11:25 am, 5 Settembre 26 calendario

Kalie McCrystal dispersa sul Cervino: l’ultima traccia a 4.000 metri

Di: Francesca Puzzo

🌐 Kalie McCrystal, skyrunner canadese di 38 anni, è dispersa sul Cervino dal primo settembre: stava preparando una delle sfide più ambiziose della sua carriera, salire e ridiscendere la Gran Becca in meno di cinque ore. L’ultima traccia è una fotografia scattata sopra la Capanna Carrel, a quasi 4.000 metri di quota. Le ricerche non hanno finora dato esito.

C’è una fotografia che, al momento, rappresenta l’ultimo frammento conosciuto della storia di Kalie McCrystal. È stata scattata il primo settembre, sulle pendici del Cervino, sopra la Capanna Carrel. La skyrunner canadese appare mentre affronta la montagna con l’equipaggiamento leggero che utilizzava abitualmente durante i suoi allenamenti: pantaloncini, una giacca antivento, scarpe da trail e uno zaino.

Da quel momento, però, non si hanno più sue notizie.

La donna, originaria della Columbia Britannica e residente a Squamish, era arrivata a Cervinia da alcune settimane proprio per prepararsi alla sua grande sfida stagionale: completare salita e discesa del Cervino in meno di cinque ore, passando dalla Cresta del Leone. Un obiettivo estremo, costruito attraverso settimane di allenamento in quota e numerosi tentativi sulle pendici della montagna.

L’ultima immagine sopra la Capanna Carrel

La fotografia del primo settembre è stata scattata a circa 3.830-4.000 metri di altitudine, in una delle zone più impegnative dell’itinerario sul versante italiano.

McCrystal era abituata a muoversi rapidamente in montagna. La sua specialità è lo skyrunning, una disciplina nella quale resistenza, velocità e capacità tecnica devono convivere anche in ambienti estremamente difficili.

Secondo le informazioni diffuse dai soccorritori, quel giorno indossava abiti relativamente leggeri. Un dettaglio che ha complicato ulteriormente le ricerche: la giacca bianca rende difficile distinguere la figura dell’atleta dal terreno roccioso del Cervino.

La sua scomparsa è stata segnalata dopo che un’amica francese, non ricevendo sue notizie per circa 48 ore, ha dato l’allarme.

Da quel momento sono scattate le operazioni di ricerca.

Due elicotteri, telefoni e sistema Recco

Sul Cervino sono intervenuti il Soccorso alpino valdostano, il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia e i vigili del fuoco.

Gli operatori hanno effettuato diversi sorvoli in alta quota utilizzando gli elicotteri. Sono state analizzate anche le informazioni relative al telefono cellulare della skyrunner, cercando eventuali agganci alle celle sia sul versante italiano sia su quello svizzero.

Ma senza risultati decisivi.

Un ulteriore tentativo è stato compiuto attraverso il sistema Recco, un dispositivo di rilevazione che può essere individuato dai soccorritori e che era presente nello zaino dell’atleta. Anche in questo caso, però, i sorvoli non hanno permesso di ottenere un segnale utile a restringere l’area delle ricerche.

Le operazioni sono quindi entrate in una fase particolarmente complessa: prima di tornare a concentrare uomini e mezzi sulla montagna, i soccorritori stanno cercando di ricostruire con precisione l’ultimo percorso seguito da McCrystal.

Testimonianze, dati telefonici e informazioni raccolte tra le persone che si trovavano sul Cervino quel giorno vengono incrociati per individuare un possibile punto di svolta nelle ricerche.

La sfida delle cinque ore

Dietro la scomparsa non c’è un’escursione improvvisata.

Kalie McCrystal si trovava a Cervinia proprio per preparare una prestazione che avrebbe richiesto una combinazione eccezionale di velocità, resistenza e tecnica. Il suo obiettivo era scendere sotto le cinque ore complessive per salita e discesa del Cervino, lungo la Cresta del Leone.

In un messaggio pubblicato sui social il 7 agosto aveva raccontato di essere arrivata in Italia per prepararsi a quella che considerava la sua grande sfida della stagione. Parlava della necessità di adattarsi alla quota e delle condizioni meteorologiche, spiegando di avere una finestra limitata per tentare l’impresa.

Non era dunque la prima volta che affrontava quella montagna.

Le settimane trascorse nella zona erano servite proprio a conoscere il terreno, verificare le condizioni e aumentare progressivamente la familiarità con un ambiente nel quale anche una piccola variazione può avere conseguenze importanti.

Una sportiva abituata alle grandi distanze

McCrystal non era soltanto una runner amatoriale.

La 38enne canadese aveva un’esperienza internazionale nelle competizioni di trail e ultra running e si era costruita una reputazione proprio attraverso prove caratterizzate da lunghe distanze, forti dislivelli e terreni tecnici.

Pochi giorni prima della scomparsa aveva inoltre partecipato al Trofeo Kima, in Val Masino, una delle competizioni più impegnative del calendario italiano di skyrunning.

La canadese aveva chiuso la gara al quarto posto dopo 52 chilometri e circa 8.400 metri di dislivello complessivo, un risultato che conferma il livello atletico della sportiva.

Poi il ritorno sul Cervino.

Quella montagna che per settimane era stata il teatro dei suoi allenamenti è diventata improvvisamente il luogo nel quale si sono perse le sue tracce.

Il Cervino e il rischio dell’alta quota

La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sulla natura particolare del Cervino.

A quote prossime ai 4.000 metri, il terreno, il meteo, la visibilità e le condizioni della roccia possono cambiare rapidamente. La ricerca di una persona in un ambiente simile presenta difficoltà enormi, soprattutto quando non esiste un’ultima posizione certa e il segnale telefonico non consente di definire un’area precisa.

Per questo l’immagine della Capanna Carrel rappresenta un elemento importante, ma non sufficiente.

Sapere dove McCrystal è stata fotografata l’ultima volta non significa necessariamente sapere quale direzione abbia preso successivamente.

È proprio questo il problema che gli operatori stanno cercando di risolvere attraverso la ricostruzione dei suoi movimenti.

Le ricerche e le poche speranze

A diversi giorni dalla scomparsa, il quadro resta drammatico.

I sorvoli effettuati dagli elicotteri non hanno permesso di individuare la sportiva. Anche il tentativo di localizzare il telefono e quello attraverso il sistema Recco non hanno prodotto risultati utili.

Le ricerche sono state temporaneamente sospese in attesa di nuovi elementi capaci di circoscrivere la zona.

Familiari e amici vivono così l’attesa più difficile, mentre i soccorritori continuano a lavorare sulle informazioni disponibili.

La speranza di un ritrovamento in vita viene descritta come molto ridotta, ma ogni ulteriore informazione sul percorso dell’atleta può diventare determinante per individuare un’area nella quale concentrare gli interventi.

La montagna, intanto, conserva il silenzio.

Quella che doveva essere una sfida contro il cronometro si è trasformata in una ricerca contro il tempo. E la fotografia scattata sopra la Capanna Carrel rimane, per ora, l’ultima immagine di Kalie McCrystal sul Cervino: una donna che correva verso uno dei suoi obiettivi più ambiziosi e che, improvvisamente, è scomparsa tra le rocce della Gran Becca.

5 Settembre 2026
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