Profumi orientali e gourmand, perché stanno cambiando il gusto contemporaneo
Spezie, vaniglia, legni, resine e accordi gourmand stanno occupando uno spazio sempre più evidente nella profumeria contemporanea. Fragranze un tempo considerate particolarmente intense o legate a tradizioni lontane sono entrate nelle abitudini di un pubblico internazionale, contribuendo a rendere il panorama olfattivo più ricco e meno vincolato alle categorie del passato.
La crescente attenzione per la profumeria orientale
L’interesse per le fragranze mediorientali si inserisce in questa evoluzione del gusto. Molte composizioni puntano su persistenza, calore e stratificazione, utilizzando spezie, ambra, vaniglia, legni e sfumature gourmand. Tra gli esempi che hanno contribuito alla diffusione di questo immaginario ci sono anche i profumi della collezione Lattafa Khamrah, caratterizzati da combinazioni nelle quali cannella, pralina, caffè e accordi affumicati incontrano note più morbide e ambrate. Più che il successo di una singola linea, è interessante osservare il fenomeno nel suo insieme. La profumeria araba ha infatti raggiunto una visibilità crescente fuori dai propri mercati tradizionali, portando con sé un modo diverso di concepire intensità e durata del profumo. Il risultato è una maggiore familiarità con strutture olfattive che fino a pochi anni fa apparivano meno consuete nel panorama europeo.
Il ritorno delle fragranze intense e persistenti
Per molti anni una parte della profumeria commerciale ha privilegiato composizioni fresche, pulite e relativamente leggere, facili da indossare in occasioni e stagioni differenti. Oggi il quadro appare più vario. Accanto a queste fragranze continuano a guadagnare attenzione profumi dalla presenza più evidente, capaci di rimanere sulla pelle per diverse ore e di evolversi gradualmente. Non si tratta necessariamente di una ricerca dell’eccesso. Una composizione intensa può infatti essere costruita attraverso numerosi passaggi, passando da un’apertura speziata a un cuore più morbido fino a un fondo legnoso, muschiato o ambrato. Proprio questa trasformazione contribuisce al piacere di indossare un profumo nel corso della giornata. Anche la stagione incide molto sulla percezione. In autunno e in inverno, note dense come vaniglia, resine, tabacco, spezie e legni tendono a trovare un contesto particolarmente favorevole.
Perché le note gourmand continuano a piacere
Cioccolato, caffè, caramello, vaniglia, miele, mandorla e pralina appartengono a una famiglia olfattiva capace di creare associazioni immediate. Sono odori collegati alla cucina e alla pasticceria, ma in un profumo assumono una funzione diversa. Non devono necessariamente riprodurre in modo realistico un alimento. Possono servire invece a costruire morbidezza, profondità o una sensazione di calore. La vaniglia, per esempio, può diventare cremosa oppure più scura a seconda degli ingredienti che la accompagnano. La cannella può accentuarne il lato avvolgente, mentre legni, resine e muschi possono ridurre la sensazione zuccherina e rendere l’insieme più complesso. È probabilmente anche questa versatilità ad aver favorito la diffusione delle fragranze gourmand. Pur partendo da odori familiari, permettono infatti combinazioni molto diverse tra loro, dalle formule più delicate a quelle speziate, ambrate o affumicate.
Profumi sempre meno legati alle categorie di genere
Un altro cambiamento riguarda il progressivo indebolimento della distinzione tra fragranze considerate esclusivamente maschili o femminili. Nella storia della profumeria queste classificazioni sono state influenzate anche dal marketing e dalle convenzioni culturali, associando per esempio fiori e dolcezza al femminile e legni o aromi più secchi al maschile. Oggi molte composizioni vengono invece presentate come unisex oppure semplicemente scelte indipendentemente dall’etichetta. Vaniglia, oud, ambra, caffè, tabacco o spezie possono così essere apprezzati sulla base del gusto personale, senza la necessità di inserirli in una categoria rigida. Anche la profumeria orientale ha contribuito a rendere più evidente questa possibilità, proponendo spesso strutture ricche nelle quali ingredienti tradizionalmente collocati in universi diversi convivono nello stesso accordo. Il profumo diventa così soprattutto una scelta individuale, legata alla pelle, alla stagione e alle sensazioni che una determinata composizione riesce a evocare.
L’evoluzione del gusto sta rendendo la profumeria meno prevedibile e più aperta alla contaminazione tra tradizioni diverse.
Spezie, note gourmand, legni e resine raccontano oggi sensibilità che attraversano mercati e categorie.
E proprio questa libertà di mescolare codici differenti sembra essere una delle direzioni più interessanti della profumeria contemporanea.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





