5:39 pm, 15 Agosto 26 calendario

Europei di nuoto, Italia da impazzire: 4 medaglie a Parigi

Di: Sergio Raffo

🌐 Europei di nuoto 2026, l’Italia domina la sesta giornata a Parigi: Nicolò Martinenghi vince l’oro nei 50 rana davanti a Simone Cerasuolo, Anita Gastaldi conquista l’argento nei 200 misti e Sara Curtis completa la festa con il bronzo nei 50 stile libero e un nuovo record italiano.

Quattro medaglie in una sola serata. L’Italia del nuoto vive una delle giornate più intense dei Campionati europei di Parigi 2026, con gli azzurri protagonisti in quasi ogni finale.

Il risultato più significativo arriva dai 50 metri rana, dove Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo confezionano una spettacolare doppietta italiana. Martinenghi tocca per primo in 26″57, mentre Cerasuolo è secondo in 26″62, appena cinque centesimi più indietro.

Ma la festa azzurra non si ferma qui. Anita Gastaldi conquista un prestigioso argento nei 200 misti, migliorando nettamente il proprio primato personale, mentre Sara Curtis aggiunge un’altra medaglia al suo Europeo straordinario: è bronzo nei 50 stile libero, abbattendo per la prima volta in gara il muro dei 24 secondi con il nuovo record italiano di 23″99.

Una serata che conferma la profondità del movimento italiano e che arriva al termine di una settimana nella quale l’Italia sta raccogliendo risultati di altissimo livello.

Martinenghi, un altro oro dopo quello nei 100 rana

Il protagonista della serata è ancora una volta Nicolò Martinenghi.

Il campione azzurro conquista il titolo europeo nei 50 rana con una gara costruita sul filo dei centesimi. Il suo 26″57 gli permette di precedere proprio il compagno di nazionale Simone Cerasuolo, autore di 26″62.

È una doppietta dal valore particolare perché mette insieme due generazioni e due percorsi differenti della rana italiana.

Martinenghi, ormai uno dei grandi specialisti internazionali della disciplina, aggiunge così un’altra medaglia d’oro al titolo conquistato nella competizione. Cerasuolo, invece, conferma di essere stabilmente ai vertici della specialità dopo il titolo mondiale conquistato nel 2025.

Il distacco minimo rende ancora più spettacolare il risultato.

Cinque centesimi separano i due azzurri, con il bronzo assegnato all’olandese Koen de Groot, accreditato dello stesso tempo di Cerasuolo secondo il resoconto della giornata.

Una finale tutta italiana

La fotografia più bella della gara è proprio quella dell’arrivo.

Per una specialità come i 50 rana, dove ogni dettaglio può determinare il risultato, vedere due italiani occupare i primi due posti significa avere raggiunto un livello di competitività straordinario.

Martinenghi ha chiuso in 26″57, Cerasuolo in 26″62. Non c’è stato quindi alcun margine per gli avversari, con l’Italia capace di trasformare la finale europea in una sorta di confronto interno.

È anche un segnale importante per il futuro della rana azzurra.

Il movimento può contare contemporaneamente sull’esperienza di Martinenghi e sull’esplosività di Cerasuolo, due interpreti capaci di competere per le medaglie nelle principali manifestazioni internazionali.

Cerasuolo, l’argento che conferma la sua crescita

Per Simone Cerasuolo, l’argento di Parigi rappresenta un altro tassello di una carriera che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita rapidissima.

Il nuotatore italiano ha già dimostrato di poter vincere a livello mondiale e arriva agli Europei con credenziali importanti proprio nei 50 rana.

La finale parigina non gli consegna l’oro, ma il risultato resta di assoluto prestigio.

Il 26″62 è sufficiente per salire sul secondo gradino del podio e soprattutto per firmare una doppietta insieme a Martinenghi.

Il confronto tra i due è destinato a diventare uno dei temi più interessanti della rana italiana dei prossimi anni.

Non è più soltanto una questione di medaglie individuali. La presenza contemporanea di due atleti competitivi significa che l’Italia può guardare alle grandi competizioni internazionali con una consapevolezza diversa.

Anita Gastaldi, il primo grande argento in vasca lunga

La seconda medaglia d’argento della serata arriva da Anita Gastaldi.

Nei 200 misti l’azzurra chiude in 2’10″07, alle spalle dell’irlandese Ellen Walshe, vincitrice in 2’09″81. Terza la belga Roos Vanotterdijk, a soli tre centesimi da Gastaldi in 2’10″10.

Il risultato ha un valore particolare perché rappresenta la prima medaglia di Gastaldi a un Campionato europeo in vasca lunga.

E non è soltanto una medaglia.

L’azzurra migliora infatti il proprio primato personale di ben nove decimi, mostrando un salto prestazionale significativo proprio nel momento più importante della stagione.

La distanza dal titolo europeo è inferiore ai tre decimi, mentre il bronzo è rimasto a soli dieci centesimi.

Un record personale che vale quasi quanto il podio

In gare di questo livello, il tempo racconta spesso una storia più completa della classifica.

Gastaldi non si limita a difendere una posizione: migliora sensibilmente il proprio limite e dimostra di avere ancora margini di crescita.

Il 2’10″07 la porta a un passo dal titolo europeo e conferma la solidità del percorso intrapreso.

Per un’atleta alla prima medaglia continentale in vasca lunga, è un risultato che può cambiare la percezione del proprio livello internazionale.

L’argento di Parigi non arriva per caso: è il prodotto di una prestazione nella quale il primato personale viene abbassato proprio quando serviva.

Sara Curtis, un altro record dopo l’oro nei 50 dorso

Poi c’è Sara Curtis, che continua a vivere un Europeo semplicemente straordinario.

La giovane azzurra, dopo avere conquistato l’oro nei 50 dorso con il record mondiale di 26″56, torna in acqua per la finale dei 50 stile libero.

E anche questa volta lascia il segno.

Curtis chiude in 23″99, conquista la medaglia di bronzo e soprattutto diventa la prima italiana a scendere sotto la barriera simbolica dei 24 secondi nella specialità.

Il precedente record italiano era il 24″09 nuotato al Settecolli di Roma nel giugno scorso.

Il miglioramento è quindi di dieci centesimi.

Nel nuoto sprint, una differenza enorme.

Curtis entra definitivamente tra le protagoniste dello sprint

La progressione di Curtis è forse uno degli elementi più interessanti dell’intero Europeo italiano.

A soli 19 anni, la nuotatrice piemontese non si limita a ottenere piazzamenti: riscrive i propri limiti e quelli della velocità italiana.

Il bronzo nei 50 stile libero arriva dietro due avversarie di assoluto livello, ma il dato più importante è proprio il cronometro.

Scendere sotto i 24 secondi significa entrare in una dimensione competitiva completamente diversa.

La vittoria è andata alla svedese Sarah Sjöström, mentre l’argento ha completato il podio internazionale. Curtis ha però lasciato Parigi con un altro record nazionale e con la conferma di poter competere per le medaglie anche nello sprint puro.

Razzetti sfiora il podio e riscrive il record italiano

Non tutte le prestazioni azzurre hanno portato una medaglia.

Alberto Razzetti ha chiuso al quarto posto nei 200 farfalla, ma il suo risultato merita comunque attenzione.

Il tempo di 1’54″23 gli consente di migliorare il precedente record italiano della specialità, l’1’54″28 realizzato da Federico Burdisso a Budapest nel 2020.

Razzetti ha inoltre abbassato il proprio primato personale, che era di 1’54″47, stabilito ai Mondiali di Singapore nel 2025.

Il problema è arrivato negli ultimi metri.

L’azzurro sembrava destinato a chiudere sul podio, ma è stato superato nel finale dal greco Apostolos Siskos, terzo in 1’54″13. L’oro è andato al francese Léon Marchand con un nettissimo 1’51″72, mentre l’ungherese Richard Marton ha conquistato l’argento in 1’54″06.

È il classico risultato capace di lasciare sentimenti contrastanti: un record italiano, ma nessuna medaglia.

Quadarella, l’Italia aveva già festeggiato nei 1500

La giornata azzurra arriva inoltre sulla scia di un’altra impresa.

Nei 1500 stile libero, Simona Quadarella aveva conquistato l’oro europeo con una gara di grande autorità.

La romana ha comandato dall’inizio alla fine, chiudendo in 15’46″22, nuovo record dei Campionati, davanti alla tedesca Isabel Gose, seconda in 15’49″31, e alla connazionale Maya Werner, terza in 15’52″50.

Per Quadarella si tratta del decimo oro continentale, un traguardo che conferma la sua posizione tra le grandi interpreti del mezzofondo europeo.

La vittoria nei 1500 aggiunge quindi ulteriore peso al bilancio italiano nella vasca parigina.

Un’Italia sempre più protagonista a Parigi

La caratteristica più interessante di questi Europei non è soltanto il numero delle medaglie.

È la varietà degli atleti capaci di andare a podio.

Martinenghi domina la rana, Cerasuolo conferma la propria dimensione internazionale, Gastaldi emerge nei misti e Curtis continua a sorprendere nella velocità.

A questi risultati si aggiungono le prestazioni di atleti come Razzetti, capaci di migliorare record italiani pur restando fuori dal podio.

È il segnale di una nazionale che non dipende da un’unica generazione o da pochi nomi.

La profondità della squadra permette all’Italia di essere competitiva in specialità molto diverse tra loro.

Il significato della doppietta nei 50 rana

La doppietta Martinenghi-Cerasuolo merita però una considerazione particolare.

Il 50 rana è una gara nella quale non esiste praticamente spazio per gli errori. Una partenza leggermente meno efficace, una virata imperfetta o un arrivo ritardato di pochi centesimi possono cambiare completamente il podio.

A Parigi, l’Italia ha occupato le prime due posizioni.

È un risultato che va oltre il singolo titolo europeo.

Significa avere due specialisti italiani capaci di giocarsi contemporaneamente la vittoria nella stessa finale internazionale.

Per il movimento azzurro della rana è una garanzia di continuità.

Una giornata che cambia anche le aspettative

Gli Europei sono spesso una tappa fondamentale per valutare lo stato di salute di una nazionale.

I risultati ottenuti a Parigi indicano che l’Italia può presentarsi alle prossime grandi competizioni con ambizioni importanti.

Martinenghi ha confermato la propria esperienza.

Cerasuolo ha dimostrato che il successo mondiale non era un episodio isolato.

Gastaldi ha trovato una prestazione da grande appuntamento.

Curtis ha fatto un altro salto di qualità, prima con un record mondiale e poi con un nuovo primato italiano.

E Razzetti, pur senza medaglia, ha lasciato la manifestazione con un record nazionale.

Sono tutti elementi che compongono un quadro molto positivo.

Il nuoto italiano guarda avanti

La sesta giornata degli Europei di Parigi consegna quindi un’Italia capace di vincere, migliorarsi e sorprendere.

Il oro di Martinenghi, l’argento di Cerasuolo, il secondo posto di Gastaldi e il bronzo con record italiano di Curtis rappresentano il bottino più evidente.

Ma dietro le medaglie ci sono anche segnali importanti: record personali, primati nazionali e piazzamenti di alto livello.

La serata parigina ha mostrato soprattutto una cosa: l’Italia non è protagonista per caso.

La rana ha due uomini da podio, lo sprint femminile ha trovato una nuova protagonista e i misti hanno scoperto una Gastaldi capace di avvicinarsi alle migliori d’Europa.

Con ancora una giornata da vivere, il bilancio è già quello di una spedizione azzurra destinata a lasciare il segno.

E se Martinenghi e Cerasuolo hanno trasformato i 50 rana in una festa italiana, Sara Curtis ha aggiunto un’altra pagina alla propria rapida ascesa internazionale.

Parigi 2026, per l’Italia del nuoto, è sempre più una storia di medaglie ma anche di nuovi protagonisti.

15 Agosto 2026
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