1:53 pm, 4 Novembre 26 calendario

Marte, ossigeno dall’aria: la rivoluzione della NASA

Di: Redazione Metrotoday

Ossigeno su Marte, la tecnologia della NASA

Approfondimento scientifico: il risultato riguarda gli esperimenti conclusi nel 2023, non un nuovo annuncio del 22 ottobre 2026.

🌐 Ossigeno su Marte, la tecnologia sviluppata dalla NASA apre una nuova prospettiva per l’esplorazione del Pianeta Rosso. L’esperimento MOXIE, installato sul rover Perseverance, ha dimostrato che è possibile ottenere ossigeno dall’anidride carbonica presente nell’atmosfera marziana. Il dispositivo ha prodotto complessivamente 122 grammi di ossigeno, segnando un progresso fondamentale verso future missioni umane.

La NASA ha dimostrato che Marte può fornire ossigeno

Una delle maggiori difficoltà per le future missioni umane su Marte riguarda la necessità di trasportare enormi quantità di materiali dalla Terra.

Acqua, cibo, ossigeno e combustibili rappresentano risorse indispensabili, ma il loro trasporto comporta costi e problemi logistici enormi.

La possibilità di produrre alcune di queste risorse direttamente sul Pianeta Rosso potrebbe cambiare profondamente il modo di progettare le spedizioni spaziali.

È proprio questa la prospettiva aperta da MOXIE, un esperimento tecnologico realizzato a bordo del rover Perseverance.

Il dispositivo ha dimostrato che è possibile estrarre ossigeno dall’atmosfera marziana attraverso un processo elettrochimico.

MOXIE, il dispositivo che trasforma l’anidride carbonica

L’atmosfera di Marte è composta prevalentemente da anidride carbonica.

MOXIE utilizza questa risorsa attraverso un sistema che separa elettrochimicamente l’ossigeno dalle molecole di CO₂.

Il processo richiede temperature elevate e un apparato capace di gestire i gas atmosferici.

L’ossigeno prodotto viene analizzato per verificarne purezza e quantità.

Il risultato non consiste nella scoperta di ossigeno libero nell’atmosfera, ma nella dimostrazione della possibilità di produrlo artificialmente utilizzando risorse locali.

È una differenza fondamentale.

Apparecchiatura MOXIE progettata per produrre ossigeno su Marte

I risultati dell’esperimento: 122 grammi di ossigeno

Il programma sperimentale ha prodotto un totale di 122 grammi di ossigeno, attraverso 16 attivazioni.

Durante i test, MOXIE ha raggiunto una produzione massima di circa 12 grammi all’ora, con una purezza pari o superiore al 98%.

Si tratta di quantità limitate rispetto al fabbisogno di una missione abitata.

Tuttavia, il risultato ha dimostrato il funzionamento del processo in un ambiente estremamente diverso da quello terrestre.

Il sistema è stato sperimentato in varie condizioni dell’ambiente marziano.

La tecnologia ha quindi superato una prova fondamentale: funzionare realmente su Marte e non soltanto in laboratorio.

Perché l’ossigeno serve anche ai razzi

L’ossigeno non è indispensabile soltanto alla respirazione degli astronauti.

Rappresenta anche un componente essenziale per numerosi sistemi di propulsione spaziale.

Una futura missione umana dovrebbe poter disporre di una quantità considerevole di ossigeno per alimentare il razzo destinato al viaggio di ritorno.

Trasportare tutto il materiale dalla Terra renderebbe la missione molto più complessa.

Produrne una parte direttamente sul pianeta potrebbe ridurre il carico necessario al momento del lancio.

La produzione locale di ossigeno rappresenta quindi una tecnologia potenzialmente strategica sia per la sopravvivenza degli astronauti sia per il loro ritorno a casa.

Paesaggio marziano fotografato dal rover Perseverance nel cratere Jezero

Dalla sperimentazione alla futura esplorazione umana

MOXIE non è stato progettato per sostenere direttamente una colonia umana.

La sua funzione principale era dimostrare la fattibilità della tecnologia.

Per alimentare una missione abitata servirebbero impianti di produzione notevolmente più grandi e sistemi capaci di operare continuativamente.

Sarebbero necessari anche dispositivi per l’immagazzinamento, la purificazione e la distribuzione dell’ossigeno.

La produzione dovrebbe essere integrata con altre infrastrutture, comprese quelle energetiche.

Il passo successivo non consiste quindi nel ripetere semplicemente l’esperimento, ma nel trasformarlo in una tecnologia industriale affidabile.

Tecnici impegnati nell'assemblaggio di componenti del rover Perseverance

Marte non diventa abitabile per una singola scoperta

L’esperimento non significa che l’atmosfera marziana sia diventata respirabile.

Marte continua a presentare condizioni ambientali incompatibili con la sopravvivenza umana senza sistemi di protezione.

La pressione atmosferica è estremamente bassa, le temperature possono essere molto rigide e l’esposizione alle radiazioni rappresenta un problema importante.

Gli esseri umani avrebbero comunque bisogno di habitat pressurizzati e sistemi di supporto vitale.

MOXIE ha dimostrato che è possibile produrre una risorsa indispensabile, non che il pianeta possa ospitare esseri umani senza infrastrutture avanzate.

Struttura sperimentale utilizzata per simulare una futura missione umana su Marte

Una conquista tecnologica che guarda al futuro

L’esplorazione umana di Marte richiede ancora soluzioni a problemi complessi.

Tra questi figurano la protezione dalle radiazioni, la gestione delle risorse idriche, la produzione di energia e la disponibilità di sistemi di trasporto affidabili.

La capacità di ottenere ossigeno dall’atmosfera locale rappresenta però una componente importante di questo percorso.

L’esperimento completato nel 2023 costituisce una delle dimostrazioni più significative del principio di utilizzare direttamente le risorse disponibili su un altro pianeta.

La conquista più importante non è aver prodotto una grande quantità di ossigeno, ma aver dimostrato che una futura missione umana potrebbe fabbricare su Marte una parte di ciò che le serve per sopravvivere.

Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative

4 Novembre 2026 ( modificato il 25 Ottobre 2026 | 13:55 )
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