2:43 pm, 23 Agosto 26 calendario

Vacanze a rate, 225 milioni di euro finanziati in sei mesi

Di: Jonathan K. Mercer

🌐 Vacanze a rate: nei primi sei mesi del 2026 gli italiani hanno finanziato circa 225 milioni di euro per viaggi e soggiorni. Prestiti personali e Buy Now, Pay Later diventano strumenti sempre più utilizzati per distribuire nel tempo il costo delle ferie.

La vacanza non finisce più necessariamente quando si chiude la porta di casa al ritorno. Per una parte degli italiani, il viaggio continua a essere pagato anche per mesi dopo il rientro, attraverso prestiti personali, finanziamenti dedicati e formule di pagamento dilazionato.

È uno dei segnali più evidenti di quanto sia cambiato il rapporto tra famiglie, consumi e tempo libero. Nel 2026 la voglia di partire rimane forte, ma il costo di trasporti e alloggi rende sempre più difficile sostenere l’intera spesa in un’unica soluzione.

Secondo i dati elaborati da Facile.it e aggiornati al 30 giugno 2026, nei primi sei mesi dell’anno sono stati erogati circa 225 milioni di euro di finanziamenti destinati a viaggi e vacanze.

La cifra non significa che milioni di italiani abbiano deciso di indebitarsi per andare in ferie. Il ricorso al credito resta una pratica minoritaria. Ma il fenomeno è in crescita e soprattutto racconta una trasformazione significativa: la vacanza viene sempre più considerata una spesa programmabile attraverso rate e pagamenti posticipati.

Il dato più interessante emerge infatti dal confronto con il periodo precedente alla pandemia. La quota di prestiti personali richiesti per finanziare viaggi e soggiorni è aumentata del 32% rispetto al 2019.

Dietro questo aumento ci sono almeno due fenomeni apparentemente contraddittori: da una parte gli italiani continuano a voler viaggiare, dall’altra devono fare i conti con un costo delle ferie diventato più difficile da assorbire per il bilancio familiare.

Vacanze 2026, oltre 25 milioni di italiani pronti a partire

La domanda di viaggi rimane comunque molto elevata.

Secondo l’indagine realizzata dall’istituto di ricerca Emg per Facile.it, nell’estate 2026 saranno oltre 25 milioni gli italiani a concedersi almeno una vacanza.

Il desiderio di partire, dunque, non sembra essersi ridimensionato in modo proporzionale all’aumento dei prezzi. Al contrario, dopo gli anni segnati dalle restrizioni alla mobilità, la vacanza sembra essere diventata per molti un appuntamento al quale è difficile rinunciare.

Il problema è il conto finale.

Considerando soltanto trasporto e alloggio, la spesa media prevista per l’estate 2026 è di circa 939 euro a persona. Si tratta di una media che, per un singolo viaggiatore, può essere ancora gestibile, ma che assume dimensioni molto diverse quando si parla di famiglie.

Una coppia arriva già a sfiorare i 1.900 euro per le sole voci principali. Per una famiglia con figli, il costo può aumentare rapidamente una volta aggiunti pasti, spostamenti locali, attività, ingressi, assicurazioni e altre spese legate alla permanenza.

È quindi soprattutto l’esborso iniziale a diventare un ostacolo.

Perché gli italiani scelgono di pagare la vacanza a rate

Il ricorso al finanziamento per una vacanza può sembrare, a prima vista, una scelta insolita. A differenza di un’auto o di un elettrodomestico, infatti, il viaggio non lascia un bene materiale da utilizzare negli anni successivi.

Ma proprio questo confronto aiuta a capire la trasformazione in corso.

La vacanza è diventata per molti italiani una voce importante del bilancio annuale. Quando il costo complessivo è elevato, diluire il pagamento permette di ridurre l’impatto immediato sul conto corrente, anche se naturalmente aumenta la durata dell’impegno finanziario e, a seconda della formula, può comportare costi aggiuntivi.

La logica è semplice: invece di sostenere 2.000 o 3.000 euro in una volta sola, il consumatore distribuisce la spesa in una serie di rate.

È un meccanismo che può sembrare conveniente sul momento, ma che richiede particolare attenzione perché la vacanza è già terminata mentre il pagamento continua.

Ed è proprio qui che si trova il principale paradosso delle vacanze a rate: il ricordo del viaggio può durare a lungo, ma anche il relativo impegno economico.

Prestito personale o Buy Now, Pay Later: come cambia il modo di pagare

Il finanziamento della vacanza non passa necessariamente attraverso un tradizionale prestito personale.

Negli ultimi anni si sono diffuse anche formule di Buy Now, Pay Later, cioè “compra ora, paga dopo”, che consentono di suddividere il costo di un acquisto in più pagamenti.

Il modello è diventato particolarmente presente nel commercio elettronico e in alcune piattaforme legate al turismo. La sua forza è soprattutto nella semplicità: il consumatore vede una rata anziché l’intero importo e può completare immediatamente la prenotazione.

Questa modalità può rendere psicologicamente più facile affrontare una spesa elevata.

Ma una rata piccola non significa necessariamente una spesa piccola. Per valutare davvero la convenienza occorre considerare l’importo complessivo che verrà restituito, eventuali interessi, commissioni, costi per ritardi e condizioni applicate al finanziamento.

Il rischio, altrimenti, è quello di concentrarsi sulla sostenibilità della singola rata e perdere di vista il peso dell’impegno complessivo.

Il 32% in più rispetto al 2019 racconta una trasformazione

Il confronto con il 2019 è forse il dato più significativo.

La quota dei prestiti personali destinati a viaggi e soggiorni è infatti aumentata del 32% rispetto all’epoca precedente alla pandemia.

Non si tratta soltanto di una variazione statistica. Il dato suggerisce che il rapporto degli italiani con la vacanza sia cambiato dopo gli anni delle restrizioni.

Durante la pandemia viaggiare era diventato difficile o impossibile. Successivamente la domanda è tornata rapidamente, alimentata dal desiderio di recuperare esperienze rimandate e dalla maggiore importanza attribuita al tempo libero.

Nel frattempo, però, il costo di molti servizi turistici è cresciuto.

Il risultato è un equilibrio più delicato: gli italiani vogliono continuare a partire, ma devono trovare nuovi modi per sostenere una spesa che pesa maggiormente sui bilanci familiari.

La rateizzazione diventa quindi uno strumento per conciliare due esigenze: non rinunciare alla vacanza e non concentrare tutta la spesa nel momento della prenotazione o della partenza.

La vacanza diventa una spesa da pianificare come un acquisto importante

C’è anche un cambiamento culturale dietro questo fenomeno.

Per molto tempo il viaggio è stato percepito soprattutto come una spesa discrezionale, qualcosa da organizzare sulla base delle disponibilità economiche del momento. La crescente diffusione dei finanziamenti modifica questa prospettiva.

La vacanza entra sempre più nella categoria delle spese che possono essere pianificate finanziariamente, al pari di altri consumi di valore elevato.

Questo non significa necessariamente che chi ricorre al credito non possa permettersi di viaggiare. Significa piuttosto che alcune famiglie preferiscono distribuire il costo nel tempo per mantenere maggiore liquidità disponibile.

La differenza è importante.

Un prestito può infatti essere utilizzato per gestire una spesa programmata anche da un consumatore con un reddito stabile. Ma la convenienza della scelta dipende sempre dalla capacità di sostenere le rate anche dopo il viaggio, quando alle nuove uscite possono aggiungersi altre spese impreviste.

Il vero costo delle ferie non è soltanto quello dell’hotel

I 939 euro medi indicati per trasporto e alloggio rappresentano soltanto una parte della spesa.

Una volta arrivati a destinazione entrano in gioco numerose altre voci: ristoranti, supermercati, carburante, parcheggi, taxi, escursioni, ingressi a musei e attrazioni, attività per i bambini e acquisti personali.

Per una famiglia, il costo complessivo può quindi essere sensibilmente superiore a quello inizialmente previsto.

È proprio per questo che il budget della vacanza dovrebbe essere calcolato considerando la spesa totale, non soltanto il prezzo del pacchetto o della prenotazione.

Il rischio di utilizzare il credito senza una pianificazione completa è quello di finanziare l’inizio del viaggio e ritrovarsi poi a gestire con difficoltà le spese quotidiane.

La rateizzazione, insomma, può risolvere il problema dell’esborso iniziale senza eliminare quello della sostenibilità economica complessiva.

Perché il Buy Now, Pay Later piace ai consumatori

Il successo del Buy Now, Pay Later si spiega anche con un cambiamento nelle abitudini di acquisto.

Le nuove generazioni sono abituate a gestire molte attività attraverso smartphone e piattaforme digitali. La possibilità di acquistare un servizio e dividerne immediatamente il costo in più pagamenti si inserisce perfettamente in questo modello.

La semplicità è il principale elemento di attrazione.

Non sempre, però, la semplicità coincide con la convenienza. La presenza di una rata apparentemente contenuta può ridurre la percezione del costo reale, soprattutto quando vengono effettuati più acquisti contemporaneamente.

Una vacanza pagata in quattro o sei tranche può sembrare facilmente sostenibile. Ma se nello stesso periodo si aggiungono altri acquisti dilazionati, il totale delle rate può diventare significativo.

Il principio da tenere presente è quindi uno: non bisogna valutare soltanto quanto si paga ogni mese, ma quanto si paga complessivamente e per quanto tempo.

Vacanze a rate, attenzione a interessi e condizioni

Prima di scegliere un finanziamento per una vacanza è importante leggere con attenzione le condizioni.

Nel caso di un prestito personale, il consumatore dovrebbe verificare almeno TAN, TAEG, durata, importo totale dovuto e rata mensile. Il TAEG è particolarmente utile perché permette di avere una misura più completa del costo del finanziamento rispetto al solo tasso nominale.

Nel caso del Buy Now, Pay Later, occorre invece controllare se il piano è effettivamente senza interessi e quali costi possono scattare in caso di pagamento tardivo.

La domanda corretta non è quindi soltanto “quanto mi costa al mese?”, ma “quanto mi costerà davvero questa vacanza una volta terminati tutti i pagamenti?”

È una differenza apparentemente piccola, ma decisiva per evitare di trasformare una settimana di ferie in un impegno finanziario eccessivamente lungo.

Il fenomeno riguarda una minoranza, ma il trend è significativo

Un elemento va sottolineato per evitare letture eccessive del dato: la maggioranza degli italiani non finanzia le proprie vacanze.

Secondo le informazioni disponibili, tra l’1% e il 2% delle persone che richiedono un finanziamento si rivolge agli istituti di credito proprio per sostenere spese legate a viaggi e soggiorni.

Il fenomeno è quindi ancora minoritario.

La sua importanza sta però nella direzione della crescita. Il +32% rispetto al 2019 mostra che il finanziamento della vacanza sta diventando una soluzione più diffusa rispetto al passato.

Non è ancora la normalità, ma è una pratica che sta entrando progressivamente nelle abitudini di consumo.

Il paradosso dell’estate 2026: si parte, ma si continua a pagare

I dati delineano così un’estate caratterizzata da una doppia tendenza.

Da una parte oltre 25 milioni di italiani scelgono di andare in vacanza, confermando quanto il viaggio rimanga una priorità nella spesa delle famiglie.

Dall’altra, il costo medio di trasporto e alloggio e la crescita delle richieste di finanziamento mostrano che partire richiede uno sforzo economico sempre maggiore.

Il risultato è una vacanza che può iniziare mesi prima della partenza e terminare mesi dopo il ritorno.

Prima si prenota, poi si parte, infine si continuano a pagare le rate.

È una trasformazione che racconta più del semplice successo di un nuovo strumento finanziario. Racconta il rapporto degli italiani con il tempo libero e con il proprio budget, in un momento nel quale il desiderio di viaggiare rimane forte ma il costo delle ferie rende sempre più importante la pianificazione.

La regola per non trasformare il viaggio in un debito troppo pesante

Il credito può essere uno strumento utile per distribuire una spesa, ma non dovrebbe diventare il modo per rendere apparentemente accessibile una vacanza che il bilancio familiare non può sostenere.

La domanda decisiva da porsi prima di partire è quindi molto concreta: la rata sarà sostenibile anche dopo il ritorno a casa?

Se la risposta è sì, e il costo complessivo del finanziamento è chiaro e compatibile con il proprio budget, la rateizzazione può rappresentare una scelta consapevole.

Se invece la rata viene sostenuta soltanto rinunciando ad altre spese essenziali o accumulando ulteriori debiti, il rischio cambia completamente.

L’estate 2026 fotografa dunque un’Italia che non vuole rinunciare alle vacanze, ma che deve fare sempre più i conti con il loro prezzo.

I 225 milioni di euro finanziati nei primi sei mesi dell’anno sono il segnale di questa nuova realtà: per una parte dei viaggiatori, il biglietto per partire non si paga più tutto insieme. Una parte della vacanza viene acquistata oggi e saldata lentamente, anche quando il mare, l’hotel e la valigia sono ormai soltanto un ricordo.

23 Agosto 2026 ( modificato il 19 Agosto 2026 | 14:48 )
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