Ulrich Siegmund, chi è il leader AfD che conquista la Sassonia-Anhalt
🌐 Ulrich Siegmund è il volto della storica avanzata dell’AfD in Sassonia-Anhalt: 35 anni, una forte presenza sui social e un passato nella CDU, è diventato il simbolo della destra radicale tedesca che punta per la prima volta a governare un Land nel dopoguerra.
Ha 35 anni, un volto sorridente, una presenza molto forte sui social e una storia politica che racconta meglio di qualsiasi slogan la trasformazione della destra tedesca. Ulrich Siegmund è l’uomo che ha portato l’AfD al risultato storico in Sassonia-Anhalt, trasformando un’elezione regionale in un appuntamento seguito con attenzione in tutta la Germania e in Europa.
Il risultato del 6 settembre ha confermato quello che i sondaggi avevano anticipato: l’AfD ha conquistato il primo posto con il 43,8% dei voti, mentre la CDU del cancelliere Friedrich Merz è precipitata al 17,2%. Siegmund ha così rivendicato un mandato politico per governare, anche se il suo partito è rimasto a tre seggi dalla maggioranza assoluta nel Parlamento regionale.
Dietro quei numeri c’è un personaggio politico particolare. Siegmund non corrisponde all’immagine tradizionale del militante della destra radicale: giovane, comunicativo, abile nell’utilizzare TikTok e capace di presentarsi come una figura rassicurante, ha costruito una parte importante del proprio consenso attraverso un linguaggio diretto e una forte capacità di trasformare le controversie in strumenti di comunicazione.
È anche per questo che la sua ascesa sta attirando tanta attenzione.

Ulrich Siegmund, dagli studi alla politica
Nato nel 1990 a Havelberg, nella Sassonia-Anhalt, Siegmund ha iniziato il proprio percorso politico molto lontano dall’AfD.
Da giovane si iscrisse infatti alla CDU, il partito cristiano-democratico di Angela Merkel. Rimase nell’area conservatrice fino alla metà dei vent’anni, prima di passare all’AfD. Il suo ingresso nel partito di destra radicale coincise con una fase in cui l’Alternative für Deutschland stava progressivamente abbandonando le proprie origini di movimento euroscettico per concentrarsi sempre più su immigrazione, identità nazionale e opposizione alle politiche del governo federale.
Prima della politica, Siegmund aveva lavorato nel settore commerciale e, secondo le ricostruzioni biografiche, aveva avuto anche un’attività legata alla produzione di profumi e deodoranti per ambienti.
Un percorso apparentemente ordinario, prima della trasformazione in uno dei politici più discussi della Germania.
Nel 2016 è entrato nel Parlamento della Sassonia-Anhalt e nel 2022 è diventato co-presidente del gruppo parlamentare dell’AfD nel Land. Da allora la sua influenza all’interno della formazione è cresciuta progressivamente, fino alla candidatura come Spitzenkandidat, il capolista alle elezioni regionali del 2026.
Il volto sorridente dell’AfD
Uno degli elementi più interessanti della strategia di Siegmund è il modo in cui ha costruito la propria immagine.
In una formazione spesso associata ai toni più duri della destra radicale tedesca, Siegmund ha scelto una comunicazione più personale e apparentemente rassicurante.
Il suo profilo sui social è diventato uno strumento politico fondamentale. Attraverso video brevi, messaggi diretti e una comunicazione meno istituzionale rispetto a quella dei politici tradizionali, ha costruito una comunità digitale particolarmente ampia.
Questa capacità di comunicare con gli elettori più giovani è considerata uno dei suoi punti di forza.
Reuters lo ha descritto come il “sunny face” dell’AfD, il volto sorridente di un partito che negli ultimi anni ha cercato di trasformare la propria immagine da movimento di protesta a forza politica con ambizioni di governo.
Il contrasto è evidente: da una parte un’immagine pubblica costruita su sorrisi, video e incontri con i sostenitori; dall’altra un programma politico che propone cambiamenti radicali su immigrazione, identità nazionale, energia e rapporti con la Russia.

La copertina dello Spiegel che gli ha fatto un assist
La notorietà di Siegmund è esplosa ulteriormente nell’estate del 2026 quando il settimanale Der Spiegel gli ha dedicato una copertina destinata a diventare uno degli episodi più curiosi della campagna elettorale.
Il titolo era pesante: “L’uomo più pericoloso della Germania”.
La copertina presentava Siegmund con un’impostazione fortemente critica e volutamente provocatoria. La scelta ha suscitato discussioni anche sul piano giornalistico, proprio per l’effetto di forte personalizzazione del messaggio.
Ma Siegmund ha reagito in maniera tutt’altro che difensiva.
Ha trasformato l’attacco in una campagna pubblicitaria per se stesso.
Invece di cercare di far sparire la copertina, il candidato AfD l’ha utilizzata davanti ai propri sostenitori, arrivando a firmare copie della rivista.
La scena è diventata una delle immagini simbolo della sua campagna: sostenitori in fila con il numero dello Spiegel tra le mani, pronti a ricevere l’autografo del politico raffigurato sulla copertina come il “più pericoloso” del Paese.
“La migliore pubblicità”
Il ragionamento di Siegmund è stato semplice: se un grande settimanale nazionale dedica una copertina a un candidato regionale, quel candidato ottiene una quantità enorme di visibilità.
Il politico ha quindi definito il trattamento ricevuto dal settimanale come una forma di pubblicità.
La strategia ha funzionato anche sul piano comunicativo. La polemica sulla copertina ha permesso a Siegmund di presentarsi ai suoi elettori come l’uomo contro il quale si schierano i media tradizionali.
Un meccanismo già utilizzato da molte forze populiste: trasformare una critica in una prova della propria diversità rispetto all’establishment.
Il programma politico di Siegmund
Dietro l’immagine social c’è però una piattaforma politica estremamente radicale.
Uno dei temi centrali è la “remigrazione”, termine utilizzato dall’AfD per indicare il ritorno nei Paesi d’origine di migranti che il partito considera privi del diritto di rimanere in Germania.
Il programma regionale prevede una linea molto dura sull’immigrazione irregolare e un’offensiva sulle espulsioni. Altri punti riguardano la scuola, l’identità nazionale e il ridimensionamento di alcune politiche ambientali.
Siegmund ha inoltre sostenuto posizioni fortemente critiche nei confronti della transizione energetica e ha promosso un riavvicinamento della Germania alla Russia sul piano economico ed energetico.
Il suo progetto per la Sassonia-Anhalt non è quindi soltanto una campagna contro il governo federale.
È un tentativo di utilizzare un Land dell’Est come laboratorio politico dell’AfD.

Il controverso incontro di Potsdam
Il profilo politico di Siegmund è diventato ancora più controverso per la sua partecipazione a un incontro tenutosi nel novembre 2023 a Potsdam, al quale presero parte esponenti della destra radicale e dell’ambiente della cosiddetta Nuova Destra.
L’incontro è stato successivamente associato al dibattito sul concetto di “remigrazione”, dopo le rivelazioni di inchieste giornalistiche sulla discussione di piani per il rimpatrio di milioni di persone.
Siegmund ha ammesso la partecipazione all’incontro, ma ha respinto le interpretazioni più radicali attribuite a quella riunione.
Il tema continua tuttavia a pesare sul suo profilo politico e viene utilizzato dagli avversari per contestare l’immagine moderata che il candidato cerca di costruire.
Perché la Sassonia-Anhalt ha scelto Siegmund
Per capire il successo dell’AfD bisogna però guardare oltre la figura del suo candidato.
La Sassonia-Anhalt è uno dei Länder dell’ex Germania Est e presenta problemi demografici ed economici che hanno alimentato per anni il malcontento verso i partiti tradizionali.
Spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà economiche e percezione di distanza dalla politica di Berlino hanno creato terreno fertile per un partito che promette una rottura radicale con il passato.
A questo si aggiunge la crescente insoddisfazione verso il governo Merz.
Il risultato di domenica non è quindi soltanto il successo personale di Siegmund. È anche la manifestazione di una crisi profonda della CDU, che nel Land ha perso circa metà del consenso rispetto alle precedenti elezioni.
Il paradosso del trionfo: AfD ha vinto, ma non può ancora governare
Siegmund ha ottenuto una vittoria storica, ma la partita istituzionale è tutt’altro che chiusa.
Con 39 seggi su 83, AfD è il primo partito ma non raggiunge la maggioranza assoluta. Per governare dovrebbe quindi trovare alleati.
Il problema è che i partiti tradizionali tedeschi mantengono la cosiddetta Brandmauer, il cordone politico che impedisce alle principali forze democratiche di collaborare con AfD.
Siegmund ha già escluso l’ipotesi di guidare un governo di minoranza e sostiene che l’AfD dovrebbe governare soltanto disponendo della maggioranza necessaria per attuare il proprio programma.
Il risultato potrebbe quindi produrre una situazione inedita: il partito più votato potrebbe non riuscire a formare il governo.
Ed è proprio questo il prossimo banco di prova per Siegmund.

L’uomo che può cambiare la storia politica tedesca
Se l’AfD riuscisse a entrare al governo della Sassonia-Anhalt, Siegmund diventerebbe il primo esponente della destra radicale a guidare un Land tedesco dal secondo dopoguerra.
È questo il motivo per cui la sua figura ha assunto una dimensione nazionale.
Non è più soltanto il giovane politico dell’Est diventato popolare su TikTok. È diventato il possibile volto della prima esperienza di governo regionale dell’AfD.
E il risultato elettorale ha già dimostrato che il suo messaggio raggiunge una parte molto ampia dell’elettorato.
Il dato dell’affluenza, arrivata a livelli record, rende inoltre difficile liquidare il successo come il semplice effetto di un voto di protesta marginale.
Da “uomo più pericoloso” a possibile governatore
C’è infine una curiosa ironia nella storia politica di Siegmund.
Qualche settimana fa lo Spiegel lo presentava come “l’uomo più pericoloso della Germania”. Oggi quell’immagine è diventata uno degli strumenti attraverso i quali il candidato ha consolidato il proprio rapporto con i sostenitori.
Le copie autografate della rivista hanno trasformato una copertina pensata come denuncia in un oggetto simbolico della sua campagna.
E il risultato delle urne ha fatto il resto.
Ulrich Siegmund non è ancora il ministro-presidente della Sassonia-Anhalt. Ma è diventato il volto più evidente dell’avanzata dell’AfD nella Germania orientale.
La vera partita comincia adesso: capire se quel 43,8% può trasformarsi in potere istituzionale oppure se la Brandmauer riuscirà ancora una volta a impedire all’AfD di governare.
In entrambi i casi, una cosa è ormai evidente: Siegmund non è più soltanto un candidato regionale. È diventato uno dei nomi destinati a pesare sul futuro politico della Germania.
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