12:42 pm, 7 Novembre 26 calendario

Riscaldamento 2026, cinque città e calendari diversi

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Il riscaldamento 2026 parte con calendari differenti nelle grandi città. Milano e Torino hanno già autorizzato gli impianti, Firenze comincia a novembre, mentre Roma deve attendere metà mese: date, temperature e durata giornaliera vanno lette insieme.

La stessa mattina fredda può trovare termosifoni accesi in una città e ancora spenti in un’altra. All’inizio di novembre il calendario del riscaldamento racconta un’Italia divisa non soltanto dalle zone climatiche, ma anche dalle ordinanze locali. Per conoscere il limite applicabile non basta ricordare la data dell’anno scorso: contano il comune, il periodo autorizzato, la durata giornaliera e le eventuali condizioni particolari dell’edificio.

Milano, Torino, Roma, Firenze e Bologna mostrano bene queste differenze. In alcuni casi l’avvio ordinario è stato rinviato; altrove è stata consentita un’accensione anticipata e facoltativa, con un numero di ore ridotto. Sono decisioni che incidono anche sui condomìni: la disponibilità del servizio deve rientrare nei limiti previsti, mentre la programmazione concreta dell’impianto centralizzato dipende dall’organizzazione dello stabile e dalle esigenze degli appartamenti serviti.

Milano, tredici ore e stagione fino al 15 aprile

A Milano la fase iniziata il 31 ottobre 2026 arriva al 15 aprile 2027. L’accensione è consentita per un massimo di tredici ore al giorno, nella fascia compresa fra le 5 e le 23. Per le abitazioni il valore indicato è di 19 gradi, con due gradi di tolleranza. La finestra giornaliera non equivale dunque a diciotto ore di funzionamento: all’interno di quell’intervallo resta valido il tetto delle tredici ore.

Termosifoni e regolazione del riscaldamento, fotografia di repertorioIl punto pratico è distinguere il periodo dell’anno dalla durata quotidiana. Un impianto può essere nel pieno della stagione autorizzata e richiedere comunque una revisione della programmazione oraria. Anche la temperatura va letta correttamente: la tolleranza serve a gestire la misurazione, non trasforma automaticamente il valore massimo in un obiettivo da raggiungere. Negli edifici centralizzati conviene verificare il programma comunicato dall’amministratore e segnalare eventuali squilibri fra le diverse unità immobiliari.

Torino ha cominciato il 19 ottobre

A Torino l’accensione è stata posticipata al 19 ottobre, con termine della stagione fissato al 15 aprile 2027. Il limite è di tredici ore al giorno, fra le 5 e le 23. Per gli edifici residenziali sono previsti 19 gradi con due di tolleranza; per gli edifici industriali il riferimento è di 18 gradi, sempre con la tolleranza indicata. Restano le specifiche eccezioni per le strutture cui si applicano discipline particolari.

La vicinanza geografica non rende identiche tutte le disposizioni. Un’abitazione torinese e una milanese condividono alcuni parametri, ma hanno avuto partenze diverse. Nel caso di scuole, ospedali o strutture di assistenza è necessario considerare la categoria concreta dell’edificio: estendere a questi immobili la regola letta per un appartamento può portare a conclusioni sbagliate. Le deroghe riguardano situazioni definite e non costituiscono un’autorizzazione generale a superare i limiti.

Termosifoni e regolazione del riscaldamento, fotografia di repertorio

Roma aspetta il 15 novembre, Firenze è già partita

Per Roma l’ordinanza della stagione 2026-2027 stabilisce il periodo dal 15 novembre all’8 aprile, con un massimo di undici ore giornaliere. Nelle abitazioni il valore è di 19 gradi con due di tolleranza, mentre per gli edifici industriali scende a 17 gradi con la medesima tolleranza. La data romana è quindi successiva a quella di altre grandi città: un calendario nazionale semplificato non sostituisce questa disposizione locale.

A Firenze il periodo autorizzato comincia invece il 1° novembre e termina il 15 aprile. Sono consentite dodici ore al giorno nella fascia fra le 5 e le 23; il limite residenziale è di 20 gradi con due di tolleranza, quello industriale di 18 gradi con due di tolleranza. Anche in questo caso bisogna tenere separati intervallo di disponibilità e ore effettive: l’apertura della finestra alle cinque non comporta il funzionamento continuo fino alle ventitré.

Bologna, attenzione alla fase anticipata

A Bologna l’avvio di novembre è stato preceduto da una disposizione specifica. Dal 27 ottobre il Comune aveva consentito l’accensione facoltativa anticipata, per un massimo di sette ore quotidiane fra le 5 e le 23. Quella possibilità rispondeva alle condizioni della fase precedente all’avvio del calendario di novembre: riportarne il limite senza la data di riferimento significa confondere un’autorizzazione temporanea con la disciplina dell’intera stagione.

Termosifoni e regolazione del riscaldamento, fotografia di repertorioPer chi vive in condominio, il controllo utile riguarda quindi l’ordinanza applicabile al momento e il programma effettivamente adottato dallo stabile. Una comunicazione che richiama soltanto la zona climatica può non raccontare tutte le limitazioni locali. Anche la parola “facoltativa” ha un peso: un’accensione consentita non equivale a un obbligo di avviare contemporaneamente ogni impianto. Nel centralizzato la decisione organizzativa deve essere compatibile con le disposizioni in vigore.

Orari e temperatura si controllano su due piani

La regolazione del singolo radiatore non sostituisce la programmazione della centrale. Le valvole termostatiche aiutano a gestire gli ambienti, ma un locale poco riscaldato può dipendere anche da aria nell’impianto, distribuzione non equilibrata o impostazioni della centrale. Nei condomìni, descrivere stanza, orario e comportamento del radiatore permette di distinguere un problema circoscritto da un disservizio comune, evitando modifiche improvvisate agli impianti.

Per una segnalazione verificabile servono elementi concreti: giorni e ore in cui manca il servizio, temperatura misurata e comunicazioni ricevute sulla stagione termica. Gli interventi sulla caldaia e sui dispositivi di sicurezza spettano a personale qualificato. Negli edifici con contabilizzazione individuale, infine, la documentazione dei consumi e i criteri di ripartizione consentono di distinguere l’uso registrato nell’appartamento dalle componenti comuni della spesa condominiale.

Termosifoni e regolazione del riscaldamento, fotografia di repertorioLe immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

7 Novembre 2026
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