10:41 am, 25 Ottobre 26 calendario

HHC e psicosi, l’allarme degli psichiatri dopo 33 ricoveri

Di: Redazione Metrotoday

HHC e psicosi, lo studio sui ricoveri

🌐 HHC e psicosi, uno studio clinico condotto in Irlanda ha analizzato 33 pazienti ricoverati dopo episodi psicotici associati all’uso di esaidrocannabinolo, cannabis o entrambe le sostanze. I ricercatori hanno osservato differenze nei sintomi emotivi e nel pensiero disorganizzato, sollevando interrogativi sui rischi dei nuovi cannabinoidi. La ricerca, tuttavia, è esplorativa e non dimostra che tutte le persone esposte a HHC sviluppino disturbi psichiatrici.

HHC, perché gli psichiatri studiano i nuovi cannabinoidi

Negli ultimi anni sono comparsi sul mercato prodotti contenenti cannabinoidi differenti dal tradizionale THC.

Tra questi figura l’esaidrocannabinolo, noto attraverso la sigla HHC, una sostanza con effetti psicoattivi che ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie.

La disponibilità di prodotti a base di nuovi cannabinoidi pone problemi di sicurezza, soprattutto quando le persone che li utilizzano non conoscono esattamente la composizione.

Uno studio retrospettivo realizzato presso l’University Hospital Galway, in Irlanda, ha analizzato pazienti ricoverati in seguito a episodi psicotici associati temporalmente all’uso di HHC, cannabis o entrambe le sostanze.

La ricerca prende in considerazione un campione limitato ma clinicamente rilevante.

L’obiettivo non è stabilire quanto sia frequente la psicosi tra tutti i consumatori di HHC, bensì descrivere le caratteristiche dei casi arrivati in ospedale.

Ricercatore sanitario impegnato nell'analisi di dati clinici

Lo studio sui 33 ricoveri: come è stato condotto

I pazienti osservati tra il 2023 e il 2025

I ricercatori hanno esaminato retrospettivamente i ricoveri presso un’unità psichiatrica per adulti.

L’intervallo considerato va dal 1° maggio 2023 al 31 luglio 2025.

Sono stati selezionati i casi nei quali risultava documentato un episodio psicotico associato all’uso recente di HHC, cannabis o entrambe.

Complessivamente sono stati inclusi 33 pazienti, per il 79% uomini.

Il campione è stato suddiviso in tre gruppi, secondo la sostanza riportata.

Gli autori hanno confrontato caratteristiche cliniche, sintomi e alcuni aspetti del trattamento.

La dimensione ridotta del campione impone particolare cautela.

I 33 ricoveri non rappresentano tutti i consumatori di HHC e non permettono di calcolare un rischio individuale di sviluppare psicosi.

Psicosi, quali sintomi sono stati osservati

La psicosi è una condizione nella quale può risultare alterata la capacità di distinguere alcuni contenuti mentali dalla realtà condivisa.

I sintomi possono comprendere convinzioni deliranti, allucinazioni e disorganizzazione del pensiero.

Nello studio irlandese, i ricercatori hanno osservato differenze tra i gruppi.

I sintomi affettivi sono risultati più frequenti nei pazienti associati esclusivamente all’HHC, raggiungendo l’89%.

Le percentuali riportate erano inferiori nei gruppi associati soltanto alla cannabis o alla combinazione delle due sostanze.

Anche alcune alterazioni della forma del pensiero sono apparse più frequenti nei gruppi esposti all’HHC.

Le differenze statistiche osservate sono segnali da approfondire, non conclusioni definitive sulla maggiore pericolosità relativa delle sostanze.

Corridoio di una struttura sanitaria ospedaliera

Il pensiero disorganizzato e le differenze cliniche

Perché lo studio considera i disturbi della forma del pensiero

Tra gli indicatori esaminati compare il cosiddetto disturbo formale del pensiero.

Questa espressione descrive alterazioni nel modo in cui le idee vengono organizzate ed espresse.

Una persona può presentare difficoltà nel mantenere un filo logico, passaggi improvvisi tra argomenti e altre caratteristiche osservabili durante la valutazione clinica.

Nell’indagine, alcune manifestazioni di pensiero disorganizzato sono state osservate più frequentemente nei gruppi con esposizione a HHC.

I ricercatori hanno individuato differenze in alcune comparazioni, ma sottolineano il carattere esplorativo dell’analisi.

La numerosità limitata e l’esecuzione di confronti statistici multipli rendono necessario replicare i risultati in campioni più ampi.

HHC e cannabis non sono sostanze identiche

L’HHC è un cannabinoide che presenta caratteristiche chimiche differenti rispetto al THC.

Può interagire con i sistemi biologici coinvolti negli effetti dei cannabinoidi, ma il suo profilo di sicurezza non è conosciuto con lo stesso livello di dettaglio delle sostanze maggiormente studiate.

I prodotti commerciali possono inoltre presentare differenze di concentrazione e purezza.

Questa variabilità rende più difficile valutare la quantità effettivamente assunta.

In alcuni casi, l’esposizione potrebbe comprendere altre sostanze non riportate dalla persona.

Una confezione che riporta la sigla HHC non garantisce automaticamente una composizione uniforme o un rischio prevedibile.

Per questo motivo i ricercatori considerano importante migliorare gli strumenti di identificazione dei cannabinoidi nei contesti clinici.

Analisi chimica di campioni mediante apparecchiature di laboratorio

I limiti dello studio: perché non dimostra un rapporto causale

Il lavoro è stato condotto esaminando cartelle cliniche già esistenti.

Questo tipo di ricerca permette di descrivere associazioni, ma presenta importanti limiti nell’individuazione delle cause.

Non è sempre possibile ricostruire con precisione dosi, composizione delle sostanze e presenza di ulteriori fattori di rischio.

Inoltre, tutti i pazienti del campione erano stati ricoverati con sintomi psicotici.

Manca quindi un gruppo rappresentativo di utilizzatori senza complicazioni, indispensabile per stimare la frequenza del problema.

Gli autori sottolineano che i risultati devono essere considerati generatori di ipotesi.

Non consentono di stabilire quanto l’HHC sia più o meno rischioso rispetto alla cannabis nella popolazione generale.

Quando cercare assistenza medica

La comparsa di allucinazioni, forte agitazione, confusione importante o comportamenti pericolosi dopo l’assunzione di sostanze psicoattive richiede una valutazione sanitaria tempestiva.

In presenza di un’emergenza è necessario contattare il 112.

È importante comunicare ai soccorritori quali prodotti sono stati assunti, quando e in quale quantità, se queste informazioni sono conosciute.

Non bisogna minimizzare i sintomi né cercare di gestire da soli una crisi psicotica grave.

Professionista sanitario durante una consultazione clinica

La ricerca futura sui cannabinoidi emergenti

Lo studio dell’University Hospital Galway contribuisce ad ampliare le conoscenze sui nuovi cannabinoidi e sulle manifestazioni cliniche associate al loro utilizzo.

Gli autori evidenziano l’esigenza di ulteriori studi, strumenti diagnostici migliori e analisi su campioni più ampi.

Il lavoro comprende 33 pazienti ricoverati tra maggio 2023 e luglio 2025 e documenta differenze in alcuni sintomi tra i gruppi esaminati.

I risultati indicano possibili segnali di rischio da approfondire, senza permettere di generalizzare la frequenza della psicosi a tutti gli utilizzatori di HHC.

Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.

25 Ottobre 2026 ( modificato il 22 Ottobre 2026 | 10:42 )
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