anni fa. Una storia fatta di successi popolari, ricerca, sperimentazione, palchi condivisi e album che hanno continuato a rinnovare un dialogo.
Nel 2016, su quel palco, Battiato era accanto ad Alice.
Oggi non c’è più.
Ma quando partiranno le prime note di Eri con me, quella distanza potrebbe sembrare per qualche minuto molto più piccola.
Perché alcune persone scompaiono dalla scena, ma non dalla musica.
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