9:21 am, 22 Settembre 26 calendario

AfD ok in Pomerania e Linke conquista Berlino: il voto che scuote Merz

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Germania, AfD e Linke conquistano il voto regionale, mentre la Cdu di Friedrich Merz incassa una delle peggiori battute d’arresto della sua storia. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD arriva al 38,2%, davanti alla Spd al 35,5%, mentre la Cdu si ferma al 4,9% e resta fuori dal parlamento regionale. A Berlino la Linke è prima con circa il 25%, davanti alla Cdu, con AfD, Verdi e Spd a seguire. Per Merz il risultato rappresenta una grave cesura politica, ma il cancelliere ha ribadito di voler proseguire il lavoro del governo e il programma di riforme.

Germania, il voto che cambia gli equilibri

Le elezioni regionali del 20 settembre 2026 hanno prodotto due risultati molto diversi, ma accomunati dal ridimensionamento dei partiti tradizionali.

Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Land dell’ex Germania orientale, l’AfD ha ottenuto il 38,2%, diventando la prima forza politica. La Spd della presidente uscente Manuela Schwesig ha raggiunto il 35,5%, mentre la Linke si è fermata al 6,5%. La Cdu è scesa al 4,9%, appena sotto la soglia del 5% necessaria, in condizioni ordinarie, per entrare nel Landtag.

È un dato storico per la Cdu: il partito non entra nel parlamento regionale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, un risultato che ha immediatamente aperto una discussione sulla direzione politica dei conservatori e sul rapporto tra il partito e la leadership federale di Merz.

A Berlino lo scenario è quasi speculare. Qui è la Linke ad arrivare davanti a tutti, con circa un quarto dei voti. La Cdu, che guidava la capitale, scende al secondo posto, mentre l’AfD cresce e si colloca al terzo.

Il tracollo della Cdu: 4,9% in Meclemburgo-Pomerania

Il numero più pesante per Friedrich Merz è probabilmente quel 4,9% registrato dalla Cdu nel Land nordorientale.

La soglia del 5% è stata mancata di pochissimo e, sulla base del risultato preliminare, la formazione conservatrice non sarà rappresentata nel parlamento regionale. La Cdu aveva già subito forti pressioni elettorali nei Länder dell’est, ma questa volta il dato assume un significato particolare perché arriva mentre Merz guida il governo federale.

Il cancelliere ha definito il risultato una “profonda cesura” per il partito e un evento destinato a richiedere una riflessione di lungo periodo. Ha inoltre sottolineato che il voto non riguarda soltanto la sua persona, ma segnala un cambiamento più ampio del sistema dei partiti tedesco.

Nonostante la sconfitta, Merz non ha annunciato dimissioni né un cambio di rotta. Al contrario, ha ribadito che il governo continuerà a lavorare e che le riforme economiche rappresentano una parte centrale della risposta dell’esecutivo alle difficoltà del Paese.

AfD al 38,2%: la destra radicale cresce nell’est

Il risultato dell’Alternative für Deutschland in Meclemburgo-Pomerania Anteriore è uno degli elementi più rilevanti della tornata.

Con il 38,2%, l’AfD è diventata la prima forza del Land, superando la Spd di Manuela Schwesig. Il risultato conferma una crescita già osservata in altri Länder orientali e arriva dopo l’affermazione del partito in Sassonia-Anhalt due settimane prima.

L’AfD ha immediatamente utilizzato il risultato per rivolgere un messaggio a Merz.

La leader Alice Weidel ha chiesto al cancelliere di trarre le conseguenze dal voto, sostenendo che il suo partito sia diventato la formazione più forte. È una lettura politica del risultato espressa dalla stessa leadership dell’AfD e non equivale automaticamente alla possibilità di formare un governo regionale.

Ed è proprio questo uno dei nodi della nuova fase politica tedesca: vincere un’elezione regionale non significa necessariamente riuscire a governare.

Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, infatti, l’AfD potrebbe incontrare difficoltà nel trovare partner di coalizione. Gli altri partiti hanno finora mantenuto una netta distanza politica dalla formazione di destra.

Manuela Schwesig resiste e la Spd resta seconda

La seconda posizione della Spd merita attenzione.

Manuela Schwesig, presidente del Land dal 2017, ha chiuso con il 35,5%, un risultato inferiore a quello dell’AfD ma sufficiente a mantenere il suo partito in una posizione centrale nella formazione del prossimo governo regionale.

Il dato è particolarmente significativo perché nelle settimane precedenti la Spd aveva recuperato terreno nei confronti dell’AfD.

Il risultato finale consegna quindi un Land nel quale la prima forza politica non dispone automaticamente di una maggioranza e nel quale la possibilità di governo dipende dalla composizione complessiva del nuovo parlamento.

È uno schema destinato a ripetersi sempre più spesso nella politica tedesca: la frammentazione rende decisivi i negoziati tra partiti dopo il voto.

Berlino sceglie la Linke e premia Elif Eralp

Se la Pomerania rappresenta la grande affermazione dell’AfD, Berlino racconta invece la crescita della sinistra della Linke.

La formazione è risultata prima nella capitale con circa il 25% dei voti. Al secondo posto si colloca la Cdu, mentre l’AfD sale al terzo posto.

La protagonista della vittoria è Elif Eralp, avvocata specializzata in diritti umani e candidata della Linke alla guida della città-Land.

Eralp ha costruito la propria campagna soprattutto intorno alla questione abitativa, all’accessibilità delle case e alle politiche sociali. La sua candidatura ha inoltre un forte significato simbolico: potrebbe diventare la prima esponente della Linke a guidare Berlino.

Il risultato, tuttavia, non equivale ancora alla formazione automatica di un governo.

La questione delle case e il progetto di Eralp

Uno dei temi più importanti della campagna berlinese è stato quello degli affitti e dell’emergenza abitativa.

Eralp ha sostenuto l’idea di trasferire sotto controllo pubblico una parte significativa delle abitazioni appartenenti a grandi società immobiliari. Il progetto si collega anche al referendum del 2021 sulla possibile espropriazione delle grandi società immobiliari, ma la sua concreta applicazione richiederebbe ulteriori passaggi politici e giuridici.

La Linke dovrà ora affrontare la fase delle trattative per costruire una maggioranza.

I numeri indicano la possibilità di un’alleanza con Spd e Verdi, ma le discussioni sulla composizione dell’esecutivo e sul programma saranno decisive.

Il voto, dunque, ha indicato una direzione politica, ma non ha ancora stabilito in modo definitivo la struttura del futuro governo della capitale.

AfD cresce anche a Berlino, ma non arriva prima

Il dato berlinese mostra un’altra caratteristica della tornata.

L’AfD è cresciuta sensibilmente rispetto alle precedenti elezioni della capitale, arrivando a circa 16% nelle proiezioni e nei risultati disponibili. La formazione è quindi diventata una presenza importante anche nella politica berlinese, pur rimanendo dietro Linke e Cdu.

Il risultato conferma che la crescita dell’AfD non è limitata alle aree rurali dell’est.

Il partito ha conquistato consensi anche in alcune periferie urbane, mentre nella capitale il voto rimane fortemente frammentato tra sinistra, conservatori, verdi, socialdemocratici e destra radicale.

È proprio questa frammentazione a rendere complessa la fase successiva alle elezioni.

Il nuovo problema della governabilità

La questione centrale dopo il voto non riguarda soltanto chi ha ottenuto più voti, ma chi sarà in grado di costruire una maggioranza.

In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, AfD e Spd occupano le prime due posizioni, ma la distribuzione dei seggi rende necessarie trattative per formare un governo. Secondo le analisi disponibili, l’AfD non dispone al momento di una strada evidente verso una maggioranza di governo, mentre la Spd può guardare alla possibilità di proseguire alla guida del Land attraverso accordi con altri partiti.

A Berlino, invece, una maggioranza guidata dalla Linke potrebbe coinvolgere Spd e Verdi, ma anche qui saranno le trattative post-elettorali a determinare la configurazione definitiva.

La conseguenza è una politica tedesca sempre più caratterizzata da coalizioni complesse e negoziati tra forze molto distanti.

Merz non si dimette: “Il governo resterà”

Il risultato ha alimentato inevitabilmente il dibattito sulla leadership di Merz.

Il cancelliere, tuttavia, ha scelto di respingere l’ipotesi di una crisi immediata dell’esecutivo. Dopo il voto ha dichiarato che il governo resterà in carica e ha ribadito la necessità di portare avanti il programma di riforme.

Tra le priorità indicate dall’esecutivo figurano interventi sull’economia, sul sistema fiscale, sulle pensioni e sulla burocrazia.

Il ragionamento politico di Merz è quindi quello di utilizzare la seconda parte della legislatura per intervenire sui problemi economici e sociali che stanno alimentando il malcontento elettorale.

Non è però ancora possibile stabilire quale sarà l’effetto di questa strategia sui futuri equilibri politici tedeschi.

Un Paese sempre più distante dal vecchio equilibrio

Le elezioni del 20 settembre fotografano una Germania nella quale il centro politico tradizionale perde terreno, mentre aumentano il peso della destra radicale e quello di una sinistra più assertiva.

AfD conquista il Meclemburgo-Pomerania Anteriore e consolida la propria presenza nell’est. La Linke conquista Berlino e si prepara a negoziare la guida della capitale. La Cdu subisce una battuta d’arresto particolarmente pesante e, per la prima volta, resta fuori dal parlamento di un Land.

La Spd, invece, riesce a mantenere una posizione competitiva in Pomerania grazie al risultato di Schwesig.

Il quadro non consegna quindi una Germania orientata in una sola direzione. Il Paese appare politicamente più frammentato, con risultati profondamente differenti tra territori e con una crescente distanza tra le forze che compongono il sistema partitico.

La sfida per Merz parte adesso

Per Friedrich Merz il dato elettorale apre una fase politicamente delicata.

Il cancelliere ha riconosciuto la portata della sconfitta della Cdu, ma ha scelto di non collegarla alla permanenza del governo. La sua risposta è stata quella di insistere sulle riforme e sulla necessità di affrontare i problemi economici del Paese.

Nel frattempo, l’AfD utilizza il successo per chiedere un cambiamento di rotta e rivendicare un ruolo più centrale nel sistema politico nazionale.

A Berlino, invece, Elif Eralp deve trasformare la vittoria elettorale in una maggioranza di governo.

Due vittorie agli opposti dello spettro politico, una sconfitta storica per la Cdu e un cancelliere che sceglie di andare avanti: il voto regionale del 20 settembre consegna una Germania nella quale gli equilibri tradizionali sono diventati molto più difficili da ricomporre. La prossima partita si giocherà ora nelle trattative per i governi regionali e, soprattutto, nella capacità dei partiti di trasformare i risultati delle urne in maggioranze stabili.

22 Settembre 2026
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