10:17 am, 11 Ottobre 26 calendario

Evaso dopo il battesimo della figlia: scovato nell’armadio della madre

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Napoli, evasione, battesimo della figlia e arresto: era uscito dal carcere grazie a un permesso premio per partecipare a un momento importante della vita familiare, ma non era più rientrato in cella. Dopo settimane di ricerche, un 22enne è stato rintracciato dai carabinieri nell’abitazione della madre, in piazza Mercato, a Napoli. Quando i militari hanno circondato lo stabile e sono entrati nell’appartamento, il giovane avrebbe tentato un’ultima mossa per sfuggire alla cattura: nascondersi dentro un armadio. La fuga si è conclusa con le manette e il trasferimento nel carcere di Poggioreale.

Dal battesimo alla fuga: il permesso premio che non doveva finire così

Un giorno di festa in famiglia, poi la decisione di non tornare in carcere. È la vicenda che ha portato all’arresto di un giovane di 22 anni, detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino.

Il ragazzo aveva ottenuto un permesso premio per assistere al battesimo della figlia. Un’occasione speciale, che gli aveva consentito di lasciare temporaneamente la struttura penitenziaria per prendere parte a un appuntamento importante per la sua famiglia.

Ma il 16 settembre, secondo la ricostruzione dei fatti pubblicata il 10 ottobre, il giovane avrebbe fatto perdere le proprie tracce senza presentarsi nuovamente in carcere alla scadenza del permesso.

Da quel momento è scattata la ricerca. I carabinieri hanno proseguito le attività investigative fino a risalire al luogo in cui il 22enne si sarebbe rifugiato: l’abitazione della madre, nel cuore di Napoli.

La vicenda si è conclusa con un intervento dei militari e il ritrovamento del giovane, che adesso dovrà tornare a fare i conti con la detenzione.

Il blitz dei carabinieri a piazza Mercato

La svolta è arrivata a Napoli, dove i carabinieri della Sezione operativa di Giugliano in Campania sono riusciti a individuare il nascondiglio del giovane.

Le indagini, secondo le ricostruzioni disponibili, non si erano mai fermate. Gli investigatori avrebbero seguito gli elementi raccolti fino a concentrare l’attenzione sull’abitazione della madre, in piazza Mercato.

A quel punto è scattato l’intervento. I militari hanno raggiunto lo stabile e, di fronte alla mancata apertura della porta, hanno circondato l’edificio per impedire possibili vie di fuga.

L’accesso all’appartamento sarebbe avvenuto attraverso un balcone. Una manovra che ha permesso ai carabinieri di entrare nell’abitazione senza lasciare al giovane la possibilità di allontanarsi indisturbato.

È stato allora che la situazione ha preso una piega quasi surreale: il 22enne avrebbe cercato riparo all’interno di un armadio, tentando di sottrarsi alla cattura proprio mentre i militari erano ormai arrivati nel luogo in cui si nascondeva.

Il tentativo, però, non è servito. Gli investigatori lo hanno individuato e arrestato, ponendo fine alla fuga.

Il nascondiglio nell’armadio e il trasferimento a Poggioreale

La scena dell’armadio è il dettaglio che ha reso la vicenda particolarmente singolare. Dopo settimane trascorse lontano dal carcere, il giovane si sarebbe ritrovato senza vie d’uscita nell’abitazione familiare.

Lo stabile era stato circondato e i militari erano riusciti a entrare nell’appartamento. A quel punto, secondo la ricostruzione pubblicata, il tentativo di nascondersi non avrebbe lasciato al 22enne alcuna possibilità concreta di evitare l’arresto.

Dopo essere stato bloccato, il giovane è stato accompagnato nuovamente in carcere, questa volta nella struttura di Poggioreale, a Napoli.

La pena residua indicata nelle ricostruzioni è di tre mesi e due giorni di reclusione. Il dato riguarda il periodo di detenzione riportato per il caso e va distinto da eventuali ulteriori conseguenze giuridiche legate alla mancata presentazione in carcere, che richiederebbero una verifica degli atti giudiziari.

La cattura chiude così la ricerca avviata dopo il mancato rientro a Bellizzi Irpino, ma riporta anche l’attenzione sulle condizioni e sulle regole che accompagnano la concessione dei permessi ai detenuti.

Che cosa sono i permessi premio e perché il mancato rientro è grave

I permessi premio sono strumenti previsti dall’ordinamento penitenziario italiano, concessi a determinate condizioni e sulla base di una valutazione individuale. Non rappresentano una liberazione definitiva, ma una possibilità temporanea di trascorrere un periodo fuori dall’istituto penitenziario.

La loro funzione è favorire il percorso di reinserimento sociale, mantenendo o ricostruendo legami familiari e relazioni esterne. La concessione non è automatica: tiene conto dei requisiti previsti dalla legge, della condotta del detenuto e degli altri elementi rilevanti per la decisione.

Il beneficiario deve rispettare le condizioni stabilite e rientrare nell’istituto alla scadenza prevista. Non presentarsi in carcere al termine del permesso può comportare conseguenze penali e incidere sulle future possibilità di ottenere benefici penitenziari, secondo le circostanze concrete e le decisioni dell’autorità giudiziaria.

Nel caso napoletano, il permesso era stato concesso per partecipare al battesimo della figlia. Un motivo familiare che spiega la ragione dell’uscita temporanea, ma che non modifica l’obbligo di rispettare i termini fissati.

La vicenda dimostra anche quanto sia delicato l’equilibrio tra il diritto a mantenere relazioni familiari e la necessità di garantire il rispetto delle misure detentive. I permessi hanno una funzione precisa nel percorso penitenziario, ma presuppongono il rispetto delle condizioni che li rendono possibili.

Una fuga finita nell’abitazione di famiglia

Il fatto che il giovane sia stato trovato proprio a casa della madre aggiunge un elemento significativo alla vicenda. Dopo aver fatto perdere le proprie tracce, il 22enne sarebbe tornato in un ambiente familiare, dove gli investigatori sono infine riusciti a rintracciarlo.

Non sono disponibili elementi sufficienti per stabilire da quanto tempo si trovasse esattamente nell’abitazione o se avesse cambiato più volte nascondiglio durante la fuga. È quindi importante non aggiungere dettagli non confermati alla ricostruzione.

Quello che emerge è la sequenza essenziale degli eventi: il permesso per il battesimo, il mancato rientro del 16 settembre, le ricerche dei carabinieri e infine il blitz a piazza Mercato.

Il tentativo di nascondersi nell’armadio non è bastato a evitare l’arresto. La presenza dei militari nello stabile e il perimetro predisposto intorno all’edificio hanno impedito, secondo quanto riportato, che il giovane riuscisse ad allontanarsi.

La vicenda si conclude quindi con il ritorno in carcere, ma lascia aperta la questione delle eventuali ulteriori conseguenze legali per il mancato rientro.

Il caso che riaccende l’attenzione sui controlli dopo i permessi

La storia del 22enne riporta al centro del dibattito il funzionamento dei permessi premio e le verifiche necessarie quando un detenuto non rispetta gli obblighi previsti.

Questi benefici sono concepiti per favorire il reinserimento, non per interrompere il percorso detentivo. La possibilità di trascorrere del tempo con i propri familiari può rappresentare una tappa importante, ma richiede il rispetto delle condizioni stabilite.

Quando il rientro non avviene, le autorità devono attivarsi per rintracciare la persona e procedere secondo quanto previsto dalla legge. In questo caso, le ricerche hanno condotto i carabinieri fino all’abitazione della madre, dove il giovane è stato trovato e arrestato.

La vicenda ha un epilogo che sembra uscito da una scena cinematografica: dopo essere uscito per il battesimo della figlia, il giovane è stato ritrovato nascosto in un armadio. Ma dietro il dettaglio che ha attirato l’attenzione c’è una questione concreta: il mancato rispetto delle condizioni di un permesso penitenziario e il conseguente intervento delle forze dell’ordine.

Per il ragazzo, la parentesi fuori dal carcere si è chiusa con il trasferimento a Poggioreale. Per gli investigatori, invece, si è conclusa un’attività di ricerca che durava da settimane

11 Ottobre 2026 ( modificato il 10 Ottobre 2026 | 20:24 )
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