11:53 pm, 26 Settembre 26 calendario

Sondaggi politici: FdI stabile, Lega e FI in calo

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Sondaggi politici, FdI, Lega, Forza Italia e Vannacci sono al centro della nuova rilevazione Ipsos Doxa illustrata da Nando Pagnoncelli. Fratelli d’Italia resta al 26,4%, mentre arretrano Lega e Forza Italia. Cresce invece Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che arriva all’8,8%. Nel confronto tra aggregazioni politiche, il sondaggio registra un quadro molto ravvicinato: l’eventuale centrodestra allargato a Futuro Nazionale è stimato al 45,7%, contro il 45,2% dell’alleanza progressista considerata dalla rilevazione.

Il nuovo sondaggio Ipsos: cosa cambia

La rilevazione pubblicata il 26 settembre 2026 fotografa un movimento soprattutto all’interno dell’area di centrodestra.

Fratelli d’Italia rimane il primo partito con il 26,4%, sostanzialmente stabile rispetto alla precedente rilevazione. La Lega scende invece al 4,7%, con una variazione negativa dello 0,4%, mentre Forza Italia si attesta al 7,3%, un punto in meno.

Nello stesso spazio politico si registra il dato più evidente della rilevazione: Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci, sale all’8,8%, con una crescita dell’1,7%.

Il dato non va però letto come uno spostamento automatico di elettori da un partito all’altro. Il sondaggio fotografa intenzioni di voto rilevate in un determinato momento e non permette di stabilire con certezza quali siano le motivazioni individuali degli intervistati.

FdI resta stabile al 26,4%

Il risultato di Fratelli d’Italia è uno degli elementi di maggiore continuità.

Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni viene stimato al 26,4%, senza variazioni significative rispetto alla precedente rilevazione presa come riferimento da Ipsos.

Il quadro è quindi diverso rispetto a quello degli alleati: mentre FdI mantiene sostanzialmente invariata la propria quota, Lega e Forza Italia registrano arretramenti.

Questi numeri descrivono anche una diversa distribuzione delle intenzioni di voto all’interno dell’area politica considerata.

Particolarmente rilevante è la crescita di Futuro Nazionale, che secondo Pagnoncelli porta avanti una redistribuzione di consensi nell’area di destra. La rilevazione segnala contemporaneamente la difficoltà di Forza Italia, scesa al 7,3%, e della Lega, al 4,7%.

Vannacci sale all’8,8%

Il dato di Futuro Nazionale rappresenta la variazione più marcata del sondaggio.

Il partito di Roberto Vannacci raggiunge l’8,8%, guadagnando 1,7 punti rispetto alla precedente rilevazione. Si tratta di un dato che lo colloca, in questa specifica rilevazione, davanti alla Lega e anche a Forza Italia.

Il risultato assume particolare rilievo perché il possibile rapporto tra Futuro Nazionale e gli altri partiti di centrodestra è uno degli elementi che potrebbero modificare la composizione delle coalizioni in vista delle prossime elezioni politiche.

Ma un dato sulle intenzioni di voto non equivale a un risultato elettorale.

Tra il sondaggio e le elezioni possono intervenire cambiamenti nelle alleanze, nella legge elettorale, nella campagna elettorale e nelle scelte degli elettori che oggi dichiarano un’intenzione di voto.

Il Pd scende sotto il 20%

Sul versante dell’opposizione, il movimento più evidente riguarda il Partito Democratico, stimato al 19,5%, con una flessione dello 0,6%.

Il dato porta il principale partito dell’area progressista sotto la soglia simbolica del 20%.

Restano invece stabili, secondo Ipsos, il Movimento 5 Stelle al 14,5% e Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3%.

Italia Viva viene indicata al 2,1%, in calo dello 0,2%, mentre Azione si colloca al 3%. In crescita +Europa, al 2,1%, con un incremento dello 0,7%.

Anche in questo caso, però, le variazioni vanno lette considerando il margine di incertezza tipico delle rilevazioni demoscopiche e soprattutto il fatto che si tratta di una fotografia riferita a un momento preciso.

Il confronto tra le coalizioni

È sul terreno delle coalizioni che emerge uno degli elementi più interessanti della rilevazione.

La somma dei partiti del centrodestra tradizionale, senza Futuro Nazionale, viene indicata al 39,4%. L’aggregazione progressista considerata dal sondaggio raggiunge invece il 44,5% nella somma dei partiti.

Ma Pagnoncelli sottolinea un elemento metodologico importante: la semplice somma delle intenzioni di voto dei singoli partiti non coincide necessariamente con il consenso di una coalizione.

Quando gli elettori sono chiamati a valutare un’alleanza concreta, infatti, possono verificarsi spostamenti e defezioni.

È proprio questo il motivo per cui il sondaggio presenta anche una simulazione relativa a un centrodestra allargato a Futuro Nazionale.

Con Vannacci il dato arriva al 45,7%

Nello scenario considerato da Ipsos, l’eventuale presenza di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra porterebbe l’aggregazione al 45,7%.

L’alleanza progressista viene invece stimata al 45,2%.

La differenza è quindi di appena 0,5 punti percentuali.

È questo il dato che spiega l’affermazione di Pagnoncelli riportata nel titolo della notizia: la presenza di Vannacci, pur modificando sensibilmente il quadro numerico, non determina da sola un esito elettorale.

Il risultato della simulazione mostra infatti due aggregazioni estremamente vicine.

Inoltre, queste percentuali sono riferite allo scenario ipotizzato dal sondaggio e non costituiscono una previsione dell’esito delle future elezioni.

Perché il 45,7% non significa automaticamente vittoria

Il passaggio è importante soprattutto per comprendere come leggere i sondaggi.

Una simulazione sulle coalizioni misura le intenzioni di voto all’interno di uno scenario ipotetico. Non tiene conto di tutti gli elementi che intervengono successivamente nella competizione elettorale.

Lo stesso Pagnoncelli osserva che la presenza di Vannacci comporterebbe una riduzione rispetto alla semplice somma aritmetica dei partiti coinvolti, proprio perché non tutti gli elettori dei singoli partiti necessariamente accettano la coalizione.

Il 45,7%, dunque, va letto come un dato di quella specifica simulazione.

Non è corretto trasformarlo in una previsione sul futuro risultato delle urne.

Un altro sondaggio mostra un quadro diverso

La fotografia cambia anche quando si guarda a rilevazioni realizzate da istituti diversi.

Il sondaggio Noto diffuso il 23 settembre, per esempio, stimava FdI al 27,7%, Forza Italia al 7% e Lega al 6%, mentre Futuro Nazionale veniva indicato al 7%. Nello stesso studio il centrodestra era al 42,2% e il cosiddetto campo largo al 42,7%.

Pochi giorni prima, una rilevazione SWG per La7 aveva invece indicato FdI al 26,8%, Futuro Nazionale al 7,5%, Forza Italia al 7,1% e Lega al 5,7%.

Le differenze tra i numeri ricordano un principio fondamentale: un singolo sondaggio non è sufficiente per descrivere da solo l’intero elettorato italiano.

Campioni, date delle interviste, metodologia, formulazione delle domande e scenari ipotizzati possono incidere sui risultati.

Cosa dicono i dati su Vannacci e la coalizione

Anche la disponibilità degli elettori di centrodestra a un’eventuale alleanza con Futuro Nazionale è stata oggetto di una rilevazione Youtrend per SkyTg24.

Secondo il sondaggio realizzato tra il 18 e il 22 settembre su 810 maggiorenni residenti in Italia, il 51% degli elettori di centrodestra e Futuro Nazionale si dichiarava favorevole all’ingresso del partito di Vannacci nella coalizione, mentre il 31% era contrario e il 18% non esprimeva una posizione. Il margine d’errore indicato era del ±3,4%.

La stessa rilevazione evidenziava però differenze tra gli elettorati dei diversi partiti: tra gli elettori di FdI i favorevoli erano il 59%, mentre tra quelli di Forza Italia, Lega e Noi Moderati prevalevano i contrari, con una base campionaria più ridotta.

Anche questo elemento mostra perché l’eventuale ingresso di Futuro Nazionale in una coalizione non possa essere valutato soltanto sommando le percentuali dei partiti.

Il gradimento di governo e leader

La rilevazione Ipsos registra anche variazioni nel gradimento.

L’indice di apprezzamento del governo, calcolato tra coloro che esprimono una valutazione, scende dal 42% di luglio al 40%. Quello riferito a Meloni passa dal 42% al 41%.

Anche Roberto Vannacci registra una variazione negativa nell’indice di gradimento personale, dal 21% al 19%, nonostante la crescita attribuita al suo partito nelle intenzioni di voto.

Il dato suggerisce una distinzione che nei sondaggi è essenziale: il consenso verso un partito e il giudizio personale su un leader non sono la stessa cosa.

Una persona può dichiarare l’intenzione di votare una lista senza necessariamente esprimere lo stesso livello di gradimento nei confronti del suo leader.

Un quadro politico ancora in movimento

La fotografia del 26 settembre restituisce quindi un sistema politico caratterizzato da diversi movimenti contemporaneamente.

FdI rimane stabile, mentre Lega e Forza Italia arretrano nella rilevazione Ipsos. Futuro Nazionale cresce fino all’8,8%, il Pd scende sotto il 20% e M5S e Avs rimangono sostanzialmente stabili.

La questione più delicata riguarda però gli equilibri tra le coalizioni.

Nello scenario simulato da Ipsos, il centrodestra allargato a Futuro Nazionale raggiunge il 45,7%, mentre l’alleanza progressista è al 45,2%. La distanza è minima e il sondaggio non consente di trasformare questi numeri in una previsione dell’esito elettorale.

La crescita di Vannacci rappresenta quindi un dato rilevante per gli equilibri interni all’area di destra, ma la sua presenza in una coalizione introduce anche una questione di compatibilità tra elettorati, come mostrano altre rilevazioni recenti.

In attesa delle prossime rilevazioni, il dato più significativo è dunque la fluidità del quadro politico: le percentuali stanno cambiando, ma le distanze tra le principali aggregazioni restano abbastanza contenute da rendere necessario leggere ogni nuovo sondaggio nel suo specifico contesto, senza trasformarlo in una previsione del voto futuro.

26 Settembre 2026 ( modificato il 27 Settembre 2026 | 0:15 )
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