4:22 pm, 9 Ottobre 26 calendario

Stop a camini e stufe a legna inquinanti: cosa prevedono le regole e quali alternative ci sono

A cura di ACS

Con l’arrivo dei primi freddi torna puntuale una domanda che agita migliaia di famiglie: si può ancora accendere il camino? Negli ultimi mesi sul web sono circolati titoli allarmistici su presunti “divieti totali” dal 2026. La realtà è più articolata. Non c’è nessun blocco generalizzato, ma una stretta progressiva sugli apparecchi più vecchi e inquinanti, con differenze importanti da regione a regione.

Proprio per questo, chi vuole l’atmosfera del focolare senza preoccuparsi di restrizioni e controlli guarda sempre più spesso a soluzioni senza combustione. È il caso dei camini elettrici di Bricoshop24, che non producono fumi né polveri sottili e funzionano con una semplice presa di corrente. Prima di valutare le alternative, però, vale la pena capire cosa dicono davvero le regole.

Nessun divieto nazionale, ma regole sempre più severe

Il primo punto da chiarire è che in Italia non esiste un divieto nazionale che impedisca di usare stufe e camini a legna. Le limitazioni arrivano soprattutto dalle Regioni e riguardano due aspetti distinti, spesso confusi tra loro:

  • il divieto di installare nuovi apparecchi che non raggiungono determinati standard di emissione;
  • il divieto di utilizzare gli apparecchi già presenti in casa, se troppo inquinanti.

La differenza non è da poco. Chi ha una stufa recente e certificata può continuare a usarla senza problemi. Chi invece ha in casa un vecchio camino aperto o una stufa datata potrebbe trovarsi fuori norma, soprattutto in alcune aree del Paese.

Il sistema delle stelle: come capire se la propria stufa è in regola

Il criterio che decide cosa si può accendere è la classe ambientale, introdotta dal decreto ministeriale 186 del 2017. Ogni generatore a biomassa, cioè stufe, camini, inserti e caldaie a legna o pellet, riceve un punteggio espresso in stelle, fino a un massimo di cinque. Più stelle significa meno emissioni di polveri sottili e altri inquinanti.

Gli apparecchi a una o due stelle sono considerati obsoleti. Quelli a tre stelle sono ormai sulla via della dismissione, mentre i modelli a quattro e cinque stelle rappresentano lo standard attuale.

Dove trovare la classe del proprio apparecchio

La classe ambientale è indicata nella certificazione rilasciata dal produttore e, di solito, nel libretto dell’apparecchio. Se non si trova alcun documento, è consigliabile rivolgersi all’installatore o a un tecnico abilitato. In molti casi i camini aperti più vecchi non hanno alcuna certificazione: è il segnale che probabilmente non rientrano negli standard richiesti.

Il nodo del bacino padano

L’area con le regole più restrittive è la Pianura Padana, dove la conformazione del territorio favorisce il ristagno delle polveri sottili nei mesi freddi. Nel 2017 Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno firmato l’Accordo di bacino padano, che ha introdotto misure comuni contro lo smog.

In sintesi, in queste regioni:

  • gli apparecchi più inquinanti, a una o due stelle, non possono più essere utilizzati in molti contesti;
  • per le nuove installazioni è generalmente richiesta almeno la classe quattro stelle;
  • le regole possono variare in base all’altitudine del comune e alla presenza di un impianto di riscaldamento alternativo.

Limitazioni locali esistono anche in altre zone d’Italia. In Toscana, per esempio, sono previsti vincoli specifici in alcuni comuni della piana lucchese.

I divieti temporanei nei giorni di smog

C’è poi un aspetto che molti sottovalutano. Quando le concentrazioni di PM10 superano le soglie per più giorni consecutivi, scattano le misure temporanee di contrasto all’inquinamento. In quei periodi possono essere fermati anche apparecchi che normalmente sono in regola. Prima di accendere stufe e camini nei mesi invernali conviene quindi consultare i bollettini sulla qualità dell’aria pubblicati dalla propria Regione o dall’agenzia ambientale competente.

Le alternative per chi vuole il fuoco in casa

Per chi non vuole rinunciare all’atmosfera del camino, le strade sono diverse.

Sostituire il vecchio apparecchio

La soluzione più diretta è sostituire la vecchia stufa o il camino aperto con un generatore a quattro o cinque stelle. È un investimento importante, che richiede una canna fumaria a norma e un installatore qualificato. Per la sostituzione di generatori obsoleti esistono incentivi statali come il Conto Termico, i cui requisiti vanno però verificati caso per caso.

Il camino a bioetanolo

I camini a bioetanolo producono una fiamma vera senza bisogno di canna fumaria. Sono apprezzati per il design e per la facilità di installazione. Trattandosi comunque di una combustione, richiedono un ambiente ben aerato e attenzione nella gestione del combustibile.

Il camino elettrico

È l’alternativa che negli ultimi anni ha conquistato più spazio nelle case italiane, soprattutto in appartamento. Il motivo è semplice: non c’è combustione, quindi niente fumi, cenere o polveri sottili, e non rientra nei divieti pensati per i generatori a biomassa. Non servono opere murarie né canna fumaria.

L’effetto fiamma, ottenuto con luci LED o sistemi 3D, si è fatto sempre più realistico. Nella maggior parte dei modelli può essere attivato anche senza il riscaldamento, per godersi l’atmosfera nelle serate miti. Quando serve, una resistenza abbinata a una ventola diffonde aria calda nella stanza, offrendo un supporto all’impianto principale. Le tipologie disponibili sono diverse: da appoggio con cornice, da incasso o a parete. Conviene scegliere la potenza in base ai metri quadrati da riscaldare.

Il camino elettrico non sostituisce un impianto di riscaldamento centralizzato. Per scaldare una singola stanza, però, o per ritrovare il fascino del focolare senza preoccuparsi dei divieti antismog, è oggi una delle soluzioni più pratiche.

Cosa fare prima di accendere

Per evitare sanzioni e accendere il fuoco in tutta tranquillità, alcune verifiche sono indispensabili:

  • controllare la classe ambientale del proprio apparecchio nella documentazione del produttore;
  • informarsi sulle regole della propria Regione e del proprio comune;
  • consultare i bollettini sulla qualità dell’aria durante l’inverno;
  • far eseguire la manutenzione periodica di canna fumaria e generatore, obbligatoria per gli apparecchi a combustione;
  • usare legna ben stagionata o pellet certificato, che riducono le emissioni.

Un inverno più pulito, senza rinunciare al fuoco

Le nuove regole non cancellano il camino dalle case degli italiani, ma spingono verso soluzioni più pulite. Chi possiede un apparecchio moderno e certificato può continuare a usarlo rispettando le misure antismog. Chi ha un vecchio camino aperto può scegliere se rinnovarlo o puntare su alternative senza combustione. In entrambi i casi, informarsi prima di accendere resta la scelta più saggia, per la salute e per il portafoglio.

9 Ottobre 2026
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