12:48 pm, 10 Settembre 26 calendario

Cesena, lo stadio diventa più accessibile con Connect Me Too

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Il Cesena FC introduce “Connect Me Too”, il servizio di audiodescrizione inclusiva che permetterà a tifosi ciechi e ipovedenti di vivere la partita allo stadio attraverso una cronaca professionale in tempo reale. Il debutto è fissato per Cesena-Cremonese, sabato 12 settembre alle 19.30.

Una partita di calcio non è fatta soltanto di gol, passaggi e risultati. È fatta di rumori, gesti, espressioni, colori, movimenti, reazioni, cori e improvvise esplosioni di entusiasmo. Tutti elementi che contribuiscono a costruire l’esperienza dello stadio e che, per chi non può affidarsi alla vista, rischiano normalmente di rimanere fuori dal racconto della gara.

Il Cesena FC ha deciso di intervenire proprio su questo terreno, introducendo al Manuzzi “Connect Me Too”, un sistema di audiodescrizione inclusiva destinato a tifosi ciechi e ipovedenti.

Il servizio debutterà in occasione di Cesena-Cremonese, gara valida per la quarta giornata della Serie BKT 2026/27, in programma sabato 12 settembre alle 19.30 all’Orogel Stadium-Dino Manuzzi. La sfida è già inserita nel calendario ufficiale del club bianconero.

Non solo il risultato: così cambia la cronaca della partita

La particolarità di Connect Me Too sta nella natura dell’audiodescrizione. Non si tratta semplicemente di ascoltare una radiocronaca tradizionale, ma di ricevere una narrazione visiva dettagliata e in tempo reale.

Un audiodescrittore professionista racconta ciò che avviene sul terreno di gioco, ma anche quegli elementi che normalmente vengono percepiti con gli occhi: la posizione e gli spostamenti dei calciatori, i gesti, le espressioni del volto, i colori delle divise, le reazioni della panchina, le coreografie sugli spalti e l’atmosfera che accompagna ogni fase dell’incontro.

L’obiettivo è trasformare la voce in una sorta di ponte tra ciò che accade sul campo e chi non può vederlo, permettendo al tifoso di costruire mentalmente una rappresentazione più completa della partita.

È una differenza importante. Perché vivere una gara dal vivo significa anche percepire il momento in cui un giocatore protesta, la reazione dei compagni dopo un’occasione mancata, l’esultanza di un settore dello stadio o una coreografia che coinvolge migliaia di persone.

Con Connect Me Too, questi dettagli entrano nel racconto.

Uno smartphone per abbattere una barriera

Dal punto di vista tecnologico, il sistema è stato sviluppato da CMT Translations e funziona attraverso una piattaforma completamente digitale.

Per utilizzare il servizio, il tifoso deve scaricare gratuitamente l’app Connect Me Too, disporre di uno smartphone e utilizzare auricolari o cuffie. L’accesso all’audiodescrizione avviene attraverso un codice univoco fornito dal club.

La trasmissione sfrutta la rete mobile 4G/5G, consentendo di ricevere l’audiodescrizione in tempo reale senza dover ricorrere a infrastrutture particolarmente complesse all’interno dello stadio.

La tecnologia, quindi, rimane quasi invisibile. Il suo compito è lasciare spazio all’esperienza: una voce nell’auricolare e, intorno, il rumore autentico del Manuzzi, i cori, l’attesa, le reazioni del pubblico.

È proprio questa combinazione fra tecnologia e partecipazione dal vivo a rendere l’iniziativa particolarmente interessante.

Cesena-Cremonese sarà il primo test al Manuzzi

La prima occasione sarà una partita particolarmente attesa dai tifosi bianconeri. Cesena-Cremonese si giocherà sabato 12 settembre alle 19.30 e rappresenterà il debutto ufficiale del nuovo servizio allo stadio.

Il Cesena arriva alla quarta giornata ancora imbattuto, con cinque punti raccolti nelle prime tre partite, mentre la Cremonese si presenta con tre punti.

Ma questa volta il risultato sportivo non sarà l’unico elemento osservato al Manuzzi. Per il club, la sfida rappresenterà anche un passaggio concreto verso un modello di stadio più inclusivo, nel quale la possibilità di partecipare all’evento non dipenda esclusivamente dalla capacità di vedere ciò che accade in campo.

Il direttore generale Corrado Di Taranto ha definito l’iniziativa un passo verso una “casa” sempre più inclusiva, sottolineando l’importanza di permettere ai tifosi ipovedenti di vivere pienamente la partita.

Un concetto condiviso da CMT Translations, che considera l’esperienza di Cesena una nuova tappa nel percorso verso una fruizione sempre più universale dello sport.

L’audiodescrizione entra sempre più nello sport

Il progetto non nasce isolato. Connect Me Too è già stato utilizzato in diversi contesti sportivi, dal calcio al basket e al rugby, oltre che in altre discipline e in ambito culturale.

L’obiettivo è superare l’idea secondo cui l’accessibilità debba coincidere soltanto con l’eliminazione delle barriere fisiche. Uno stadio può essere accessibile anche quando rende possibile una partecipazione piena all’esperienza emotiva e narrativa dell’evento.

Nel caso del calcio, questo significa raccontare non soltanto ciò che accade sul pallone, ma tutto quello che costruisce la partita.

La scelta del Cesena si inserisce dunque in un’evoluzione più ampia dello spettacolo sportivo: rendere il pubblico parte dell’evento senza lasciare indietro chi vive la gara attraverso modalità differenti.

Uno stadio da vivere, non soltanto da guardare

L’iniziativa del Cesena introduce così una riflessione che va oltre la singola partita. Per un tifoso, lo stadio non è semplicemente il luogo in cui si osservano 90 minuti di calcio. È un’esperienza collettiva fatta di attesa, suoni, movimento e appartenenza.

Per chi è cieco o ipovedente, trasformare questi elementi in un racconto accessibile significa poter partecipare a quella stessa esperienza con maggiore autonomia.

Sabato sera, dunque, al Dino Manuzzi ci sarà una novità che non finirà sul tabellino della partita. Non sarà un gol, un assist o una sostituzione. Sarà una voce capace di raccontare ciò che gli occhi non possono vedere, lasciando però intatta la parte più importante: la possibilità di essere lì, insieme agli altri tifosi, dentro la partita.

È questo il senso più concreto di uno stadio senza barriere: non soltanto poter entrare, ma sentirsi davvero parte di ciò che accade.

10 Settembre 2026 ( modificato il 11 Settembre 2026 | 20:13 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA