10:00 am, 13 Settembre 26 calendario

Larissa Iapichino, oro a Budapest: è lei la regina del lungo

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Larissa Iapichino conquista l’oro nel salto in lungo all’Ultimate Championship di Budapest: 6,90 metri al primo tentativo e un nuovo titolo che chiude una stagione straordinaria.

Larissa Iapichino mette il sigillo su una stagione da protagonista assoluta con una vittoria che vale molto più di una semplice medaglia. A Budapest l’azzurra conquista il titolo del salto in lungo nella prima edizione del World Athletics Ultimate Championship, il nuovo grande appuntamento che riunisce alcuni dei migliori atleti del mondo in una competizione dal format innovativo.

La misura decisiva arriva subito: 6,90 metri al primo salto, con vento favorevole di appena +0,6 metri al secondo. Una partenza che mette immediatamente la gara sui binari desiderati e che nessuna delle avversarie riesce più a ribaltare. Alle sue spalle chiudono la britannica Jazmin Sawyers, argento con 6,78, e la statunitense Alyssa Jones, bronzo con 6,77.

È l’ennesima conferma di una caratteristica che nel 2026 è diventata quasi un marchio di fabbrica per Iapichino: quando conta davvero, l’azzurra sa trovare subito il salto giusto.

Larissa Iapichino, un altro oro in una stagione da record

Per comprendere il peso del successo di Budapest bisogna guardare all’intero percorso compiuto da Iapichino nel corso dell’anno.

Il 2026 ha rappresentato infatti una svolta nella carriera della lunghista italiana. In pochi mesi sono arrivati risultati di enorme rilievo, a partire dal record italiano all’aperto di 7,12 metri realizzato a Eugene, fino all’oro europeo conquistato a Birmingham con un salto da 7,00 metri.

A Budapest è arrivato il terzo grande acuto della stagione: il titolo dell’Ultimate Championship, una competizione al debutto assoluto e presentata come una sorta di confronto tra i migliori protagonisti della stagione internazionale.

Non è quindi soltanto una vittoria isolata. È la fotografia di una crescita che ha portato Iapichino a trasformarsi da grande promessa dell’atletica italiana a una delle interpreti di riferimento del salto in lungo mondiale.

Il salto decisivo arriva subito

La finale di Budapest aveva caratteristiche differenti rispetto a una gara tradizionale. Il regolamento dell’Ultimate Championship prevedeva una formula particolarmente selettiva: due salti per tutte le partecipanti, un terzo riservato alle prime sei e un ultimo tentativo soltanto per le migliori quattro.

In un contesto simile, partire forte può fare la differenza.

Iapichino lo ha fatto nel modo migliore possibile.

Al primo tentativo ha trovato 6,90 metri, una misura immediatamente sufficiente per portarsi in testa. Il secondo salto si è fermato a 6,76, mentre nei due tentativi successivi sono arrivati due nulli.

Ma il dato più importante è che quel primo balzo non è mai stato superato.

La britannica Sawyers ha provato a rimanere agganciata alla gara, ma il suo 6,78 non è bastato. Jones si è fermata a 6,77. La classifica è così rimasta cristallizzata fino alla fine, consegnando a Iapichino il primo storico titolo dell’Ultimate Championship nel lungo femminile.

Budapest incorona una nuova protagonista del lungo

Il successo assume un significato ancora maggiore se inserito nel panorama internazionale.

Iapichino è arrivata a Budapest dopo una stagione nella quale ha già dimostrato di poter competere stabilmente per i vertici della specialità. Il record italiano di 7,12 metri ha cambiato definitivamente la percezione delle sue possibilità.

Quella misura non è stata un episodio fortunato. È stata accompagnata dall’oro europeo e ora da un altro titolo internazionale.

La sensazione è che l’azzurra abbia fatto un salto di qualità soprattutto sotto il profilo della continuità. Non è più sufficiente parlare soltanto di talento, velocità e potenza: Iapichino sta costruendo una mentalità da campionessa.

E Budapest ne è stata la dimostrazione più recente.

Una vittoria arrivata in una serata difficile

Il trionfo, inoltre, è arrivato in condizioni tutt’altro che ideali.

La serata ungherese è stata caratterizzata da temperature fredde e umidità, elementi che possono complicare la gestione di una gara tecnica come il salto in lungo. Nonostante il contesto, Iapichino ha trovato immediatamente il salto che cercava e ha costruito proprio su quello la propria vittoria.

È un particolare che racconta bene la maturità raggiunta dall’atleta.

In passato una gara del genere avrebbe potuto essere interpretata soprattutto come una prova di talento. Oggi il successo di Iapichino appare invece il risultato di una capacità sempre più evidente di adattarsi alle condizioni, leggere la competizione e colpire nel momento decisivo.

È anche per questo che il 6,90 di Budapest assume un valore particolare.

Il ricordo della nonna rende l’oro ancora più emozionante

Dietro la gioia per la vittoria c’è anche un momento personale molto doloroso.

Iapichino ha affrontato la gara poche ore dopo aver ricevuto la notizia della morte della nonna. Il contesto ha reso ancora più intenso il momento successivo al trionfo, quando l’azzurra è stata travolta dall’emozione.

Le immagini di Budapest raccontano così una vittoria diversa dalle altre: non soltanto la celebrazione di una stagione sportivamente straordinaria, ma anche un momento nel quale l’atleta ha dovuto gestire emozioni profondissime lontano dalla pedana.

Il titolo è arrivato comunque.

E proprio per questo il successo assume un significato ancora più personale.

Quanto vale il trionfo di Larissa Iapichino

L’Ultimate Championship è una novità nel calendario dell’atletica internazionale. La prima edizione si svolge a Budapest dall’11 al 13 settembre e propone un format concentrato, spettacolare e con la presenza di numerosi campioni delle diverse discipline.

Il montepremi contribuisce a rendere l’evento particolarmente prestigioso. La vittoria nel lungo femminile porta a Iapichino anche un premio di 150mila dollari, a conferma del peso economico attribuito dalla nuova manifestazione ai suoi campioni.

Ma per l’atleta italiana il valore più importante resta probabilmente quello sportivo.

Vincere una manifestazione al debutto, contro una selezione internazionale di alto livello, significa aggiungere un altro tassello a un palmarès che sta crescendo rapidamente.

E soprattutto significa chiudere il 2026 con una certezza: Larissa Iapichino è ormai stabilmente tra le grandi del salto in lungo.

Dalla figlia d’arte alla campionessa

La storia sportiva di Iapichino ha sempre avuto un elemento inevitabile: il confronto con la madre Fiona May, leggenda del lungo italiano e mondiale.

Per anni questo paragone ha rappresentato contemporaneamente un privilegio e un peso. Essere figlia di una delle più grandi saltatrici della storia significa avere un riferimento unico, ma anche vivere sotto aspettative enormi.

Il 2026, però, sembra aver segnato il momento in cui Larissa ha definitivamente iniziato a scrivere una storia propria.

Il record italiano, l’oro europeo e ora il titolo dell’Ultimate Championship sono risultati che non hanno bisogno di essere letti attraverso il cognome della madre.

Iapichino sta costruendo il proprio percorso.

E il salto da 7,12 metri di Eugene rappresenta forse il simbolo più forte di questa trasformazione: un limite nazionale che apparteneva proprio a Fiona May e che Larissa è riuscita a superare.

Il futuro del lungo parla sempre più italiano

A Budapest Iapichino non ha avuto bisogno di avvicinarsi al proprio record italiano per vincere. Le è bastato un 6,90 ottenuto al primo tentativo.

Questo elemento racconta forse meglio di qualsiasi altro la crescita dell’azzurra.

Non serve sempre il salto della vita per vincere. A volte serve semplicemente essere la migliore della serata.

È una consapevolezza che distingue le grandi atlete dalle semplici protagoniste.

Il prossimo obiettivo sarà mantenere questa continuità nelle prossime stagioni, quando la concorrenza internazionale tornerà a essere feroce e ogni centimetro potrà cambiare una classifica.

Per ora, però, il verdetto di Budapest è netto.

Larissa Iapichino è la prima Ultimate Champion della storia nel salto in lungo femminile.

Ha vinto con 6,90 metri. Ha vinto al primo salto. Ha resistito alla pressione e alle condizioni difficili. E ha trasformato una stagione già straordinaria in qualcosa di ancora più grande.

Il 2026 dell’atletica italiana trova così una delle sue immagini più belle: Larissa Iapichino sul gradino più alto del podio, con un altro oro al collo e la sensazione che il meglio debba ancora arrivare.

13 Settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA