10:03 am, 3 Settembre 26 calendario

Calafiori incanta l’Arsenal: Mancini ha un nuovo rebus in Nazionale

Di: Francis Rosewell

🌐 Riccardo Calafiori è diventato uno dei protagonisti dell’Arsenal di Mikel Arteta: due assist nelle prime due giornate di Premier League e un rendimento offensivo sempre più importante. Per Roberto Mancini, però, la sua esplosione riapre un problema tattico: come far convivere il difensore azzurro con Alessandro Bastoni e Federico Dimarco?

Riccardo Calafiori non è più soltanto una promessa del calcio italiano. L’inizio della nuova stagione con l’Arsenal lo sta trasformando in uno dei giocatori più interessanti della rosa di Mikel Arteta e, soprattutto, in un calciatore sempre più difficile da tenere fuori dall’undici titolare della Nazionale.

L’ultima conferma è arrivata a Villa Park. Nel successo per 1-0 contro l’Aston Villa, Calafiori ha servito a Bukayo Saka l’assist decisivo per il gol che ha permesso ai Gunners di conquistare la seconda vittoria consecutiva in Premier League. Per l’italiano è il secondo assist in altrettante giornate di campionato, dopo quello realizzato nella gara inaugurale contro il Coventry City.

A questi numeri si aggiunge anche il gol segnato nel Community Shield contro il Manchester City, arrivato dopo appena 23 secondi dall’inizio della nuova stagione ufficiale. In tre partite ufficiali disputate con l’Arsenal, dunque, Calafiori ha già lasciato il segno in tre occasioni.

Calafiori, il terzino che Arteta ha trasformato

La vera novità non riguarda soltanto i numeri. È soprattutto il modo in cui Arteta sta utilizzando Calafiori.

Il tecnico spagnolo lo schiera prevalentemente da terzino sinistro, ma gli concede una libertà molto più ampia rispetto a quella normalmente associata al ruolo. Il difensore italiano può avanzare, stringere verso il centro, attaccare gli spazi e arrivare in zone del campo nelle quali diventa un autentico uomo offensivo aggiunto.

Contro l’Aston Villa questa interpretazione è stata evidente. Calafiori è partito dalla linea difensiva, ma ha partecipato alla costruzione dell’azione con grande continuità, fino a trovare il corridoio giusto per servire Saka nell’azione dell’1-0. Non è più soltanto un difensore che accompagna l’azione: è diventato una delle variabili offensive dell’Arsenal.

La sua capacità di alternare progressione, inserimento e qualità nel passaggio rende particolarmente interessante il progetto di Arteta. Il tecnico dell’Arsenal può infatti contare su un giocatore capace di modificare la propria posizione senza perdere completamente l’equilibrio difensivo.

È proprio questa duttilità che sta creando il problema più interessante per Mancini.

Il problema dell’Italia: Bastoni, Dimarco e Calafiori

In Nazionale il discorso cambia. Calafiori, Alessandro Bastoni e Federico Dimarco sono tre mancini di grande qualità, ma inserirli contemporaneamente nella stessa struttura tattica non è semplice.

Bastoni è un centrale abituato a partire da sinistra e a costruire il gioco dalla difesa. Dimarco è uno dei laterali più offensivi del calcio italiano e dà il meglio quando può spingere sulla corsia mancina. Calafiori, invece, può giocare da centrale o da esterno e oggi sta dimostrando all’Arsenal di poter interpretare il ruolo di terzino con una componente offensiva molto marcata.

Il problema, quindi, non è stabilire chi sia più forte.

Il vero interrogativo è capire come costruire una squadra che permetta ai tre di esprimersi senza ostacolarsi a vicenda.

Già in passato la presenza di Calafiori aveva contribuito a modificare gli equilibri della retroguardia azzurra. Il suo impiego da centrale mancino aveva infatti portato a ripensare le posizioni di Bastoni e Dimarco. Ora, però, la crescita del giocatore dell’Arsenal aggiunge una nuova possibilità: utilizzarlo come terzino in una linea a quattro.

Il 4-3-3 può diventare la soluzione?

La nuova Italia di Mancini sembra orientata verso una difesa a quattro, con il 4-3-3 tra i sistemi maggiormente considerati dal commissario tecnico. Le prime indicazioni estive hanno confermato la volontà di costruire una squadra capace di valorizzare qualità e giovani, lasciando comunque spazio alla possibilità di modificare il sistema in funzione degli interpreti.

In questo scenario, Calafiori potrebbe rappresentare una soluzione particolarmente interessante.

Da terzino sinistro avrebbe la possibilità di sfruttare alcune delle caratteristiche che sta mettendo in mostra a Londra: progressione palla al piede, capacità di accentrarsi, qualità nell’ultimo passaggio e propensione a entrare nella metà campo avversaria.

Dimarco, però, non potrebbe essere semplicemente considerato un’alternativa. Il giocatore dell’Inter rimane uno degli esterni più produttivi del calcio italiano e la sua capacità di crossare, attaccare la profondità e creare occasioni dalla fascia rappresenta un patrimonio importante per la Nazionale.

Per questo una soluzione potrebbe essere quella di spostare Calafiori più dentro al campo in alcune fasi della partita, lasciando a Dimarco la corsia esterna. È un principio che Arteta utilizza con grande frequenza e che potrebbe offrire a Mancini una chiave tattica per superare il problema della sovrapposizione.

E Bastoni?

L’altro grande interrogativo riguarda Bastoni.

Il difensore dell’Inter ha caratteristiche che si sposano perfettamente con una difesa a tre: è mancino, sa uscire palla al piede, ha qualità nel lancio e può accompagnare l’azione offensiva. In una linea a quattro, invece, deve adattare alcuni dei suoi movimenti e delle sue responsabilità.

Da qui nasce una possibile alternativa: Calafiori terzino sinistro, Bastoni centrale e Dimarco più avanzato.

Una soluzione del genere permetterebbe di non rinunciare contemporaneamente ai tre giocatori, ma richiederebbe un sistema estremamente fluido. Dimarco dovrebbe poter occupare stabilmente una posizione più offensiva, mentre Calafiori avrebbe il compito di garantire ampiezza e contemporaneamente entrare dentro al campo.

Il rischio sarebbe quello di concentrare troppi giocatori sulla stessa zona.

La soluzione potrebbe invece arrivare proprio dalla mobilità.

Un’Italia più fluida per valorizzare i mancini

Il calcio contemporaneo ha progressivamente superato l’idea che un terzino debba rimanere sempre sulla linea laterale e che un centrale debba limitarsi alla propria zona.

Calafiori è uno degli esempi più evidenti di questa trasformazione.

Il suo valore sta proprio nella capacità di cambiare posizione senza perdere efficacia. All’Arsenal può partire da terzino, accentrarsi e diventare un centrocampista aggiunto oppure avanzare fino a occupare una posizione quasi da esterno offensivo.

Per Mancini potrebbe essere una risorsa decisiva nel tentativo di costruire una Nazionale meno prevedibile.

Il nuovo commissario tecnico ha già indicato il 4-3-3 come una delle possibili basi tattiche della sua Italia, ma le caratteristiche dei giocatori potrebbero spingerlo verso una struttura più dinamica.

E proprio Calafiori potrebbe diventare uno degli uomini attraverso cui cambiare pelle durante la partita.

Il rendimento dell’Arsenal mette pressione a Mancini

La questione assume ancora maggiore rilevanza perché Calafiori sta arrivando agli appuntamenti con la Nazionale in condizioni particolarmente positive.

Dopo il gol nel Community Shield, il difensore ha fornito un assist contro il Coventry e un altro contro l’Aston Villa. Due assist in due partite di Premier League, ai quali si aggiunge la rete contro il Manchester City.

Contro l’Aston Villa, inoltre, Calafiori ha giocato tutti i 90 minuti contribuendo a una partita difensivamente molto solida dell’Arsenal, che ha chiuso senza concedere un tiro nello specchio della porta.

Non è dunque soltanto una questione di entusiasmo legato alle statistiche offensive. Il rendimento dell’azzurro suggerisce una crescita complessiva.

Ed è questo che rende il problema di Mancini particolarmente interessante.

Il lusso di avere troppe soluzioni

Per una Nazionale che negli ultimi anni ha spesso dovuto fare i conti con infortuni, assenze e difficoltà nella costruzione della rosa, avere tre mancini di questo livello potrebbe sembrare un problema quasi paradossale.

In realtà è un lusso.

Mancini non deve scegliere necessariamente tra Calafiori, Bastoni e Dimarco: deve trovare il modo di farli funzionare insieme.

La crescita di Calafiori in Premier League rende però sempre più difficile immaginare una Nazionale nella quale il giocatore dell’Arsenal abbia un ruolo marginale.

Arteta ha trovato una posizione che ne esalta la qualità offensiva senza cancellarne le caratteristiche difensive. Ora tocca a Mancini capire se quella stessa intuizione possa essere trasferita anche in azzurro.

Il primo obiettivo sarà trovare l’equilibrio. Il secondo sarà evitare che la ricchezza di mancini diventi un limite tattico.

Perché il paradosso della nuova Italia è proprio questo: Mancini ha davanti un problema che molti commissari tecnici vorrebbero avere, ma dovrà risolverlo senza sacrificare uno dei talenti più interessanti della sua generazione.

3 Settembre 2026 ( modificato il 2 Settembre 2026 | 10:11 )
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