🌐 Corte Suprema Usa boccia i dazi Trump: stop a politica tariffaria
Una storica sentenza della Corte Suprema Usa boccia i dazi di Trump e segna un punto di svolta nella politica commerciale americana. Trump replica che “esistono altri modi per applicarli” e annuncia nuove misure tariffarie.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una decisione storica che boccia i dazi imposti dall’amministrazione del presidente Donald Trump, giudicandoli illegittimi perché il presidente non aveva l’autorità di imporli senza il via libera del Congresso. La sentenza, passata con una maggioranza di 6 voti contro 3, segna uno dei momenti più significativi di controllo giudiziario sulla politica economica di un presidente Usa nell’era recente.
Secondo la Corte Suprema, Trump ha utilizzato impropriamente l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 per giustificare tariffe generali su importazioni straniere, una legge concepita per affrontare emergenze nazionali e non per stabilire un regime tariffario permanente. La decisione riafferma un principio costituzionale chiaro: il potere di imporre tasse, inclusi i dazi doganali, spetta al Congresso e non al Presidente.

La sentenza colpisce le tariffe “reciproche” e di ampia portata imposte su beni provenienti da numerosi partner commerciali, incluse misure legate alla cosiddetta “guerra al fentanyl”. Tuttavia, alcune tariffe settoriali — per esempio su acciaio, alluminio e auto — non sono state annullate, in quanto hanno basi normative diverse.
L’effetto della decisione è immediato: milioni di imprese e consumatori che avevano pagato i dazi si trovano oggi davanti a una potenziale richiesta di rimborsi per somme che si stima possano superare i 100 miliardi di dollari.
La replica di Trump: nuovi dazi e attacco ai giudici
Il presidente Trump ha reagito con durezza alla sentenza, definendola “vergognosa” e affermando che “esistono altri modi per applicare i dazi” attraverso strumenti legislativi diversi. In conferenza stampa alla Casa Bianca, ha attaccato i giudici, accusandoli di essere “influenzati da interessi stranieri” e affermando che la decisione “non fermerà” la sua agenda commerciale.
Per rispondere alla bocciatura, Trump ha annunciato un nuovo piano di dazi globali al 10%, basato su una diversa sezione del Trade Act del 1974, che consente al presidente di imporre tariffe temporanee fino al 15% in determinati casi di squilibri commerciali. Questo approccio mira a mantenere una forma di protezione commerciale senza ricorrere alla legge di emergenza contestata dalla Corte.

Implicazioni politiche ed economiche
La sentenza della Corte Suprema rappresenta una battuta d’arresto significativa per l’agenda economica di Trump e apre un dibattito profondo sul bilanciamento dei poteri tra Esecutivo e Congresso. Il Congresso controlla infatti il diritto di imporre tasse e dazi, mentre il ramo esecutivo può solo applicare misure già autorizzate dai legislatori.
Dal punto di vista economico, l’annullamento dei dazi solleva incertezza sui rapporti commerciali internazionali e può influenzare i mercati globali, che si interrogano su come reagiranno partner come la Cina, il Canada e l’Unione europea.
Inoltre, si profila un contenzioso legale sui rimborsi daziari: aziende e Stati che avevano pagato le tariffe stanno valutando di richiedere indietro somme già versate allo Stato.
Reazioni globali e futuro della politica commerciale Usa
La decisione ha già suscitato reazioni internazionali e solleva interrogativi su come gli Stati Uniti intendano gestire accordi commerciali e relazioni con partner strategici. Alcuni analisti suggeriscono che il ritiro dei dazi potrebbe alleviare tensioni, mentre altri temono che la ricerca di nuovi strumenti tariffari possa generare volatilità.

La bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema Usa segna un momento cruciale per la politica commerciale americana e per l’equilibrio dei poteri istituzionali, aprendo la strada a nuove dispute legislative, economiche e diplomatiche.
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